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18 novembre 2015 3 18 /11 /novembre /2015 06:33
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.

Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.

Ecco di seguito una nuova puntata del diario parallelo (2014/2015) del cammino che Salvatore Sulsenti sta compiendo, da solo prevalentemente, ma anche con altri che si affiancano a lui per momenti di condivisione o che sono con lui, quando è intento nel suo cammino, anche se fisicamente non sono rpesenti.
Come tutti i cammini il suo è un cammino fatto essenzialmente di solitudine, anche se non mancano sprazzi di intensità sociale, oggi molto più che un anno fa.
Salvatore Sulsenti ha molte cose da dire e da raccontare: il cammino apre la mente e il cuore, dando libero corso alle memorie sepolte e consentendo ad esse di mescolarsi con il quotidiano con inusitata vividità.
Si può realizzare un cammino, andando in luoghi lontani ed esotici, camminando ad esempio, come qualcuno ha fatto da Parigi a Pechino, ma si può anche fare un cammino di eguale lunghezza ed importanza solo camminando attorno alla propria stanza: ed è questo l'insegnamento di Sri Chimnoy, guru e fondatore dello Sri Chimnoy Marathon Team, fatto di persone che organizzano e partecipano ad eventi podistici, all'insegna dello sport, ma nello stesso tempo fatti per meditare e riflettere: ciò che conta non è il cambiamento dello scenario esterno con il continuo irrompere di nuove stimolazioni dall'esterno, ma la continua mutevolezza del paesaggio interiore, attraverso l'applicazione di tecniche di meditazione, in cui la ripetizione di un mantra è sostituita efficacemente dalla ripetizione del gesto fisico del camminare o del correre.

NOVEMBRE 2014

09 novembre. Riposo. A cena a casa di amici, ieri sera. Ho fatto tardi ed ho colto l’occasione per fermarmi e riposare. Pizza in 5 modi diversi, vino, bevande e frittelle coperte di zucchero, caffè e cioccolatini assortiti (ne ho mangiato uno solo).

10 novembre. Ieri ho tanto dormito, ho riposato ed inizio a camminare con le migliori intenzioni. Ma ieri, oltre a riposare, ho anche mangiato un po’ più del consueto ed ho paura che la mia bilancia, oggi, abbia a che dire. C’è un inatteso e rinnovato cielo stellato a farmi compagnia. 5:06 do inizio alla settimana. Cammino bene e rilassato, il giorno di riposo sta dando i suoi frutti. Assisto ad un’alba luminosa ed imponente, in contrasto con il cattivo tempo di questi ultimi giorni. Scambio due parole con una coppia di habitué che fanno da scorta ad un Beagle vetusto e malconcio. Alle 7:06 finisco e torno a casa per una doccia ristoratrice. L’elevata temperatura di stamani ha accentuato la dispersione di liquidi che rintegro subito. Mi peso e sono, per il terzo giorno consecutivo, a kg.109,2, mentre pensavo di trovarmi già a fronteggiare i “bagordi” degli ultimi due giorni. Pensavo veramente peggio, be', vado avanti e cercherò di mangiare meglio e soprattutto di meno.

11 novembre. Oggi è l’estate di San Martino, giorno di frittelle e vino nuovo. Stamani comincio a camminare in un clima decisamente autunnale, altro che estate. Alle 5:06 vado. Vento moderato, ma persistente, m'infastidisce ma continuo a camminare. Procedo da solo senza nessuno dei soliti habitué a farmi compagnia, in compenso ritrovo, con un inaspettato sollievo per me, il gatto grigio e malconcio che non vedevo da due giorni. Mi arriva un sms e poi un altro di Domitilla, si è svegliata presto e sta preparando il caffè nella sua casa di Milano ed io cammino in riva la mare a 1200 km di distanza. Alle 6:30 Domi mi fa uno squillo ed io la richiamo, avviene così da poco più di due mesi. Il mio operatore telefonico ha una opzione che ti permette di chiamare per 6000 minuti un qualsiasi numero. Quindi, Domi, squilla e d io la richiamo al moderato costo di due euro al mese. Sperando che non mi sveni, per il momento, continuo così. Domi mi fa compagnia fino alle 7:00 quando la sveglia dei suoi figli infrange la quiete lombarda. Cammino e parlo non avvertendo nessuna fatica. Sono le 7:06 ed ho finito. Torno a casa. Doccia calda, pesata quotidiana a kg. 108,8. Mi trovo a kg.23,8 dall’obbiettivo prefissato: kg.85. Ma oggi è anche il 99° giorno di cammino e domani sarà il 100esimo.

12 novembre. 100° giorno effettivo di cammino dall’inizio. Dal conteggio sono esclusi, ovviamente, i giorni di riposo. Kg.12,1 persi, kg.23,1 per arrivare a quota kg.85, ore "camminate" 211,48 a stamani. Mi sveglio alle 4:00 prima della musichetta della sveglia telefonica. Alle 4:41 fa caldo, parto. Temperatura inaspettata se penso alla giornataccia di ieri. Ho anche portato uno scaldacollo ed un cappuccio di lana, immediatamente messi da parte. Vado subito forte e finisco, alle 6:41, anche più forte. Ho fatto gli ultimi 200 metri di corsa con un allungo che ha stupito persino me, una progressione da sottolineare. Stamani ho camminato senza incontrare proprio nessuno se non negli ultimi minuti. Prima di uscire di casa ho bevuto del succo d’arancia ed un caffè. Il 100° giorno mi peso e la bilancia, per sigillare questo step, mi porta a kg.108,1 e dico a me stesso: bene così.

13 novembre. Ha piovuto per tutta la notte ed avevo il timore che stamani non sarei potuto uscire. La temperatura è più bassa di ieri mattina. 5:12 vado, la strada mi aspetta. Appena inizio a camminare la pioggia ritorna e per trenta minuti non mi lascia. Torno a casa o resto e continuo? Resto. Sono tutto bagnato, ma egalmenteu continuo sperando che non rinforzi. Così è, per fortuna. Smette ed io mi risollevo. In spiaggia tonnellate di alghe coprono la sabbia, le mareggiate di ieri hanno portato di tutto. 7:14 sono di ritorno, vado a casa. La mia bilancia deve aver subito un trauma. Mi peso per tre volte consecutive e mi dà tre pesi diversi: kg.108,1/2/3. Alla fine decido per kg.108,3.

14 novembre. 4:52 – 6:52 anche stamani ho completato le mie 2 ore, il cammino verso quota kg.85 continua. Ho trovato un cielo limpidissimo, poco stellato e quasi immobile. Anche il mare sembrava non muoversi affatto. La fragranza dei cornetti appena sfornati invade parte del mio percorso invitandomi ad indugiare davanti l’ingresso di un bar. Più avanti incrocio una coppia che si dedica a trovare l’inquadratura migliore per un autoscatto, alle 6 del mattino e con i colori di questo nuovo giorno che prendono tono. Un autoscatto al posto dell’alba? Non hanno capito nulla. Torno a casa e dopo la doccia di rito ho subito da discutere con la mia bilancia, credo che abbia bevuto. Il peso oscilla fra 108,2 e 108,3 e la bilancia non vuole decidersi, è la seconda volta che mi capita. Ovviamente registro il peso maggiore, quindi kg.108,3 e così l’animata chiacchierata fra me e la bilancia è conclusa.

15 novembre. Tutte le stelle che non avevo visto ieri sono venuto a trovarmi stamani. Ho dormito bene ed adesso voglio camminare meglio. 5:06 vado. 7:10 sono già di ritorno. Camminare, e non correre, vuol dire andare più lentamente e magari accorgermi di tanta vita che mi scorre intorno. Ogni giorno ha una storia da raccontare, una storia nuova ed oggi la storia la racconta un padre che, alle 6 di mattina, cammina portando il figlioletto, credo di un anno, biondissimo, sulle spalle dentro uno zainetto. Ci salutiamo incrociandoci, il bambino si volta di scatto incuriosito da questa voce estranea, mi sorride. E c’è chi dorme, perdendosi tutto questo. E domani un’altra storia da vivere. Il mio peso di oggi è kg.108,2 ben 12 chili netti persi dal 25 luglio.

(Il gruppo di camminatori con cui sovente Salvatore Sulsenti esce a camminare. Qui, in un momento conviviale)

(Il gruppo di camminatori con cui sovente Salvatore Sulsenti esce a camminare. Qui, in un momento conviviale)

NOVEMBRE 2015

09 novembre, lunedì. Sveglia alle 4:30 così da tornare alle vecchie abitudini. Alle 5 si comincia per terminare alle 6:45. Un cane, infastidito dal mio passaggio, abbaia così tanto da farmi comprendere che è meglio cambiare strada, faccio solo una piccola deviazione. Assisto ad un’alba splendida e calda, resto colpito da un giovane padre che, salutandomi timidamente, continua a spingere un passeggino con dentro la sua bambina biondissima. Ho appuntamento con l’officina ortopedica, ordino delle scarpe nuove e faccio un esame posturale a distanza di sei mesi dal precedente. Va tutto bene. Altro controllo entro 7/10 giorni al collaudo dei plantari e delle scarpe.

10 novembre, martedì. Mattinata di pulizie in casa. Cerco di costruire un alloggiamento per 4 borracce da collocare all’interno del mio zainetto, evitando che si muovano troppo e per meglio bilanciare il peso durante le mie uscite. Mi piace l’idea di “fare” qualcosa che mi calzi come un guanto. Aggiungo un piccolissimo moschettone per mettere al sicuro le chiavi di casa e/o dell’auto. Cammino dalle 18,30 alle 20,15 percorrendo km 13. In piazza staziona Tiana, signora tedesca garbata, dal sorriso luminosissimo, in compagnia delle sue bottiglie di vino o di birra e di una sigaretta fra le dita. Tiana dorme su una panchina e si copre con un sacco a pelo verde militare. Tiana elargisce un sorriso gioioso e pieno a chiunque si accorga di lei. Cerchiamo il Mondo chissà dove e non ci accorgiamo che una sconosciuta che vive per strada ti apre una finestra…

11 novembre, mercoledì. Un acuto della mia gamba destra mi tiene a casa un altro giorno in assenza della mia strada. Ne approfitto per un giorno di digiuno che arena miseramente all’arrivo in serata di focacce appena sfornate e frittelle ancora calde. Prende corpo la costruzione di una custodia interna per le mie borracce (anzi, bottigliette da mezzo litro più volte riutilizzate). Ho anche previsto la sistemazione per due bottigliette in vetro per il caffè da portare con me. Prendo le misure del mio polpaccio, cm 43, e della mia caviglia, cm 26, per le calze ortopediche.

