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12 novembre 2014 3 12 /11 /novembre /2014 14:25
Freewheeling Calcaterra alla vigilia del Mondiale 100 km. Una riflessione sulla forma e sui contenuti delle esternazioni di Re Giorgio(Maurizio Crispi) Mi sento fortemente sollecitato ad esprimere due pensieri in merito all'ennesima polemica suscitata da Giorgio Calcaterra, nei confronti di uno dei componenti della squadra azzurra che rappresenterà l'Italia ai prossimi (ed imminenti) Campionati del Mondo 100 km che avranno luogo a Doha (Qatar) il prossimo 21 novembre 2014: esternazioni a mio avviso inopportunamente pubblicate su podisti.net (Convocazioni per i mondiali della 100 Km: Calcaterra si ribella; articolo divulgato l'11 novembre 2014), all'insegna d'un malinteso principio di libertà di stampa e di opinione, ma si sa che su internet le notizie che fanno cassetta sono sempre quelle malevole, quelle scandalistiche, quelle che alimentano in una spirale senza fine di pregiudizio e di intolleranza, spesso francamente offensive se non vicinio alla diffamazione, se non la sostanza tecnica quanto meno nello spirito.
Non starò qui a riprendere il contenuto delle affermazioni di Giorgio calcaterra, perchè la sua posizione è da sempre nota e la musica non è cambiata neppure di un poco. Chi vuole seguendo il link può andarsi a leggere il testo dell'intervista e nemmeno farò il nome del compagno di squadra su cui Calcaterra si accanisce.
Vorrei piuttosto commentare su due ordini di questioni, una formale in primo luogo eduna di contenuti.
Per quanto concerne quella formale, vorrei ricordare che, quando ci si avvicina ad importanti competizioni internazionali come le Olimpiadi o i Campionati del Mondo dei diversi sport, le squadre nazionali si trovano in genere a dover seguire un codice che riguarda esternazioni e dichiarazioni stampa. Mentre sulle questioni generali concernenti la squadra nella sua globalità chi è chiamato ad esprimersi è sempre il dirigente tecnico o, per lui, un portavoce (o addetto stampa che sia), agli atleti è lasciata la libertà di fare commenti - se intervistati - sulla propria forma fisica e/o sulle proprie aspettative.
Qualsiasi esternazione a ruota libera che riguardi i compagni di squadra o i criteri con cui la squadra è stata costituita (a partire dai criteri di convocazione) andrebbero censurati e redarguiti: in ogni caso dovrebbe far parte del codice etico di un atleta che ha il senso dell'appartenza ad una squadra auto-censurarsi ed impedire che, dalle sue dichiarazioni, possano emergere tensioni, dissapori, contrasti, o violente antipatie che possano minare il morale, la solidarietà e la buona armonia che devono vigere all'interno di un team nazionale, come quello di cui il freewheeling Calcaterra fa parte alla vigilia della partenza del massimo meeting internazionale nella disciplina.
Giorgio Calcaterra a cui da sempre vanno tutte le mie simpatie è un "re" autentico della 100 km: vincitore per ben 9 volte consecutive della 100 km del Passatore, tre volte Campione delMondo di specialità, per non parlare di innumerevoli altri titoli. Ma, anche se Re nella sua specialità, non è esentato  dal condividere un codice etico con i suoi compagni di squadra, con i dirigenti IUTA e, alle loro spalle, quelli della FIDAL.
Questo per ciò che riguarda dal'aspetto formale: il violento attacco di Giorgio calcaterra getta solo del fango - ed inutilmente- sula maglia azzurra e sul Tricolore.
Ma veniamo all'aspetto relativo ai contenuti.
Calcaterra si scaglia con veemenza contro un atleta che ha avuto delle vicissitudini di doping. 
Innanzitutto, non sempre i controlli anti-doping sono eseguiti con il pieno rispetto delle norme: e, nel caso dell'atleta in questione che ha sempre protestato la sua innocenza, sono state commesse - a sentire persone competenti informate sui fatti - delle violazioni di protocollo.
Ma ammettiamo pure che ci sia del vero e che, in passato, questo atleta si sia sottoposto a pratiche dopanti.
E' stato riscontrato positivo.E' stato squalificato. Ha scontato il suo periodo di penalità.
Perchè si deve pensare per forza che, nel suo caso, siano impossibili la redenzione e il riscatto?
Perchè pensare obbligariatoramente che, quando uno ha sbagliato, debba continuare a sbagliare?
