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19 ottobre 2011 3 19 /10 /ottobre /2011 15:00
Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6002  Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6008

Abbiamo seguito in Ultrasport la 100 km delle Alpi e l'Ultramaratona Città di Fano.

Se la 6 ore ha avuto la partecipazione di atleti di levatura nazionale (come Marco Boffo e e Francesca Marin, entrambi reduci dall'esperienza di Winschoten), la 24 ore - pur valida come Campionato italiano FIDAL, assouti e master, di specialità, ha visto pochi atleti specilizzati nella 24 ore (a parte Tallarita che ha utilizzato la gara marchigiana come banco di prova per la sua prossima impresa 10X100km).

Alla 100 km delle Alpi, invece, erano presenti ben pochi atleti di levatura nazionale.

Deludente tuttavia il fatto che in questo importante appuntamento di fine stagione (ancora più importante visto che il Campionato del Mondo 2012 si celebrerà a Seregno in aprile, con l'esclusione di fatto di altre ultramaratone italiane di prestigio come banco di prova nella marcia di avvicinamento al Mondiale) fossero praticamente assenti gli azzurri e gli atleti di ultramaratona di interese nazionale (i cosiddetti "ultratop") che avrebbero bene potuto testarsi anche su una distanza inferiore (i 50, o i 60 o 70 km km), mentre in larga maggioranza hanno preferito risparmiarsi oppure impegnarsi in gare più renumerative (maratone e altro).

Vedi, ad esempio, un Marco D'Innocenti (ritiratosi a Gibilterra e a Winschoten) che ha partecipato alla Maratona D'Annunziana di Pescara, classificandosi primo. Oppure un Francesco Caroni (pure con due ritiri all'attivo ai mondiali di Gibilterra e di Winschoten, anche se ha fatto bene a Connemara) che ha optato per l'Ecomaratona del Chianti, proprio a casa sua, clasificandosi terzo.

Alcuni altri atleti, pur presenti alla vigilia a Saint Vincent per un raduno "azzurro", hanno preferito non correre.

Chissà perchè.

Correre una 100 adesso - anche al risparmio, andando cioè a bassi regimi o facendo un semplice test - avrebbe potuto essere un'ottima occasione di riscatto per i tanti non finisher al recente Mondiale di Winschoten, dove molti - troppi - hanno gettato la spugna alle prime avvisaglie di sofferenza, senza nemmeno provarci a rimanere in gara stringendo i denti e salvando in qualche maniera il team da un naufragio totale (per quanto riguarda soprattutto la squadra maschile).

Sembra a molti appassionato che seguono le vicende dell'ultramaratona italiana che gli atleti di interesse nazionale abbiano la discutibile tendenza ad eludere gli impegni di ultramaratona che, secondo loro, sono gli unici ad avere validità nel processo di selezione, soprattutto quando nella rosa degli atleti da selezionare nel prossimo mondiale ce ne sono tanti - troppi - che hanno al loro attivo uno (o addirittura due ritiri) nei precedenti appuntamenti mondiali.

Sarebbe discutibile vedere questi atleti selezionati al prossimo mondiale di Seregno, a scapito di altri che, finendo le gare di 100 km cui hanno partecipato (consideriamo anche i valentissimi italiani che a Winschoten hanno corso la gara open o il Campionato Master) o di altri atleti presenzialisti in molte dei più appuntamenti italiani dimostrano di possedere indubitabilmente tempra e carattere.

Il paradosso sarebbe quello di vedere esclusi dalla rosa degli "eletti" a partecipare al Mondiale atleti di valore e di ottimo temperamento a favore di altri che hanno indossato la maglia azzurra ma non non sono stati in grado di onorare l'impegno e che, per di più, in quelle gare italiane, potrebbero rimettersi in gioco, dimostrando il proprio valore compromesso, invece latitano.

Dovrebbe essere ben chiaro anche ai selezionatori (sarebbe auspicabile che questi ultimi dessero prova di tale consapevolezza) che far parte della nazionale azzurra non è un diritto che una volta acquisito diventa intoccabile, ma che è il riconoscimento di un merito conquistato sul campo.

Essere un ultramaratoneta azzurra comporta dei doveri e fegli obblighi e, soprattutto, il rispetto di un'etica di comportamento, magari con una maggiore irregimentazione da parte dei tecnici che li seguono.

Così, con queste clamorose latitanze, sembrano essere piuttosto dei cani sciolti.

Come fare a costruire un vero spirito di squadra in queste condizioni?

La risposta agli addetti ai lavori.

 

Foto di Maurizio Crispi. Al Mondiale di Winschoten 2011, poco prima della partenza. A sinistra: Marco D'Innocenti. A destra, dalla sinistra: Emanuele Evangelisti, Moemy Gizzi e Sonia Ceretto

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commenti

maurizio crispi 10/19/2011 20:05


In ciò che ho scritto mi sono concentrato in verità, più sugli atleti azzurri della 100 km di Winschoten. Infatti, niente da dire nemmeno su Paolo Rovera che ha corso alla grande la 100 km (che non
è la sua specialità), classificandosi secondo e vincendo il Titolo regionale FIDAL Piemonte 100 km su strada, e nemmeno su Silvio Bertone che non ha ha fatto la 100 km di casa sua, ma che è stato
un finisher a Winschoten.
Il mio è un discorso - spero che si sia capito - riguardante soprattutto i non finisher di Winschoten - recidivi, per di più, considerando la precedente esperienza di Gibilterra o, per qualcuno
anche quella di Torhout (Belgio). Ai fini della selezione dei candidati a far parte della delegazione azzurra al Mondiale occorrono dei trial specifici e, in vista del Mondiale 100 km 2012, la 100
km delle Alpi aveva tutte le carte in regola per esserlo e, in più, avrebbe potuto essere un'ottima occasione di riscatto per i non-finisher di Winschoten.
Non si può far parte di una delegazione nazionale 100 km, se sistematicamente non si finiscono le gare mondiali e se non si fanno le 100 km di casa.
Su cosa si deve basare la selezione?
Sul diritto acquisito (come sembra sia stato il caso di alcuni)?
Sulla presunzione che, considerando in modo terico il loro profilo atletico, faranno bene?
Sull'azzardo?
Secondo me, devono essere premiati quelli che ci sono, che generosamente partecipano, che si impegnano, non quelli che si ritirano alle prime avvisaglie di sofferenza e che poi disertano le
occasioni nazionali dove avrebbero l'occasione di far bella figura e di far dimenticare gli scacchi.
I meritevoli devono essere premiati, anche se hanno un crono non pienamente soddisfacente: meglio dei runner un po' più lenti, ma capaci di collaborare al gioco di squadra.
Per tutti gli sport - e per l'Atletica in testa a tutti - per accedere alle gare di rilevanza mondiale dai Campionati del Mondo alle Olimpiadi si fanno i trial.
Perchè per la selezione degli atleti azzurri di ultramaratona non deve essere così, perchè alcuni vengono selezionati anche se non hanno corso ancora una 100 km (come fu il caso di Armuzzi che fece
parte della Nazionale azzurra a Torhout in Belgio, senza aver mai terminato una 100 km e che si ritirò clamorosamente)?
A Palermo, nell'ultimo fine settimana di Novembre, ci sarà - come al solito - la 24 ore del Sole che, assegnerà quest'anno i titoli italiani IUTA 2011 6 ore su pista e 100 km su pista: voglio
vedere quanti dei nostri atleti della 100 km saranno lì a cogliere l'occasione per distinguersi e, alcuni, anche per riscattarsi.


Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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