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21 gennaio 2014 2 21 /01 /gennaio /2014 10:46

(Elena Cifali) Abbasso lo sguardo e guardo le scarpe mentre corro ancora. Il piede sinistro mi fa un gran male, anzi mi brucia tremendamente, la vescica che si era creata 20 km fa è scoppiata. La scarpe mi si riempie di sangue da far impressione. Si avvicina un uomo in vespa, è un volontario. Mi chiede se va tutto bene. “No che non va tutto bene, ma ormai mancano 7 km ed io arriverò al traguardo”. Io e lui ci conosciamo già da molto tempo, un gesto di intesa e lo vedo allontanarsi via sulle due ruote, lo invidio anche un po’, ma so che oggi ho una missione da compiere. Nella mia testa succede di tutto, i pensieri si affollano e si rincorrono. Come in un quadro astratto, ad occhi aperti rivedo me stessa lo scorso anno, quando tante cose dovevano ancora accedere. Sento lo stesso profumo, guardo le stesse luci, odo le stesse voci. Cerco di anestetizzare il dolore al piede, inizio a fare un’analisi della mia gara: ho iniziato benissimo in compagnia di alcuni amici e del fidato Enzo. Io e lui ci alleniamo costantemente ed insieme, la nostra amicizia è legata da stima ed affetto reciproco che sono sicura ci porteranno molto lontano. Insieme abbiamo molti progetti, alcuni davvero ambiziosi e quando ci sediamo al tavolo della scrivania nel suo Studio sembriamo due bambini monelli, con gli occhi lucidi di felicità al solo pensiero di ciò che andremo a compiere. Ho lasciato che Enzo andasse via al 25 km, il mio piede non mi permetteva di spingere come volevo e rallentare anche lui sarebbe stato inutile. Due amici come noi, che hanno una così grande sintonia, non hanno bisogno di troppe parole per spiegare cosa sta accadendo. Lo vedo allontanarsi e d’improvviso mi ritrovo ad osservare il mondo davanti a me sotto forma di strada solitaria. E’ un lungo Cammino quello che ho intrapreso: è come arrivare in cima alla montagna e scoprire che puoi ancora salire, che hai ancora forza a sufficienza. Per dirla al contrario è come quando tocchi il fondo e continui ancora a scavare perché è molto più che troverai ciò che stai cercando. Il maratoneta nasce dopo il 30 km così come l’ultramaratoneta nasce dopo il 70 km. Per sopportare il dolore inizio a fare il conto alla rovescia: “6 km, 5km, 4km, adesso c’è la discesa …. Forza Elena, ormai sei quasi arrivata, sorridi e vai avanti”. Ma il sorriso stenta ad arrivare, una smorfia di dolore mi si stampa in volto ed intanto gocce di sangue schizzano via dalla scarpa ogni volta che la batto sull’asfalto. Sono attimi difficili questi in cui è facile perdersi d’animo, in questi momenti si distingue il maratoneta, torna a galla la donna capace di affrontare e superare le lunghissime distanze superando tutte le avversità che le si parano davanti, senza trascurare il proprio corpo e sapendo scegliere la giusta soluzione. La mia capacità di affrontare e superare le difficoltà è allenata più di me: alleggerisco il momento ripetendomi che presto finirà, ancora 30 minuti e tutto sarà finito. Sento addosso la mano di chi mi guida anche questa volta e divento forte e capace. Questa è la parte più romantica della maratona, la fase della sofferenza, quando inizio a dare un senso al tempo senza misurarlo. Nel corso degli anni ho imparato a rendere la fatica un immenso piacere, uno stato mentale che annebbia ogni pensiero. L’esercizio è sempre lo stesso, puntare un runner avanti a me e cercare di raggiungerlo per poi superarlo. E nel frattempo ricordarmi chi sono, motivarmi, lodarmi, ergermi al di sopra dei fatti e degli eventi, guardarmi dal di fuori e scoprire ogni volta una donna capace e determinata. Come un treno tiro dritto, abile nell’affrontare ogni avversità, ogni difficoltà, investo e schiaccio senza pietà pur di arrivare alla meta. “Forza, ce la fai, l’ultimo chilometro tutto in salita, non sarà quello a fermarti, tu sei SuperElena, ce la puoi fare, non mollare adesso, non camminare, sii orgogliosa”. Il dolore è così acuto che mi sento mancare, soffro ed urlo ma ormai sento le voci delle persone all’arrivo, l’ultima salita spacca gambe. Ecco, ci sono, passo sul tappeto verde ridendo ed applaudendo, adesso sono felice, ho resistito al dolore, alla fatica, ho lavorato dentro di me per rendermi più forte e sicuramente migliore. Fiera ed orgogliosa sono riuscita a completare anche questa maratona con lo stesso tempo dello scorso anno. Tanti amici mi aspettano, con gli occhi cerco qualcuno che mi sta a cuore, lo vedo, ci sdraiamo per terra felici e sereni come bimbi. Tutte le volte che corro imparo qualcosa che poi mi servirà per la corsa successiva e mi servirà soprattutto nell’affrontare la vita di tutti i giorni. Ho imparato che non esiste nulla che non si può superare, che le persone ci stanno accanto finchè possono farlo e finchè è giusto che lo facciano. Ho imparato che dopo il dolore arriva sempre il piacere. Ho imparato che bisogna entrare nel grigio di un foglio vuoto e nell’azzurro delle sue righe per scrivere la propria storia. Solo noi possiamo farlo, ognuno per se stesso, senza aspettarci nulla da nessuno, solo così non deluderemo le nostre aspettative. Ho imparato che agli amici non importa se hai vinto o perso, loro aspettano solo il tuo arrivo.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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