Una lettura imperdibile per gli appassionati di canottaggio e di sport in generale (e degli insegnamenti che le discipline sportive possono veicolare) è il volume - di recente edito da Mondadori (2015) - di Daniel James Brown, Erano ragazzi in barca. La vera storia della squadra di canottaggio che umiliò Hitler.
Il romanzo racconta un episodio rilevante in occasione degli XI Giochi Olimpici Moderni di Berlino (1936) ed è incentrato sulla straordinaria vittoria dell'Otto con che sconfisse in finale l'analogo armo tedesco nella corsa verso la vittoria, fortemente vagheggiata da Hitler.
In certo qual modo si può considerare l'analogo della bruciante umiliazione inferta ad Hitler e al suo malriposto orgoglio fondato sui falsi valori della supremazia della razza ariana dal mitico Jesse Owen.
Il pomeriggio del 14 agosto 1936 a Berlino, sullo specchio d'acqua del Langer See, sotto gli occhi di Adolf Hitler e di una folla immensa si svolge la finale dell'otto maschile, la gara di canottaggio più attesa dell'XI Olimpiade. In sesta corsia, la meno favorevole, l'equipaggio statunitense si prepara a coronare un sogno incredibile, la conquista della medaglia d'oro, in uno dei più emozionanti e sorprendenti trionfi negli annali della specialità.
Solo pochi mesi prima, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità di vittoria della squadra dell'Università di Washington, formata da ragazzi di umili origini, figli di un'America messa in ginocchio da una spaventosa crisi economica. Eppure, spinti dall'insopprimibile desiderio di cambiare un destino apparentemente segnato, gli studenti della Washington sostengono senza battere ciglio allenamenti sfiancanti in condizioni climatiche proibitive e, grazie all'aiuto di tecnici esperti e inflessibili, ma ricchi di umanità, imparano a superare individualismi e gelosie, e a fidarsi ciecamente l'uno dell'altro, trasformandosi in una delle migliori squadre di canottaggio di tutti i tempi.
Tra questi ragazzi spicca Joe Rantz, entrato nell'equipaggio per guadagnare un po' di autostima e trovare il proprio posto nel mondo insieme alla sua adorata Joyce. Per lui in particolare, con una dolorosa vicenda familiare alle spalle, la disciplina imposta dallo sport agonistico traccia il faticoso percorso verso la maturità, dandogli l'orgogliosa consapevolezza – ancora ben viva settant'anni dopo – di aver compiuto un'impresa memorabile.
Alla luce di una grande mole di documenti dell'epoca – quotidiani, giornali radio, notiziari cinematografici, diari privati – e di interviste e colloqui con i protagonisti e i loro parenti e amici, Daniel James Brown racconta con la passione e la leggerezza del romanziere una pagina di storia sportiva troppo a lungo ignorata, tracciando dapprima il fedele ritratto di un'America che tenta faticosamente di uscire dalla Grande Depressione, e poi, attraversato l'oceano, descrivendo la straordinaria avventura vissuta da nove ragazzi dello Stato di Washington in una ventosa giornata dell'estate 1936 nella Berlino nazista. Un raggio di luce alla vigilia di uno dei periodi più bui dell'umanità.
Daniel James Brown è autore di due saggi,Under a Flaming Sky: The Great Hinckley Firestorm of 1894 (2007), finalista al Barnes & Noble Discover Award, e The Indifferent Stars Above: The Arrowing Saga of a Donner Party Bride(2010). Ha tenuto corsi di scrittura presso la San José State University e la Stanford University.
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