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17 gennaio 2014 5 17 /01 /gennaio /2014 20:54
Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). La maratona intreccio di vite e giostra umana (Eleonora Suizzo)Il 12 gennaio 2014 si è svolta la Maratona Città di Ragusa (ala sua 11^ edizione). E, assieme a tanti altri, amici e no, conosciuti e meno conosciuti, ed anche contornata da tanti volti del tutto nuovi e in una dimensione arricchita dal tocco di novità e di esotismo che i 15 Senegalesi e Gambiani del vicino Centro di Accoglienza di Pozzallo che hanno avuto l'occasione di correre la 42,195 km hanno impresso alla manifestazione, vi ha partecipato la siracusana Eleonora Suizzo. che, puntualmente e con sollecitudine ha voluto scrivere un suo pezzo sulla sua personale esperienza di questa sua prima maratona dell'anno. 
Ogni gara, podistica e non, ogni maratona, ogni Ultra podistica ha una sua storia diversa.
Non è mai una situazione "meccanica" in cui dei runner si presentano allo start, come fossero macchine, per mettersi in movimento al segnale del via e per andarsene alla fine, dopo aver superato il traguardo, quando si ritrovano a spegnere i "motori" ed essere entrati in quiescenza.
Prende le mosse da lontano, è fatta di storie di vita che si intrecciano, di motivazioni e di desideri individuali, di stati d'animo molto diversi che partono da lontano e si radicano nelle storie di vita di ciascun runner.
Queste storie si intrecciano l'una nell'altra e nell'arco di una gara - e la distanza della maratona o forse anche di un'ultra è paradigmatica al riguardo - vengono in qualche misura ridisegnate, riscritte, revisionate o rimodulate.
Avviene una "contaminazione" tra la propria storia e quella di altri. Si cede un p' della propria energia a chi ci sta accanto e da altri si ricevono dosi eccedenti di energia.
Correre una maratona, dal punto di vista dell'esperienza interiore, è come vivere un sogno o anche inseguire le nuvole che si rincorrono nel cielo che ci sovrasta.
Questa è la stranezza del correre le maratone a livello amatoriale: il loro essere assieme esperienza intima e condivisa, esperienza che modifica e trasforma il sé interiore e che, nello stesso tempo, fa ritrovare se stessi eguali a sempre, esperienza di solitudine dell'anima e, assieme, di condivisione e di solidarietà, esperienza di "novum" e di ritrovamento di cose perse e di antiche memorie.
Ed è per questo che ciascuna maratona corsa e portata a termine (o anche rimasta incompiuta) risulta diversa da tutte le altre ed è per questo che una Maratona o un'Ultra cui si prende parte richiede successivamente un tempo per l'elaborazione e la sedimentazione dell'esperienza portata a termine.

La maratona, come dice Eelonora Suizzo in chiusura del suo scritto, è in definitiva "giostra umana, intreccio di vite" che ruotano assieme per tutto il tempo della gara.

Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). La maratona intreccio di vite e giostra umana (Eleonora Suizzo)(Eleonora Suizzo) Squilla il telefono. "Sei sveglia?" Sono le 6.39 e vorrei essere a Ragusa per le 7.30. La partenza della gara é alle 8.00, per cui ho tutto il tempo.
Sorrido sorniona "Si sono sveglia questa volta, ma grazie del pensiero Angelo". In fretta sistemo le ultime cose, bevo il caffè e mangio due biscotti. Sono fuori e la prima immagine che mi si scaglia innanzi è il mio mare, mansueto oggi, di Puntasecca.
Sembra una giornata di primavera e non c'è freddo, solo una leggera foschia che ammanta e ricopre l'orizzonte, il cielo, il mare.
Decollo.
Oggi per me è un giorno di riscatto, di rivincita, di rinascita, di un nuovo inizio. Riparto da dove non è mai finita o, forse, da dove non è mai iniziato niente.
Ho bisogno di correre, respirando, ho necessità di muovere il mio corpo, di sentire che sono nuovamente viva, provando quelle emozioni  che solo la corsa mi riesce a dare: estrema libidine di potere in libertà, forza umana d'una mente determinata e salda in un corpo suddito e obbediente.
Non corro in strada dal 6 dicembre - da oltre un mese, dunque -, eccezion fatta per due o tre uscite. So che sarà una gara da correre solo con il cuore e la testa, ascoltando il ritmo dell'uno e i pensieri dell'altro.
