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19 novembre 2013 2 19 /11 /novembre /2013 18:46
Maratona per top runner o maratona in versione amatoriale? Thi is the question...Mi ha colpito il titolo dell'articolo sulla Maratona di Palermo, che si è svolta il 17 novembre 2013, comparso sul Giornale di Sicilia di Palermo e scritto con la consueta competenza ed equilibrio da Rosario Mazzola.
Il titolo fa: "Lenta ma con il sole. E' la maratona in versione amatoriale".
Come a dire - con bonomia - che esiste una versione "amatoriale" dei canonici 42,195 km da contrapporre a quella dei "top runner".
Eppure la distanza è sempre la stessa per gli uni e per gli altri. la fatica degli "amatori" è ben più grande, se vogliamo guardare a quest'aspetto.
Per carità, il titolo che fa da soglia ad un articolo ben fatto ed equilibrato non è una critica, ma vuole essere soltanto "simpatico", ma i titoli - si sa - non sono mai decisi dal giornalista che lo ha scritto. La decisione ultima del titolo e di quant'altro è competenza del Capo Redattore: e i titoli giornalistici non sono mai neutri e condizionao decisamente le chiavi di lettura possibili, a volte stravolgendo il contenuto che segue o fornendogli dei sottintesi che l'estensore del testo non intendeva.
Quella di titolare gli articoli è un'arte specifica e anche questo titolo tradisce una sottile ambivalenza che poi è nel pensiero di molti.
Il Polizzi-pensiero, ad esempio, formulato in maniera esplicita nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento da Gaspare Polizzi, Presidente della FIDAL Sicilia, secondo il quale, una Maratona ha senso farla e sponsorizzarla soltanto se ha ambizione di diventare un evento tale da attirare atleti che vogliano farsi strada nel ranking mondiale dei corridori sulla distanza dei 42,19.
Ma dobbiamo deciderci su cosa vogliamo veramente. Vogliamo lo spettacolo dato da un manipolo di top runner che lasciano il vuoto dietro di sé o vogliamo una bella maratona multicolore fatta da tanti podisti amatori tra i quali alcuni eccellono più di altri?
L'esperienza di quest'ultima edizione della Maratona Città di Palermo, per la prima volta nella sua storia quasi bi-decennale, orfana dei top runner (per via del forte restringimento del budget), ci dice che la seconda via è praticabile.
Ospitare atleti di punta significa dover avere a disposizione dei budget elevati che sono incompatibili con tempi di ristrettezze di budget e di spending review che pretendono un'austerità via via maggiore (ci sono le spese di "ingaggio", i premi, i premi "speciali" e i bonus per chi migliora il record della manifestazione, per non parlare di una serie di altre spese accessorie.
Ripiegare sulla soluzione più conveniente e più sostenibile non significa fare una maratona di serie B. Tutt'altro.
E questo perchè ci si può concentrare maggiormente sulle esigenze dei podisti amatori.
Quindi una maratona "in versione amatoriale", vista sotto questo profilo, potrebbe diventare essa stessa pregevole e di ottimo riscontro.
Ed è questa una politica che già da tempo viene praticata in tante città italiane, più o meno grandi, che scendono a siffatti compromessi di "sostenibilità" pur di potere realizzare la loro maratona.
Quella cioè di investire sugli "amatori", fideizzandoli alla propria maratona, con tutta una serie di "facilitazioni": sono maratone non di grandi numeri, ma di elevata qualità - una forma di qualità che io defineri "conviviale" - dove i maratoneti arrivano perchè si trovano in mezzo ad amici e sono accolti da organizzatori che sono loro amici. Chi degli amatori "eccellenti" vuole partecipare potrà contare al massimo di un abbuono sulla quota d'iscrizione e, forse, se riesce a piazzarsi nelle prime posizioni, potrà avere un rimborso spese.
E si tratta di eventi che possono raccogliere come niente da 500 a 1000 atleti e - si badi bene - tutti maratoneti, ai quali - magari - si aggiungono altri coinvolti nella maratona nella formula "twin", o a staffetta, o in una mezza individuale abbinata, o in una 10 km. 
In più, queste maratone di piccolo-medio calibro rinunciano il più delle volte alla formula del "point to point" (con partenza e arrivo nella stessa location o in location diverse) e optano per motivi logistici ed organizzativi sulla formula "a circuito".
Anche questo è un mito che va sfatato: la maratona su circuito è praticabile ed è perfettamente godibile, come sanno tutti coloro che hanno imparato ad apprezzare le ultramaratone "a tempo".
Sì sta tutti assieme nello stesso circuito, non si è mai soli per lunghi periodi di tempo, ci si ritrova a correre con compagni di via per pochi minuti o per mezzora più interi. Si può guardare la gara dei primi e si passa più volte nella zona dei servizi, dove c'è la folla degli spettatori, familiari ed accompagnatori.
Si dà spettacolo, ma nello stesso tempo si gode dello spettacolo dei corridori più forti, dei quali - ordinariamente - in una point to point non si sa nulla perchè i top runner se ne vanno per una tangente che non si può nemmeno stare a guardare trovandosi nella coda della corsa.
Quindi, ben vengano le maratone "in versione amatoriale", purché anche gli sponsor abbiano l'intelligenza di capire che una maratona orfana di top runner siano essi russi o ucraini, etiopi o keniani, non è affatto una maratona di serie B.
Certo ci sono delle maratone che entrano in un ordine di grandezza incommensurabile, quanto a numero di iscritti e a budget mobilizzati (anche guardando soltanto alla movimentazione di denaro causata dalle quote d'iscrizione), ma quello è tutt'altro discorso.
Bisogna accettare l'evidenza che la media delle maratone organizzate nelle diverse città italiana debba navigare in ordini di grandezza assai più modesti.
E allora è molto meglio dar vita ad "ottime" maratone in versione amatoriale che rinunciare del tutto oppure vivacchiare, inseguendo sempre il sogno "impossibile" di una grande maratona cittadina, e togliendosi la cattiva abitudine di fare paragoni fuori luogo.


Foto di Maurizio Crispi 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
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