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14 maggio 2014 3 14 /05 /maggio /2014 11:02
100 km del Passatore. Meglio da soli e senza il frigo-bar al seguito: ritorna come sempre il problemi dei centisti assistiti
(Maurizio Crispi) Corre il conto alla rovescia per la 42^ edizione della 100 km del Passatore che andrà in scena tra il 24 e il 25 maggio prossimi. E' la Cento più bella del mondo: su questo non ci piove. E' quella a cui ogni anno si presenta un numero elevatissimo di esordienti nella distanza: sotto questo profilo la Cento da Firenze a Faenza è considerata quasi alla stessa stregua della maratona nella Grande Mela - fatte le debite proprozioni - per chi esordisce in Maratona.
"Voglio provare una Cento? Quale vado a fare? Ma non c'è dubbio! Mi iscrivo alla 100 km del Passatore!"
Quella del Passatore anche una delle 100 km di cui si è scritto e si scrive di più, in termini di resoconti, cronache e racconti, perché non solo è una regina tra le Ultra (42 edizione, non sono una cosa da nulla), ma è entrata nel mito e nella leggenda, grazie ai tanti runner di eccellenza che hanno scritto le sue pagine più gloriose, ma anche per via dei tantissimi personaggi che si presentano allo start di ogni nuova edizione (alcuni autentiche icone ed immancabili, volti ricorrenti e, di tanto in tanto volti nuovi che impongono con forza un nuovo personaggio, mentre quelli vecchi si avviano sul viale del tramonto), e le decine di migliaia di uomini e donne che l'hanno corsa (se provate ad immmaginare il numero di tutti i podisti che hanno corso la Cento del passatore, sommati assieme), ciascuno dei quali ha avuto e ha una sua storia da raccontare.
Ma, nel mito e nella leggenda della Cento del Passatore, c'è una piccola imperfezione che anno dopo anno non si riesce ad eliminare.
Ed è la piaga di coloro che partecipano alla 100 km, facendosi accompagnare.
Di mala grazia siamo costretti ad accettare uomini politici e magistrati con scorte ridondanti e - diciamocelo francamente - spesso superflue: e alla 100 del Passatore ecco che, da un'edizione all'altra, si devono "sopportare" coloro che fanno la gara con la loro "scorta" personale. Amici e parenti su auto, su camper, su pulmini, in alcuni casi anche su moto che affollano la strada da Firenze a Faenza, la intasavano, la ammorbano con i loro fumi di scarico, assicurando un'assistenza tanto capillare quanto fastidiosa, chilometro per chilometro, metro per metro, quasi.
Naturalmente, tutto ciò in aperta violazione del regolamento (dove sono date forti limitazioni all'assistenza personalizzata da parte di un auto al singolo podista) che però nessuno si perita di far rispettare (per motivi di opportunità, probabilmente). E così il problema si ripropone in copia carbone, puntualmente ogni anno, forse anche un po' maggiorato ogni volta.
Quella che fanno i podisti con assistenza personalizzata al seguito è un'altra gara, non c'è bisogno di dirlo: il vero centista è colui che affronta la 100 km del Passatore da solo, non solo per quanto concerne la distanza in sè, ma anche per tutte le difficoltà correlate: le crisi, la stanchezza, il desiderio di mollare che, a tratti, può farsi impellente, la solitudine, il buio della notte.
Chi si fa accompagnare, anche se certamente non avrebbe mai la sincerità di ammetterlo apertamente, è un codardo: vuole affrontare una prova "estrema", ma - nello stesso tempo lo fa con tutte le comodità, cercando di trovare delle pie persone che lo coccolano e lo vezzeggiano e lo viziano per tutta la distanza.
Quindi, secondo me, chi opta per questa scelta, innanzitutto, si priva della possibil -ità di fare l'esperienza della cento in tutta la sua integrità, ma nello stesso tempo è causa di fastidio e di nocumento (è capitato qualche volta che dei podisti fossero investiti proprio da auto al seguito) nei confronti di coloro che il passatore se lo fanno da soli.
Del resto, la 100 km del Passatore non è una gara da fare in auto-sufficienza, ma è attrezzato con posti di ristoro, fornitissimi, praticamente ogni 5 km, ma offre anche ai runner la possibilità di ristori personalizzati e di ricambi ai traguardi intermedi di Borgo San Lorenzo,  Colla (50° km, circa) e di Marradi (75°).
E dunque quale è il punto? Qual'è la necessità di farsi accompagnare da ingombranti ed inquinanti auto al seguito?
Nessuna necessità oggettiva, soltanto il desiderio di comodità e la codardia. 
Alcuni dicono, a mo' di giustificazione: "Se non sono accompagnato e assistito, a casa non me lo lasciano fare". 
