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17 giugno 2013 1 17 /06 /giugno /2013 10:16

100 km del Passatore (41^ ed.). Il racconto del siracusano Vincenzo Altamura, finisher: Vincenzo Altamura (appartenente alla compagine "Idea Events Marathon" e uno degli organizzatori della Siracusa City Marathon), già finisher di una precedente edizione, ha partecipato alla 41^ 100 km del Passatore che si è svolta tra il 25 e il 26 maggio 2013, con numerosi altri siracusani che hanno così dato vita sulle strade del Passatore ad un avvicente spirito di squadra. Nel gruppo di Siracusani che hanno preso parte alla Cento, anche l'esordiente Raffaella Casaburi.
Di seguito il suo racconto che parte da lontano, cioè dalla decisione presa di gareggiare sulla distanza dei 100 km per la seconda volta, dopo l'esperienza condotta felicemente a termine nel 2012, racconto che volentieri pubblichiamo.

Vincenzo Altamura così sintetizza felicemente la sua esperienza:
  • ci sono riuscito perché credo in quello che faccio;
  • ci sono riuscito perché ho cercato di trasmettere fiducia nelle proprie potenzialità;
  • ci sono riuscito perché ho limato il mio tempo precedente della Torino - Saint Vincent 2012;
  • ci sono riuscito a chiudere la gara senza farmi male e con le braccia al vento;
  • infine, ci sono riuscito a riportare a Casa il Passatore! 


(Vincenzo Altamura) La 100 km del Passatore 2013 è finita  e si pensa solo a recuperare le forze. Mentre sono a casa e seduto davanti alla mia radio e partecipo   ad una gara radioamatoriale utilizzando il  nominativo IT9NVA mi viene in mente che è giunto il momento di iniziare a scrivere due paroline riguardante  la gara   trascorsa ormai  da sette giorni.

I preamboli e la preparazione. Penso che, per evitare di entrare subito nel vivo del percorso, forse è meglio fare un passo indietro e parlare dell’avvicinamento  al grande evento.

E' risaputo che chi affronta questa 100 km la prima volta e la termina in condizioni umane accettabili, viene spontaneo rimettersi in gioco una seconda volta.

Forti dell’esperienza 2012, io e il caro ultrafinisher Emanuele Miceli abbiamo deciso di incontrarci piu' volte per  pianificare la migliore strategia di gara possibile e soprattutto per acquistare con ampio anticipo i biglietti aerei, dando definitivamente un senso compiuto alla nuova pazzia in procinto di iniziare.

Litighiamo come due fratelli, pizzolato si pizzolato no? carico medio, leggero, medio alto? Ma il buon senso dice di iniziare carico leggero e inserire successivamente il carico medio.

Unica mia raccomandazione è che l'impegno vero partirà solo dopo aver terminato l'organizzazione della Siracusa City Marathon del 27 gennaio essendo parte attiva.

Si inizia  speranzosi, con  tanta buona volontà.

Altamura Passatore 2013Whoops! Ecco che irrompe nella scena una terza figura, una donna, Raffaella Casaburi, mai conosciuta in precedenza, forse vista durante le uscite domenicali  e  comunque amica di infanzia di  Emanuele.

E come in tutte le civiltà e i sodalizi giovani iniziano le prime incomprensioni.

Raffaella ritiene che il carico medio non basta e forse ci vuole il carico pesante di Pizzolato + palestra + piscina.

Cerchiamo di farle capire che il nostro obiettivo è di chiudere la gara in 13 ore circa, senza farsi male e ritornare con la pellaccia a casa ma soprattutto  terminare la gara con il sorriso e le braccia al vento per immortalare l’evento.

Come sempre prevale il buon senso e si attua quanto già stabilito in precedenza.

In ogni caso, chi se la sentiva poteva aggiungere altri allenamenti  rispettando quello principale.

I chilometri scorrono, giorno dopo giorno, in scioltezza e notiamo che Raffaella ha decisamente una marcia in più, dimostrando di possedere una riserva di energie be più cospicua della nostra.

Sarà la palestra o la piscina, ma è, nel complesso, molto dinamica ed energica.

Il primo test di verifica è la Mezza di Riposto (CT) e la mia unica raccomandazione nei confronti di Emanuele è stata quella di non sforzarsi ad inseguire il proprio primato perchè gli allenamenti sostenuti ad oggi non lo permettono.

Ho parlato con il muro.

Dopo due giorni, Emanuele accusa un acuto dolore al ginocchio destro e così il suo calvario sarà il nostro al punto che la mattina, dopo gli allenamenti, gli telefonavamo per rincuorarci sulle sue condizioni di miglioramento fisico perché desideravamo recuperarlo al 100%.

