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29 luglio 2015 3 29 /07 /luglio /2015 06:04
L'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei tori
L'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei tori
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L'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei tori
L'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei tori

Ogni anno, tra il 7 e il 14 luglio, in occasione della Festa di San Firmino, una delle più celebri e popolari feste religiose (e non solo) nel mondo, le strade di Pamplona si riempiono di migliaia di persone armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori. Abitanti della città, corridori esperti, insieme a migliaia di turisti di ogni parte del mondo si preparano a condurre i tori dal recinto dove hanno passato la notte fino alla Plaza de Toros: 825 metri di viette lastricate, che vengono percorse in un tempo medio inferiore ai tre minuti. Alcuni partecipanti sono raggiunti dai tori e può capitare che vengano feriti da cornate o calpestate o schiacciate dai tori. Il pericolo viene principalmente dal disattendere le indicazioni molto ben conosciute dagli esperti o dal correre senza essere nelle giuste condizioni, dato che molti, turisti e non, si apprestano a correre senza aver dormito, alcuni dopo aver passato la notte tra bevute interminabili.

Comunque, con la quantità di gente presente sono aumentati i rischi anche per i corridori più esperti.
In realtà sono pochi quelli che, a colpi di giornale, guidano i tori; la maggior parte dei corridori, specie gli esordienti, corrono a una certa distanza. Ogni giorno la corsa è ripresa e trasmessa in diretta da TVE.

Malgrado la popolarità, durante la corsa dei tori si sono verificano sempre degli incidenti cruenti dovuti sia alla temerarietà dei corridori, sia agli imprevisti: dopo tutto gli scalmanati e gli ardimentosi hanno a che fare con dei tori dalle corna acuminati e con una massa corporea possente. E, nello stesso tempo, la conclusione della corsa dei Tori è sempre cruenta, poichè i sei tori che corrono ogni mattina verranno sacrificati il pomeriggio nella corrida.
Per questo motivo, soprattutto negli ultimi anni delle Associazioni animaliste si sono mobilitate con spettacolari manifestazioni tendenti ad intralciare la corsa dei tori, con gesti altamente simbolici, tentando di attivare negli spettatori e nei protagonisti, sottoposti all'incanto di una tradizione secolare, una maggiore sensibilizzazione, in linea con l'evoluzione della cultura animalista e di rispetto di ogni forma di vita.