12 novembre, giovedì. Sogno di un vasto campo di grano maturo, biondo oro e pronto alla mietitura. Mi sveglio di buon umore. La mia gamba destra sembra non lamentarsi tanto, per cautela oggi ed il resto della settimana non vado per strada. Inizio la giornata con la piena consapevolezza e determinazione che ho tanto lavoro da fare su di me. La mia visione è fine maggio 2016. Non so se potrò partecipare, ma da qualche parte qualcuno ha scritto che il viaggio è il motivo di una nuova meta e non il contrario. Scrivo ascoltando Night Fever, Too Much Heaven ed anche Stayin’ Alive. Parlando con Inge, ci siamo scambiate impressioni ed abbiamo discusso di programmi da svolgere insieme, ma intanto lei continua a prepararsi per Curinga. Non cammino, ma resto in piazza ad aspettare il rientro dei miei compagni: stasera frittella party.

13 novembre, venerdì. Ho trascorso una notte insonne per via di un forte rigurgito di acidità (colpa delle quattro frittelle e dei due bicchieri di Cola?), e per oggi non si cammina. La mia gamba va meglio. Penso alla mia prossima uscita cercando di comprendere come affrontare tutte le ore ed i chilometri, scomponendo la distanza in passi e momenti da ripassare nelle mente. Cerco di acquisire familiarità con ciò che dovrò portare con me, a cosa bere, a come ridurre il peso dello zaino. Ho anche capito a come riempire le borracce (o le bottigliette d’acqua) a secondo dell’uscita programmata e dei punti d’acqua presenti, o meno, sulla strada.

14 novembre, sabato. Giornata trascorsa fra accadimenti familiari ed una cena a base di ravioli di ricotta al sugo mentre la mia gamba sembra serena.

15 novembre, domenica. Vorrei tradurre i miei pensieri in parole ma non riesco. In testa tutto mi è più chiaro, immediato e scorrevole. Passo la mano su uno specchio coperto dal vapore, do uno sguardo dall’altra parte e vedo qualcuno che mi somiglia ma lascio che lo specchio torni a coprirsi. Da alcuni giorni mi torna in mente l’idea di porre un sigillo alla mia resistenza. Inge è in attesa della 100 km dei Due Mari che si tiene, alla sua 1^ edizione, a Curinga (CZ) il 28 novembre, e quindi dovrà allenarsi. Io mi metterò alla prova da solo appena mi rimetto completamente da questo strappo muscolare alla gamba destra. Ho già deciso quasi tutto. Il percorso e la sua lunghezza, ad esempio, è una linea retta di circa 5 km da ripetere. Un tragitto semplice ed in piano che si snoda, lambendo la spiaggia, attraverso parte del centro abitato. Facili i punti d’acqua e ristoro presso i bar, almeno fin quando restano aperti. Conosco già gli orari degli autobus da prendere da casa fino al punto di partenza, con relativo rientro. L’unico ostacolo a questo progetto di autodeterminazione ed auto-gestione è la testa. Confido di fare due chiacchiere risolutive con Salvatore.
So anche a che ora cominciare a camminare: le 15,00. Il giorno credo sarà un venerdì. Auguri, Salvatore!

Cammino per potermi fermare,
cammino per la ricchezza che mi da il sorriso della gente,
cammino per stare bene,
cammino per dirmi che ancora ci sono...

Salvatore Sulsenti

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13 novembre 2015 5 13 /11 /novembre /2015 06:57
Camminare. Salvatore Sulsenti è sempre per strada: una nuova settimana di diario, vista in parallelo con quella analoga dello scorso anno

Quella di Salvatore Sulsenti è una bella storia, specie adesso che ha preso ad inviare - per illustrare il suo cammino - i diari paralleli del 2014 e del 2015.
Sembra quasi che, per una congiuntura di eventi, per "aver contemplato" una sua situazione di vita non soddisfacente, egli abbia deciso di intraprendere quello che, a tutti gli effetti, sembra essere un pellegrinaggio, un percorso trasformativo per il corpo e per l'anima.
Leggendo questa sua "puntata" della settimana tra il 2 e l'8 novembre non ho potuto non pensare ad alcuni libri letti (fiction e non) che sono paradigmatici delle "avventure" che ci attendono quando intraprendiamo un cammino, avventure che riguardano ciò che possiamo incontrare lungo la nostra strada, sia all'esterno di noi, ma soprattutto in termini di paesaggi interiori che si vanno schiudendo.
Dei tanti libri che mi vengono in mente, adesso ne citerò soltanto uno che "Sognavo di correre lontano", un romanzo scritto da Ron McLarty (titolo orignale inglese: The memory of Running), che ebbi modo di leggere nel lontano 2006.

E' la storia di Smithy, sobeso e super-fumatore che, in seguito all'improvvisa morte di entrambi i genitori, inforca una vecchia e rugginosa bicicletta e parte senza niente al seguito, avendo come meta la West Coast dove cercherà di rintracciare l'amata sorella da tempo andata via di casa. Durante il viaggio cambia la sua vita: sarà il suo un viaggio di trasformazione, di recupero delle memorie sepolte, di superamento di molti traumi e di riassetto esistenziale (un volume che purtroppo non è più disponibile e che, sicuramente, meriterebbe di essere ristampato).
(Dal risguardo di copertinaSmithy Ide ha quarantatré anni, pesa centoventisei chili e, con ancora indosso l'abito scuro del funerale dei genitori, inforca la bicicletta della sua adolescenza e comincia a pedalare: la meta è Los Angeles, giusto all'altro capo degli Stati Uniti, alla ricerca dell'amatissima sorella Bethany, di cui da tempo ha perduto le tracce. Armato soltanto della sua buona volontà, Smithy inizia un viaggio avventuroso e denso di sorprese. Un romanzo di formazione, una storia forte, un protagonista della più autentica tradizione letteraria americana.
Quindi, vai Salvatore, vai, prosegui nel tuo cammino che ti riserverà sorprese e meraviglia (ma anche dolori e doloretti) ad ogni passo e ad ogni punto di svolta.

2014

02 novembre 2014. Riposo per visita parenti. Vado a trovare mia sorella ed i miei due nipoti. Come sono cresciuti! La più grande ha 14 anni crede che il mondo le appartenga, il piccolo, 13 anni ed interista, soffre d’amore, ma per la sua squadra.

03 novembre 2014. ieri sera a letto senza cena. Da sabato (pranzo e cena) a domenica (pranzo) sono andato oltre le mie abitudini, ho esagerato - appena un po’ - e mi sento appesantito. Quindi, niente cena ieri. Alle 5:11 comincio questa settimana in un clima quasi da primavera inoltrata, cammino bene, ho un buon ritmo e lo mantengo fino alle 7:11 quando completo le mie 2 ore quotidiane. Sorge un sole che scalda tutto e da subito e mi dicono che siamo già in autunno. Arrivato a casa mi peso: kg.108,9. Dopo i bagordi del week end credevo di trovarmi a combattere con la mia bilancia. Almeno stavolta sono stato graziato.

04 novembre 2014. Tutto bagnato, la strada, i marciapiedi, gli alberi, la spiaggia e le mie ossa cominciano ad indispettirsi per l’umidità. Spero che la pioggia si tenga lontano, adesso non piove. 5:10 si va ed alle 7:10 rientro, cammino in totale solitudine. La mia play list mi fa compagnia. Ad est nuvole cariche d’acqua vengono illuminate, dall’interno, da fulmini color arancio. Torno a casa e mi peso. Non ho camminato bene come avrei voluto. Ho sentito le gambe, negli ultimi 40 minuti, particolarmente appesantite. Comunque ho portato a compimento un altro passo verso quota 85. La mia bilancia dice che peso kg. 109,3 ci sarà da fidarsi?

05 novembre 2014. Ore 5:06 si parte in una mattinata ventosa e fredda. Inizio quasi spettrale. Nuvole nerissime coprono il porto e chiudono il cielo, buio improvviso causa sciopero di tutti i lampioni. Il vento continua ad insinuarsi fra yacht, catamarani giganti, semplici Zodiac e fa sentire sempre più la sua forza. Io continuo guardandomi intorno e facendo attenzione a non camminare troppo vicino al mare, non vorrei che una raffica di vento mi creasse qualche difficoltà. 7:06: ho coperto le 2 ore quotidiane sempre con il vento forte a farmi da scorta, la temperatura è salita e, alla fine, è anche piacevole. Arrivato a casa dò compimento ad un consolidato rituale: la pesata. Responso kg.108,8 al 94° giorno di cammino e dopo 199,44 ore mancano kg.23,8 a quota 85. Vado avanti.

06 novembre 2014. Alle 5:02 è ora di mettere le zampette per terra e cominciare ad andare. Alle 7:04 finisce la mia passeggiata. Vento e nuvole, con mille sfumature di grigio, a coprire tutto il cielo. La minaccia di pioggia è molto concreta. Mi peso kg.108,8, stazionario. Finisco il secondo ciclo di compresse Vertiserc da 16 mg per i miei capogiri, ormai completamente spariti. Comincia a piovere, alta temperatura.

07 novembre 2014. Piove e comincio a camminare già bagnato. Sono le 5:08 si va e spero di riuscire a concludere le mie 2 ore quotidiane. 7:10 ce lo fatta , finito di camminare fra un cocktail di vento e pioggia. Anche la mia anima si è bagnata stamani, ma in realtà meno di quanto pensassi. Mi hanno fatto compagnia Radio DJ ed alcuni gabbiani, che non avendo nulla da fare, vanno in giro con un tempaccio del genere. Ho camminato al buio, ma soprattutto senza incontrare nessuno degli habitué, ma proprio nessuno. Tutti impauriti da un po’ di pioggia. Arrivo a casa, prendo il caffè con mio padre, faccio la doccia, un po’ di bucato e vado a pesarmi. Il responso è: kg.109,2. Registro i dati e faccio colazione con uno yogurt all’albicocca, crusca, biscotti.

08 novembre 2014. Voglia di camminare, di muovere anche un solo capello zero. Stamani non va affatto. Ma già alle 5:07 sono per strada. Leggero vento, sulla spiaggia i resti di uno stabilimento balneare frantumato dalla mareggiata. 7:07 finisco di camminare senza volerlo e senza averne voglia. La mia bilancia mi confida che sono ancora a kg.109,2.

