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13 agosto 2012 1 13 /08 /agosto /2012 06:54
Trailer sul crinale Serrecozzo - Etna Nord, Linguaglossa - Foto di Maurizio Crispi(Maurizio Crispi) In occasione dell'Etnatrail sulla distanza di 30 km, con oltre 1700 metri di dislivello positivo, i runner siciliani appassionati di Trail si sono trovati - per la prima volta a confrontarsi con un trail di impegno severo, con una distanza ed un dislivello altimetrico positivo vicino agli standard italiani ed internazionali delle gare trail di alto livello. Il 5 agosto 2012 rimane dunque, nell'evoluzione del trail siciliano una data davvero epocale, un punto di discrimine tra un modo avventuristico di correre trail ed uno più scientifico, più tecnico, più accorto.
Anche se già, nel panorama siciliano, c'eraro state 
su distanze maggiori l'Ecomaratona delle Madonie oppure l'Ecomaratona di Pantelleria  (che da quest'anno diventa Pantelleria trail sulla distanza di 50 km), non c'è raffronto possibile, nel senso che la gara di Linguaglossa s'è presentata prepotentemente con il volto del Trail di alto livello: un trail arduo, di distanza media, con percorsi non semplici (in cui senza la segnatura si sarebbe potuto facilmente sbagliare strada, altamente tecnici, con forti dislivelli altimetrici, con difficoltà climatiche (con l'aggravio di pochi posti di ristoro), con caratteristiche assimilabili a quelle di una gara trail in territori semi-desertici.
Iniziazione e shock cognitivo. Per molti dei trailer siciliani la gara di Linguaglossa è stata una vera e propria "iniziazione", per tanti ha rappresentato un piccolo shock "cognitivo", rispetto alle conoscenze e alle esperienze vissute sul trail precedentemente accumulate: uno shock coognitivo peraltro attenuato dalle bellezze paesaggistice e dal contatto intimo con la forza primordiale del vulcano.
Tanti sono stati i ritirati: molti di più in misura percentuale dei ritirarati su altre gare del Cricuito Ecotrail Sicilia su distanze più brevi.
Questa prova, considerando che è stata l'anteprima dell'Etnatrail 2013 che, secondo le anticipazioni, dovrebbe svilupparsi su di una distanza di 60 km, impone una riflessione, sul fatto che - se quando il gioco si fa più duro, i duri ballano di più - i duri per poter ballare devono essere adeguatamente preparati.
Nulla può essere imputato agli organizzatori se propongono una gara di impegno più severo: in questi casi tutto ciò che doveva essere detto, era stato detto tempestivamente, avvertenze ed istruzioni d'uso diramate con largo anticipo.
Bisogna entrare nell'ordine di idee che occorre prepararsi bene e con scrupolo: e che una buona preparazione per affrontare un trail di alto livello non è solo ed esclusivamente fisica, ma è anche "tecnica", nel senso di sperimentare prima della gara terreni che presentino caratteristiche similari (addirittura recandosi in anticipo sul terreno di gara per mettersi alla prova proprio lì): alcuni organizzatori di Trail lunghi, nel Nord Italia, organizzazno con largo anticipo degli allenamenti di prova su parti del circuito di gara che hanno individuato e diramano con tutti i mezzi a loro disposizione l'invito a partecipare a questi allenamenti che hanno la caratteristiche dei "trail auto-gestiti" ma che si avvalgono della presenza e delle conoscenze degli organizzatori o di loro delegati che fungono da "guide". 
La preparazione scrupolosa impone anche al trailer l'obbligo di sperimentare in allenamento più volte tutte le attrezzature extra che dovrà utilizzare in corso di gara: bisogna abbandonare l'dea di correre leggere (cosa che prediligono fare i maratoneti e i corridori su brevi distanze). Nel trail occorre avere con sé un'attrzzatura, bisogna saperla usare, bisogna imparare a gestirla e poter fare tutto ciò bisogna utilizzarla, provando e riprovando fino a trovare il modo più congeniale.
Gli allenamenti e i trail brevi diventano così un'occasione unica di sperimentazione dell'attrezzatura base (ghette, camelback, speciali copricapi, occhiali protettivi, fischietto etc).
L'obbligo dell'attrezzatura-base in corso di gara deve essere preso molto sul serio e non può essere sottovalutato.
Ritornando alla preparazione fisica, se si decide di partecipare a trail lunghi ed impegnativi, bisogna abbandonare l'idea che si possa improvvisare, rinuncia alla pretesa avventuristica di "lanciarsi" (supportati dal retropensiero che tanto comunque in un modo o nell'altro si arriverà alla fine). Con i trail lunghi le cose non funzionano più così: se non si è preparati c'è il rischio che a metà strada, in un luogo impervio ci si possa sentire male con tutte le conseguenze del caso e che ciò possa provocare difficoltà impreviste agli organizzatori, ma anche ad altri atleti.
