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24 febbraio 2013 7 24 /02 /febbraio /2013 09:01

La corsa: uno sport (Maurizio Crispi) Le brevi considerazioni che Filippo Castiglia scrive nel suo blog il 18 febbraio 2013, in riferimento ai "numeri dell'atletica" desunti da un report del 2008 licenziato dalla FIDAL, mi hanno stimolato  a elaborare delle considerazioni sulla corsa e sul correre (che già mi frullavano per la testa nei giorni precedenti) e sul fatto che tanti approdano alla corsa di lunga durata (maratona ed oggi anche le ultramaratone e gli ultratrail), dopo aver praticato altri sport oppure senza averne praticato nessuno, ma anche sul motivo per cui la maggioranza delle persone che cominciano a praticare la corsa appartengano ad una fascia d'età che va dai Quaranta in su.

Ma vediamo, innanzitutto cosa scrive Filippo Castiglia (nel suo blog "Corsa y Mucho Mas", con il titolo "I numeri dell'atletica"):

Questo report del 2008 racconta dell’atletica degli ultimi anni. Sono numeri freddi che indiscutibilmente descrivono il declino dei praticanti dell’atletica leggera in età giovanile (ed attualmente si attestano intorno alle 10.000) unità) ed un contemporaneo incremento degli amatori attirati per lo più dalle discipline lunghe (maratona).

Nel nostro paese di poco meno di di 57 milioni di abitanti ci sono 30.000 persone che completano una maratona. Arrivano all’atletica dopo avere praticato tutti gli sport possibili, oppure non averne praticato nessuno. Cominciano per l’invito di un amico, per perdere peso e così prendono il “vizio”. Ottimo “vizio” se è in grado di tenera a bada i molti problemi legati alla sedentarietà. Chi è ancora scettico rispetto alla “moda” della maratona dovrebbe riflettere sul quanto sarebbe preferibile convertire tutti quelli appassionati al video poker a dedicare il loro tempo alla corsa!

 