Non sarà una gara. I miei amici e runner eroici e valorosi ci sono tutti, ognuno con la propria motivazione e aspettativa.
Claudio [Chines] vuole migliorare il suo personale e Marilisa [Fiorino] lo aiuterà. Militello vuole scendere sotto le tre ore e trenta, Elena [Cifali] e Salvo [Crudo] vogliono solo correre sotto le quattro ore.
Quest'anno la manifestazione é più partecipata e aspettiamo anche un gruppo di giovani senegalesi che correranno con noi.
Sono ospitati in un centro di accoglienza (CPA) di Pozzallo, hanno tutti dai 18 anni in su, corrono con delle scarpe riciclate, ed una maglia di cotone arancione con una scritta all'insegna della lotta al razzismo ("Say No to Racism").
Con dignità e grande amor proprio concluderanno, la maggior parte di loro, la distanza di maratona.
Partiamo e vanno tutti avanti, decido che non posso neanche stare accanto ad Elena, e allora con mia sorpresa e piacere mi ritrovo accanto Inge [Hack], donna di grande tempra fisica e mentale, saggia e prudente nella corsa, nella vita non so.
Mi racconta di gare passate e future, piccoli brani di vita personale e io ascolto volentieri, passando da una strada ad un viottolo, accanto un muretto a secco, su per il tornante e intorno alla verde prateria.
Al 10° km veniamo raggiunte da due runner, Michele e Mario. Michele avrà la mia età e scoprirò dopo anche molta più esperienza podistica della mia e Mario, sulla sessantina, al suo nuovo esordio in maratona, dopo cinque anni di pausa forzata per motivi di salute.
È un gioco di rimpalli, di parole, di suoni, di esperienze condivise che ci rendono il cammino spensierato e più leggero.
Mario non vede un delineatore di corsia (dovrebbe chiamarsi così) ai margini della superstrada, inciampa e cade.
Maratona Città di Ragusa Hybla Barocco Marathon (11^ ed.). La maratona intreccio di vite e giostra umana (Eleonora Suizzo)Si fa male ad un braccio e ha bisogno di un soccorso, chiamo Mimmo, e l'ambulanza arriverà entro dieci minuti.
Siamo bravi noi, cerchiamo sempre di aiutarci l'uno con l'altro, non c'è competizione, non c'è garmin, non c'è una sfida con il tempo ma solo con se stessi.
I miei pensieri, in un vortice di immagini, mi fanno compagnia,a tratti, il vuoto emotivo mi sovrasta, in altri tratti.
Poi c'è Michele che, silenziosamente, decide di portare a temine una missione: accompagnare al traguardo me.
Continuiamo a correre senza affanno fino al 29° km circa, poi sento qualcosa.
Il mio respiro non è più cadenzato e mi manca l'aria, ho fame.
Nonostante corra le maratone da un po', commetto sempre lo stesso errore.
Si lo so, potevo dare un altro morso a quel fruttino che mi avevi offerto. Il plumcake del 12° km è già abbondantemente esaurito. Ho bisogno di energia subito. Dopo neanche un chilometro, c'è un ristoro. Mangio qualche spicchio di arancia e va molto meglio.
Il mio palloncino personale, così è stato soprannominato a fine gara, fa di tutto per distrarmi e ci riesce. Conosco esattamente il resto del percorso. I tratti in discesa e quelli in salita, le due gallerie oscure, quelle trivelle tristi e quei ponti altissimi inquietanti e teatro di distruzioni umane.
Entriamo a Ragusa, tagliandola a metà per ripercorrere tutti quei tornanti in discesa che ci condurranno fino all'ultima salita oscena ad un chilometro dall'arrivo.
Il bianco della pietra ragusana è confortante, rassicurante.
Ci siamo quasi.
Un'ultimo slancio di orgoglio per migliorare la falcata e sorridere al mio arrivo con Michele il pugliese o Calabrese.
Grazie.
Non è la mia corsa di oggi.
È la consapevolezza che nulla è cambiato dentro e fuori di me. È la gioia di sentirmi essere umano vivo, cuore pulsante, ricco, bisognoso e prodigo di sentimenti veri e intensi. Intreccio di vite:  una giostra umana fatta di noi.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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