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15 ottobre 2013 2 15 /10 /ottobre /2013 23:02
00 km delle Alpi 2013 (5^ ed.). I Siciliani con la (Elena Cifali) Si è da poco conclusa la 5^ edizione della 100 km delle Alpi (svoltasi tra il 12 e il 13 ottobre 2013), i riflettori si sono spenti ed è tempo di bilanci. E qualche considerazione la meritano sicuramente i Siciliani che vi hanno partecipato.
A differenza di precedenti edizioni della Torino-Saint-Vincent che hanno visto soltanto sporadiche presenze sicule, sono stati in tanti quelli desiderosi di partecipare allo spegnimento della 55^ candelina dell'ormai classica gara che congiunge in un percorso di straordinaria bellezza Torino a Saint-Vincent e due regioni, il Piemonte e la Val d'Aosta.
Questa ricca partecipazione (tanto più lodevole, considerando la distanza che separa la Val d'Aosta dalla Sicilia) é indubbiamente un sintomo, indicatore che il Verbo dell'Ultramaratona in Sicilia ha attecchito ed è in netta crescita; e che gli sporadici testimonial che, negli anni passati, hanno affrontato questa 100 km oppure la più rinomanta Cento del Passatore stanno facendo proseliti.
Alcuni dei Siciliani presenti sono stati al loro esordio assoluto in una 100 km, mentre altri avavano già fatto altre esperienze di ultra, ma non avevano ancora sperimentato se stessi in questa specifica 100 km. Solo il siracusano Vincenzo Altamura aveva al suo attivo una precedente partecipazione alla 100 km delle Alpi.

Dopo avere scritto una nota di auguri ai Siciliani impegnati nella 100 delle Alpi, mi pare doveroso "chiudere" quella notizia con un breve resoconto della presenza siciliana alla manifestazione organizzata da Enzo Caporaso con "Il Giro d'Italia Run".
E si può senz'altro affermare, senza timore di smentita, che i Siciliani, con la S maiuscola, alla 100 delle Alpi 2013 abbiano stravinto, non tanto nel senso che abbiamo realizzato dei crono stratosferici, ma in quello - ben più cogente e aderente allo spirito delle Ultra amatoriali - che siano stati tutti dei finisher, in una gara che, quest'anno, è stata resa più impegnativa sia da condizioni meteo piuttosto dure, sia dal fatto che lo spostamento del punto di arrivo alle rinnovate Terme di Saint-Vincent ha allungato ulteriormente gli ultimi già duri 10 km che s'inerpicano per il MontJovet. 
Tra l'altro uno dei Siciliani presenti si è preso una bella soddisfazione perchè è salito da primo sul podio della propria categoria: si è trattato di del mazzarese Michele D'Errico

00 km delle Alpi 2013 (5^ ed.). I Siciliani con la Cento volte bravi a tutti i siciliani che hanno concluso brillantemente la 100 km delle Alpi!
Ancora una volta ognuno di loro ha dimostrato di avere forza, carattere e determinazione.
Per tutta la giornata di sabato sono rimasta col fiato sospeso finchè alle 22.00 non ho ricevuto il messaggio dell’eccezionale Corrado Mugneco che mi comunicava di avere concluso la sua prova, di stare bene e che le mie parole di incoraggiamento gli risuonavano nelle orecchie già dal 70° km.
Non nascondo che la gioia e la soddisfazione si sono impadronite di me, fino a riempirmi gli occhi di lacrime.
Questa è la corsa: amicizia e la stima reciproca.
Quando nel maggio scorso fui io a correre la mia prima 100 km ebbi una grandissima fortuna.
Un paio d’ore prima della partenza, seduta al tavolo di un ristorante del centro per mangiare un piatto di spaghetti, insieme ai miei amici, invitai a mangiare al nostro tavolo un ultramaratoneta conosciuto solo pochi minuti prima. Non ricordo il suo nome, ma mi colpì il suo fisico alto, robusto, massiccio. Lui era alla sua 240^ gara tra maratone ed ultra.
Con l’aria di una bimba impaurita gli chiesi qualche consiglio e le sue parole furono queste: “Ragazzina, correre una 100 km non è roba per tutti, bisogna avere un fisico capace di sopportare tutta la fatica e lo stresso che i chilometri richiedono. Quando sarai in crisi inizia a frazionare il percorso in piccoli segmenti di 5 km al termine dei quali troverai il tuo ristoro, ingannerai la testa e di volta in volta per te ci sarà un piccolo traguardo” - mi disse per poi continuare tra una forchettata e l’altra, divorando i suoi spaghetti -  “e ricorda che nelle ultra camminare non è una vergogna, ma spesso un salva-gara”.
Quelle parole non le potrò mai dimenticare, come non potrò mai dimenticare quel gigante che mi sedeva a sinistra.
Quando Corrado, il giorno prima della partenza, mi chiese un consiglio io non feci altro che girargli ciò che mi era stato insegnato e che avevo poi messo in pratica.
Sono tornati tutti a casa i nostri eroi, con le gambe stanche e la felicità stampata sui volti.