Si corre per molte ragioni. 
E' vero che molti si accostano alla corsa con una motivazione che è, all'inizio almeno, semplicemente dietetica ed igienistica. 
Però, c'è anche da dire che, cominciando a correre, si scopre un mondo intero o, si potrebbe dire, si entra in un nuovo Universo del quale prima nemmeno si sospettava l'esistenza: un universo fatto di pratiche, di rituali, di miti di fondazione e di storie, di uomini e donne, di relazioni.
E' come se, entrando nel mondo della pratica della corsa, si facesse - nella propria esistenza - un vero e proprio cambio di paradigma, come avviene nei grandi cambiamenti epocali oppure nelle scoperte scientifiche. 
Perché ciò accade e perché accade tanto più facilmente che rispetto ad altri sport? Secondo me le ragioni sono molte.
La più semplice è che per correre non occorrono molte cose. 
Inizialmente ciò che affascina è la semplicità d'attuazione del progetto di correre e il minimo dispendio d'energie necessario: si può uscire direttamente da casa per correre, oppure si anche correre - per paradosso - dentro casa.
Se uno vuole può anche iniziare a correre senza nessun indumento tecnico. 
Chi non si ricorda - ad esempio - della corsa fatta con le scarpette "Superga" d'antan?
Bastano poi una semplice T-shirt o una canottiera ed un paio di pantaloncini. 
E, se si è d'estate, si può correre in modo libero, semplicemente in costume e a piedi scalzi. 
Minimo investimento, dunque: cosa che riporta all'idea che correre sia una cosa "naturale"... 
La corsa: uno sport Minimo investimento per il conseguimento di un massimo beneficio: in ciò la Corsa si contraddistingue come sport autenticamente "popolare" e democratico, per tutti. 
Per correre, non abbiamo bisogno di nulla se non di ciò di cui il nostro corpo è naturalmente dotato.
Il gesto della corsa scaturisce naturalmente: non 'è bisogno che nessuno te lo insegni. Semmai si tratta di ricordarselo: basta guardare il naturilissimo ed efficace gesto della corsa dei ragazzini che corrono liberi nel gioco: è la cosa che cominciano a fare naturalmente appena sono ben saldi sulle gambe. E il loro gesto è sciolto e leggero.
Poi anni di inattività e di vita sedentaria rendono questo movimento meno fluido, e bisogna recuperarlo.
Ma "fatti fummo per correre""... Non c'è alcun dubbio al riguardo. 
E' l'idea che si affaccia di chi si sperimenta nella corsa, dopo anni di vita sedentaria.
Non è, in effetti un'idea peregrina: ed ecco saltar fuori una delle più potenti radici del correre, in quanto attività ancestrale dell'Uomo primevo. 
Sembra che (e lo sostengono fonti accreditate e di indubbio valore scientifico) correre sia stato il modo naturale di muoversi dell'uomo agli inizi della sua stazione eretta: era più facile (e più economico) correre che semplicemente deambulare. 
Quindi, correndo, ritorniamo alle nostre origini di uomini cacciatori-raccoglitori che, per le necessità della sussistenza del proprio gruppo tribale dovevano percorrere ogni giorno molti chilometri alla ricerca di qualcosa; o che dovevano correre per mettersi in salvo da predatori più forti; o ancora la corsa era la modalità con cui manipoli di guerrieri o interi eserciti realizzavano velocemente spostamenti di molte decine di chilometri (ricordiamo, ad esempio, di un'immagine iconica degli Apache in corsa durante le loro azioni bellicose, oppure della figura degli "emerodromi", soldati dell'esercito greco appositamente addestrati per correre 24 ore di seguito.
La corsa: uno sport La corsa inoltre nella cultura e nelle tradizioni di molti popoli (non occidentali) è stata uno strumento di meditazione e di estasi (vedi ad esempio la corsa rituale degli indios Tarahumara oppure quella praticati da alcuni monaci buddisti giapponesi (i Marathon Monks of Mount Hiei).
Infine, la corsa - più di qualsiasi altra disciplina - offre dei miti di fondazione potenti, fortemente sedimentati nell'immaginario collettivo, dalla figura-simbolo di Filippide (emerodromo e primo maratoneta ed ultramaratoneta della storia) a quelli successivi di Dorando Pietri e di Abebe Bikila (per citare due caposaldi della mitologia della corsa).

Correndo ciascuno di noi, ogni giorno, entra nella preistoria dell'Umanità e condivide il mito della corsa, con tutte le sue successive stratificazioni.
Correre ci fa sognare.
Correre ci fa fantasticare.
Correndo, possiamo pensare che stiamo diventando più forti per metterci in salvo dalle minacce quotidiane che ci opprimono oppure che possiamo meglio padroneggiare il territorio che ci circonda e che possiamo imparare a conoscerlo minuziosamente nei dettagli, con un raggio di azione incomparabilmente superiore a quello dell'uomo che si sposta a piedi.

Ma ancora...
Correre significa uscire fuori dall'ordinario e dal quotidiano (l'estasi, come ex-stasis: vedi più avanti) 
Correre - anche in allenamento - significa conquistare qualcosa di nuovo che prima poteva essere per noi irragiungibile.
Correre dà risposta e soddifazione all'indomito spirito ludico che alberga dentro di noi (un allenamento anche impegnativo è come un "bel giro di giostra").
Correre è un po' come volare: la corsa ci dona leggerezza ed è estasi (nel più puro senso etimologico della parola) perchè introduce nella nostra vita - altrimenti ristagnante - un elemento di movimentazione e continui dinamismi, vitalità ed energia.
Correre è conquista quotidiana d'un appropriato assetto interiore ed è uno strumento per crescere e per superare alcune delle nostre paure più radicate.
Correre ci insegna ogni giorno qualcosa di nuovo su noi stessi.
E nessun'altro sport potrà mai eguagliare questi aspetti insiti nella corsa e nel correre.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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