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8 dicembre 2013 7 08 /12 /dicembre /2013 00:00

Maratonina di Archimede (4^ ed.). Sebastiano Caldarella raccontato dall figlia Giuseppina: la corsa e le ali della libertà...(E.C.) In tanti sostengono che la corsa rende pazzi, folli, a volte incoscienti. A me piace sostenere che sono i folli ad innamorarsi della corsa. Ho imparato a guardare questa disciplina come un contenitore dove infilare tutti e sentimenti e tutte le emozioni che le vita mi regala. Praticando la corsa giorno per giorno, con essa vivo le mie giornate. Non manca mattina in cui correndo non penso a quanto dovrò fare o a quanto ho già fatto.
I miei racconti e le mie storie prendono forma proprio mentre pratico la corsa e si sposano volentieri con la fatica e la solitudine delle gare. Scopro sempre più spesso che anche altri appassionati vivono la fatica e la solitudine come me, cercando di trarre vantaggio da quel senso di beatitudine che immancabile sopraggiunge dopo lo sforzo. Chissà, magari la corsa potrebbe essere inteso come cura per molte malattie della mente, come calmante e sedativo dei cattivi pensieri.
E vogliamo parlare del forte senso di aggregazione che sviluppa?
Ho conosciuto una donna durante una gara a Sciacca il 1° settembre di quest’anno.
Una donna allegra e gioiosa, “fuori dalle righe”, come ama definirsi lei: Giuseppina Caldarella (Mina per gli amici) della ASD Marathon Athletic Avola. Tra noi due, così diverse eppure così simili è subito nata una sincera amicizia fatta di stima reciproca.
Qualche giorno fa Mina mi ha chiesto di raccontare la vita di suo padre attraverso questo Magazine.
La storia di Sebastiano è quella di una vita intensa vissuta tra mille vicissitudini, costellata da grandi sacrifici, mortali dolori e incredibili rinunce. Prima ancora che finissi di leggere il racconto che mi scriveva Mina mi chiedevo come aveva fatto questo piccolo grande uomo a sopravvivere a tante vicissitudini senza diventare pazzo.
La risposta arrivò da se man mano che continuavo a leggere. Scopriamo insieme chi o cosa ha salvato Sebastiano attraverso le belle parole della figlia Mina.

(Giuseppina Caldarella) “Mio papà, Sebastiano Caldarella, nacque ad Avola 78 anni fa da Carmelina e Ferdinando. Il più grande dei fratelli, alla tenera età di otto anni –quando gli altri bambini, soprattutto ai nostri giorni, vivono in casa confortati dall’amore dei genitori- si imbarcò come mozzo in un peschereccio senza permesso dei genitori.
Al suo rientro portò con se la paga di un adulto, diligente e laborioso conquistò nuovamente la fiducia dei genitori che gli avevano perdonato la fuga. Papà non era un amante della scuola, aveva un carattere irruento: litigava con gli insegnanti, odiava le regole e le punizioni, fu per questi motivi che mio nonno Ferdinando – uomo molto conosciuto in paese, rispettabile lavoratore e a capo di una ditta di agrumi- iniziò a farlo lavorare, ancora in giovane età, con il compito di bracciante per la raccolta degli agrumi. Ma il nonno non facilitava il lavoro a Sebastiano che preferì andare a lavorare presso delle altre ditte purchè non si pensasse che lui fosse il “cocco di papà”.

Maratonina di Archimede (4^ ed.). Sebastiano Caldarella raccontato dall figlia Giuseppina: la corsa e le ali della libertà...Lavorava con serietà dando il meglio di se stesso, arrivando cosi presto allo stesso livello del padre.
Non era più un adolescente quando si innamora di Corradina: una sartina.
Dal loro amore nasce Carmelina, una splendida bambina dagli occhi verdi.
Sebastiano era finalmente felice, e tutte le mattine prima di recarsi al lavoro guadava la bella Carmelina promettendole una vita serena.
A soli sei mesi la bambina morì a causa di una febbre altissima.

Sebastiano non pianse ma diventò un uomo duro, severo, anche con se stesso. Si rifugiò nel lavoro, viveva poco in casa, nel frattempo naquero altri tre figli ma lui –pur non facendo mancare nulla alla famiglia- non riusciva ad essere aperto ed affettuoso.
Il dolore per la perdita della sua amata Carmelina lo tormentava. Iniziò a praticare dello sport, dapprima avvicinandosi al ciclismo, in seguito iniziò a camminare.
Scoprì il piacere del camminare provando a tornare a casa dal lavoro a piedi e sembrava che questo lo soddisfacesse.
Cominciò a fare sempre più chilometri e tornando a piedi dal lavoro rientrava a casa più soddisfatto.
Iniziò così a pensare di coprire la stessa distanza correndo.
Cominciò a correre seriamente, dapprima da solo, anche durante le lunghe notti d’inverno attirando le critiche della moglie, dei figli, e dei fratelli che lo scoraggiavano, giudicandolo pazzo e ritenendo che, dopo la fatica del lavoro, quella della corsa potesse ammazzarlo.
Ma Sebastiano diede prova di coraggio e determinazione già a otto anni, quando volle imbarcarsi ed adesso non sarebbero state le critiche della famiglia a fermarlo.
Si trovò solo a combattere questa battaglia e l’unica persona che lo incitava e spronava nella corsa ero io: la piccola Mina.
Gli feci capire che se la corsa gli dava felicità e non doveva abbandonarla.
Un giorno ci trovavamo in un bar a fare colazione quando incontrammo dei runner -tra cui il noto Paolino Rossetto- ebbi come un’illuminazione: chiesi a Paolino di far iscrivere papà nella sua squadra, in modo che non dovesse più correre solo.
Iniziò così l’avventura: Sebastiano venne iscritto nella squadra di Pippo Passanisi e, pian piano, raggiunse la stima di tutti raggiungendo ottimi livelli.
Grazie alla corsa ritornò ad essere quello di un tempo: un uomo solare, altruista, affettuoso.
Nei suoi occhi non c’era più quel velo di tristezza, quel dolore che lo avevano accompagnato in tanti lunghi anni. Il lavoro, i fratelli, la famiglia non erano riusciti a dargli ciò di cui aveva bisogno: le ali!
Mio papà è un angelo con le ali ai piedi, adesso quando corre vede il viso dolce di Carmelina ed i suoi luminosi occhi verdi”.

(E.C.) Non basterebbero anni per raccontare la storia di quest’uomo, unica ed irripetibile come quella di tanti altri, ma sono bastate poche righe per dare forza alla mia convinzione: la corsa salva la vita, la corsa cura le tue ferite, la corsa ti cnsente di mettere un paio di occhiali diversi per guardare il mondo, la corsa ti mette addosso le ali della libertà!

 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Archivi

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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