2015

02 novembre 2015, lunedì. Mi alzo alle 5,30 e guardo per strada se il cielo promette bene. Nulla da dichiarare.

03 novembre 2015, martedì. 15,55/17,45 e un secondo step 18,30/20,30 per km 24. Inizio prima del consueto per camminare da solo. Rivedo il canta autore Vincenzo Spampinato, cammino provando uno zainetto diverso. Cammino male, sono lento e stanco, si ripresenta il dolore alla gamba destra, prendo un anti infiammatorio dopo cena. Così non va.

04 novembre 2015, mercoledì. Da un po’ di tempo ho qualche problema con la memoria a breve termine, solo episodi in realtà. Faccio un test per valutare la mia predisposizione all’Alzheimer [Ma dai!!!! NdR] e per fortuna le mie capacità cognitive, alle 6.00 del mattino, sono buone. Metto della pomata sulla mia gamba destra, avverto una leggera tensione muscolare e domani devo tentare i 70km? No, no. Nulla da fare la gamba è dolorante, altro anti infiammatorio. Rimando l’uscita con Inge, oggi riposo. Sono nervoso, esco per un caffè con un’amica.

05 novembre 2015, giovedì. Mi sveglio bene, ho dormito serenamente ma credo di aver esagerato a cena. Comprendo il valore del riposo come parte integrante di un allenamento alle lunghe distanze. Apprendo come educare il mio corpo al rispetto di sé. Faccio un test operativo di un vecchio zainetto che sembra essere ok. Le tasche laterali sono adatte a contenere due bottigliette d’acqua o due borracce, la posizione delle tasche (dopo alcune prove) non va, è arretrata e poco fruibile. Dovrò prevedere due borracce da agganciare agli spallacci o magari acquistare uno zaino nuovo, così faccio prima. Compro della curcuma.

06 novembre 2015, venerdì. Piove, la gamba destra sembra essere guarita ed anche la spalla sinistra sembra andare meglio. Cammino senza meta per il paese. Riposo.

07 novembre 2015, sabato. Mi sveglio alle 2,33 dopo essere andato a letto alle 22,30. Sono le 3,18 e sono ancora sveglio e decido di mettermi a scrivere. Oggi cammino con il mio gruppo, alle 6,45 parte l’autobus che mi porterà allo start point. Faccio colazione con due amiche incontrate casualmente. Sono le 8,30 si parte. Ci aspettano 17,200 km che termineremo di camminare alle 11,30 compresa una cake stop di gruppo. Che divertimento l’allungo finale, 40 minuti veloci veloci. La temperatura è quasi estiva, alcuni temerari fanno il bagno. Si cammina a sinistra, sembra che qualcuno dei miei compagni abbia ancora le idee confuse. Ma come biasimarli. In Italia sono milioni a confondersi fra destra e sinistra.

08 novembre 2015, domenica. Giornata dedicata al riordino del mio laboratorio/esposizione ed alla costruzione di un prototipo di porta borraccia per il mio zainetto. Domenica splendida, sole caldo che invita per strada. La tentazione è forte ma l’allungo di sabato mi costa il ritorno di un leggero indolenzimento. Ho la sensazione che la mia gamba destra pesi più della sinistra.

Una settimana, due anni diversi per raccontare lo stesso uomo. Lentamente i miei cambiamenti maturano, li faccio miei, li domino, acquisto in consapevolezza e voglia di fare, di andare. La mia oasi a volte si tramuta in un torrido deserto, ma sono sempre per strada. Sempre per strada, caro Maurizio.

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1 novembre 2015 7 01 /11 /novembre /2015 23:15
Camminare. Qualcosa è cambiato: il cambiamento visto attraverso la stessa settimana nel 2014 e nel 2015. Tanta la strada fatta, ma proprio adesso occorre essere prudenti
Camminare. Qualcosa è cambiato: il cambiamento visto attraverso la stessa settimana nel 2014 e nel 2015. Tanta la strada fatta, ma proprio adesso occorre essere prudenti

Qualcosa é cambiato. Ce lo mostra bene - e con tutta evidenza - il diario parallelo di Salvatore Sulsenti, impegnato nel suo progetto di mettere in forma il suo corpo e la sua mente per portare a termine la 100 km del Passatore 2016 camminando.
Ce lo mostra bene un suo diario parallelo 2014-2015, in cui uno stralcio di una settimana di un anno fa, quando aveva appena iniziato a camminare, e letto parallelamente a quello della . stessa settimana un anno dopo.
Allora, nel 2014, Salvatore Sulsenti si affacciava appena a dare uno sguardo sulla possibilità di un mondo diverso, oggi è già entrato in un mondo decisamente diverso, sia per quanto concerne la sua forma psico-fisica, sia per quanto concerne il mondo delle relazioni interprersonali, delle attitudini interiori, dei progetti. Tuttavia, questo è un momento particolarmente delicato: occorre dare al corpo il tempo di abituarsi ai nuovi carichi di lavori, rinunciando - anche se l'euforia indurrebbe a fare molto di più - a tentare di andare oltre. Il miglioramento e il cambiamento sono discontinui e procedono a strappi, non possono andare avanti con una progressione continua: c'è il rischio di lacerazioni e se il corpo che è è in un equilibrio delicato in cui si sommano i cambiamenti e i miglioramenti non regge e si inceppa c'è il rischio che anche la mente subisca una momentaneo contraccolpo. Occorre dare tempo al corpo di adattarsi e imporre alla mente di rilassarsi attraverso il Gioco, rinunciando ad essere una troppo severa maestra.
Qualche volta, anziché inebriarsi bevendo a grandi sorsi dal calice di nettare appena trovato, occorre fermarsi per sorseggiarlo in piccole quantità alla volta, per percepirne il sapore e il gusto, per imparare a conoscere le sue qualità.
Vale qui l'esortazione manzoniana, divenuta proverbiale: "Pedro Adelante, con juicio!".

Camminare. Qualcosa è cambiato: il cambiamento visto attraverso la stessa settimana nel 2014 e nel 2015. Tanta la strada fatta, ma proprio adesso occorre essere prudenti

2014

26 ottobre questa notte si torna all’ora solare, a tutto vantaggio del sonno. Niente affatto, mi sono svegliato da solo alla stessa ora di sempre. Mi attardo un po’ in casa, questa mattina mio padre va in gita e lo accompagno e quindi comincio a camminare più tardi. L’alba è già andata, sono le 6:23, parto e comincio ad andare anche se lentamente. Mi sembra strana tutta questa luce. Alle 8:25 concludo le mie 2 ore (e 2 minuti). Poco più di venti partecipanti ad una gara di pesca, invadono parte del mio tragitto. Il Sole è già pronto a salutare questa domenica. Cammino bene ed alla fine delle mie ore decido di fare il bagno. Poche bracciate ma che emozione fare il bagno a fine ottobre. Nessun brivido. La mia maniera di salutare questa strana estate. Si, decisamente strana. Cammino per strada a piedi nudi verso l’auto. I miei piedi non sono d’accordo. Peso kg.108,9 e quindi a meno kg.23,9 dal mio obbiettivo, dal mio peso forma.

27 ottobre ultimo lunedì di ottobre. Ogni mese che sta per finire, mi obbliga a fare un altro bilancio dei risultati verso gli 85 chili che intendo raggiungere. Mi peso e riconfermo kg.108,9 è un bel vedere sul display della mia bilancia. Comincio alle 5:10 e termino alle 7:10. Piove e per un’ora cammino sotto l’acqua. Un arcobaleno, incastrato fra le nuvole nere, mi segue e mi controlla le spalle mentre vado incontro ad un Sole splendente. Lascio la pioggia ad ovest e trovo il Sole ad est. Bene così. Mi bagno ma torno a casa soddisfatto.

28 ottobre da oggi dichiaro che tutto è possibile, porto via con me la mia esistenza. Mi faccio compagnia in questa fredda mattina di autunno. 5:07 è ora. Già è ora di fare tutto. 7:07 passate 2 ore a camminare in tranquillità. Ascolto, con gli auricolari, musica, ma non sopporto le canzoni romantiche. Preferisco i ritmi caldi delle note cubane, di Compay Segundo. Per quanto cammini mi riesce difficile coprire la distanza fra ciò che vorrei fare e ciò faccio. Io ho cominciato e se posso, mi prendo tutto. Mi peso e leggo kg.110,2: ieri devo proprio aver esagerato con i ravioli al prosciutto.

29 ottobre dalle 5:07 alle 7:07 cammino a rilento, nella fase iniziale, come se volessi dormire camminando. Il mare ha graffiato, scavando dei solchi, tutta la spiaggia. Continuo ad andare e negli ultimi 40 minuti ho ancora forza per aumentare il mio ritmo e divertirmi ancora. Registro un peso di kg.109,5. Una chiocciolina, presuntuosa ed arrogante, voleva addirittura tagliarmi la strada.

30 ottobre ci siamo. Un altro mese sta per finire. Ottobre però lo concluderò quasi con un calo a zero grammi. 5:07 vado. 7:07 2 ore volate via, mattinata di sole nonostante le previsioni di pioggia. Dovrò migliorare la mia alimentazione. Alla pesata registro kg.108,5.

31 ottobre questo mese volge al termine registrando un calo totale, nei 28 giorni in cui ho camminato, di solo kg.1,5 (il mio peso totale è kg.108,9 con un calo generale di kg.11,3). La mia alimentazione va rivista, va moderata e soprattutto migliorata nella qualità.
Ho ecceduto con i carboidrati e dovrò ridurne la quantità a tutto vantaggio di carboidrati integrali e fibre. Ho acquistato della crusca che aggiungo allo yogurt la mattina, aumento il consumo di legumi e verdure sia crude che cotte.
Stamani arrivando alla mia base di partenza vengo accolto da una femmina di Labrador e dai suoi tre cuccioli arruffati, che mi attraversano la strada giocherellando fra di loro. Sono le 5:06 si va a chiudere ottobre alle 7:06 con altre 2 ore di cammino, 56,54 in totale. Giornata quasi estiva. Una palla di fuoco sta per esplodere e salutare questo venerdì ma alle mie spalle, dietro nuvole lontane, lampi di color rosso ed arancio ad ovest tagliano il cielo. Fra 21 giorni sarò a Milano e quindi a Rovellasca. Camminerò con Anna, e forse anche Domi, andremo a Saronno a piedi nell’auspicio che Domi sopravviva. Alle 6:26 ricevo un sms di Domi per il buon giorno e dopo 10 minuti mi chiama: parliamo e piange quasi perché si avvicina il secondo anniversario della morte del marito. Lei si stupisce che io riesca a camminare e parlare contemporaneamente.
Stamani mi sento bene, bene.

