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24 gennaio 2013 4 24 /01 /gennaio /2013 19:11

Lance-Armostrong.jpg(Maurizio Crispi) Il caso Lance Armstrong nei giorni scorsi ha visto una veloce evoluzione verso il suo epilogo. E' stata una storia triste e malinconica: quella di un atleta che dopo aver vinto ingannando, dopo aver mantenuto la sua posizione negazionista sino allo stremo malgrado ogni evidenza, decide di alla fine di "pentirsi" e di confessare le sue colpe. Che in questo - ci si chiede - non ci sia in una certa misura un "pompaggio" mediatico, tale da far sì che anche il momento della sconfitta, il punto più basso della parabola discendente, si trasformi in una vittoria mediatica con record di audience? Potrebbe anche darsi, considerando che questo siparietto finale si è svolto negli Stati Uniti d'America dove ogni cosa si trasforma in spettacolo e qualsiasi evento può essere spettacolarizzato.
Cerro è che anche la storia di Lance Armstrong, in termini di ascesa di un atleta che è arrivato a fare cose che nessuno aveva mai realizzato prima, e della sua caduta, quando l'unico ancoraggio e l'unico modo per lasciare una traccia (come lo sono state le volate finali delle sue imprese ciclistiche) sono una confessione e una assunzione di colpa, lo si può leggere come un apologo delle pratiche dopanti nel mondo dello sport contemporaneo.
Si può leggere come un apologo che induce molta rabbia e risentimento per gli effetti svilenti che produce nell'immagine delle pratiche sportive, che si vorrebbe sempre pulita e idealizzabile.

Le vicissitudini del campione statunitense dai fasti delle vittorie all'umiliazione dell'ingiunzione da parte del CIO di restituire le medaglie proditariamente conquistate costituiscono una parabola che potrebbe dare molti insegnamenti sul doping, sui suoi effetti e sulle ricadute etico-morali che hanno le pratiche dopanti non solo sugli atleti che vi indulgono, ma anche su coloro che dello sport sono spettatori e che si convincono che quello dei campioni dpoati è lo sport, il vero sport, perchè garantisce brivido, eccitazione, intrattenimento.
E' proprio attraverso il doping "mediatico" (quello del pompaggio continuo sulla spettacolarizzazione estrema delle performance sportive) che si trasmette - a chi guarda lo sport-spettacolo - l'idea che ciascuno, anche nel roprio piccolo, passando dalla posizione di spettatore a quella di praticante potrebbe fare meglio.
Perchè no, in fondo? - l'interrogativo che alcuni si pongono. E quando ci pone un simile interrogativo il passaggio dalla fase "contemplativa" del doping alla sua pratica materiale è brevissimo, quasi instantaneo.

Schwartzer lacrimeA partire dai cattivi maestri (i grandi campioni beccati per doping), sono tanti, tantissimi, forse troppi che nell'ambito dei diversi sport amatoriali fanno ricorso - a volte con un pericoloso bricolage farmaceutico nello stile "fai da te" - ad una o all'altra pratica dopante.
E questo è uno di quei "danni collaterali" del dopiing a cui nessuna confessione, nessun pentimento, alla maniera di Lance Armstrong, o nessuna lacrima o pianto accorato,nello stile del nostrano Schwarzer (in fondo, rispetto allo statunitense, peccatore "veniale"), potranno porre rimedio.
I grandi atleti dello sport dopati producono infiniti danni collaterali e - che questo lo abbiano ben chiaro - sono responsabili dell'effetto a catena di micro- o macro-pratiche dopanti tra gli sportivi amatoriali.

E lo sport di punta, a causa di pochi (sperando che non siano molti quelli che la fanno franca e rimangono celati), tradisce la sua mission, producendo un infinito danno a molti.

Quanti usano sostanze "proibite" per migliorare le proprie performance? Da un'inchesta recente (dati 2011) che siano oltre il 3% degli atleti e, per la maggior parte, quelli che ricorrono agli "aiutini" farmacologici sono uomini di età superiore ai 45 anni.
Lo sport più corrotto? Continua ad essere sempre Il ciclismo (almeno è quello dove le pratiche di doping sono state più frequentemente sventate).
Ecco di seguito, su questi temi, l'articolo di Matteo Simonte, comparso online su ActionMagazine.

 


(Matteo Simone. Fonte: Actionmagazine) Nel corso dell’anno 2011 la Commissione per la Vigilanza ed il controllo sul Doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (CVD), istituita presso il Ministero della Salute in attuazione dell’art. 3 comma 1 della legge 376/2000, ha programmato controlli antidopoing su 426 manifestazioni sportive.
 
 
Dai risultati delle analisi di laboratorio è emerso che dei 1676 atleti controllati, 70 sono inizialmente risultati positivi ai test antidoping. Gli accertamenti sugli atleti risultati positivi, in seguito, hanno permesso l’archiviazione di 18 casi.
Complessivamente sono risultati positivi 52 casi, pari al 3,1% degli atleti sottoposti a controllo. Tra gli atleti risultati positivi ai controlli antidoping del 2011, un solo atleta risultava tesserato con un Ente di Promozione Sportiva: i restanti 51 sono invece tesserati con le Federazioni Sportive Nazionali.
 
 
Prendendo in esame la distribuzione delle positività ai controlli in funzione del genere dell’atleta, si osserva che l’84,6% dei 52 casi positivi sonouomini e il 15,4% donne. Le positività riscontrate rapportate a tutto il campione risultano del 3,6% per gli uomini e dell’1,6% per le donne.
 
Prendendo in esame la distribuzione delle positività ai controlli in funzione della classe d’età dell’atleta, si osserva che la percentuale più elevata di positività è stata rilevata tra gli over 45, mentre quella più bassa tra gli under 25.
È interessante notare come all’interno delle classi di sostanze maggiormente rilevate ai controlli (diuretici/agenti mascheranti, agenti anabolizzanti e cannabinoidi), gli atleti risultati positivi siano prevalentemente di sesso maschile. Per contro gli stimolanti, con ben il 35,5% delle positività, sono la classe doping più frequentemente rilevata nelle atlete.
 
 
Una spiegazione del fenomeno può risiedere nel fatto che più frequentemente degli uomini le donne assumono sostanze vietate quali gli stimolanti per ottenere il controllo del peso attraverso la loro azione anoressizzante. Tra le classi di sostanze maggiormente rilevate nel corso dei controlli antidopiing (diuretici/agenti mascheranti ed agenti anabolizzanti), il numero maggiore di positività è stato riscontrato tra i tesserati FCI (ciclismo).
 
 
Una curiosità: nel 1910 in Austria si effettuò il primo controllo anti-doping: a seguito di analisi condotte su alcuni cavalli, un chimico russo portò al  Club dei Fantini austriaci la dimostrazione scientifica dell’avvenuta pratica di doping, data dalla presenza di alcaloidi nella saliva degli sfortunati quadrupedi. Perché venisse istituita una forma ufficiale di controllo antidoping, però, si dovette attendere il 1955: fu in quell’anno, infatti, che in Francia cominciarono le analisi obbligatorie sui ciclisti, scoprendo immediatamente percentuali di positivi pari anche al 20 per cento.




Matteo Simone
, è psicologo dello sport e psicoterapeuta a Roma
.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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