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18 giugno 2013 2 18 /06 /giugno /2013 11:05

Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2013(7^ ed.). Il racconto della catanese Eleonora Suizzo: Eleonora Suizzo ha partecipato il 15 giugno 2013 alla 7^ edizione della Supermaratona dell'Etna. Dopo alcuni anni di attività podistiche che hanno visto il passaggio dalle Mezze alla maratona, la Supermaratona dell'Etna ha rappresentato per lei una sorta di upgrade verso il mondo delle ultramaratone. Inutile dire che Eleonora ha tenuto duro e ha portato a termine la diffcile prova.
Quello che segue è il suo racconto che si sofferma principalmente - come è giusto che sia - sulle sensazioni, sulle emozioni, sull'esperienza, più che sulla prestazione nuda e cruda.

(Eleonora Suizzo) La mia prima maratona dell'Etna: fatta. Vi vorrei raccontare una storia, una storia in corsa, di una corsa nuova ed insolita per me: la corsa in montagna.
Prima di portarvi con me attraverso i sentieri del vulcano, urge fare una premessa.
Avevo deciso di correre la 0-3000, dopo aver assistito alcuni amici durante l'edizione 2012, perché nonostante la sofferenza immane provata da loro, ero rimasta estasiata dal percorso, dai panorami, dai colori, dagli odori, dalla gente, dal sudore, dai sorrisi e dall'atmosfera surreale che la contraddistingue.
Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2013(7^ ed.). Il racconto della catanese Eleonora Suizzo: Avendo, però, esperienze di corsa solo in pianura e per massimo 42 km, temevo le mie reazioni e ho pensato che l'unico modo per vivere serenamente questa esperienza, sarebbe stato considerarla una giornata di festa con gli amici senza pensare al cronometro, al passo, alla impostazione di gara.
Obiettivo unico: divertirmi.
Ore 7.30: ritrovo a Marina di Cottone. Siamo in riva al mare.
La giornata si presenta calda, ma non troppo, e l'euforia mista ad adrenalina alla partenza mi carica.
Incontro e abbraccio il gruppo degli ultramaratoneti che ammiro e rispetto. Firmo la mia presenza e siamo già pronti a partire direttamente dalla spiaggia.
Un ultima foto di Claudio, gli ultimi sorrisi confortanti e via, uno sparo improvviso annuncia la partenza. Inizio a correre.
Siamo in quattro, ma solo per i primi chilometri, poi ognuno imposta il proprio ritmo di gara e ci separiamo, vado in testa, senza guardare l'orologio, perché oggi solo il mio corpo e le mie gambe avranno l'onore di comandare sulla mia testa, fino a un certo punto, si intende. Sono trascorsi 6 km e guardo su. Il traguardo si scaglia limpido e ben delineato di fronte a me.
Uno spruzzo di fumo segnala il cratere di sud est, laddove l'arrivo mi attenderà tra diverse ore.

Il primo passaggio emozionante, mi vede acclamata a Linguaglossa, dove la gente si sbraccia e tifa ed urla il mio nome al mio passaggio, signore anziane applaudono ed incitano come mai ho visto durante le manifestazioni isolane. Solitamente mi insultano perché a causa nostra si blocca il traffico.
Correrò fino al 25° km da sola, ma sto bene e Marilisa, la mia compagna di viaggio, mi viene a trovare di tanto in tanto per supportarmi con viveri ed acqua.
Sto bene, anzi benissimo e mi sento di poter arrivare in cima. Mi viene incontro, ad un tratto Marco, mio marito, lui è in bicicletta e, per la prima volta, lo vedo veramente orgoglioso di me.

Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2013(7^ ed.). Il racconto della catanese Eleonora Suizzo: È difficile conciliare la vita familiare con uno sport talmente impegnativo e totalizzante e questo, a volte, ci causa tensioni e stress, ma sono felice che lui possa sentire il richiamo della passione della nostra corsa, delle amate avventure di maratone ed ultra, che lui possa sentire la forza, la purezza e l'energia che caratterizza questo sport. Il vulcano oggi poi e' ospitale e mi regala delle immagini stupende: vegetazione trionfante, odori penetranti, colori intensi e invadenti...
Bevo tanto perché il calore si fa sentire e le fauci si seccano.
Corro e corro e mi sento invincibile, supero tanti uomini fino a Piano Provenzana e arrivo al cancello, in 3h49', ogni oltre mia previsione ed aspettativa, mi cambio velocemente la maglia e riparto.
Credevo, data la mia inesperienza assoluta nei percorsi in sterrato, che la gara fosse finita e che ora si trattava solo di camminare a passo sostenuto fino in cima. Mi sbagliavo di grosso, perché avevo sottovalutato il cosiddetto "mal di montagna" di cui leggende metropolitane avevo sentito.
Fortunatamente non sono sola, perché Marilisa e Marco mi stanno accanto, ma solo adesso comincia la gara per me e sarà una sofferenza fino al 40° km.
Sento il calo interiore impossessarsi di me. Eppure non mi sentivo stanca al cancello. Cosa mi sta succedendo? Ho un nodo dentro lo stomaco, non ho fame e non ho sete. Mi gira la testa e mi viene da vomitare, ho sonno.
Cerco di distrarmi guardando il panorama mozzafiato di fronte a me, il mondo sembra stare ai miei piedi, ma io non riesco ad apprezzarlo perché mi sento morire. Vedo passare tutti i maratoneti che facilmente avevo superato. Ho bisogno di fermarmi più volte e quelli che rimangono mi sembrano i 10 chilometri più lunghi di tutta la mia vita. E, in effetti, lo sono stati... Al 40°km arriva il mio angelo.
È molto alto e pronuncia il mio nome impettito e mi ammalia e mi riprende liberandomi da quella sensazione di oppressione e facendomi tornare in me. Mi offre delle mandorle. Le più buone che abbia mai mangiato.
D'un tratto il malessere é passato. Ricomincio a camminare al passo e riprendo colore. Ammetto é dura durissima, ma è la mia gioia.
Vedere gli sguardi di chi mi hanno seguito ed incitato per tutto il percorso, sentire il mio nome all'arrivo dopo gli ultimi 500 metri cattivi, calpestare la lava, il tappeto blu, il gonfiabile rosso e la foto di rito.
Ho pianto all'arrivo, non piangevo dalla mia prima maratona, nel lontano 2007, ed è stato il mio rito di iniziazione al mondo delle ultra.
Ci tengo a complimentarmi con gli organizzatori, i ristori erano sempre presenti e gli uomini a supporto pure, ci tengo a ringraziare i miei amici vicini e lontani, senza di loro non sarei quella che sono e a ringraziare ancora di più il mio compagno di vita che più di ogni altro vive con pazienza (non sempre!!) questa mia passione.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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