2015
26 ottobre, lunedì: 14,40/17,15 due 2 ore e 35 minuti. Ho incontrato e salutato il cantautore Vincenzo Spampinato. Ho preso il passo per i primi 10 km con una media per km, camminando, di 8,48 minuti. Nel dettaglio: 1(8,59) - 2(8,48) - 3(8,54) - 4(8,52) - 5(5,50) - 6(8,52) - 7(8,51) - 8(8,57) - 9(8,37) - 10(8,28). La vescica è ancora dolorante. Salutato diversi amici.
27 ottobre martedì: dalle18,30 alle 20,10 camminata soft. Per un po’ mi sono mosso in spiaggia con un vento fastidioso. Ho anticipato il mio gruppo per riscaldarmi camminando da solo.
28 ottobre mercoledì: giornata di lavoro nel mio laboratorio di arte materica. Mi muovo fra le mie opere pensando alla prossima uscita. Controllo il meteo, studio un nuovo percorso e punto a coprire qualche chilometro in più.
29 ottobre giovedì: 18,30-20,15. Ho camminato in testa al gruppo e mi sono concesso un allungo finale. Inizio a muovermi con un leggero dolore alla gamba destra che mi accompagna, aumentando, per tutto il tragitto.
30 ottobre venerdì. La giornata inizia con un acutizzarsi del dolore alla gamba. Uso una pomata. Ottima giornata per uscire e concedersi una bella passeggiata, la mia gamba non è d’accordo. Resto a riposo [e hai fatto bene, devi dare il tempo al tuo corpo di abituarsi ai nuovi e più importanti carichi di lavoro: è un momento critico, in cui l'euforia può indurti a fare più di quanto dovresti - ndr].
31 ottobre sabato: ho ancora la gamba indolenzita. Cammino per pochi chilometri ma devo subito rinunciare a continuare. Concludo la giornata chiamando Carlo, un mio amico farmacista a Milano. Parliamo di pomate da utilizzare, di antiinfiammatori, di integratori, di diuresi, di articolazioni e di come il corpo possa reagire alle lunghe percorrenze. Parliamo di organizzare un giro del lago di Como.
01 novembre domenica. Sono incerto se camminare o meno, la fitta alla gamba destra decide per me. Esco comunque a fare due passi a dispetto del buon senso. Alcuni minuti a passeggiare per le vie del paese. Sento le mie gambe ancora leggermente indolenzite, i miei muscoli sono definiti, evidenti, pronti. Ad ogni passo sento una risposta, ad ogni metro sento la voglia di strappare un altro metro. Torno a casa, comincia a piovere, i tuoni mi accompagnano, oggi è così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

spero che l’idea di affiancare la settimana del mio diario di ottobre del 2014 a quella del 2015 sia sufficiente a fare un’istantanea lunga un anno di me come camminatore e come uomo. Ogni giorno sono in lotta con me stesso, ogni giorno mi permetto il lusso di camminare ed “assentarmi” da una vita che non intendo riconoscere ed accettare. Camminare mi permette di dare una sbirciatina al di là del muro, giusto per vedere che succede. Camminare mi fa vedere chi sono e quando guardo a fondo mi rifletto in una parte del muro che non riesco a trovare più. Continuo a camminare perché intendo sperare che sia possibile, perché non voglio darmela vinta, perché non voglio lasciarmi andare. Cammino perché io mi possa fermare.

Salvatore Sulsenti

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31 ottobre 2015 6 31 /10 /ottobre /2015 22:00
Camminare. Una nuova settimana di preparazione per Salvatore Sulsenti. Qualcosa è cambiato: la sensazione di avere la padronanza di gambe e testa

Ed ecco, anche se con un po' di ritardo, la nuova puntata del diario settimanale di Salvatore Sulsenti (19-25 ottobre) che continua a tenere fede al suo ambizioso progetto, sforzandosi nel frattempo di raggiungere e superare piccoli traguardi intermedi, passo dopo passo.

Il suo percorso è di addestramento fisico, ma anche di riflessione e di continuo confronto con se stesso, con ansie e timori, e nello stesso tempo speranze e progetti.
Il Cammino verso nuovi orizzonti non è facile, è disseminato di ostacoli, ma - nello stesso tempo - la bellezza è nel Cammino in sè, nel percorso che si affronta giorno per giorno
.
E, con la lunga camminata di venerdì 23 ottobre, un nuovo obiettivo è stato superato: raggiunti oltre 58 km percorsi in un'unica sessione in compagnia di Inge Poidomani. E, per questi 58,4 km - soprattutto negli ultimi - ci sono stati gambe e testa.
Qualcosa è cambiato...

19 ottobre 2915. Lunedì. Mentre mi chiedo che settimana si apre mi chiamano dall’Ospedale Garibaldi di Catania, mi ricordano che dovrò affrontare una addominoplastica programmata già da mesi ma che io avevo rimosso. Dovrò dimagrire ancora 5/7 chili, ci rimandiamo ai primi giorni di dicembre. Ripercorro tutti i miei precedenti interventi, tutti gli episodi e le tensioni prima della sala operatoria. Quello che dovrà farsi si farà. Il mio stato d’animo mi accompagna per tutto il giorno e la mia camminata di oggi, solo 30 minuti, non è classificabile. Prendo un caffè al bar della piazza con un’amica, cerco di rilassarmi. Rientro a casa e dopo la doccia di rito coccolo i miei piedi. Passo una crema idratante e mi riprometto di farlo ogni sera.

20 ottobre 2015. Martedì. 12 km dalle 18,30 alle 20,20. Ho camminato bene, assistendo ad una crescente armonia di gruppo che vive ancora l’accento di sottili individualismi.

21/22 ottobre 2015. Mercoledì/giovedì. Due giorni di recupero ma soprattutto due giorni di preparazione alla mia uscita di venerdì. Scompongo ogni passo che mi toccherà fare, cerco di abituarmi all’idea di un lunghissimo e di diventare amico di me stesso, giusto per cogliere qualche confidenza.

23 ottobre 2015. Venerdì. Ci siamo. Sveglia alle 5, pomata antidolore per i miei piedi, caffè, yogurt al cocco, banana, altro caffè.
Come ogni mattina un cavallo lanciato in salita mi dice che sono le 5,30 circa.
Sono ansioso. Lo zaino è pronto ma pesa: 2 litri d’acqua, 3 succhi di frutta ed altro.
Andrò ad affrontare un percorso in buona parte privo di punti d’acqua.
Sono davanti al PC per un attimo di relax. Guardo foto di runner, di ultra trailer, cercando di carpire da un particolare un suggerimento prezioso.
La mia ansia e la mia tensione crescono. Si parte, con la signora Inge, alle 7,16 e camminiamo per 10,30 ore e ci concediamo due pause per un totale di 10 minuti, non di più.
Percorriamo “solo” 58,4 km ad una velocità media di 5,56km/h.
Ho passato una giornata a capire come fare a gestire gli zuccheri, i sali minerali e all’effetto che ha un pezzo di cioccolata, a come i miei muscoli reagiscono ad una pausa che si allunga di un paio di minuti, a cosa fare con una vescica al mio piede sx (ci passo della crema lenitiva).
Mi alzo come se mi fossi trasformato in marmo. Inge mi spinge ad andare avanti e che comunque dopo qualche minuto tutto ritornerà a posto.
Ha ragione. Nella mia uscita del 9 ottobre i km percorsi furono 54 e negli ultimi 10 raschiavo il fondo del barile (Inge dice che gattonavo).
Oggi non è successo.
Giorno 9 ho camminato per 10 ore ad una velocità media di 5,4km/h oggi la velocità è 5,56km/h. Il 9 il tempo dell’ultimo km era di 13,19 minuti ed oggi è stato di 7,07 minuti.
Oggi non ero solo, qualcuno mi ha tirato a sé spingendomi a correre per un paio di km.
Il piacere? Grande, grande.
Oggi ho avuto gambe e testa. Oggi la sensazione più intensa è pensare a chi mi vuole bene.
Ma che bello vedere Inge sorridere e meravigliarsi per la mia corsa, per la forza che ho ancora. Danche, Frau Inge! Stupisco Inge, le regalo anche uno scatto finale.
Oggi ho anche cercato di capire come e se usare le bombolette di ghiaccio spray (non sapevo nemmeno che esistessero) e le fasce adesive per le vesciche. Mi chiedo se il talco al mentolo può tornarmi utile.
Se fossi arrivato a camminare per 60km mi sarei concesso una pizza ed una birra.
Ma siccome le gambe mi hanno detto di poter stare tranquillo vado in pizzeria… Ho anche il dessert. Una crostata d’arancia e una torta alla Nutella, una carezza che porta il sapore di un amore appena nato.

24/25 ottobre 2015. Sabato/domenica. Nulla da dichiarare. Non è vero, ma ci sono fatti ed emozioni che non vanno manifestati. Provo a fare finta di resistere, ma cedo alla voglia di sorridere solo per me.

Il percorso dell'allenamento del 24 ottobre 2015

Il percorso dell'allenamento del 24 ottobre 2015

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26 ottobre 2015 1 26 /10 /ottobre /2015 01:02
PasParTu. La straordinaria esperienza di un viaggio a piedi nell'Italia che si fida e ti ospita. Carnovalini e Rastello raccontano il loro viaggio senza meta che è anche metafora del nostro tempo

Riccardo Carnovalini e Anna Rastello hanno raccontato nel libro PasParTu. A piedi senza meta nell'Italia che si fida (Edizioni dei Cammini, Collana Wanderer, 2015), la loro straordinaria esperienza di viaggio a piedi attraverso un'Italia che "si fida" e che"ospita", senza nessuna pianificazione e decidendo di giorni in giorno la loro successiva meta.
E' un libro che, proposto meritoriamente dalla Casa Editrice nata come "costola" della "Compagnia dei Cammini" per accogliere testimonianze, racconti e guide va letto perché oltre che straordinaria esperienza di viaggio a piedi, può essere anche visto come uno specchio del nostro tempo.

