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25 novembre 2013 1 25 /11 /novembre /2013 07:16
Ecotrail Il 17 novembre 2013 si è svolta l'edizione "zero" del'Ecotrail "Giro della Milia", sul versante sud dell'Etna Nord, una autentica new entry nel mondo delle gare trail siciliane e un'occasione per esplorare il versante sud dell'Etna sino ad ora un po' trascurato dalle gare trail.
La competizione agonistica si è disputata sulla distanza di 22 km, ma - nel palinsesto - era previsto per i meno allenati anche un walktrail di 6 km.
La gara è stata organizzata per pura passione e all'insegna dell'austerità e della povertà di mezzi: cionondimeno e malgrado la concomitanza della Maratona di Palermo che ha attratto i più stradaioli, l'affluenza c'è stata.
Una settantina sono stati gli atleti allo start: una partecipazione che è stata gioiosa e di grande divertimento e convivialità per tutti: un'occasione di divertimento tra amici, malgrado i numerosi punti di criticità.
Ma ad una prima edizione (anzi - come è stato sottolineato dagli stessi organizzatori - "zero") non si può pretendere troppo ed è d'obbligo essere indulgenti. 
Anche la nostra Elena Cifali vi ha partecipato e ci ha trasmesso il suo racconto, accompagnandolo con queste parole: "...di questa gara non è mai stata pubblicata la classifica e credo che mai sarà pubblicata perchè nessuno di noi ha certezza del percorso. Ci sono state davvero tante polemiche a causa delle fascette mancanti e dei ristori che non sono stati allestiti. Di per se la gara non è stata molto diversa da un allenamento tra amici e spero proprio che il prossimo anno Rosario Verona possa avere più soddisfazione dal lavoro che ha fatto con grandissimi sforzi sia fisici che economici".
Ma ecco di seguito il racconto di Elena. 
(Elena Cifali) Nella notte un boato mi sveglia. Il tetto della mia mansarda trema e scricchiola. Mi affaccio alla mia finestra, fuori solo il chiarore della luna, poche nubi e di fronte a me uno spettacolo che mi lascia a bocca aperta facendomi venire i brividi: l’Etna urla, sì, urla letteralmente, lanciando boati che spaccano il silenzio della notte, con fontane di lava si alzano su nel cielo e il rosso del fuoco si intreccia col bianco della luna e col nero della notte.
Non mi abituerò mai a tutto questo spettacolo che ho la fortuna di guardare sempre più spesso. Il cielo sembra aperto ad accogliere tutto ciò che dalle viscere della terra vuole uscire fuori. All’alba io e mio fratello Francesco ci prepariamo, oggi per la prima volta corriamo la stessa gara.
Alla partenza gli amici di sempre, quelli con i quali condivido allenamenti e risate. Vedo l’organizzatore Rosario Verona indaffarato a mettere a punto gli ultimi particolari.
La giornata è calda e soleggiata, al via urla di festa e di gioia.
Fin dai primi km mi trovo a correre fianco a fianco con l’amico Ennio, l’aria fredda, l’altitudine mi fanno venire il fiatone, decido di rilassarmi e godermi il panorama mozzafiato che il contesto mio offre.
Il percorso di gara è pieno di varianti, e mi fa scoprire angoli che non ho mai esplorato. Mi sento a mio agio e questo perché sento la Montagna mia amica. Io ed il mio silenzioso compagno, impegnati a non perdere di vista le fettucce bianco-rosse divoriamo i chilometri, un passo avanti all’altro, una goccia di sudore dopo l’altra.
Più volte ci interroghiamo, ci chiediamo se la strada sia giusta.
E’ successo che durante i giorni precedenti qualcuno abbia levato le fascette costringendo Rosario a segnare il percorso per ben quattro volte durante l’ultima settimana.
Questa circostanza creerà non poche difficoltà. Ad un certo punto mi trovo davanti un vero e proprio muro, sono ai piedi di Monte Scavo. Scalarlo non è certo una passeggiata: punto i piedi ed inizio a spingere, inciampo, mi tengo, afferro il ramo di un albero, mi aiuto con le mani laddove il terreno si impenna ancora di più.
Eccomi in cima, sono arrivata sul punto più alto, poche centinaia di metri e dinnanzi a me si apre uno spettacolo incredibile. L’Etna, ricoperta di bianco, sormontata da una lattea nuvola che le fa da cappello. I suoi boati fanno tremare il terreno sotto i miei piedi e dentro il cuore mi si riempie di gioia, stupore e paura.
Oggi siamo in settanta, settanta cuori che battono e si sfidano. Alcuni di noi, forse quelli meno abituati a questo versante, perdono il percorso e questo li costringe a fare più strada dei dovuto, altri invece lo tagliano facendone meno.
Questa edizione zero del Giro della Milia è risultata carica di colpi di scena e chi era sicuramente destinato a vincere si è ritrovato dietro.
Purtroppo non sempre tutto va come dovrebbe andare ed oggi ha vinto chi ha mantenuti saldi gli occhi per terra a cercare i segnali.
Nel trail, come nella vita, non sempre vince il più forte. Forza, carattere, determinazione sono necessarie ed indispensabili quanto concentrazione e spirito di adattamento. Ed intanto i chilometri scorrono, sono molto felice oggi, il mio pensiero si sposta spesso a mio fratello: “Chissà se sta andando bene”, da runner da strada quale lui è si trova per la prima volta a correre un trail e lo fa dentro uno scenario incredibile che oggi havoluto essere ancora più spettacolare.
L’Etna sa essere maestra, sa essere madre amorevole e padre severo. Saprò solo al mio arrivo che Francesco Cifali ha fatto una gara degna del suo nome, correndo 22 km senza nessuna difficoltà, cavalcando la “mia Etna” con lo stesso sguardo, lo stesso sorriso e lo stesso spirito con cui la cavalco io giorno dopo giorno.
La fatica: quel mantello pesante che copre ogni runner, quella a cui siamo abituati, che si trova all’ingresso di ogni gara e che lascia solo dopo aver tagliato il traguardo oggi sembra più sopportabile.
Io ed Ennio siamo quasi giunti alla fine, mancano solo un paio di chilometri quando incontriamo Claudio e Giuseppe. Il gruppo è al completo, la gioia si impadronisce di noi ed insieme tagliamo il traguardo mano nella mano.
E’ quel tenerci la mano come fanno i bambini che ci rende unici ed irripetibili, che ci unisce al di là del tempo e dello spazio: quanta felicità può dare questo gesto!
Le nostre difficoltà di orientamento e la fatica della corsa sono state tutte ripagate da un’accoglienza post-gara davvero eccezionale e sicuramente sopra la norma.
Ci siamo scaldati davanti al fuoco di un camino ed abbiamo mangiato le prelibatezze che la nostra terra offre. Adesso non mi resta che aspettare che passi un altro anno per godere ancora di quel calore familiare che mi ha scaldato oggi.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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