Perchè non dover pensare, invece, che anche chi ha sbagliato, se si è riabilitato (o in un'ottica cristiana, redento) non possa essere di esempio ad altri che, malauguratamente debbano trovarsi - in momenti bui della propria vita - a ripercorrere la stessa strada?
in un caso o nell'altro, il nostro atleta - quello contro cui Giorgio Calcaterra lancia i suoi strali infuocati  - si è indirizzato ad un campo nuovo e ha lanciato con se stesso innanzitutto la sfida dell'Ultramaratona, scegliendo di essere seguito da un coach di tutto rispetto che, tra l'altro, nella sua storia personale, si trovò - come Dirigente e come Allenatore - a prendere posizione contro quell'ala della FIDAL favorevole ad intraprendere vie brevi e pratiche dopanti per portare i nostri atleti a livelli di maggiore competitività nei confronti dello strapotere USA e di altre nazioni.
Il nostro atleta ha fatto bene nelle ultramaratone, giostrando tra la distanza di 50 km e quella dei 100 km. Ha conquistato dei titoli importanti e del pari ottime sono state le sue prestazioni cronometriche.
Ha partecipato a competizioni nazionali ed internazionali dove erano previsti i controlli anti-doping cui è stato sottoposto, controlli che non hanno evidenziato nessuna irregolarità.
E dunque?
Dove sta il problema?
Perchè gettare discredito e fango addosso ad un atleta e,cosìfacendo, gettarlo addosso a tutto un team?
In ogni caso, caro Giorgio, io penso che bisognerebbe stare attenti a non diffondere pregiudizi e a non fomentare intolleranze, anche soltanto perchè ciò è contrario ai principi della civile convienza e della cristiana solidarietà tra gli uomini.
E, del resto, il Vangelo ci avverte: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" (Giovanni 8,1-11)
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commenti

M
Aggiungo, inoltre, che Le selezioni degli atleti azzurri di ultramaratona vengono fatte sulla base dei risultati conseguiti nei due anni precedenti (oltre che la costanza del risultato e altre<br /> caratteristiche personale che rendano l'atleta "affidabile", quanto a tenuta in gara).<br /> E, lasciando da parte la pregressa storia, nella sua carriera di Ultramaratoneta, Alberico Di Cecco, ha conseguito delle brillanti prestazioni e piazzamenti altrettanto importanti.<br /> Ricordiamoci che ha conquistato la medaglia di Bronzo al Campionato del Mondo di Seregno, contribuendo anche in maniera decisiva alla conquista dell'Oro Mondiale a squadre e che è stato vincitore<br /> alla 100 km di Seregno 2013, che assegnava i titoli di campione italiano FIDAL Assoluti/Master di specialità.<br /> Ricordiamoci anche che in queste circostanze, secondo regolamento, è stato sottoposto ai controlli anti-doping previsti.<br /> E, dunque, mettendosi nei panni dei selezionatori, non credo che ci sarebbero state alternative valide: il suo nome doveva per forza saltare fuori.<br /> E, secondo me, è stato giusto convocarlo, dal momento che - a fronte di tanti altri brillanti ultramaratoneti specialisti della 100 che sono considerati "atleti di interesse nazionale per<br /> l'ultramaratona" ma che non sono stati convocati, ma con prestazioni cronometriche inferiori, aveva pieno titolo per essere scelto.<br /> Io l'ho visto in azione, a Seregno in occasione del Campionato del Mondo e posso assicurare che, con la sua abnegazione (ha resistito in gara,malgrado un problema gastro-intestinale) è stato<br /> indubbiamente uno dei pilastri della squadra italiana.
Rispondi
M
A scanso di equivoci, ho concluso le mie considerazioni con la frase evangelica non per suggerire che ci potesse essere dell'altro che rimaneva sottaciuto, ma per ricordare che, quando si lanciano<br /> accuse non del tutto fondate oppure basate su di un persistente pregiudizio o su di un sentimento d'intolleranza, occorre sempre sottoporsi ad un preliminare esame di coscienza, poiché ciascuno di<br /> noi può avere molte colpe e molte imperfezioni, può aver commesso molte mancanze ed omissioni. E questa consapevolezza dovrebbe distoglierci dall'ergersi a giudice.<br /> Tra l'altro, bisogna separare i giudizi su ciò che è accaduto in passato rispetto al presente.<br /> Nel caso specifico, non ci sono state positività all'antidoping nel corso della carriera di ultramaratoneta dell'atleta in questione.<br /> Calcaterra avrebbe ragione a parlare in questo modo solo se nel presente ci fosse qualche macchia: il passato è passato.<br /> Nel presente si può scrivere una nuova storia.<br /> L'invito alla tolleranza è tanto più forte perché - non dimentichiamolo - Calcaterra fa parte di una squadra e non ha senso distruggere o abbattere il morale di una squadra, che di capitale<br /> importanza poiché nel Campionato del Mondo 100 km non si corre soltanto per ottenere un posto nella graduatoria individuale, ma anche nella classifica a squadre. E, come è ben noto, per portare<br /> avanti la squadra ciascun atleta deve essere in condizione - quanto a morale e a spirito di solidarietà - di correre la sua gara sino in fondo,lottando per la migliore posizione possibile.
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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