Carnovalini e Rastello in viaggio(dal risguardo di copertina) Riccardo Carnovalini e Anna Rastello camminano insieme da alcuni anni, molti sono i viaggi che hanno intrapreso per scoprire o riscoprire regioni e angoli "speciali" del nostro Paese, a volte con lo scopo di portare un messaggio di solidarietà, oppure per attirare l'attenzione su problematiche particolari. Il cammino più lungo, intenso e imprevedibile che hanno condiviso è stato PasParTu: Passi, Parole, Tu.
Passi: quelli che hanno compiuto per unire le persone che li hanno accolti.
Parole: quelle che hanno ascoltato per conoscere chi, giorno dopo giorno, ha donato loro un bene impagabile e prezioso, il proprio tempo.
Tu: perché si sono spogliati della loro individualità per mettersi nelle mani dell'estraneo che li ha accolti alla sera e che ha stabilito la destinazione del giorno successivo.
Qualcuno l'ha definita un'indagine sociologica, altri un'opera di Land Art, ma PasParTu è, prima di tutto, un ritratto senza filtri dell'Italia e degli italiani di oggi.

Riccardo Carnovalini ha fatto la storia del camminare in Italia, ha attraversato l’Italia camminando varie volte, dal 1981 a oggi.
È stato un precursore, e ha continuato in questa sua passione, con creatività. L’ultimo suo cammino, studiato e percorso insieme ad Anna Rastello, è stato Paspartu, da cui è nato un libro uscito per le Edizioni dei Cammini.
“È stato un viaggio a piedi senza meta”, spiegano Anna e Riccardo, “alla ricerca dell’Italia che si fida ed è curiosa e ospitale, una ricerca fatta con i piedi per dimostrare che c’è ancora chi sa aprire la porta di casa agli sconosciuti, dando fiducia a chi giunge all’improvviso a scompigliare il tran tran quotidiano”.
Un argomento di stretta attualità in questi giorni di biblici esodi verso un’Europa non sempre ospitale, sicuramente una metafora dei tempi in cui viviamo.

Dalla recensione di Luca Gianotti per La Compagnia dei Cammini

Sei mesi e più di cammino partendo da Torino. Riccardo Carnovalini e Anna Rastello dopo averci aggiornato via via sulla loro pagina di Facebook, ci offrono adesso nel bel libro curiosamente intitolato “PasParTu” (Edizioni dei Cammini) il racconto di questa loro esperienza. Molti sono i viaggi che Riccardo e Anna hanno intrapreso per scoprire o riscoprire regioni e angoli “speciali” del nostro paese, a volte con lo scopo di portare un messaggio di solidarietà, oppure per attirare l’attenzione su problematiche particolari. Il cammino più lungo, intenso e imprevedibile che hanno condiviso è però questo da loro denominato PasParTu: Passi, Parole, Tu.

Passi: quelli che hanno compiuto per unire le persone che li hanno accolti.Parole: quelle che hanno ascoltato per conoscere chi, giorno dopo giorno, ha donato loro un bene impagabile e prezioso – il proprio tempo. Tu: perché si sono spogliati della loro individualità per mettersi nelle mani dell’estraneo che li ha accolti alla sera e che ha stabilito la destinazione del giorno successivo.

“È stato un viaggio a piedi senza meta”, spiegano Anna e Riccardo, “alla ricerca dell’Italia che si fida ed è curiosa e ospitale, una ricerca fatta con i piedi per dimostrare che c’è ancora chi sa aprire la porta di casa agli sconosciuti, dando fiducia a chi giunge all’improvviso a scompigliare il tran tran quotidiano”. Un argomento di stretta attualità in questi giorni di biblici esodi verso un’Europa non sempre ospitale, sicuramente una metafora dei tempi in cui viviamo.

E’ dagli anni Ottanta che Riccardo racconta le meraviglie dell’andare a piedi, fin da quando con la compagna Cristina attraversava l’Europa da cima a fondo innestando nel racconto una fitta serie di appunti impregnati di sociologia e tenendoci compagnia con le sue appassionanti conversazioni il mattino sulle onde della Rai. Anna Rastello, atleta mezzofondista in gioventù, si è rivelata invece nel 2011 quando, per tener fede a una promessa fatta in occasione di un terribile incidente stradale che rese paralizzata la figlia Marcella, intraprese un lungo cammino alla ricerca di un nuovo sguardo sulla disabilità.

Per leggere un frammento del libro di Carnovalini e Rastello in cui gli autori spiegano cos'è per loro il camminare seguire il link

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24 ottobre 2015 6 24 /10 /ottobre /2015 06:59
Cammino per le Vie Storiche di Sicilia 2015 (ed. Zero). Il 31 ottobre un incontro per raccontare e per rivivere l'esperienza

LaLineaRetta Sport ed Eventi ha il piacere di invitare tutti coloro che siano interessati all’incontro con i protagonisti del "Cammino per le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina" (svoltosi in cinque tappe e cinque giorni alla fine di agosto - precisamente dal 26 al 30 agosto 2015), che si terrà a Nicolosi (CT) presso il Centro Incontro Giovani "Rosario Livatino" di via Angelo Musco n 2/a alle ore 18:30 del 31 ottobre 2015.

Quest'incontro sarà una splendida occasione per rivisitare le città, i borghi, i luoghi attraversati e raccontare gli aneddoti, ascoltare le storie e le impressioni di quanti hanno partecipato all’edizione svoltasi nel mese di agosto 2015, ma anche per far conoscere a coloro che non c'erano bellezze e meraviglie nascoste e sconosciute della nostra bella Sicilia e per condividere straordinarie emozioni.

Le emozioni e i volti che hanno "fatto il Cammino" rivivranno attraverso la proiezione di una selezione fotografica.

Si coglierà anche l’occasione per anticipare idee e progetti per le edizioni programmate dall'Associazione per il 2016 e per salutare tutti coloro che hanno collaborato e sostenuto l’iniziativa

Cammino per le Vie Storiche di Sicilia 2015 (ed. Zero). Il 31 ottobre un incontro per raccontare e per rivivere l'esperienza

E' stato portato a termine con successo tra il 26 e il 31 agosto, il Cammino lungo le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina (edizione zero), ideato dall'Associazione LaLineaRetta, fondata da Elena Cifali e Vincenzo Ferro.
Ai due, nel compimento della loro impresa, si è unito un manipolo di camminatori che hanno voluto condividere con loro questo progetto e realizzare un sogno.
Molte le foto realizzate (di Vincenzo Ferro) che mostrano delle inedite vedute di questo angolo di Sicilia, ricco di bellezze naturalistiche e di tracce di una civiltà contadina, ancora non del tutto tramontata, e rievocano il fascino del romanzo di Elio Vittorini "Le Città del Mondo", rendendo attuali le sue affascinanti descrizioni.


Il testo che segue (con i relativi e doverosi ringraziamenti a quanti hanno reso possibile la realizzazione di un sogno) é di Vincenzo Ferro.

(Vincenzo Ferro) Solamente un anno fa "Lalinearetta" esplorava la possibilità di collegare il Tirreno allo Jonio camminando e attraversando la dorsale dei Nebrodi e l’Etna, luoghi incontaminati ed incantevoli dove ancora la natura la fa da padrona. La mattina di quel sabato di luglio, alla partenza da Capo D’Orlando, un gruppo di runner, capitanati dalla gentilissima Cinzia Sonsogno insieme all’altrettanto generoso Alessandro Collovà, erano state le uniche persone che avevano condiviso in corpo ed in spirito un viaggio, mio e di Elena Cifali, conclusosi anticipatamente a Randazzo il giorno seguente.
Quest’anno abbiamo volutoscommettere su una nuova sfida ancora più avvincente. Una coast to coast da Cefalù a Taormina attraverso le vie Storiche di una Sicilia che sembra avere smarrito la propria identità.
Ed è proprio questo il “life theme” che ha spinto Lalinearetta a tentare di riappropriarsi del "Genius Loci" perduto, l’identità di tutti quei luoghi attraversati, diversi tra loro ma tutti facenti parte della nostra storia. Ma questo sogno non poteva essere solamente nostro! Grazie a tanti mesi di lavoro, preparazione, pianificazione e soprattutto grazie all’aiuto di tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, siamo riusciti a condividere le nostre speranze e la voglia di imparare con tante altre persone che hanno camminato con noi. Lo scopo di Lalinearetta si manifesta nel significato intrinseco del cammino stesso: unire, condividere e collegare, luoghi e persone.
Al di là dei meravigliosi luoghi attraversati sono state proprio le persone l’elemento fondamentale, non solo chi ci è stato vicino lungo la via ma soprattutto coloro che abbiamo incontrato; chi ha onorato il nostro passaggio con un semplice saluto, chi ci ha offerto la propria frutta, chi ha condiviso qualche tratto di percorso in salita, chi ha messo a disposizione la propria casa, il proprio bagno, il proprio tetto per rendere più agevole il nostro viaggio.
A costoro vorrei dedicare questo cammino perché mi hanno dato un segno di speranza: fare rete è possibile perché ancora c’è tanta gente buona e che ama il prossimo.
Dai due viandanti che eravamo nel 2014 siamo cresciuti: quest’anno siamo stati complessivamente in diciassette e per l’anno prossimo ci impegneremo ancora per essere molti di più.
Concluso il viaggio si tirano le somme.
E’ lecito supporre che tanti aspetti debbano essere migliorati; qualche dubbio, piccoli timori, incomprensioni insieme a tantissimi momenti di gioia, preghiera, felicità, spensieratezza, condivisione: questo è stato il nostro cammino!
Nel cammino per le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina, edizione zero, hanno camminato con noi: Gregorio Chiarenza (Avola), Antonino Pasqualino (Nicolosi), Dario D'Amico (Barcellona Pozzo di Gotto), Alisia Calderone (Palermo), Roberta Cascino (Palermo) , Patrizia Giordano (Palermo), Daniela Palma (Palermo), Marco Ciolino (Cefalù), Mario Sarrica (Cefalù) , Alessio D'Arrigo (Cefalù) , Antonio Aloi (Cefalù), Rosalba Fazio (Cefalù), Roberta Matrone (Cefalù), Rosario Maccarrone (Linguaglossa) e Mariagrazia Serrentino (Catania). Soprattutto a loro un ringraziamento particolare da parte mia e da Lalinearetta.
Un grazie anche a Vincenzo Scimeca e Stelvio Albiani che seppur iscritti, all’ultimo minuto hanno dovuto rinunciare ma ci sono stati vicini ugualmente. Un grazie da parte mia a tutti coloro che sono stati con noi, ognuno con il suo contributo, piccolo o grande che sia, ed in ordine puramente casuale: Marisa Mazzaglia Presidente del Parco dell’Etna, Nino Borzì Sindaco di Nicolosi, Gaetano Perricone Responsabile ufficio stampa Parco dell’Etna, Giuseppe Di Mauro Assessore Comune di Nicolosi, Filippo Grasso Esperto del turismo del Sindaco della città metropolitana di Messina, Lisa Bachis Consulente Storico, Davide Comunale Presidente Amici dei Cammini Francigeni, Daniele Mannino Presidente IBISCUS Onlus, Giuseppe Lentini Presidente ASLTI Liberi di Crescere, Gaetano Longhitano Presidente CAI Randazzo, Pietro Sambataro Presidente CAI Belpasso, Vincenzo Valenziano Presidente CAI Cefalù, Josè Gugliuzza CAI Cefalù, Salvo Caffo Vulcanologo Parco dell’Etna, Rosario Lapunzina Sindaco Comune di Cefalù, Tony Franco Presidente del Consiglio Comunale di Cefalù, Vincenzo Garbo Vice Sindaco Comune di Cefalù, Saverio Di Marco Sindaco del Comune di Sperlinga, Giovanna Passamonte Assessore Comune di Sperlinga e la sua gentilissima mamma, Dario La Martina gestore B&B VillaRosa Cefalù, Giovanni Faletra gestore Rifugio Marini Piano Battaglia, Fabio Siciliano Assessore Comune di Troina, Gianluca Lanza Vice Sindaco Comune di Randazzo, Padre Carmelo Arcipretura di Taormina, Mario D’Agostino Assessore Comune di Taormina, Dario Favognano Dirigente Comune di Cefalù, Elio Picciuca Presidente CAI Polizzi Generosa, Giuseppe Formaggio Presidente CAI Taormina, Basilio Arona Troina, Ilde Vulpetti ASLTI Palermo, Alfio Auteri Fondazione Mazzullo, Aquia Enza Cefalù, Giacomo Sapienza Cefalùnews, Pietro Nicosia Etnalife, Maurizio Crispi Maratone Ultramaratone e d’intorni, Giovanna Barone Siciliarunning, Franco Di Franco IBISCUS Onlus, Francesco Fazio IBISCUS Onlus, Salvatore Lo Verso guida Sperlinga, Caterina Iacona, IBISCUS Onlus, la sig.ra Pina di Sperlinga, alla sig.ra del Caffè del Borgo di Sperlinga, Edmondo Scavone di ASD TRE.GSM, Claudio Chines Catania, Sandro Abbadessa gestore B&B La Porta dell’Etna Nicolosi,
A. Bonaccorso di Farmacia Bonaccorso Nicolosi, a Davide Sabatino (Petralia Soprana) e ai suoi amici, a Ezio Sanfilippo Nicolosi, Marco Moscato Cefalù, il padre francescano della Chiesa S Paolo Apostolo Piano Zucchi Isnello.