Il trio di corsa si è rotto ed è toccato a me prendere in mano la situazione.

In una prima fase, gli allenamenti consistevano nel reggersi sulle gambe e abituare la mente  alla lunga distanza.

Nei confronti della neofita  Raffaella ho cercato di  far capire di  non essere precipitosa e insaziabile di km di allenamento  perchè  nella seconda fase ci sarebbe stato il salto di qualità che avrebbe condizionato la tenuta atletica per l'accumulo di  stanchezza o meglio acido lattico da smaltire.

Detto fatto, tutte le simulazioni di gara con variazioni di altitudine,  salite ripide, progressioni in salita, variazioni di passo, variazioni di piano o falsopiani, uscite all'alba  e soprattutto uscite pomeridiane con  30° di temperatura .

100 km del Passatore (41^ ed.). Il racconto del siracusano Vincenzo Altamura, finisher: Di tutto e di piu' e in queste occasioni si sono avvicendate anche  due altre amiche  di corsa Carla AlianoDaniela Giuffrida sempre di Siracusa entusiaste di far parte, con il piccolo proprio contributo, all’avvicinamento  alla gara della loro amica Raffaella.

Non voglio dimenticare anche altre due amiche runner  di Raffaella, non ricordo il loro  nome, che hanno sempre incoraggiato la loro amica.

Siamo agli sgoccioli degli allenamenti e con l'ultima uscita di martedì, le gambe ci sono, lo spirito da guerriero c'é e, soprattutto, lo dovevamo anche per Emanuele che ci ha accompagnato lungo questo percorso di preparazione. 

La vigilia. E’ venerdi’ 24. Ci incontriamo tutti belli e sorridenti e ci avviamo verso l’aeroporto di Catania.

Non mi sembra vero, ma Emanuele è equipaggiato all’inverosimile.

Due-tre cambi con luce notturna e tanta allegria.

Di tutto e di più. Dovrò crederci  che vorrà essere uno di noi alla partenza ? 

Comunque vada la forza di lottare fino in fondo e la determinazione è un toccasano.

Forza, Emanuele!

Con l’aereo fila tutto liscio in direzione Bologna ma la perturbazione che ci accompagna  negli gli ultimi venti minuti non è buon segno.

Monitorando per un certo periodo il meteo da internet ci siamo resi conto che la corsa non sarebbe stata una semplice passeggiata ma il gioco forza di acqua e freddo  erano da mettere in  conto.

Ascoltando al telefono altri runner da catania aeroporto  sembrerebbe che alcuni voli sono stati ritardati nella partenza o dirottati in altri scali.

Insomma, tutto in salita.

100 km del Passatore (41^ ed.). Il racconto del siracusano Vincenzo Altamura, finisher: A Bologna. Bologna, città fantastica, ricca di studenti universitari ovunque e soprattutto dopo due ore da turista una mega pizza presso una pizzeria gestita da Napoletani.

Un piacere immenso ricompensato due giorni dopo con un ottimo bis. Mettiamo in conto anche una buonissima birra alla spina.

Nel primo pomeriggio, direzione Faenza.

Ritiro numero e pacco gara, saluti a tutta la segreteria e soprattutto  la tenace Tatiana sempre incollata al telefono.

Ci dirigiamo verso la palestra, saluto  gli amici presenti soprattutto quelli dell’ASD Stracagnano  capeggiati dal mitico Pasquale Giuliani e dopo un break di relax  ritorniamo sui nostri passi per  il chiosco dell’abbuffata .

Ecco qua la proiezione dei filmati surplus delle gare del passatore, saluto il caro Maurizio Crispi che come sempre è intento a scattare foto e, vai, si mangia!

Tra le due portate ,  vino e dolce  abbiamo la possibilità di scambiare le nostre vedute  con il campione italiano Antonio Armuzzi  e la campionessa croata Marija Vrajic  che sarà la futura vincitrice della 41^ edizione.

Ultimi saluti e riposo assoluto dei guerrieri.

Il giorno della gara. Sabato , 'Azz...  di prima mattina un sole splendente.
Mamma mia e allora altro che acqua qui ci si abbronza.

Commento molto positivo ma le cose belle sono passeggere.

Infatti nell’avvicinamento a Firenze si nota la differenza del meteo,aria tenebrosa , pioggia e freddo.

Sarà così fino alla partenza delle 15.00.

Firenze, ognuno cerca di arrangiarsi dove capita.