Animalisti contro la corrida a Pamplona
Origini. L'origine medioevale è dovuta ai pastori navarri che portavano i tori dalle praterie della Navarra fino alla Plaza Mayor, che faceva da antecedente alla plaza de toros. Trascorrevano la notte precedente la corrida accampati vicino alla città, e all'alba entravano circondati dai tori e accompagnati da gente che, a cavallo o a piedi, aiutava con pali e grida a chiuderli nei recinti all'aperto. Con il passare del tempo, verso la fine del secolo XIX, si passò da correre dietro di essi per aiutare a rinchiuderli, a correre davanti, e il tutto cominciò a convertirsi in costume popolare.
Percorso. Il percorso si snoda lungo le strade della parte vecchia della città, per una una lunghezza di circa 850 metri. Inizia dai recinti degli animali, alla base della salita di Santo Domingo, salendo verso la Plaza Consistorial (Piazza del municipio) e girando verso via Mercaderes, per accedere a calle Estafeta che conduce infine per il tratto di Telefonica fino alla strettoia (Callejon), che porta alla Plaza de Toros. L'itinerario originale terminava nella Plaza del Castillo, ed è cambiato nella storia, dato che fu nel 1856 la prima volta che si corse lungo la via chiamata Estafeta. L'angolo tra Mercaderes ed Estafeta è un luogo molto conosciuto ed ambito dai fotografi, in quanto i tori tendono a scivolare lungo l'esterno della curva e da sotto lo steccato di protezione o dai balconi vengono scattate fotografie degne di nota. La via Estafeta è il tratto retto più lungo dell'encierro.
La mandria compie il percorso completo in media in quattro minuti, a circa 25 km/h, ed è composta da sei tori e otto buoi, seguiti da dei giovani che fanno da pastori in caso che i tori o i buoi restino indietro o addirittura invertano il senso di marcia. I tori tendono a seguire i buoi e gli altri tori, e se lasciati indietro dal gruppo aumenta notevolmente la loro pericolosità per chi corre. La mandria cambia ogni giorno, in quanto i tori verranno probabilmente uccisi nella corrida del pomeriggio e partecipano pertanto 8 mandrie e corrispondenti allevatori durante i Sanfermines.
Prima dell'encierro. Qualunque persona che abbia compiuto i 18 anni può correre nell'encierro, semplicemente entrando sul percorso recintato prima dell'inizio. Il numero di corridori va dai più di 2.000 di un giorno normale a più di 3.500 durante i fine settimana, e cresce con gli anni. Le misure di sicurezza comprendono il divieto di entrare ubriaco, di portare macchine fotografiche o telecamere e altri oggetti che possano ostacolare o mettere in pericolo la sicurezza dei corridori. Prima di ogni encierro la polizia forma cordoni di sicurezza per pulire il fondo stradale teatro della lunga baldoria notturna, e per evitare che si formino agglomerazioni, e che così i giovani (corridori dell'encierro) si distribuiscano più o meno uniformemente lungo il percorso. Durante gli 8 giorni in cui si corre l'encierro, nei minuti precedenti la corsa, i partecipanti chiedono aiuto a San Firmino intonando per tre volte - alle 7:55, 7:57 e 7:59 - una breve canzone a una piccola immagine di San Firmino che si colloca ogni mattina in una cavità della salita di Santo Domingo:
«A San Fermín pedimos, por ser nuestro patrón, nos guíe en el encierro dándonos su bendición. Entzun, arren, San Fermin, zu zaitugu patroi, zuzendu gure oinak entzierro hontan otoi».
«A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione. A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione».
Dal 2009 si canta sia in castigliano sia in basco.
Alle 8 viene lanciato un razzo, che indica l'apertura dei recinti, seguito da un secondo che indica che i tori sono già usciti.
Durante l'encierro. L'encierro si può osservare dagli steccati di legno che vengono installati lungo le strade, sebbene per potersi sedere in posizione utile sia necessario posizionarsi prima delle sei nei luoghi adeguati, in quanto la gente si accoda prima ancora che vengano montati. Le alternative sono i balconi privati a prezzi abbastanza alti, oppure la plaza de toros, dove ci sarà da pagare un modico prezzo i giorni festivi ed il fine settimana, e l'ingresso è gratuito per il resto della settimana. L'unico altro modo per vedere i tori durante la corsa è correre. In tal modo, se si riesce ad arrivare alla plaza de toros prima che vengano chiuse le porte, cioè prima che arrivino i tori, è anche possibile entrare insieme al fiume di gente che li precede. Le persone che entrano decisamente prima che arrivino i tori vengono fischiate dal pubblico, che li indica così come codardi. I tori che corrono sono sei e sono destinati ad arrivare nella plaza de toros dove si terrà la corrida. Ci sono certe norme di sicurezza per correre l'encierro che tutti dovrebbero conoscere. Queste includono non alzarsi immediatamente in caso di caduta e coprirsi la testa con le braccia in posizione fetale, pena il rischio di cornata grave da parte dei tori. È anche importante prendere per l'interno la curva di Mercaderes con Estafeta, dato che se i tori arrivano molto rapidamente o se il suolo è scivoloso, è probabile che colpiscano con tutto il loro peso lo steccato di protezione all'esterno
Dopo l'encierro. I servizi sanitari prestano i loro servigi gratuitamente a tutte le persone ferite durante l'evento. Dopo l'encierro, quando la mandria è entrata nei recinti della Plaza de Toros, si lasciano libere giovani vacche (vaquillas), di modo che i mozos si divertano correndo con loro e toreandole. In questa occasione chi si prende gioco del bovino toccandolo o disturbandolo oltre misura viene sollenemente fischiato. Durante questo tempo di circa mezz'ora i bovini sono circondati da una moltitudine di persone, ma le seppur minime protezioni che vengono poste intorno alle loro corna fanno sì che quest'attività sia molto meno pericolosa della corsa che avviene in precedenza.
Curiosità. L'encierro più lungo della storia documentata avvenne l'11 luglio 1959, durò la bellezza di 30 minuti, invece il più rapido il 14 luglio 2015 terminò in solo 2 minuti e 5 secondi, tuttavia l'11 luglio 1997 un toro chiamato Huraño, impiegò appena 1 minuto e 45 secondi per compiere l'intero percorso. Tra il 1922 e il 2009 ci sono state 15 vittime, spesso causate dagli animali, ma in paio di occasioni due persone sono state uccise nello stesso giorno da parte del medesimo toro; accadde il 10 luglio 1947 ad opera di Semillero ed il 13 luglio 1980 per colpa di Antioquio. L'ultima tragedia è del 10 luglio 2009, protagonista Capuchino.
Altri tori sicuri responsabili di incidenti mortali furono: Reprochado nel 1969, Palmello nel 1974, Navarrico nel 1975, Silletero nel 1977, Castellano nel 1995 e Castillero nel 2003.
Il 12 luglio 2004 e lo stesso giorno del 2007, ben otto persone vennero incornate, infine il 9 luglio 1994 si contò il numero record di feriti anche se lievi (107).
La festa di San Firmino (Fiestas de San Fermín o Sanfermines in spagnolo, Sanferminak in basco) viene celebrata ogni anno a Pamplona, capitale della regione spagnola di Navarra.
Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia le feste. Poco prima di quell'ora il sindaco o un consigliere esce dal balcone del municipio. Sotto, nella piazza, migliaia di persone aspettano il momento e l'ansia collettiva sale mano a mano che si avvicina l'ora. Si stappano centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo, dividendole in parti uguali tra lo stomaco e i vestiti propri e dei vicini. La ressa è notevole e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi. Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla. Quando la persona incaricata dello sparo si avvicina al razzo, si ode un ruggito generale della popolazione. Con ilrumore presente si può appena udire il grido rituale:
"Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermin!".
Quindi c'è una specie di attacco di pazzia collettiva e tutta la città cambia in un istante: comincia la festa generale e una ubriacatura mattutina degna di tale nome.
Una delle attività più famose dei Sanfermines è l'“Encierro”, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la Plaza de Toros.
L'encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.
Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un nutrito gruppo di pamplonesi e turisti si riunisce nella piazza del municipio per dare l'arrivederci ai sanfermines dopo 8 giorni di baldoria senza freni. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, e allo stesso tempo li invita ad essere presenti l'anno seguente. Il momento culminante è costituito da una salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il breve canto finale che recita:
«Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín».
«Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino».

