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11 settembre 2011 7 11 /09 /settembre /2011 14:50

puff.png(Katia Figini per Percorsi) Quando si prepara una gara 40, 100, 300 km si ha a che fare con tanti fattori che influenzano non poco il nostro umore e il nostro corpo. La cosa più importante per non lasciar perdere è quello di volerlo veramente. L'altra è allenarsi capendo che anche il riposo fa parte dell'allenamento.

A volte, quando ci si trova alle 6 del mattino a correre, soprattutto d’inverno, quando le temperature sono polari, ci si chiede "ma perché lo sto facendo". E' una domanda che si fanno tutti, inutile nasconderlo, dai professionisti agli amatori. In genere questo "amaro in bocca" dura un quarto d'ora, poi le nostre endorfine ci fanno cambiare idea e ci fanno iniziare la giornata con il sorriso e la carica giusti. Quando si prepara una gara di endurance sono necessari allenamenti mirati in grado di raggiungere il proprio obiettivo senza portare il corpo a uno stress eccessivo. Non è facile. In molti pensano che, allenarsi per un lungo o una gara a tappe, voglia dire correre per chilometri e km. Non è proprio così.

E' sicuramente importante provare, nei mesi prima, a stare sulle gambe un po' di ore (7/8 ore) ma in 6 mesi di allenamento basta farlo una o due volte. La maggior parte degli allenamenti sono dei qualitativi in grado di far lavorare il corpo in modo intenso dai 30 ai 50 minuti senza portarlo ad un lavoro eccessivo. Fare qualitativi vuol dire anche evitare sovraccarichi a livello di tendini e legamenti sempre sollecitati con la corsa. Il lungo (ma parliamo di massimo 3, tre ore e mezzo) si può fare la domenica in "assetto gara" (con zainetto se si pensa di usarlo per la gara) a un passo medio lento rispetto al ritmo gara che si pensa di tenere. Tornando al discorso del "chi me lo fa fare" si delineano sostanzialmente due strade entrambe molto importanti: mente e corpo.

Ho una teoria personale che risale alla famosa regola dell'ottetto che studiai in chimica nei lieti giorni della mia adolescenza. Tale regola determina che "tutti gli elementi tendono ad avere una configurazione elettronica stabile, ovvero a divenire non reattivi o comunque poco reattivi". Questo può essere associato al fatto che il nostro corpo e la nostra mente tendono più a prediligere le "Ripetute sul divano" alle ripetute di corsa. A volte è davvero dura vincere la tentazione del divano. Altre volte però non si tratta di pigrizia, ma di necessità. Questo l'ho imparato sulla mia pelle quando ho avuto un principi di sovrallenamento durato per circa 6 mesi. Si inizia ad avere inappetenza, problemi mnemonici, non si riesce più a riposare bene, le prestazioni calano e così si pensa di essere meno allenati e, non contenti, si aumenta l'allenamento entrando in un circolo vizioso in grado di creare dei danni davvero gravi. E' molto difficile capire quando si tratta di pigrizia e quando invece di necessario riposo.

Non c'è, a parere mio, una regola universale per capire se si è più da una parte che dall'altra (a parte chiedere consiglio a un medico). L'unica cosa che si può fare autonomamente e subito è imparare ad ascoltarsi. La corsa non è solo "gambe forti", la corsa è un po' lo specchio della vita ed è necessario far correre anche la propria mente allenandola continuamente in modo che solo essa possa darci delle riposte obiettive e soprattutto chiare. Un metodo che uso personalmente, in questi dubbiosi momenti,  è quello di concentrarmi per alcuni minuti ad occhi chiusi e visualizzarmi nell'allenamento: se provo un senso di nausea è perché il mio corpo ha il "rigetto" della corsa e perché mi sta dicendo che ha bisogno di riposo. In questo caso, l'ora impiegata per correre la uso per fare stratching e/o un bel riposino. Nel caso, invece, avverto la bella sensazione della corsa, la libertà e il piacere, allora mi sforzo e vado a correre. Un'altra cosa che consiglio è quella di evitare le immense e stupide sfide con se stessi: se dopo un 20 minuti di attività le gambe non girano, non è giornata, cambiate l'obbiettivo e continuate a trotterellare per altri 20 minuti o fermatevi e andatevi a fare un po' di stratching SENZA inutili e malati sensi di colpa. Il corpo va rispettato altrimenti vi troverete a letto con una febbre o con  un tendine infiammato da lì a poco. Il corpo dà sempre delle avvisaglie, è saggio aiutarsi con la mente per capire cosa sta cercando di comunicarci. Spesso infatti siamo continuamente bombardati da eventi esterni che diventiamo sordi e non sentiamo quello che la nostra mente ci dice.

Un'altra cosa invece è l'allenamento mentale. Il mio progetto Run For Women è durato ben 11 mesi e l'impegno sia fisico che mentale è stato davvero molto alto. Ho lavorato con Luca Taverna che ha voluto accompagnarmi in questa avventura. Il mental coaching è fondamentale in questi casi. Potrei scrivere per ore in merito agli esercizi necessari da fare giorno per giorno (proprio come gli allenamenti fisici anche la mente va allenata) ma ogni persona è diversa ed è giusto che ognuno faccia il proprio percorso (non posso nemmeno avere la presunzione di diventare dottore, per questo chiedete direttamente a Luca) una cosa però che dà sicuramente la carica a tutti è quella di pensare intensamente (la mattina appena si aprono gli occhi e si è ancora nel letto) al proprio obiettivo, al momento esatto in cui si taglierà il traguardo, alla felicità e alla gratificazione personale avvertita a raggiungere l'obiettivo per cui si è combattuto tanto. Questo vi farà saltare su come una molla e vi farà venire la voglia e l'entusiasmo di infilarvi le scarpe e di correre. Buone corse allora!.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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