Mi ritengo fortunato, perché ho trovato  ricovero  all’interno dell’androne di una banca.

Siamo stati costretti a lasciare dei passaggi per il bancomat, ma - dopotutto - i residenti e stranieri capiscono le esigenze del momento dei runner e anche la pazzia a cui si apprestano.

Tutti bravi, un plauso.

Emanuele ha deciso di non essere tra i nostri e ha dihiarato che ci avrebbe scortato lungo il percorso.

Ci siamo, scatta l’ora X.

La gara. Non la smette di piovere e siamo riparati sotto una tenda di un locale  accanto al  lungo serpentone umano.

Ci riscaldiamo saltellando e raccomando sempre raffaella di non lasciarsi andare nella prima parte di gara e soprattutto di guardare per terra per evitare le pozzanghere prima della salita.

Ecco lo sparo, un lungo applauso e ci incamminiamo per il rilevatore elettronico.

Continua a piovere ma in tono piu’ basso , siamo intrappolati nella calca .

Finalmente lasciamo Firenze e iniziamo a Salire.

Non piove piu’ e  incominciamo a metterci a nostro agio con un ritmo piu’ veloce.

Gli allenamenti fatti danno le prime risposte.  Non siamo ultimi e incominciamo a macinare metri.

L’aria è freschissima con la temperatura sopportabile. 

La pioggia di Firenze ci ha tolto quel piacere che hanno tutti i  runners di ritrovarsi e fotografarsi  prima della partenza .

Ci tenevo a immortalare l’evento con alcuni runner di Catania.

Inoltre, avevo sperato di trovare un’amica virtuale di  Facebook per la nuova foto 2013 e come sempre avviene sono stato ricompensato.

Anche senza la foto ho avuto il piacere di salutare in salita Sabrina Tricarico che ha ricambiato con affetto.

Durante il percorso iniziale troviamo le solite  stranezze presenti in una gara e in particolare c'è chi corre con i sandali, chi con la parrucca, chi spinge un carretto, fidanzati mano nella mano, ma forse la cosa piu’ strana una pillola blu per terra.

Chissa sarà Viagra? Non mi meraviglierebbe l’uso improprio visto che è doping .

Non lo sapremo mai.

Pensiamo alla gara.

Tra una chiacchiera e la curiosità di notare le varie iniziative di affetto nei nostri confronti mostrato dai residenti dei luoghi attraverso applausi e lenzuola con tanto di pubblicità,  ci ritroviamo alla  vetta le Croci .

In linea generale, mi sento molto bene, respirazione regolare e non affannosa .

Il tempo in questo momento è clemente, si sta freschi e da Dio.

Si scollina e si inizia a scendere.

Bello, pioggia nessuna ma la speranza svanisce al km 24/25. Solo cinque minuti di pioggia intensa per ricordarci che non siamo soli.

E va bene cosa sarà la pioggia in confronto al freddo che andremo a beccarci alla famosa Cima Coppi che, sul percorso di gara della 100 km del Passatore,coincide appunto con il Passo della Colla a circa 1000 metri di quota.

Avviso Raffaella che al km 31, Borgo San Lorenzo mi sarei fermato per almeno cinque minuti per mangiare e eventualmente cambiarmi prima di proseguire.

Avrà capito, visto che si è portata avanti di cinquanta metri?

Si capisce che è in forma e, quindi, è giusto che prosegua sulla propria strada.

Ci siamo, il Bip al passaggio da Borgo San Lorenzo suona a 3h27'24 in linea con quanto stabilito, per una corretta  gestione della seconda parte della gara.

Ristorazione: poca, ma  perfetta.

Sensazioni buone, mi sento riposato  e ho  voglia di continuare e quindi si riparte.

Fuori paese trovo un cartello con l’indicazione 16 chilometri di salita.

Bene, ci sono: inizio a salire rapidamente, anche perché il cambio indumenti, grazie alla collaborazione del grande Emanuele, mi permette di velocizzare e sorpassare molti runner  fermi a quasi passo svelto.

L’aria è piu’ fredda, pungente: lo scaldacollo mi da una sensazione di caldo mentre  la respirazione è piu’ affannosa.

Il rumore del movimento delle acque lungo la strada  viene spesso occultato dal rumoraccio di tantissime macchine in transito in direzione del colle.

Porca miseria, il bip del Colle di Casaglia, al km 48, in ore 05:59:28 mi dice che sono in anticipo.
Ritrovo il caro Emanuele che, infreddolito come un eschimese, mi passa la luce notturna.

Lo saluto e lo invito a seguire Raffaella che è più avanti di me.