Ognuno di loro ha portato un pezzetto di me a spasso per le Alpi. 
Mi colpisce la freschezza con la quale affronta le gare il nostro Michele D’Errico che così mi scrive subito dopo, nel pomeriggio di ieri, con l’aria di chi mi prende in giro perché ormai lui di queste gare ne mastica una al mese: “Subito dopo terminata la 100 km del Passatore già nel cassetto avevo in mente la 100 delle Alpi di cui tanto avevo sentito parlare. E’ stata una grande esperienza. La mia avventura, condivisa con gli amici Vincenzo Pecunia e Salvatore Piccione è iniziata in una fredda mattina a Torino. Fin dai primi chilometri gli abitanti del luogo, amatori e non, ci incitavano ad andare avanti, indicandoci che da quel momento in poi sarebbe iniziato il percorso più duro. Man mano che scorrevano i chilometri, il percorso si faceva sempre più impegnativo, ma questo era il pegno che dovevamo pagare se volevamo ammirare le meraviglie mozzafiato che da li a poco i nostri occhi avrebbero visto. Piccoli borghi che sapevano di tempo passato, ci conducevano sino alla grande meraviglia che abbiamo in Italia: le Alpi! Cosi maestose, come se stessero ad ammirarci e confortarci, con il loro cappuccio bianco e poi distese collinari piene di mucche e buoi al pascolo che ci davano un senso di pace. Lasciato questo spettacolo, un improvviso calo di temperatura e una pioggerella incessante hanno fatto da cornice all’approssimarsi dell’ultima fatica quella verso lo strappo finale del Montjovet, a pochi chilometri dal traguardo, avvenuto, all’estremo delle forze, alle prestigiose Terme di Saint Vincent”
100 km delle Alpi 2013 (5^ ed.). I Siciliani con la Non ha mancato l’appuntamento col traguardo neppure il nostro medico di fiducia, Vincenzo Pecunia, che in fatto di parlantina durante le gare non è secondo a nessuno. Ricordo perfettamente che durante l’Etna Trail dell’agosto scorso, tra il caldo e le salite, lui continuava a parlarmi di alimentazione e medicina, quasi a tenermi una lezione universitaria. Un ottimo compagno di corsa e di cammino!
E’ invece la determinazione l’arma vincente del nostro amico siracusano Vincenzo Altamura che mi scrive: “Forza e determinazione sono l'arma vincente per essere un finisher alla gara delle Alpi. Non basta la preparazione trimestale per affrontarla ma necessita anche un pizzico di fortuna per non accusare alcun tipo di imprevisto fisico viste le condizione meteo tra freddo e pioggia. Ogni gara ha un riepilogo, ma quest'anno è stato grandioso. Il freddo ha costretto alcuni dei big alla grande ritirata e quindi anche i piccoli finisher come me sono diventati piu' grandi di loro. Percorso lineare, ma in continua salita. Il fascino del paese Saint Vincent ti coinvolge. Arrivare lassù, in un mondo incantato, con la salitona spaccagambe, ed essere accolto tra gli applausi, quando la temperatura segna 5° non ha prezzo. Proseguendo verso le Terme dimentichi realmente di aver corso tanto a lungo. Il caldo, l'ospitalità, il ristoro finale ti fanno pensare in positivo. La mattina seguente la montagna che circonda la città di Saint Vincent ti da il benvenuto e ti ringrazia per aver partecipato all'impresa”.
Riservato come sempre  Davide Palombella Fusca  mi scrive: “Emozione alle stelle! Abbiamo corso bene a parte il freddo e la pioggia. Insieme a Corrado fino al 75° km, poi ho iniziato ad avere fitte all'interno coscia, ma grazie agli amici piemontesi - in particolare al campione Marco Zodo che mi massaggiava dandomi assistenza - ho concluso alla grande. Un ringraziamento va a mia moglie che mi ha dato assistenza fino al 100° km. Mi godo questo momento e dedico un abbraccio a tutti coloro che mi sono stati vicini". 
Poi c’è l’instancabile Salvo Piccione che - anche lui mazzarese - delle Ultra ne ha fatto quasi un mestiere, ma che per la prima volta correva questa 100 in particolare. Uno dei primi a credere in me e nelle mie capacità e che non manca mai di dirmi che mi vuole al suo fianco per le gare.
