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10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 19:37
la-lunga-marcia KingLa Lunga Marcia (The Long Run) è un romanzo di Stephen King, pubblicato abbastanza all'inizio della sua fortunata carriera di scrittore con lo pseudonimo di Richard Bachman (anche se, successivamente, venne svelato l'arcano del falso nome e venne fuori la verà identità autoriale).
La Lunga Marcia è contiene una storia davvero "estrema" che, anche riletta a distanza di anni, si potrebbe considerare un "evergreen": il Maestro dell'horror, qui, si cimenta nell'ambientare la vicenda un'ipotetico futuro.
Il romanzo ha molti numeri per piacere agli appassionati del podismo sulle lunghe e lunghissime distanze.
Siamo in un contesto stravolto da grandi cambiamenti sociologici: una delle "sfide" più appettibili cui partecipare è diventata una corsa estrema annuale, in un Nord America, presumibilmente stravolto da una dittatura, dai confini tra Canada e Stati Uniti sino a Boston su di una distanza di circa 400 km, in tappa unica.
La gara annuale è un evento mediatico di grande rilevanza e tutti i partecipanti sono considerati dei potenziali eroi (ed anche si tratta di un evento che suscita scommesse sui possibili della competizione). 
Per iscriversi alla corsa bisogna essere molto motivati o terribilmente disperati: infatti, se da un lato, vi è l'attrattiva di un ricco premio (tale che chi vince, ne avrà modificata la vita all'istante), dall'altro, ci si deve confrontare con una situazione estrema governata da regole rigide e crudeli.
Si tratta di una gara ad "eliminazione": si deve sempre camminare, andando avanti a qualsiasi condizione, procedendo ad un'andatura che sia contenuta dentro un certo range, non più di un tanto al chilometro, non meno; ci si alimenta mentre si cammina; sono consentite soltanto delle brevi soste per i bisogni corpporali e per i cambi essenziali di indumenti, ma con sorveglianza armata e con cronometro alla mano da parte delle guardie.
Ogni deroga, dopo un SEMPLICE ammonimento, viene punita con la morte.
Chi si ferma è perduto e viene giustiziato sul posto.
Il vincitore sarà, non il più veloce, ma il più resistente...
Il romanzo racconta, in questo contesto impossibile e folle, la lunga marcia del giovane Garraty e della  sua incredibile capacità di sopravvivenza alle severissime regole del gioco, sino al finale inquietante e clastrofobico.
Per alcuni versi, si potrebbe affermare che il protagonista sia un modello di "resilienza".
Mi ritrovai a leggere questo volume, parecchi anni fa, mentre partecipavo ad una gara a tappe non estrema, ma impegnativa in Messico: si trattava di correre 20 km al giorno per dieci giorni consecutivamente in condizioni climatiche abbastanza difficili per via del caldo umido e, intanto, tra una tappa e l'altra si viaggiava a bordo di pulmini messi a disposizione dell'organizzazione da un luogo all'altro del Messico procedendo da Nord (punto di partenza: Città del Messico) a Sud (punto di arrivo: Cancùn).
Mai lettura mi parve più appropriata: questo libro fu uno splendido travel companion, anche se leggendolo fui più volte assalito da dubbi sul senso di ciò che stavo facendo, poiché mi capitava di identificarmi con il protagonista della storia e mi chiedevo. "Perché lo faccio?".

La trama. Il sedicenne Garraty si iscrive alla Lunga Marcia, una gara impossibile ai limiti della crudeltà, istituita da un fantomatico generale in un paese – pare – governato da una dittatura. Dai confini con il Canada fino a Boston, 100 volontari corrono a piedi senza mai fermarsi, senza mai scendere sotto la velocità di sette chilometri orari e con tre ammonizioni disponibili per pause non maggiori di 30 secondi. La punizione è un’esclusione definitiva: dalla vita! Infatti chi viene punito è direttamente eliminato dalla faccia della terra, ucciso.
Coperto dallo pseudonimo Richard Bachman, Stephen King ha pubblicato questo strano romanzo nel 1970. Mette in scena una sfida mortale, quasi senza senso, in un’America che ha gran poco di democratico.
Il romanzo presenta un’America cinica ai limiti della cattiveria (come, del resto, l'affine The Lottery Man sempre di Stephen King sotto pseudonimo che venne successivamente trapssoto in film con Schwartzenegger come protagonista), in cui la Lunga Marcia è attesa come un evento clou dell’anno mediatico, polo attrattore di curiosità e fanatismi quotidiani. Tutto ciò che fanno e che producono i corridori nella loro marcia estenuante (escrementi compresi!) diventa ambito trofeo. Il feticismo e la privazione di valori di un paese in assoluta povertà morale emerge con vigore da questo ritratto spietato.
In effetti, al di là della costruzione fantastica che King ingegna per mettere in scena questo dramma, quel che spicca dalle righe del romanzo è il realismo di una condizione americana eccessiva. 
I valori (o i disvalori) emergono nel corso della gara, nella competizione tra i partecipanti che, messi in una situazione-limite, manifestano il meglio o il peggio di se stessi: ma odio, concorrenza portata all'estremo, pazzia non possono soffocare l’amore e alcuni sentimenti positivi di sollecitudine empatica che emergono a un certo punto nella narrazione, e che diventa dono gratuito di uno dei partecipanti a favore del protagonista, autentica rosa che sboccia in un deserto di cinismo.  Questo particolare, sebbene possa apparire debole nel devastante ritratto, potrebbe essere la chiave di lettura del romanzo. 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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