E’ la prima volta che scollino questo luogo ancora  con la luce del giorno e mi rendo conto che è un posto fantastico e incantevole.

Fa freddo, i cinque gradi si fanno sentire, ma  - per fortuna - non piove e inizio a scendere rilassato con un ritmo non  veloce.

Con questo assetto in  compagnia di alcuni runner mi ritrovo al rilavamento di Marradi km 65 in  08:10:23.

Ecco le prime avvisaglie di una crisetta incipiente.
Non riesco a mangiare. Si ripropone lo stesso sintomo di disturbi allo stomaco, già collaudato in altre edizioni.

Sarà il freddo oppure lo sforzo? Non lo saprò mai.

Devo forzarmi a mangiare, ma non ci riesco e  allora bevo solamente.

La sosta è brevissima e si riparte.

La  sofferenza me la porto appresso fino al km 70 e, a causa di un bicchiere traditore contenete  acqua gasata e non naturale, ho dovuto  liberare il  mio contorto  stomaco.

Mi riprendo subito  e sono  determinato a continuare .

Il tempo è  mite, si toccano i 9°, ma sostanzialmente si sta molto bene.

Ai piedi del paesino di Brisighella incontro un nutrito gruppo di ragazzi che animano la notte a squarciagola con il motto: Dai che ce l'hai fai!.

Sono gli stessi dell’anno prima.

Bravissimi.

Brisighella  il bipmi ricorda che sono al km 88,5 tempo 11:32:16  .

E’  un buon passaggio e se non ci saranno intoppi  posso  provare a chiudere la gara sotto le 13 ore.

Un bicchiere di the caldo e via si riparte.

Il the, buonissimo e gustoso, mi ha aiutato molto poco  perché neanche il tempo di uscire fuori paese  che ho dovuto nuovamente liberarmi dallo stomaco.

Una reazione fisica molto forte, ma  gestibile.

Con rammarico, ho notato che molti runner mi hanno sorpassato e filato liscio disinteressandosi del mio mal di pancia.

Tra me e me, mi sono chiesto se, visto che la formula dello spirito trail è inesistente  in questi momenti, io mi sarei preso le mie soddisfazioni.

Anche se ho perso tempo per la forzata sosta non mi sono dato per vinto.

Il mio corpo si è ricordato degli allenamenti.

Sotto la pioggia incessante che dal km 88 mi ha accompagnato alla fine, uno dopo l’altro li ho ripresi e staccati con gli interessi  e, finendo la lunga galoppata a braccia  aperte, sotto il tabellone dell’arrivo in 12:58:07.

Ad aspettarmi tante ragazze infreddolite pronte a incorniciare ogni runner in  arrivo con la medaglia ricordo.

E anche per questa volta posso dire: "Io c'ero".

Ho incontrato  Emanuele che mi ha immortalato con due foto veloci e mi ha  trovato in buone condizioni.

Subito dopo,  ho incontrato Raffaella sotto i portici dome  mi aspettava con tutta la sua famiglia  e ho colto l’occasione per porgerle i  miei complimenti per  la sua bellissima prestazione finale di 12:21:20: un ottimo esordio!

Ormai notte fonda e piano piano con gli ultimi  passi forzati  ci siamo  recati  presso la palestra.

Ed ecco qua: si entra nel mondo magico della palestra fatto da  ristoro interno, docce con acqua calda abbondante , massaggi a volontà messi in pratica  da un team di bravi istruttori e brande .

Trovo per la prima volta la superrunner modella Luisa Betty ( fans page di facebook), molto sconsolata per via di un  problema  fisico lungo il percorso di gara che non gli ha dato tregua  ma  soprattutto di non aver  ritrovato la sua borsa a causa di problemi tecnici dell’organizzatore.

Nonostante tutto mi ha salutato con affetto e come da grande campionessa che è  non mi ha negato una foto ricordo. Grazie luisa.

Con la via di ritorno, il bis pizza gigante a Bologna, l’incontro con  Pino Grasso (sconsolato perché ha mancato il suo duro obiettivo a causa di un problema fisico e gli auguro una pronta e veloce  guarigione ), R. Manguso e company all’aeroporto di Bologna, finalmente sono  a casa.

Concludo dicendo che  è stata una bellissima gara, con situazioni disagevoli davvero imprevedibili, ma superabili;  bravi tutti quanti,  dai runners  agli organizzatori ai volontari, bravo anche il custode che ha gestito la palestra e bravi Emanuele-Raffaella.

Abbiamo riportato a Siracusa il Passatore 2013!

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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