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15 marzo 2014 6 15 /03 /marzo /2014 18:44

Il postino britannico, grande camminatore

 

(Maurizio Crispi) Nelle grandi città britanniche il servizio della Royal Mail ama attenersi alla tradizione. E' molto difficile vedere furgoni e mezzi motorizzati vari per la consegna della corrispondenza privata e dei plichi. Solo per i pacchi più ingombranti è previsto un servizio su veicoli a motore. 
Tutto avviene all'antica, che è anche il sistema più economico di distribuzione porta porta.
E' possibile vedere ogni giorno il postino con la tradizionale casacca rosso (lo stesso rosso delle cassette della posta) che gira per i quartieri, spingendo un buffo carrello, pure dipinto di rosso, che rappresenta il suo ausilio tecnologico per il trasporto della posta da smaltire nella sua zona.

Quando arriva nell'area prescelta ormeggia il suo carrello ad un palo o a una ringhiera (con il catenaccio d'ordinanza) e si accinge a fare il suo consueto giro porta a porta, con infinita pazienza. 
Negli appartementi dell'East End, che spesso sono allocati in palazzine basse (di pochi piani), ma molto estese nel senso della lunghezza, deve camminare a lungo nei ballatoi che consentono l'accesso ai diversi appartamenti, per quanto possa utilizzare l'ascensore per spostarsi da un piano all'altro.

Quando ha fatto tutte le consegne in un segmento della via, si sposta di alcune centinaia di metri e ripete l'operazione e così via per tutto il suo orario di servizio (le consegne sono effettuate ogni giorno, incluso il sabato).
In alcune altre realtà del Regno Unito, il postino usa la bicicletta.

Solo nel caso di aree in cui le abitazioni sono sparse a grande distanza l'una dall'altra, l'uomo della posta viaggia su di un mezzo motorizzato.

Il postino britannico, grande camminatoreIn altri termini, il postino britannico deve avere delle buone gambe e, se non ce le ha buone all'inizio, nel corso della sua pratica quotidiana, deve farsele venire buone per forza!

Il lavoro del postman in Gran Bretagna è dunque un lavoro altamente salutistico e consigliato a tutti coloro che vogliono fare del movimento, mentre lavorano: comporta buone gambe, buoni polmoni, buona alimentazione, buona salute.

E', in sostanza, un lavoro che allena alle lunghe camminate.

In Italia, invece, nel nome della modernizzazione i postini sono stati dotati di mezzi motorizzati per la consegna dei plichi più voluminosi o, adesso, di mezzi elettrici per spostamenti a breve raggio e per lo smaltimento della posta ordinaria.

I nostri postini sono dei sedentari e, se non lo sono, lo diventano. Guai a proporgli adesso a distribuire la posta camminando, come facevano un tempo! Si rivolterebbero! E se non fossero loro a rivoltarsi contro l'Amministrazione che dovesse proporre una simile eresia, ci penserebbero le loro organizzazioni sindacali a contestare e  a dire che ogni decisione che riguardi i lavoratori deve essere prima "concertata"!
Questo perchè in Italia le soluzioni pragmatiche e pratiche non sono di casa.

Da noi, chissà perchè, le soluzioni semplici, a basso costo e che rimandano alla tradizione, sarebbero ostacolate in ogni modo possibile e sarebbero considerate anacronistiche.

Ma in questa bramosia di cambiamento e di finta innovazione che ha portato i servizi postali ad una diffusa e massiccia motorizzazione, perfino nei contesti metropolitani già congestionati, c'è ovviamente chi ci marcia: se si usano i mezzi motorizzati, li si devono acquistare e, quindi, portare avanti le gare di appalto, fare le commesse, etc... E si sa che tutto questo comporta un ulteriore dispendio di denaro, oltre a quello necessario all'acquisto degli oggetti in sè, e una sua deviazione non lecita ad altri destinatari.

La Royal Mail britannica era in declino alcuni anni fa e stava per essere soppiantata dai servizi postali privati, sempre più aggresivi.
Poi c'è stata un'inversione di tendenza e si è rimessa in moto, risultando concorrenziale, proprio perchè realizza dei servizi con un basso profilo tecnologico (soprattutto per la consegna ai destinatari finali) ad un costo molto più basso (e ancora con l'opizione della first e della second class mail, laddove la tariffa "first class" garantisce in modo matematico la consegna al destinatario, il giorno successivo all'inoltro.

C'è molto da riflettere su tutto questo.

E, mentre noi riflettiamo, il postino britannico macina ogni giorno chilometri su chilometri e sta bene in salute. 

 

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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