Chi si iscrive ad una gara deve avere sufficiente autoconsapevolezza per valutare se è opportuno per lui/lei partecipare o meno.
E' per questo che gli organizzatori mantengono - in parallelo - la formula del Walktrail proprio per consentire ai podisti meno allenati la partecipazione ad una gara che sia più "soft".
Nell'ipotesi di una gara lunga sulla distanza di 60 km (come sarà l'edizione 2013 dell'Etnatrail, gli organizzatori dell'Atletica Linguaglossa potrebbero tuttavia prendere in considerazione di offrire accanto alla possibilità della distanza lunga e al walktrail, la distanza breve competitiva (30 km) e la possibilità della gara a squadre (secondo una formula largamente sperimentata in altri trail - vedi ad esempio il caso dell'Abbots' Way), con i  cosiddetti Twin Team (maschile, femminile, misto), in cui ciascun atleta della diade coorre per una frazione di gara di 30 km. 
Ma esaminiamo più nel dettaglio ciò che ci ha insegnato l'Etnatrail del 5 agosto 2012. 
No all'improvvisazione, dunque. Dal punto di vista dell'atleta, un trail di 30 km con oltre 1700 metri di dislivello positivo non si improvvisa: occorre un'attenta preparazione sia in termini di allenamento (anche di tipo tecnico con corse effettuate su percorsi "diffcili" che richiedono particolari adattamenti), sia in termini di scelta dei materiali da utilizzare (scarpe ghette, camelback e quant'altro che - sempre - vanno sperimentati in allenamenti pre-gara, in modo tale che in corso di gara ciascuna conosca la sua attrezzatura e il suo corredo di vestiario alla perfezione.
Nulla può essere imputato agli organizzatori. Secondo il mio modesto parere, nulla può essere imputato agli organizzatori: la natura delle difficoltà era stata ampiamente specificata nei comunicati preliminari, così come anche alcuni degli accorgimenti che i runner avrebbero dovuto adottare soprattutto per sopperire aall'impossibilità tecnica di garantire n rifornimento idrico tra il 5° e il 15° km.
Gli incidenti possono dipendere più spesso, a mio avviso, dalla "leggerezza" con cui si affronta un evento che va invece affrontato "seriamente" (anche se sempre con l'intento di divertirsi e di star bene).
DSC03338Tempo massimo. Una delle cose su cui gli organizzatori dovranno lavorare sara il tempo massimo, a mio avviso, essendo 6 ore un tempo troppo ristretto (anche se poi in realtà questo tempo limite è stato ampliato a 6h30' e, poi, alla fine non è più stato preso in considerazione. 
Partendo dal dato di fatto che il primo uomo abbia chiuso in 3h40' e la prima donna in 4h12, appare palese che un tempo massimo di 6 ore è troppo ristretto: e che dovrebbe essere portato ad almeno otto ore, con l'istituzione di un cancello cronometrico molto rigido ai 10 km. 
Chi non esce dal primo cancello cronometrico entro una data ora, deve ritirarsi. 
Mettere il cancello cronometrico solo al 25° km ha una valenza esclusivamente sadica e penalizzante e finisce con il mortificare la fatica di quelli che, pur soffrendo, hanno resistito sin quasi alla fine.
Per la distanza dei 60 km (che andrà in scena nel 2013) è ovvio che il tempo massimo dovrà tener conto di questi dati iniziali (sul trail già realizzato sulla distanza di 30 km). 
Spero di non essere frainteso: ribadisco che, nel dire  "Una gara così non si improvvisa", intendo solo ed esclusivamente riferirmi alla preparazione dell'atleta che vi si iscrive. 
La preparazione degli organizzatori, anche in questo caso, è stata certosina ed ineccepibile, benchè si addentrassero in un territorio ancora inesplorato per il Circuito Ecotrail Sicilia: quello di una gara che si avvicina agli standard internazionalei del Trail sia per lunghezza del percorso sia per dislivello altimentrico da superare 
I pionieri (coloro che si espongono nell'organizzare qualcosa di nuovo e mai affrontato prima) spesso devono pagare un piccolo tributo (in termini di ritorno di critiche che si spera possano essere sempre costruttive) per dover apprendere, attraverso l'esperienza, a far meglio. 
Si impara dall'esperienza. Certo, una prima edizione su d'una distanza già importante come sono i 30 km su questo tipo di terreno e con simili difficoltà tecniche, può comportare qualche piccolo errore di valutazione iniziale e, indubbiamente, dall'esperienza si impara per poter far meglio alle successive edizioni.
Sono certo che l'Etnatrail 2012 sarà preziosa anche per introdurre migliorie nel piano organizzativo predisposto per il Pantelleria Trail 50 km (parlando soprattutto di tempo massimo, cancelli cronometrici e disposizione dei ristori).