 

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21 ottobre 2015 3 21 /10 /ottobre /2015 09:36
Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi, a volte in lotta contro demoni interiori , a volte con emozioni intense ed inesplicabile. Camminare mette in moto tutto, corpo e mente, fantasia ed emozioni ed invece della calma piatta dell'inerzia e della sedentarietà è continuo il confronto con il tumulto dei sentimenti e con il ribollire di idee , sogni e progetti.
Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi, a volte in lotta contro demoni interiori , a volte con emozioni intense ed inesplicabile. Camminare mette in moto tutto, corpo e mente, fantasia ed emozioni ed invece della calma piatta dell'inerzia e della sedentarietà è continuo il confronto con il tumulto dei sentimenti e con il ribollire di idee , sogni e progetti.

Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi, a volte in lotta contro demoni interiori , a volte con emozioni intense ed inesplicabile. Camminare mette in moto tutto, corpo e mente, fantasia ed emozioni ed invece della calma piatta dell'inerzia e della sedentarietà è continuo il confronto con il tumulto dei sentimenti e con il ribollire di idee , sogni e progetti.

12 ottobre 2015, lunedì. Riposo. Le emozioni, quelle più belle, sono quelle che non sai spiegare (Baudelaire)

13 ottobre 2015, martedì. Percorro km 10,700 in due ore. L’equivalente di una seduta di shopping in un centro commerciale. Fatta eccezione per un allungo finale che ha ridato corpo alla serata. Mi distraggo programmando un’uscita. Mi dedico ai particolari: lo zaino, le torce, le scarpe adatte per le uscite lunghe o lunghissime. Manca solo un elemento: la testa. Non c’è. Ho controllato con cura il meteo e stabilito, quasi chirurgicamente, l’orario di partenza per non incontrare la pioggia. Metto da parte una crema emolliente-lenitiva per le mie estremità. Ho i succhi di frutta in tre varianti, ho fatto il pieno di carboidrati, ridotto all’essenziale il materiale da portare con me. Nulla da fare: io non ci sono.

14 ottobre 2015, mercoledì. Il vuoto si è impossessato di me. L’assenza di me stesso si riflette allo specchio. Non combatto e mi lascio prendere e conquistare dal vivo desiderio del nulla. Ho comunque deciso di recuperare domani.

15 ottobre 2015, giovedì. Ho contattato l’AVIS di Ragusa, voglio diventare un donatore. Sono aperti dalle 7,30 alle 11,00 ed io vado, andrò, a piedi da Santa Croce a Ragusa. Fanno un prelievo per verificare l’idoneità alla donazione, mentre la donazione vera e propria avverrà in seguito.
Dopo un brutto sogno, ed una peggiore nottata passata a combattere con l’acidità, riprendo possesso di me stesso. Apro gli occhi con una riflessione: camminare non fa bene solo al corpo ma anche alla fantasia [grandissima verità! ndr] Se è vero che i trigliceridi si abbassano, i miei occhi invece puntano in alto ed incontro una generazione di nuovi Super Eroi. Non do la mano ai Fantastici 4 e a l’Uomo Ragno, ma incrocio un tassista romano, minuto e quasi fragile nel corpo, che per 10 volte vince il Passatore come io farei il giro dell’isolato.
Incontro un ragazzo che decide di fare un salto a Santiago De Compostela, con la sua sedia a rotelle.
Incontro una casalinga che dopo una maratona trova all’arrivo la figlioletta che corre ad abbracciare la mamma.
Ora, a pensarci bene, non mi servono i Fantastici 4 e l’Uomo Ragno. Mi basta incontrare ogni giorno un uomo semplice che cammina cercando di fermarsi.
Scambio dei messaggi con l’organizzatore della Maratona di Ragusa (si terrà il 10 gennaio del 2016) che mi chiede se vorrò partecipare camminando.
Ovviamente vorrò.
Mi resta da capire come portare la mia velocità da 6 a 7 km/h (tempo max di percorrenza dei 42,195km è 6 ore) [ma si può pur sempre - mettendosi d'accordo con l'organizzatore - fare una partenza anticipata - ndr]. Dovrò avere anche il certificato medico agonistico per "atletica leggera". 

Oggi uscita di 90 minuti per 10 km, soft e non classificabile.

16 ottobre 2015, venerdì. notte di temporale. Resto ad abbracciare il mio cuscino. Mi sento meglio, sto recuperando il mio “non esserci”. Ascolto musica cubana per strappare al ritmo sudamericano lo spunto che ancora latita in me. Esco di casa per alcune commissioni e faccio il giro del paese. Le mie gambe ci sono. Sono vivo.

17 ottobre 2015, sabato. camminata con i miei compagni di merende in total relax, percorsi 10km in 2 ore. Uscita da shopping non certo da camminata sportiva. Ma si sa, ogni giorno una storia diversa da raccontare.

18 ottobre 2015, domenica. Prendo parte alla “Corri in Pineta” (3^ edizione), valevole come 17^ prova del 7° Grand Prix provinciale Ibleo, a Chiaramonte Gulfi sulla distanza di 10 km. Un’esperienza nuova camminare in mezzo alla natura io che “prediligo” l’asfalto. Senza sapere bene cosa mi attende allo start, dato da… non mi ricordo, scatto e concludo bene.
Dopo l’affanno ed il fiatone dei primi 30 minuti, per il ritmo sostenuto, tutto scorre chiacchierando con Peppe (runner infortunato convertito per questa occasione alla camminata), con Giovanna (donna minuta che si lamenta di chi “bara”), Melania (discreta e timida camminatrice), Giorgio (modicano con una camel bag lillipuziana) ed io che chiacchierando arrivo al traguardo con naturalezza ed un sorriso stampato in volto di soddisfazione personale.
Mangio dell’uva bianca, bevo, utilizzo il buono-bar per un gelato al pistacchio che da solo merita la visita a Chiaramonte.
Prima dello start avverto un’eccitazione inconsueta ma assolutamente controllata.
Mi lascio vincere dalla febbre da walker e vado portando via con me lo zainetto di un’amica e tutti i suoi effetti personali (restituisco lo zaino alla fine con un leggero disappunto della mia amica, dentro lo zaino c’era anche l’acqua, il telefono…).
Cammino in una campagna ed in una pineta indifferenti a camminatori, top runner saettanti che chiedono strada. Alcuni sembrano danzare come farfalle, delicati e veloci spariscono senza lasciare traccia, altri scorrono come elefanti. Mi muovo con familiarità fra radici sporgenti, sassi, aghi di pino, erba bagnata e scivolosa e cammino senza imbarazzo alcuno. Affronto mulattiere, salite, discese, rami avversi come compagni d’avventura. Giungo al traguardo quando quasi tutti i runner sono già in tuta ed infradito.
Ho il mio primo pacco gara (due merendine ed una bottiglietta d’acqua).
Rivedo Inge, ci salutiamo cordialmente e scambiamo veloci battute su ciò che ci aspetta (la ritroverò all’arrivo).
Parliamo della nostra prossima uscita, più ambiziosa della precedente di 54km. Ci salutiamo, è ora di partire. Rientro a Ragusa, dove ho lasciato l’auto. Acquisto dei cioccolatini per farmi perdonare dalla mia amica a cui ho rapinato lo zaino.

 

 

Caro Maurizio, eccoti la nota della settimana appena volata fra alti e bassi. Fra diavoli che si affacciano ancora e la lotta che compio per rimandarli al mittente.
Ciò che manca nelle note è la commozione che ho dentro.
Ieri [il 18 ottobre 2015], a circa 100 metri dall'arrivo, nella piazza di Chiaramonte, stavo per lasciarmi andare alla commozione. Ma da uomo duro ho resistito, oggi non sono certo di aver fatto la cosa giusta.