E, quindi, pur essendo adulti e vaccinati, si fanno tenere a balia: "Caro, hai bisogno di un pannolino asciutto?", "Vuoi una pappina calda, visto che lì fuori fa freddo e che c'è buio?, "Poverino, sei proprio sfinito! Vieni qui a sederti in auto al caldo che ti conforto un po'!". 
Per non parlare poi del fatto che, con tutte queste auto 
di parenti, amici e fiancheggiatori che intasano una strada abbastanza stretta e tortuosa e , le tentazioni di smarrire la retta via e di rispiarmarsi un po' di chilometri si fa molto forte, se non addirittura irresistibile.
E così ci sono anche quelli che, dopo essere stati tenuti a balia diventano finisher di una Cento, avendone percorso soltanto 80 o 90 chilometri, recando così un insulto alla Morale sportiva e alla fatica onesta di quelli che il Passatore se lo fanno tutto e da soli.
Ma anche quelli che i chilometri se li fanno tutti, ma con l'auto al seguito, anche se loro diranno di no, pure loro hanno "frodato", non nel senso della frode sportiva, ma in quello dell'avere ingannato lo Spirito della corsa.
E, in ogni caso, hanno ingannato se stessi, in quanto si proclamano finisher di una gara edulcorata, in cui sì i chilometri percorsi sono stati gli stessi, ma tutto il contesto e l'esperienza che se ne è tratta sono cambiati.
Ecco quello che scrive Enrico Bartolini, grande ultrarunner e rappresentante dell'Italia in diverse competizioni internazionali: Il Passatore è un viaggio che si affronta nudi. Mi chiedo perché più nessuno ha il coraggio di affrontare il Passatore da solo. Sono uno dei pochi che si ferma ai ristori per bere e per mangiare qualcosa, in tanti vanno dritto facendo affidamento sui "frigo-bar" che hanno al loro seguito. Non sanno quello che perdono! Il Passatore è un viaggio che si affronta nudi, profittando dell'ospitalità della gente che si incontra, ospitalità che si trasforma in un bicchiere di acqua, un tozzo di pane con la marmellata o con la mortadella, un uovo sodo (per chi si sente di mangiarlo), anche in un bicchiere di vino. Se non ti fermi, non sei al Passatore; lo stai solo guardando da vicino. 
Enrico Bartolini, il cui commento mi ha ispirato a scrivere questo articolo, mi trova perfettamente d'accordo. Ciò che lui dice è esattamente in linea con quello che penso e che ho detto da sempre (anche alla luce delle mie personali esperienze di centista), scrivendolo anche in miei precedenti articoli, sia in questo magazine sia su podisti.net, la testata di podismo con cui collaboravo in passato.
La 100 del Passatore - qualsiasi 100 e qualsiasi ultra - a meno che il regolamento non dica diversamente, si deve affrontare da soli con le proprie forze e con ciò che offre l'organizzazione!
Una soluzione possibile è quella che ho visto adottata alla 100 km di Belves (in Francia): una rinomata Cento che per i Francesi ha la stessa importanza che la Cento km del Passatore pha per gli Italiani.
Là il regolamento prevede l'assistenza personalizzata, in corso di gara, ma deve essere un'assistenza sportiva. Quindi, niente auto al seguito, ma solo biciclette.
Chi vuole assistere da "ciclomontato" deve regolarmente iscriversi come "assistente", pagando una sua quota d'iscrizione e indossando un pettorale che, in genere, porta lo stesso numero del podista assistito.
Niente inutili e pericolosi affollamenti allo start: le bici partono prima e si portano al 20° km dove, dove lungo un tratto di strada ampia e spaziosa, rimangono a bordo strada, perfettamente allineati, in attesa del passaggio dei podisti: e, quando i runner arrivano, ciascuno si aggrega al suo assistito e lo segue per tutta la durata della gara.
Cibo e bevande, però secondo regolamento, possono essere erogati soltanto in zona ristori.
Ecco, questa potrebbe essere una soluzione valida, perchè si eliminerebbe il problema della auto al seguito e di eventuali trasporti clandestini, ma - a mio parere - la 100 fatta con un'assistenza - anche sportiva, ciclomontata come in questo caso - assume indubbiamente delle caratteristiche diverse e il podista assistito - da finisher - dovrebbe rientrare , in realtà, in una classifica a parte.
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commenti

Filippo 04/22/2018 09:49

Condivido totalmente, e aggiungo che ormai, "l'accompagnatore" sta invadendo anche le distanze minori.
Filippo

Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Archivi

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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