Pamplona Bull RunLa festa ha un'origine che risale a vari secoli fa, sebbene la sua forma attuale sia un fenomeno recente, data la singolarità della festa, che senza dubbio è l'evento per il quale più si conosce Pamplona nel mondo. La sua fisionomia attuale, affollata e cosmopolita, è il risultato di una lenta evoluzione che risale al Medioevo.
Tre celebrazioni indipendenti stanno all'origine della festa: gli atti religiosi in onore di San Firmino, anteriori al XII secolo, le feste commerciali e la corrida, entrambe documentate a partire dal XIV secolo. In più, i pamplonesi celebrano il patrono della loro città San Saturnino, il 29 di novembre. Stanchi dell'inclemenza del clima autunnale i cittadini decisero nel 1591 di spostare la festa al giorno del co-patrono di Navarra, San Firmino, il 7 luglio. La coincidenza della festività religiosa, del clamore suscitato dalla festa, e della corsa dei tori danno alla festa l'aspetto che la contraddistingue ai giorni nostri. Il patrono della città, San Saturnino, continua ad essere commemorato con una festa molto più modesta il 29 di novembre. Per molti visitatori questo fatto porta alla convinzione errata che San Firmino sia il patrono della città.
Lo scrittore statunitense Ernest Hemingway fu tra le persone che contribuirono a pubblicizzare l'evento mediante il suo libro Fiesta.

L'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei toriL'Encierro di Pamplona. 850 metri di corsa davanti alla carica dei tori
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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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