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20 aprile 2011 3 20 /04 /aprile /2011 09:41

saraValdo_24oreTorino_02.JPGNella recente 24 ore di Torino (9-10 aprile), Sara Valdo (Runners Bergamo), 37 anni di Cerea (Verona), è salita sul primo posto del podio femminile, dodicesima assoluta con 160 km: “Dedico la mia vittoria al segretario Iuta Stefano Scevaroli – così Sara Valdo, ingegnere nonché promoter Iuta nel Veneto -, grazie ai suoi preziosi consigli il mio esordio sulla distanza è stato vincente. Volevo correre per 18 ore ma poi ho spinto il mio limite un po’ più in là, fino allo scadere della 24° ora. Sono riuscita a gestire bene le energie e a mantenere un buon passo nonostante un problema a un piede. Il mio sogno è vestire la maglia della Nazionale ai Mondiali di 24 Ore del 2012 in Polonia”.

Questo primo posto era messo nel conto, dunque, perché, nella pianificazione originaria, il senso della sua partecipazione era quello di esercitarsi in un allenamento prolungato, in una progressiva marcia di avvicinamento ad una 24 ore “completa”.

Nelle intenzioni, Sara, seguendo i consigli di Stefano Scevaroli che la segue sotto il profilo tecnico, avrebbe dovuto fermarsi attorno alla 18^ ora..

E, invece, in una giornata micidiale per le elevate temperature, dopo essere stata sin da subito alla testa della corsa ed avere raggiunto la meta delle 18 ore, senza traumi e con mota tranquillità, si è ritrovata a correre per tutte le 24 ore, mantenendo il comando della gara femminile.

Con grande gioia e commozione è salita sul gradino più alto del podio.

Per alcuni versi, si potrebbe dire che Sara Valdo è divenuta “campionessa per caso”.

E non importa che il risultato finale sia molto al di sotto, della MPI femminile nella specialità 24 ore, perché ciòche conta veramente è che Sara Valdo abbia mostrato di essere capace di correre per 24 ore di seguito e, soprattutto, alla prova dei fatti e non semplicemente facendo prima delle dichiarazione e delle stime preventive su di un suo possibile risultato..

Le imprese migliori sono quelle che non sono pianificate prima e, semplicemente, “accadono” o si lascia che accadano, perché – senza averne una precisa consapevolezza – si è pronti perché possano accadere...

A volte volere una cosa con molta volitività, può essere d’ostacolo nella realizzazione di un’impresa, perché si è troppo protesi alla sua realizzazione, al raggiungimento della meta finale.

Chi invece tiene un profilo basso, oppure non guarda al traguardo finale, come una possibile meta, oppure ancora dichiara di non sentirsi ancora pronto, non affronta la gara con Hubrys e con tracotanza, ma modestamente, immaginando di concludere prima del tempo e di uscirne, prima della conclusione.

E’ solo un test, magari si dice come un mantra.

Oppure: “E’ soltanto un allenamento, un po’ più impegnativo degli altri”.

Si deve scacciare la consapevolezza che, a volte, diventa un fardello insopportabile da portare, di essere impegnati in una prova importante in cui si gioca il nostro prestigio e la nostra credibilità di atleti.

Il clima mentale da realizzare deve essere di tranquillità e di serenità: soltanto così accade che non siamo sopraffatti dalla tensione: quella tensione che, a volte, ostacola la prestazione, determina rigidità e finisce pe tagliare le gambe, fiaccando nello stesso tempo lo spirito.

La gara procede bene, perché sin dall'inizio non pensiamo al traguardo finale (che non abbiamo messo in preventivo di raggiungere).

La meta finale viene guardata non con uno sguardo focale, ma viene collocata in una posizione molto periferica dell’orizzonte percettivo.

Se ci si fa caso, questa è una tecnica molto orientale, che potrebbe essere affinata con l’esperienza.

Come nel caso di un abile arciere (vedi il piccolo saggio del tedesco Eugen Herrigel, Lo zen e l'arte del tiro con l'arco, pubblicato da Adelphi), prima di scoccare la freccia rinuncia al progetto - consapevole e focale - di colpire il bersaglio.

Brava, Sara, continua così!!!

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Archivi

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
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Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
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