Ecco cosa mi scrive poche ore dopo, con la stanchezza alle gambe ed ancora incredulo: 
“Sabato, Torino si è 100 km delle Alpi 2013 (5^ ed.). I Siciliani con la presentata con un sole splendente al contrario di venerdì sera quando la pioggia ed il freddo ci facevano compagnia. Dopo aver fatto colazione in albergo, con il saggio Maurizio Crispi, la sua compagna e il picciolo Gabriel, siamo andati con l’auto alla partenza. Nuovi volti e vecchie conoscenze. Al Campo sportivo di Via Nino Oxilia, tutti presenti: il campione Tiziano Marchesi, il mitico Michele D’Errico, Vincenzo Pecunia e la campionessa Sara Valdo nonchè tanti altri. Alle 10.00 in punto la partenza, sempre con i soliti timori e battute tra amici. Per 20 km circa, il percorso si presentava abbastanza scorrevole e assieme a Pecunia lo abbiamo affrontato con disinvoltura, mentre Michele come al solito, è sparito dalla circolazione allungando di parecchio. Al 25°km il primo tratto in salita con difficoltà scarse, ma ciò che affliggeva i miei pensieri era il fatto che non riuscivo a “spezzare il fiato”, avevo il fiato corto, cercavo di cambiare ritmo, ma niente da fare fino al 40° km, dove è iniziato il tratto in salita per arrivare al cambio indumenti (al 50° km, ad Alice Superiore). Trascorsi 10 minuti per il cambio, con Vincenzo Pecunia abbiamo iniziato la discesa con passo abbastanza veloce a ritmo di 5'15 al km. Al 70° km le gambe andavano alla grande a tal punto da indurmi a lasciare indietro un gruppetto di atleti, tra i quali era compreso Pecunia, ed iniziare il tratto che più mi riempie di gioia e di soddisfazioni: quello che va dal 70° al 90° Km. Passo costante, leggero e felpato, anche se qualche vescica iniziava a darmi fastidio, ma ero talmente preso dall’euforia, che non avvertivo nessun dolore e neanche la pioggia che iniziava a cadere e che ci ha accompagnati per una buona oretta. Ecco presentarsi al 94° il tratto che tutti aspettavamo e che si è dimostrata più difficile del previsto, cioè la salita finale di MontJovet fino alle terme di Saint Vincent. Dura, durissima, mi venivano in mente le parole di Crispi, che in macchina mi accennava che, per certi versi, la gara è più difficoltosa del Passatore. Probabilmente ha ragione, perché il tratto finale è stato veramente massacrante: ho iniziato a camminare  sono stato superato solo da 4 atleti negli ultimi 7 km, a dimostrazione che eravamo tutti in difficoltà. Ho camminato quasi fino alla fine, interrompendo di tanto in tanto la camminata con la corsa. Un ulteriore crisi al 99° km mi ha portato a sprecare le ultime energie rimaste e a farmi fermare. Dico fermare!!! A 200 metri dall’arrivo alla vista del gonfiabile avevo brividi di freddo ed ho iniziato a vomitare,  proprio sotto lo sguardo incredulo di alcuni seduti al ristorante di fronte. Ho portato a termine la gara in 11h58'. Per me, un crono davvero ottimo, considerando anche le difficoltà del percorso! Un altro particolare che mi ha colpito oltre al tratto finale è stato l’arrivo allo spogliatoio-docce, dove c’era gente distrutta e sbiancata in viso a tal punto da rendere necessario un intervento medico. Anche da questa circostanza ho capito che anche questa volta ho portato a termine un’altra impresa terrificante”.
Ma gli eroi dello scorso fine settimana non sono finiti qui.
A cavalcare le montagne umbre e partecipare all’Ultratrail “per le Vie di San Francesco” c’era l’inossidabile Inge Hack, tedesca di nascita ma siciliana d’adozione, che - nonostante il percorso reso più duro rispetto allo scorso anno - è riuscita ad arrivare al traguardo carica di entusiasmo e grinta. Inge, che io chiamo con infinito affetto “sorellona” non è una principiante in fatto di Ultratrail, è una donna forte e carica d’esperienza che fin dal nostro primo incontro è sempre stata il mio esempio di donna/mamma/runner.
Insieme a lei, al nastro di partenza l’eccellente Massimo ScribanoIl nostro Massimo è uno che in fatto di trail non la manda a dire con nessuno! Vi riporto alcune brevi considerazioni che mi ha fatto ancora a caldo, pieno di entusiasmo: “E’ andata super bene!!!! Mi sono allenato bene per questa gara e i risultati si sono visti: l'anno scorso ho impiegato 24h15', mentre quest'anno ho concluso in 17:55 (pur avendo sbagliato strada e percorso 4 km in più). Mi sono qualificato 9° assoluto e 1° di categoria. Grande soddisfazione e grande motivazione per la preparazione della prossima gara che sarà a gennaio. L'organizzazione (rettta da 3 persone soltanto) ha fatto un lavoro eccezionale segnando in modo meticoloso i 130 chilometri del percorso. Impossibile sbagliare strada tranne che per distrazione, com'è accaduto a me. Ma non posso lamentarmi perchè sbagliare strada fa parte del gioco: il trail running è anche questo. Nonostante la stanchezza e la fatica non bisogna mai perdere la concentrazione perchè, oggi sbagli strada, ma domani potresti farti male. A rinfrancarci dell’intera fatica un sistema di ristoro eccezionale, assistenza e cordialità non sono mancate. La sensazione che ho provato è che l'intera Umbria fosse in festa per questo evento”.
Ragazzi, vi auguro ancora mille di queste avventure, non posso fare promesse, ma l’augurio mio più grande è quello di condividere con ognuno di voi ancora tante, tantissime gare.
Viva i Siciliani: gente di sole, di mare, di cuore e di corsa!

Foto di Maurizio Crispi
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Archivi

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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