Salvatore Sulsenti (RUNdagio)

Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi: una settimana coronata dalla Corri in Pineta
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi: una settimana coronata dalla Corri in Pineta
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi: una settimana coronata dalla Corri in Pineta
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, tra alti e bassi: una settimana coronata dalla Corri in Pineta

(Comunicato stampa) Corri in Pineta 2015 (3^ ed.). Il 18 ottobre 2015, la Città dei Musei è stata invasa degli amanti della corsa e delle camminate: tra corsa competitiva e fitwalking Chiaramonte Gulfi ha accolto la 15^ Prova del campionato di corsa.

Con in testa l’assessore Alessandro Cascone, è stato dato il via dalla splendida Piazza Duomo per poi dirigersi in Pineta ove tra sentieri e mulattiere, dopo 10 km, i partecipanti sono tornati e festeggiare insieme un giorno di puro sport e divertimento.

Vince su tutti il forte atleta della As Padua Ragusa Vincenzo Schembari che ha chiuso il percorso con un grande margine di distanza sul resto del gruppo, vincitore con molta propabilità del campionato provinciale.

La batteria femminile é stata vinta ex-equo dalle atlete locali Laura Tumino e Zafferana Paoletta della Asd No al Doping atlete di Chiaramonte.

A fare da padrona è stata la forte partecipazione degli amanti della camminata veloce “Fitwalking” una pratica sportiva che sta avendo sempre più successo tra i praticanti di questa nuova disciplina che con diversi nutriti gruppi, quale "Siemu a Peri, Amuni’, "Tre Passi un Caffè".

Organizzazione curata dalla ASD Atletica Padua, dalla ASD No Al Doping, dal Corpo dei Vigili Urbani, dal gruppo volontari della protezione civile di Chiaramonte, dal gruppo volontari di Santa Croce.
Un grazie particolare va agli sponsor privati che hanno dato modo di poter svolgere tale evento.

Il prossimo appuntamento sarà la 16° prova del campionato che si svolgerà nei dintorni del Lago Biviere di Gela per il primo trail “ Leopolda Trail” il prossimo 15 novembre 2015 con un invito a tutti gli appassionati .

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14 ottobre 2015 3 14 /10 /ottobre /2015 18:08

Salvatore Sulsenti continua tra alti e bassi il suo impegno nel suo viaggio verso quella che sicuramente per lui è una prova estrema e ancora al di là del concepibile.
Alti e bassi: non sempre è possibile rispettare gli impegni assunti. Il contatto con il quotidiano con i suoi mille volti può distoggliere. A volte non c'è la testa: anche se vi è sempre in Salvatore lo sforzo di stare dentro quel clima preparatorio e di avvicinamento all'impresa, come è naturale quando si sta cercando di dar corpo ad una grande impresa.

E Salvatore è anche intento a cercare di sgrossare il superfluo dalla sua attrezzatura, fisica, materiale, ma probabilmente anche spirituale: meno fardelli interiori si portano più facile è il cammino.
E, finalmente il 9 ottobre 2015 arriva la "giusta" camminata, in compagnia di Inge Poidomani, in cui Salvatore finalmente sperimenta l'ebbrezza di superare la "soglia" dei 50 km (pensando al Passatore, Salvatore ha superato il passo della Colla ed è già andato oltre Casaglia).
E gli insegnamenti si vanno accumulando.

Salvatore Sulsenti05 ottobre 2015, lunedì. Sono le 4,30 del mattino e sono già sveglio. Ieri sera a letto senza cena per smaltire gli abusi del week-end. Avevo in mente un’intera settimana di km, macinati seguendo il mio passo con distanze sui 25 km, invece. Alle 7.00, appena comincio, incrocio un’amica che è in compagnia della donna tartaruga. In tre e poi in due (per abbandono della tartaruga) completiamo 10 km soft. "Recupero venerdì!" - decisi - 10 ore (ma se c’è luce un’ora in più la faremo)!. Puntiamo a 65 km di percorrenza, mi auguro di dimostrare a me stesso di potercela fare. Comincio la settimana con un caffè e con la rilettura di “Ultratrail con il Monoallenamento” di B. D. Bertinetto. Libro acquistato a luglio e letto 3 o 4 volte.

06 ottobre 2015, martedì. 18,30/20,00 niente da aggiungere a 10 km camminati in relax.

07 ottobre mercoledì. Sono le 4,45 il caffè è pronto da versare nella mia personale tazzina da levataccia. Controllo lo zainetto, cerotti, disinfettante, accendino, spilla per eventuali vesciche che dovessero venir fuori venerdì. Porterò una maglia di ricambio ed un paio di calzini già collaudati, anzi calze sotto il ginocchio ed anche colorate (mio vezzo da walker e da privato cittadino). Un paio di panini (anche se non vorrei mettere in moto la mia digestione), due bottigliette d’acqua, delle zollette di zucchero, due succhi di frutta alla pesca, delle mandorle. Due torce, due luci intermittenti bianche ed una rossa da posizionare sul retro dello zainetto, gilet catarifrangente (quelli che si tengono in auto), mantellina antipioggia (utile per coprire me e lo zaino). Salviette detergenti e rinfrescanti, leggo la confezione e mi diverte annotare che queste salviette sono: detergenti, rinfrescanti, effetto trapuntato, extra-morbide, PH fisiologico, senza alcool, ipo-allergeniche etc. etc. ne tiro fuori due per verificare tutte queste virtù e ne approfitto per ripulire la tastiera del mio PC. Non credo avrò la macchina fotografica, non avrò certamente l’orologio (che non porto mai), né un GPS al polso (anche se mi piacerebbe averne uno), solo il cellulare (riciclato da mio nipote), anche se non credo di dover chiamare qualcuno, qualcuna si però. In pratica, se potessi venerdì non porterei nulla con me, solo me stesso. E a quanto si dice in giro dovrebbe bastare… oggi riposo.
Sono le 6:24 finisco di leggere “Il mio Passatore” di Maurizio Crispi [e un Grazie! a Salvatore Sulsenti per aver citato un mio scritto ancora inedito! - ndr]

08 ottobre 2015, giovedì. Vado al mercato ad acquistare delle mandorle dal mio "spacciatore" di fiducia. Controllo ancora lo zaino cercando di eliminare il superfluo. Oggi non esco per strada cercando di recuperare per ciò che, domani, ha già il sapore di un’avventura.

09 ottobre 2015, venerdì. Ci siamo. Il grande giorno è arrivato, la Signora Inge ed il Signor Salvatore si apprestano a convolare a giusta camminata. La mia sveglia è fissata alle 5:30 ma, già due ore prima, apro gli occhi appesantiti da un sonno troppo breve. Sono le 4.30 e sono ancora sveglio. Faccio colazione con un succo alla pesca e due caffè. E’ ora di andare alla fermata del bus che mi porterà allo start point.
Sono a Marina di Ragusa, incontro Inge e si parte. E si arriva, e sul come si arriva che prende corpo questa mia esperienza.
Gli ultimi 10 km sono una sofferenza ed una conquista, ho “combattuto” per ogni metro. Sono stato in lotta con il desiderio di fermarmi e mollare, con l’opportunità di giungere comunque ad un arrivo che si approssima e con la soddisfazione personale.
Evito di salire e scendere anche il più piccolo scalino, di piegarmi, di voltarmi. Ho lo sguardo fisso in avanti e tutto me stesso racconta la fatica di questa storia. Invito Inge ad andare e lei, pur avanzandomi di 15 metri, non smette di incitarmi, di prendermi un po’ in giro e resta con me. A fine giornata abbiamo percorso 54 km (da Marina di Ragusa, Scicli, Modica e ritorno) in 10 ore ad una velocità media di 5,4km/h, tutto qui.
Forse no. Qualcosa d’altro è successo. Abbiamo “rubato” dei melograni ed un loto, abbiamo cercato dei fichi e visitato ogni punto d’acqua incontrato. Inge ha trovato 10 cent e, dopo un paio d’ore, trovo anche io 10 cent e per raccoglierli, rischiando si spezzarmi in due, blocco 4 autovetture. Che ridere!
Oggi la mia presunzione è stata punita avendo compreso che la strada non fa sconti, che la devo conquistare e metabolizzare.
Ogni metro può avere il sapore di una carezza o di una martellata. Questa è la mia lezione di oggi. Arrivo a casa, Inge si offre di accompagnarmi, scendo dall’auto impiegando quasi un’eternità.
Faccio subito la doccia, anzi no. Prima disfo lo zainetto e rimetto tutto a posto. Ho i capezzoli in fiamme ma per fortuna passa presto.
Cerco di riposare ma ho inusuali brividi di freddo. Ho una vescica al piede destro all’altezza del metatarso. Durante questa giornata, non facile ma irrinunciabile, ho avuto il sostegno di chi si è ricordato di me.
Mi è bastata una telefonata, sentire una voce affettuosa e preoccupata ma incoraggiante ed indispensabile. Alla prossima.

10/11 ottobre 2015, sabato/domenica. Riposo

La camminata del 9 ottobre 2015, nei suoi parametri fondamentali
La camminata del 9 ottobre 2015, nei suoi parametri fondamentali
La camminata del 9 ottobre 2015, nei suoi parametri fondamentali

La camminata del 9 ottobre 2015, nei suoi parametri fondamentali

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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 02:20
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti

Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, nel suo lungo e lento percorso di avvicinamento alla 100 km del Passatore che egli è sempre più intenzionato a sperimentare alla luce delle sue nuove - entusiasmanti - esperienze ed anche del fatto che egli , man mano, vada acquistando fiducia nelle proprie possibilità. Ma nello stesso tempo, Salvatore si rende conto che deve lottare contro i principali nemici della determinazione e della "vision" diun simile progetto che sono la mancanza di volontà e la perdita di entusiasmo.
Ma anche il confronto con questi "diavoletti" interiori diventa bagaglio indispensabile dell'esperienza formativa per una camminata/corsa sulle lunghissime distanze, tenendo conto che, in un percorso parallelo, occorre forgiare verso una maggiore "resilienza", non solo il corpo, ma soprattutto la mente.
Vediamo di seguito i suoi progressi, così come le sue battute d'arresto o la sensazione di avere girato a vuoto, attraverso la lettura del suo pensoso diario giornaliero.
E siamo già entrati nel mese di ottobre: Salvatore Sulsenti si accorge, facendo un po' di conti che, dal 25 luglio 2014 (quando ha iniziato a camminare, ma ancora senza aver concepito il progetto del Passatore), ha già percorso quasi 4000 km. E non guasta, di tanto in tanto, fare un po' di bilanci e di conti, tanto per quantificare la grandiosità della propria impresa.
Un passo dopo l'altro si arriva veramente molto lontano, facendo nel frattempo tante piccole scoperte, alcune dele quali assolutamente imprevedibili. Casi di serendipity quotidiane, ma anche di un acuirsi del mondo dei sensi e delle percezioni di pari passo con il processo di adattamento corpo e mente ad una quotidiana fatica: "...ho camminato, ascoltando un mondo muoversi attorno a me".

Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti

28 settembre, lunedì, è corretto dire, in italiano, che il tempo è messo male ad indicare le avverse condizioni metereologiche? Dilemmi d’inizio settimana e di una giornata di riposo figlia della scarsa volontà personale. Ricevo la telefonata dell’officina ortopedica, le mie scarpe nuove sono arrivate e finalmente si camminerà sul serio. Con la telefonata il mio umore migliora nettamente e mi sento come quel bambino che riceve la bici nuova, solo che io di quel bambino potrei essere il nonno.

29 settembre martedì. Controllo il meteo per tutta la settimana, esito non incoraggiante. Pioggia in arrivo. Anche se mi sono convinto che camminare con condizioni avverse aiuti a migliorarmi sia fisicamente che interiormente [Esatto! Bisogna sperimentarsi nelle condizioni più avverse - NdR]. Mi decido e vado, sono le 16:30 ed inizio a muovermi con 31°, temperatura affatto spiacevole. Mi fermo alle 18,00 e mi spoglio delle vesti da lupo solitario per rimettere il “costume” da camminatore sociale fino alle 20:15.
Camminare in gruppo è come leggere uno spartito. Lo spartito è lo stesso ma la musica è diversa, ma sempre musica è.
Mi diverte assistere a questo concerto e partecipo anche ad un allungo con 4 compagni di merende, trascurando - ahimè - il resto del gruppo. Due “disertori”, Michele e Graziella (marito e moglie), hanno improvvisato un cake party (dolcetti al cocco e ciambelline fritte) ed acqua fresca (ma non era meglio un Passito di Pantelleria?).
Alla fine della camminata ho molto apprezzato la gentilezza dei miei due amici che hanno coccolato tutti. Camminare con l’ASD Siemu a Peri di Marina di Ragusa è anche questo.

30 settembre mercoledì mi lascio vincere dalle nefaste previsioni metereologiche e dalla mia scarsa volontà e riposo. Mi convinco che per migliorare i risultati delle mie “passeggiate” anche l’alimentazione debba fare la sua parte. In realtà, mi scopro quasi vegetariano e nella mia dispensa non mancano cereali integrali, legumi, semi di sesamo (per il Calcio), di lino (per l’Omega3), e, di rado, semi di zucca e girasole. Aggiungo, ma solo di tanto in tanto per via dell’elevato costo, le mandorle (ma anche noci, anacardi, arachidi).
Non manca sulla mia tavola frutta (soprattutto banane, ricche di potassio), yogurt (ai quali aggiungo crusca d’avena o di grano), minestroni, verdure fresche. Mi concedo due uova la settimana e formaggio quando ne ho voglia.
Quando ho un attacco di fame nervosa mi do alla soia (fagioli di soia gialla lasciata in ammollo per una notte, sbollentata per pochi minuti, lasciata a freddare in pentola, poi salata con sale allo iodio). La carne rossa e quella di maiale non la mangio da 8 o 9 mesi (fatte rarissime eccezioni). Solo di tanto in tanto carne di tacchino o pollo.
Cerco di prendermi cura del corpo e quando posso dell’anima. Oggi ho fatto un bilancio. Dal 25 luglio 2014 ad oggi, ho camminato per 310 giorni, per 663,55 ore, percorrendo 3983,5 km, perdendo più di 25 kg.
Ho camminato a ferragosto per 4 ore, ho camminato con 42° ed anche con 10°, ho camminato sotto la pioggia leggera e sotto un temporale, ho camminato con la grandine, che ti bagna meno della pioggia ma ti colpisce come con piccoli schiaffi.
Ho camminato ascoltando la mia musica e soprattutto ho camminato ascoltando un mondo muoversi intorno a me.

Ottobre 2015.

1° ottobre giovedì. Tempo incerto, piogge sparse sul territorio, camminata di stamani svanita. Secondo tentativo di uscita intorno alle 17 svanito. Terzo tentativo alle 20, niente da fare. Desisto nervosamente.

2 ottobre venerdì. Ricevo l’invito della signora Inge per una camminata di 10 ore per lunedì. Avrei voluto accettare subito ma rientro il lunedì sera da un viaggio e camminare per tutta la notte non è possibile. Martedì è la controproposta della signora Inge che devo rimandare a mercoledì. Aspetto una risposta e stiamo a vedere. Io camminare 10 ore insieme a chi ha corso in 4 edizioni del Passatore? Un onore ed un tributo di stima personale. La camminata si fa lunedì, anzi no. Rimando ulteriore a venerdì 9 c.m. e per me va bene.

3/4 ottobre. Tra sabato e domenica è tempo per un week-end in trasferta per una visita ai miei nipoti. Mi ripromettevo di camminare (il mio zainetto non mi abbandona mai) ma nulla da fare. Rientro a casa, doccia e qui faccio una scoperta tardiva. Il mio tappetino lo utilizzo al contrario (ormai da diversi mesi), cioè con le ventose rivolte verso l’alto. Sfrego i miei piedi su queste ventose. Un’azione che in realtà si rivela essere un prodigioso massaggio plantare. Mi prendo la briga di contare le ventose (durante la doccia, il ché non depone a mio favore) e sono ben 120 piccole dita che mi “solleticano energicamente” . Da consigliare.

 

 

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1 ottobre 2015 4 01 /10 /ottobre /2015 17:42
Quella che segue è la storia di un libro trovato casualmente lungo un Cammino di Elena Cifali. E' proprio vero che i libri vengono a noi e che sono loro a cercarci e ad attirare la nostra attenzione. Mai che accada al contrario, anche quando siamo certi al cento per cento di avere pilotato le nostre scelte, ci sbagliamo profondamente. Nulla accade per caso.

Quella che segue è la storia di un libro trovato casualmente lungo un Cammino di Elena Cifali. E' proprio vero che i libri vengono a noi e che sono loro a cercarci e ad attirare la nostra attenzione. Mai che accada al contrario, anche quando siamo certi al cento per cento di avere pilotato le nostre scelte, ci sbagliamo profondamente. Nulla accade per caso.

(Elena Cifali) Quando caricai lo zaino per partire decisi che nessun libro vi avrebbe preso posto.

La decisione fu insolita per me che ovunque vado mi faccio far compagnia da una buona lettura.

Eppure, stavolta no, lo zaino era già di per se troppo pesante e piuttosto che riempirlo avrei voluto svuotarlo d’un fardello che porto addosso da troppo tempo oramai.

Deciso, parto leggera!

Il Cammino per le Vie Storiche di Sicilia sarebbe dovuto essere un libro non scritto fatto delle storie di tutti coloro che vi avrebbero preso parte. La storia dell’amico ingegnere, quella della guida, del vigile urgano, della psicologa, del disoccupato, dello studente universitario, insomma, la storia la stavamo scrivendo noi.

Ma… c’è quasi sempre un “ma”!

Il Cammino ti dà ciò di cui hai bisogno

Il sole troppo caldo, il sudore che scorre, gli occhi abbagliati dalla luce, le gambe stanche, i piedi doloranti, 50 e 50 e 50 chilometri ancora da percorrere … è tutto così emozionante, tutto così fortemente stancante. Attraversiamo chiacchierando una strada di campagna, poche case, nessuna anima ad accoglierci. La terra rossa, arida, chiede pietà e implora acqua.

Sul ciglio della strada, tra sterco di mucca e tracce di pneumatici passati e diretti chissà dove, li vedo abbandonati malamente, uno sopra l’altro, come amanti insaziabili: i libri!

Potrebbe essere un miraggio, cosa ci fanno due vecchi libri in mezzo alla campagna?

Non lo saprò mai, ma so che il Cammino mi dà sempre ciò di cui ho bisogno.

Gli altri sono avanti, accanto a me solo Nino, il suo passo mi accompagna e la sua allegria mi conquista.

Mi chino, li raccolgo, li tocco, li rimetto in ordine, li spolvero, poveri libri. Chi può averli messi sul mio Cammino e perché? Non trovo risposta, trovo solo la voglia e il coraggio di portarli sulle mie spalle, dentro il mio zaino.

E diventano miei. Ancora una volta, l’ennesima volta, dei libri si sono fatti trovare sulla mia strada.

Tornando a casa li ripulisco senza riuscire a levare completamente l’odore di campagna, di vissuto, di vita che portano d’appresso, di passato che mai conoscerò.

Li tocco disegnandone i contorni, ne scelgo uno e inizio a leggere ….

Lo Stoppino che fumiga” di Cesare Zavoli.

L’autore avverte: è una storia triste, e coloro che la leggeranno ne trarranno un senso di pena per le vicende narrate. Storie di ragazzi tormentati nell’infanzia e nell’adolescenza malata, la storia di una maestrina e di un dottore sul finire del secondo conflitto mondiale. Storie d’amore e di solitudine, di dolcezza e amarezza, di contrasti, di violenza e di atti generosi.

Io credo, che nella mente dell’autore Lo stoppino che fumiga altro non sia se non la considerazione delle condizioni umane e patologiche che affliggono alcuni essere umani. Credo che sia la capacità di considerare che, nel corpo misero, esista anche una sensibilità difficile e chiusa e soprattutto un’anima che aspetta quel tanto di illuminazione e di redenzione che può venire solo dall’amore.

L’ho letto in pochi giorni, tra le mille cose da fare al ritorno d’un viaggio che mi ha dato molto più di quanto potessi aspettarmi. L’ho letto con la consapevolezza che ciò che inizia molto spesso non finisce mai, con l’illusione di essermi portata dietro per sempre la gioia di quei gironi, la spensieratezza, il ricordo della fatica, la contaminazione dell’anima e del corpo.

A questo proposito mi tornano alla mente le parole del “mio ragazzo” Manfredi, un uomo che ho tanto amato e che continuo ad amare nel silenzio indolore e tombale che purtroppo lo avvolge:

“Nulla è per caso”. Già, caro Manfredi, nulla è per caso …

Cesare Zavoli. Lo stoppino che fumiga. Racconto di scuola triste, Marzagalli, 1962

Location: Scheveningen north-beach, early morning, 21 July 2011. Music: Vienna Blue, by Doc & Lena Selyanina.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

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Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
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