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19 gennaio 2014 7 19 /01 /gennaio /2014 20:46

Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). Incoscienza e consapevolezza. Due facce della stessa medaglia (Vincenzo Ferro)Alla Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon che, alla sua 11^ edizione, si è disputata lo scorso 12 gennaio 2014, non poteva mancare l'amico Vincenzo Ferro che ha scritto con grande sollecitudine un suo articolo sull'esperienza di fresco vissuta per salutare così la sua prima maratona del nuovo anno podistico, un anno che, sicuramente, sarà per lui ricco di grandi imprese podistiche e di nuove sfide. Il nuovo anno, tra l'altro, ha portato Vincenzo a far parte di una nuova compagine sportiva che è l'ASD Atletica Sicilia.

(Vincenzo Ferro) A Ragusa si è disputata la prima Maratona del 2014 e più degli altri anni l'evento è stato un successo, ma soprattutto è stata un successo per me.
Già la Maratona!! Di fatto è stata la mia seconda esperienza nei 42,195 km su strada, anche se nell'anno da poco trascorso ho portato a compimento gare su varie distanze, compresa quella della maratona, ma anche ultramaratone come la "mitica" 100 km.
Questa gara di inizio anno non l'avevo proprio messa in conto, almeno ero certo di sfidarmi sulla mezza distanza.
E pensare che nelle dieci settimane precedenti avevo corso l'EtnaMarathon, il Trail della Milia, la 12 Ore del Sole, la Maratonina di Catania ed il Trail della Ficuzza ultima e conclusiva prova dell'Ecotrail Sicilia 2013.
Altro che preparazione tabellare!!!! Eppure è bastato un lungo di 30 km fatto qualche giorno prima di Capodanno a fare pendere l'ago dalla parte giusta... spero. 
Ad essere sinceri quell'allenamento non lo volevo fare, dopo appena 5 giorni - un po' pochini - per recuperare un trail di 23 chilometri!
Ma mi sentivo a meraviglia e, nel bene o nel male, ci ha messo lo zampino sempre lei, Elena, decisa a prepararsi per non mancare alla maratona prima dell'anno.
Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). Incoscienza e consapevolezza. Due facce della stessa medaglia (Vincenzo Ferro)Tra le altre cose questo nuovo anno sembra aver portato qualche cambiamento: io, per esempio, ho cambiato squadra, e di questo ringrazio il presidente e collega Santi Monasteri che mi ha dato l'opportunità di far parte di un gruppo fortissimo, dell'Atletica Sicilia, ma soprattutto devo ringraziare Elena Cifali, Salvatore Crudo e Claudio Chines che mi ha presentato in viva voce sulla strada di ritorno verso Catania a mezza squadra! Puntare la sveglia alle 4:00 del mattino non sembra più strano!
Allenamento o gara che sia, la notte prima non si dorme molto; dopo le prime esperienze disastrose ho imparato a preparare tutto l'occorrente la sera prima di andare a dormire. Come un rituale sacro sul grande tavolo di legno quadrato incomincio a predisporre con cura ai vari angoli i capi che indosserò durante la gara, quelli dopo l'arrivo, gli accessori (bandana, borraccette, orologio, cellulare) completando con integratori alimentari, mandorle, noci e minerali.
Alle 5:30 di domenica mattina eravamo già in macchina con Claudio Chines e Marilisa Fiorino. In molti erano già in viaggio, chissà tutti andavano da qualche parte - e di fretta -, mentre a ruota ci seguivano Giovanni D'aquino e Gabriela Bobina.
Poco più di un'ora di strada ci è bastata per raccontarci le trascorse festività ed i primi progetti che ognuno accarezza per il nuovo anno.
Ma la notizia più importante era che anche Marilisa da questa gara avrebbe fatto parte della nostra stessa squadra per il settore FIDAL.
Nonostante qualche piccola incertezza nel girare o non girare a qualche incrocio arriviamo a Ragusa Ibla in punto per salire sul pulmino che ci avrebbe portati nel luogo del gonfiabile di partenza.
Dentro il pulmino già si cominciava a ridere e scherzare con gli altri amici runner, tra i quali Michele D'Errico, Salvo Crudo e Elena Cifali, oltre agli immancabili Maurizio Crispi e Maureen Simpson con il piccolo Babacino che avevano scelto di anticipare l'arrivo la sera precedente forse con la speranza di riposare un pò di più...
Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). Incoscienza e consapevolezza. Due facce della stessa medaglia (Vincenzo Ferro)Ma, dall'aspetto di alcuni, credo proprio abbiano dormito quanto noi
Sulla linea di partenza l'aria era abbastanza frizzante, anche se molti avevano deciso di correre molto leggeri addirittura in canotta.
Prima ci eravamo ritrovati con altri ancora, come Eleonora Suizzo, Giuseppe Puglisi, Gabriela Chebac e Giuseppe Militello.
Anche se iscritti alla gara con squadre diverse con tanti di loro abbiamo un comune denominatore: facciamo parte dello "Squadrone Etna Trail" {Etnatrail ASD], come si compiace di dire il nostro presidente Carmelo Santoro, che da li a breve sarebbe arrivato con un altra dozzina di amici della squadra di Linguaglossa per partecipare alla mezza distanza.
Durante le foto di rito tutti belli (si fa per dire) e sorridenti (già! è facile essere sorridenti prima della partenza) e, poi, con un convinto applauso si dava il benvenuto ad una decina di ragazzi di colore che si univano ai partecipanti giunti da mezza Italia [ed alcuni anche dall'estero].
Provenivano da un centro di accoglienza e probabilmente nella volontà degli organizzatori dovevano rappresentare una speranza di convivenza tra il nostro mondo ed il loro; a malapena spiccicavano qualche parola in inglese, ma era tangibile l'emozione di essere lì in mezzo agli altri, come gli altri...
Tanto ci sarebbe da dire a proposito, sul discutibile o apprezzabile gesto, sulla volontà in buona fede o trovata pubblicitaria. Sono d'accordo che non si risolve il problema dell'immigrazione, buttando nel mezzo di una manifestazione sportiva un gruppo di sfortunati con addosso una maglietta arancione con su scritto "Say no to razzism".
Però mi piace credere positivamente, poichè lo sport può fare tanto ed ho interpretato il gesto come un segno di civiltà: magari questi ragazzi hanno corso per tutta la loro vita per sfuggire da una situazione difficile e, per la prima volta, si sono ritrovati a correre per il piacere di farlo... così come lo è per noi.
In questi primi giorni di gennaio sono sati resi noti i calendari delle diverse gare facenti parte del circuito Grand Prix FIDAL, del Circuito Ecotrail Sicilia, del Grand Prix e dei Campionati di specialità IUTA ad alcuni dei quali, insieme alla compagna di allenamenti Elena, vorremmo partecipare anche se non nascondo di avere un grande progetto in comune che vorremmo realizzare entro l'anno.
Invece, questa maratona di Ragusa rientra tra le gare di preparazione e di avvicinamento per la nostra seconda partecipazione alla 100 km del Passatore. Proprio per questo motivo, considerandola come l'occasione di un lunghissimo, avevamo deciso di affrontarla molto rilassati con un passo lento iniziale, per poi procedere dopo i primi chilometri con un'andatura costante facile.
Ebbene così è stato.
Infatti, la prima parte di gara è trascorsa molto tranquillamente, insieme a Salvo, Giovanni e Gabriela. Partiti dalla parte alta della città, lasciamo le case dopo appena 2 km e, prosegendo verso Nord in leggera pendenza positiva, raggiungiamo la quota più alta del percorso al 10° km.
Attorno a noi distese di campi coltivati o utilizzati per il pascolo o come recinto per altro bestiame.
Muri a secco in pietra bianca locale delimitavano le carreggiate non asfaltate e tra pozzanghere, fango ed escrementi di animali bisognava fare attenzione a dove mettere il piede anche per evitare pericolosissime distorsioni.
In questo frangente Salvo rallentava, mentre io ed Elena venivamo costantemente superati da Giovanni e Gabriela nei tratti in discesa, mentre ritornavamo a precederli in quelli in salita.
In un lunghissimo rettilineo di circa 3 km in leggera pendenza le gambe giravano come se fossero telecomandate, anzi sembrava che fosse proprio un atto involontario, come il respiro o il battito del cuore. 
Ancora 7 km in mezzo alla campagna, nella parte Est, e poi un altro lungo rettilineo, mentre si intravede all'orizzonde la grande elica di Ragusa.
Al passaggio dei 21,097 km l'orologio segnava il crono di 1:51:40: un ottimo tempo!
Meglio di quanto sperassimo. In teoria, avremmo potuto entrambi scendere sotto le 3h 50'! Se non che Elena è stata costretta a rallentare a causa di vescicond sotto il piede sinistro.
