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28 maggio 2019 2 28 /05 /maggio /2019 07:13
Franco Michieli, L'estasi della corsa selvaggia.  Piccoli voli a corpo libero dalla terra al sogno, Ediciclo Editore (Collana Piccola filosofia di viaggio), 2017

Franco Michieli, nel suo L'estasi della corsa selvaggia. Piccoli voli a corpo libero dalla terra al sogno, pubblicato nel 2017 da Ediciclo (Collana Piccola Filosofia di Viaggio), ci racconta della sua passione per per la "corsa selvaggia" e del suo specialissimo modo di interpretare la pratica della corsa in natura.

L'autore, prima di diventare un cultore del trekking di alto livello (nell'ambito della quale disciplina ha siglato alcune grandi imprese), ma anche delle lunghissime camminate a piedi in totale autonomia, ha praticato in gioventù la corsa competitiva, misurandosi - se ricordo bene - nella distanza dei 1500 metri. Poi, ha lasciato l'agonismo, ma non ha dimenticato la pratica della corsa che ha voluto sviluppare a misura delle sue esigenze e dei suoi ideali.
Proprio durante la naja, alla ricerca di stimoli che lo facessero sentire vivo e vitale e che gli procurassero soprattutto empiti di libertà, riesumò la pratica della corsa adolescenziale. Ma in una sua speciale versione, di cui riassumo qui alcune caratteristiche:
1. si trattava di corse in totale libertà, in solitudine, con lo scopo di raggiungere nel più breve tempo possibile (ma senza lo stress della gara e della competizione con altri) colli, alpeggi, cime montuose.
2. Le sue corse erano "a tempo" e quindi senza l'occasionale oziosità delle camminate outdoor in montagna: per tutto il servizio militare erano limitate dal tempo della libera uscita, una cui parte doveva essere impiegata per raggiungere in auto il punto di inizio della corsa nella location prescelta. Ma in ogni caso, benché un occhio all'orologio fosse necessario (soprattutto al tempo dei quelle sue prime esperienze) o possa comunque tornare utile, per mantenere un certo orientamento temporale, la corsa selvaggia esclude rigorosamente l'uso del cronometro. L'obiettivo non è siglare dei record, ma dimostrare - soprattutto a se stessi - che compiere una certa impresa è possibile.
3. Solo in seguito, una volta finito il servizio militare i suoi obiettivi poterono farsi ancora più ambiziosi, non avendo più la spada di Damocle del limite di tempo puntata addosso.
4. Pur andando in montagna, l'attrezzatura di Michieli era ridotta al minimo: totale libertà dunque.
5.Totale rifiuto della tipologia della Corsa in Montagna e dello Sky Running e delle loro estremizzazioni atturali, ma soprattutto delle imprese cronometriche.
Quella di Michieli si configurò subito, così egli descrive in questo piccolo e affascinante libro, come una corsa fuori da qualsiasi schema conosciuto, certamente non omologabile: ma egli precisa che non vuole imporre il suo Verbo a nessuno. Gli preme soltanto sottolineare che questo è il suo personale modo di intendere la corsa in natura. 
Una corsa che lui stesso ha definito "selvaggia" e tale da suscitare, per via di questa sua particolarissima configurazione, una condizione "estatica"della mente.
Successivamente Michieli ha avviato un'intenso attività di Trekking che ha raccontato in altri libri, ma - nel corso del tempo - ha mantenuto e affinato la pratica della corsa selvaggia.Questo scritto di Michieli si legge con molto interesse, sia perché si presenta in forma di diario molto personale, ma soprattutto perché - considerando il fanatismo che avviluppa il mondo della corsa in natura (sia da parte dei top runner sia da parte dell'esercito degli "amatori" - propone in fondo quello che è un sano antidoto ad ogni forma agonismo "malato" e "coatto": qui, infatti l'unico confronto è con se stesso e con il desiderio di raggiungere dei propri personali traguardi, vivendo al tempo stesso un vivificante rapporto con la natura.

Franco Michieli

(Quarta di copertina) La collana «Piccola filosofia di viaggio» ha invitato Franco Michieli, geografo ed esploratore, corridore in incognito, a raccontare la corsa selvaggia in natura: una pratica istintiva e poetica lontana da cronometri e competi/ione. 
Un'esperienza liberatrice, in empatia con animali e montagne, in cui il tempo pare dilatarsi e la distanza ridursi. L'estasi dell'immaginazione.

L'Autore. Franco Michieli classe 1962, geografo, residente nelle Alpi, scrittore e originale esploratore, è esperto nel campo delle lunghe traversate selvagge. Da ragazzo ha praticato l’atletica leggera, recuperata in forma nuova quando, costretto in caserma dal servizio militare, la corsa gli permise di salire e scendere decine di vette della Valle d’Aosta nelle brevi libere uscite serali. Da allora la corsa selvaggia fa parte della sua vita. Fra i suoi libri, “La vocazione di perdersi” (Ediciclo 2015), finalista al Premio Alvaro, ma anche il recente "Andare per silenzi", edito da Mondadori nel 2018

 

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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