Attrezzature obbligatorie. Suggerirei anche che, con decisione,si passi dal semplice "suggerimento" di avere con sé una certa attrezzatura, all'obbligo di averla con sé e che, a tale scopo, si introduca, nei preliminari della gara la "punzonatura" degli atelti allo scopo di verificare che ciascuna abbia con sé tutta l'attrezzatura disposta dal regolamento, precisando altresì che ciò con cui si parte lo si deve avere all'arrivo: se usi i bastoncini, li devi portare con te per tutta le gara ed averli all'arrivo. 
Queste le dichiarazioni finali di Aldo Siragusa, responsabile organizzativo del circuito Ecotrail Sicilia 2012 che, nel tentativo di fare un bilancio sulla gara celebrata nei giorni precedenti, prende in esami molti commenti e critiche costruttive che a lui e agli organizzatori sono pervenuti: "Voglio ringraziare tutti i partecipanti all'Etna Trail per aver reso speciale questa giornata che è andata oltre le nostre aspettative in termini di partecipazione. Sia noi organizzatori, sia i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi con una dimensione trail che non era mai stata collaudata fino a questo momento in Sicilia: la dimensione del vero trail. Quella dei percorsi con grandi difficoltà tecniche e altimetriche e che non ti permettono di correre forte neanche in discesa, che presentano l’esigenza di una gestione tecnica e delle risorse idriche accorta e responsabile, in cui la gara viene studiata a tavolino, in cui si fa tesoro delle indicazioni dell’organizzatore perché ne va del risultato finale. 
In breve, un vero trail. 
Da questo confronto noi organizzatori siamo stati portati a fare tante riflessioni (abbiamo fatto una riunione a caldo subito dopo la gara), e molte delle nostre riflessioni coincidono con le vostre. 
Adesso, dopo questa importante prova generale, ci sentiamo pronti ad affrontare l’Etna Trail di 60 km del 2013. 
Vorrei adesso fare alcune puntualizzazioni su alcune vostre considerazioni, non per polemizzare ma per inserirmi in questa discussione con l’obiettivo di completare le informazioni e rendere tutto ancora più costruttivo. 
Il numero dei partecipanti era di 167 nella 30 km e 27 nella 14 km. Il tempo limite di 6 ore è stato portato a 6 ore e mezza e poi non è stato neanche preso in considerazione, basti guardare il tempo dell’ultimo classificato. Anche il cancello è stato portato da 5 a 5 ore e trenta, spostando di fatto il tempo limite ad oltre sette ore perché chi arriva al ventiquattresimo km in 5 ore e trenta può impiegare anche più di due ore per completare la gara (vedi Vincenzo Ferro). Se il cancello è stato messo solo al 24° è perché volevamo dare a tutti la possibilità di arrivare almeno a 24 km. C’è da decidere se, per i più lenti, è meglio essere fermati al decimo km e fare solo una minima parte della gara, o al ventiquattresimo quando almeno sei riuscito a farne oltre due terzi.
In merito ai ristori, il numero di essi è stato comunicato con largo anticipo ed è stato ribadito anche al briefing prima della gara, non si può dire a posteriori che i ristori erano pochi, erano quelli (già enunciati prima), ed era compito dei partecipanti organizzarsi di conseguenza. Ho già spiegato che mettere un punto di ristoro tra il settimo e il tredicesimo km sarebbe stato quasi impossibile. Alcuni concorrenti trail runner esperti che mi hanno telefonato prima della gara per chiedermi il numero dei ristori e, quando io ho risposto che erano sei, sono rimasti stupiti trovandoli eccessivi. Magari il suggerimento di portarsi dietro un litro d’acqua sarebbe piuttosto dovuto essere un obbligo da parte nostra.
Se alcuni non hanno trovato l’acqua ai ristori è dovuto al fatto che qualcuno faceva la doccia con l’acqua che serviva per bere o, portava con sé le bottiglie intere perché non si era organizzato come avevamo suggerito. Ma anche qui avremmo potuto vigilare di più. 
Riguardo ai rifiuti abbandonati sul percorso, i divieti e le squalifiche contano poco se non c’è il buon senso e l’educazione di ognuno di noi. Vigilare lungo tutto il percorso è impossibile, ognuno di noi si deve fare carico di fare rispettare le regole a chi gli sta vicino.
Abituatevi all’idea che quello dell’Etna è un Trail che come difficoltà si avvicina agli standard internazionali. Noi organizzatori ci stiamo attrezzando per dare ai siciliani un evento di altissimo livello. 
Quella di ieri è stata la prova generale: e le prove generali non sono mai perfette.
Ci vediamo sotto la Luna di Caltavuturo (Ecotrail della Luna, in due tappe, tra il 17 e il 18 agosto 2012)".
Foto di Maurizio Crispi
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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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