Mi trovavo al 25° km di nuovo in mezzo ai campi da solo. Con ritmo costante percorrevo i sentieri di campagna tra l'odore acre dei bovini da pascolo. Il cardio oscillava tra i 140 e 148 bpm, il respiro regolare, i muscoli leggeri, le articolazioni libere: avevo raggiunto l'area industriale, nella parte a sud.

Dal 33° km iniziava una ripido tratto in discesa verso il centro ed incominciavo a superare le retrovie della mezza.
Due tunnel e, diritto attraverso l'ultima zona periferica a ridosso di due grandi cave a cielo aperto, poi via dentro la prima cintura di case. Il passaggio dal ponte mi ricordava che mancavano gli ultimi 4 km all’arrivo non prima di aver effettuato numerosi cambi di direzione in mezzo alle case del centro ragusano, in un susseguirsi di tornanti in discesa che avrebbero potuto costituire una grave insidia per il rischio di infortuni, maggiorato dalla scivolosità del manto d’asfalto bagnato , seguiti da un ultimo tratto in salita che aveva tagliato le gambe a molti.
Sono transitato sopra il tappetino nero migliorando il mio tempo della precedente maratona, ma soprattutto completando questa avventura con tranquillità e senza dolori. 
All’arrivo ci siamo ritrovati con tutti quelli che avevano affrontato la mezza maratona, vecchi e nuovi compagni, ed in particolar modo  con gli amici dell’Etna Trail Team Sicilia.
In merito all’organizzazione generale posso dire che Elio Sortino ha fatto un gran bel lavoro; non credo importino tanto i premi, ma è lo spirito quello che ci unisce e ci spinge ad affrontare queste sfide.
Infatti, la sincronizzazione delle partenze delle quattro manifestazioni in programma ha fatto sì che ci si incontrasse tutti insieme, non solo durante il percorso ma, in particolare, nella zona dell’arrivo a Ragusa Ibla, dove a coloro che si apprestavano a concludere i 42,195 km si sovrapponevano quelli che sfrecciavano per la mezza maratona, gli handbiker anch’essi impegnati nei 21,097 km, e gli altri cimentati nel fitwalking (su di una distanza molto più breve) e tanti bambini e molti altri non iscritti ad alcuna società sportiva che però hanno deciso di onorare lo sport, confondendosi tutti insieme in una macia per la vita.
Un plauso particolare lo farei anche alle forza dell’ordine ed ai volontari che sono stati vigili e presenti in tutti i punti del percorso e, soprattutto; alle persone che, lungo la strada, ci incitavano con applausi ed agli automobilisti molto pazienti e testimoni di un mondo ancora legato alla terra e rispettosa delle cose semplici, a differenza delle manifestazioni di isterismo e di impazienza nevrotica in cui ci imbattiamo ogni qualvolta  percorriamo le strade cittadine delle nostre belle città.

Una nota particolare la dedico alla tenace Elena che, nonostante i dolori accusati per via delle vesciche, è riuscita a chiudere con il sorriso sulle labbra e la scarpa sinistra visibilmente sporca di sangue, a dimostrazione del fatto che la forza di volontà ci può spingere anche oltre il buonsenso.
Ma soprattutto la mia dedica va all'amico Claudio che, precedentemente,     avevo raggiunto nel tratto in discesa intorno al 35° km. Zoppicava e, a mala pena, riusciva a stare in piedi: i crampi lo avevano colto qualche chilometro prima e l'avrebbero portato al ritiro.
La sera prima Claudio mi aveva chiamato e aveva tanti buoni propositi per la gara: lui corre da più di tre anni ed è specializzato nelle gare su strada, dove è abbastanza veloce.
Anche lui ha la passione ed il piacere di stare insieme agli altri.
Aveva iniziato ad andare forte insieme a Marilisa ma, poco prima del 30° km, aveva incominciato ad avvertire dolori ed era stato colpito dai crampi in entrambe le gambe.
Per non compromettere nulla ha pensato bene di ritirarsi. Ancora siamo agli inizi della stagione e sarebbe stato sciocco rischiare. Credo che Claudio abbia avuto un grande coraggio a decidere per il ritiro perchè sono sicuro che nessuno di noi, trovandosi nelle stesse circostanze, vorrebbe mai farlo, perchè è una decisione che pesa, indubbiamente.
Claudio nell'affrontare questo momento ha dimostrato di possedere una grande forza di volontà e, soprattutto, di avere un grande autocontrollo: ammirevolmente, è riuscito a sdrammatizzare e ad accettare quanto accaduto con se stesso e con gli altri senza nascondersi dietro qualche scusa.
Sono sicuro che potrà rifarsi la prossima volta. 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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