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1 agosto 2015 6 01 /08 /agosto /2015 18:33
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La settima tappa da Torres del Rio a Logroño. Vengono a galla le paure, ma l'essenziale è invisibile agli occhi

(Emanuela Pagan, 31 luglio 2015) Ecco che si presentano. Tutte insieme. Le mie paure. Le aspettavo, ma non così presto. Avranno sicuramente preso forza dal cielo grigio. I tuoni minacciosi hanno dato loro la voce. Logroño mi spaventa.

Dall'alto della collina mi appare enorme. Ci sono addirittura i grattacieli. Sento di perdermi dopo tutte queste strade tranquille e questi piccoli paesi a misura umana. Qui divento una formica.

L'apprensione viene mitigata dalla gentilezza della signora dell'ostello. Parla anche italiano. Qui l'inglese non lo conosce nessuno. Da quando sono partita mi sto esprimendo in francese, inglese e italiano, uccidendone le grammatiche. Comunque mi capiscono.

Riesco ad allenarmi in piscina. Hanno un centro sportivo enorme e poco frequentato. Non mi sembra vero e 60 vasche scivolano via senza pensieri.

Non mi fermerò più in una grande città. Non trovo un ristorante aperto. Spagnoli tristi persi dietro una sigaretta riempiono le strade. Mangio in ostello con dei francesi. Non si capiscono neanche fra di loro. Ingerisco tortilla come se fossi in carestia. Non sapevo che questo cibo balla la notte nello stomaco.

Le paure me le mangio a colazione, ma qui è sera tardi.

Un bimbo piange fuori disperato. Sarà sicuramente colpa di una tortilla.

Mi scrivono di crederci. Ripenso al piccolo principe, una delle mie storie preferite. L'essenziale è invisibile agli occhi. L'ho usata questa frase, una volta, come premessa a dei racconti. Questo sogno non sarà divorato dalle mie paure.

Appena digerisco le tortilla me le mangio.
Ci credo troppo. Santiago è già nel mio cuore.

Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La settima tappa da Torres del Rio a Logroño. Vengono a galla le paure, ma l'essenziale è invisibile agli occhi
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La settima tappa da Torres del Rio a Logroño. Vengono a galla le paure, ma l'essenziale è invisibile agli occhiEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La settima tappa da Torres del Rio a Logroño. Vengono a galla le paure, ma l'essenziale è invisibile agli occhiEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La settima tappa da Torres del Rio a Logroño. Vengono a galla le paure, ma l'essenziale è invisibile agli occhi

Logroño, in italiano Logrogno, è un comune spagnolo di 150.071 abitanti, capoluogo della comunità autonoma di La Rioja, la seconda più piccola delle 17 regioni spagnole.
La città, bagnata dal fiume Ebro, ospita quasi la metà della popolazione dell'intera regione. Situata nel nord della Spagna, è stata storicamente un luogo di passaggio e di frontiera, ed è ancor oggi un punto d'incontro, di riferimento ed incrocio di strade.
La via più famosa, il Cammino di Santiago di Compostela, porta alla scoperta di Logrogno i pellegrini di paesi lontani. La città è stata disputata tra gli antichi regni della Penisola Iberica durante il Medio Evo, e nell'ultimo secolo, ha sperimentato una crescita demografica lenta ma significativa rispetto alle popolazioni vicine, provocata principalmente dai movimenti migratori da altre province (comarche) della regione. È la capitale gastronomica spagnola dal 2012.

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31 luglio 2015 5 31 /07 /luglio /2015 16:49
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi
Franco Michieli e la Vocazione di Perdersi

La meritevole ed interessante collana "Piccola filosofia di viaggio" (Ediciclo) ha invitato Franco Michieli, geografo ed esploratore, giornalista-scrittore e camminatore, oltre che Guida di Cammini, da alcuni definito come "L'esploratore senza bussola", a raccontare come perdersi e imboccare una strada imprevista sia un buon modo per rinnovarsi. Tutto cambia se si impara a leggere la natura. Non solo si recupera le capacità di orientamento, ma si trova anche quella dimensione spirituale che scaturisce da questa straordinaria esperienza.
E quello che è sintetizzato in queste poche righe si potrà leggere nel piccolo volume edito da Ediciclo, La vocazione di perdersi. Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti.

La vocazione di perdersi. Franco Michieli accompagna cammini per la Compagnia dei Cammini, con lo stile che lo ha reso unico: insegnando a perdersi. Da 20 anni a questa parte, Michieli ha elaborato una filosofia dell’andare in montagna, basata sul valore di non usare strumenti come mappe, bussole, gps, orologi, per ritrovare quello spirito interiore atavico di orientamento, fatto di intuizioni e di capacità di lettura del paesaggio, del sole, degli astri, ecc.
Se ci appoggiamo sempre a mappe e strumenti elettronici, non guardiamo con attenzione la realtà: questo Michieli lo imparò da giovane, quando a venti anni con un amico attraversò la Sardegna a piedi da costa a costa, seguendo una descrizione imprecisa tratta da una nota rivista.
Dopo essersi persi varie volte, furono costretti a osservare il paesaggio fatto di valli parallele, dorsali, e trovando una geometria in un andamento apparentemente casuale.
Da quel momento Michieli ha affinato la tecnica, ha attraversato le grandi tundre nordiche, come l'Islanda o la Lapponia, con questo stile.

Nel libretto pubblicato da Ediciclo, Michieli riesce a costruire un piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti, su come perdersi, sul piacere di perdersi per imparare, metafora anche della vita e della crescita personale. E lo fa con un racconto leggero, fatto di considerazioni profonde alternate a racconti di esperienze vissute, come quella in Sardegna o quella di quando in Lapponia dovevano trovare un villaggio dopo giorni e giorni di cammino fuori sentiero nel grande vuoto, e alla fine come per magia il villaggio era proprio lì, dietro una collina, nella notte con tutte le luci illuminate, quasi ci fosse una capacità sconosciuta a guidare gli uomini verso la loro meta. La nostra società ci ha trasmesso la paura di perderci, e ci riempie di strumenti per evitare anche il minimo spaesamento, Franco Michieli invece ci insegna che in cammino come nella vita perdersi è l’unico modo vero per crescere, per imparare, perché la natura vera, non addomesticata, come la vita vera, piena di imprevisti, sono la strada che i viandanti come noi devono percorrere. Come disse Robert Frost, “...due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso”.

La Vocazione di Perdersi. Piccolo saggio su come le Vie trovano i Viandanti (Ediciclo). Autore: Franco Michieli(presentazione del volume nel sito web Ediciclo) Cosa accade quando si lascia temporaneamente il mondo organizzato dall’uomo per affidarsi ai
suggerimenti, visibili e invisibili, offerti dalla natura stessa? 
La riflessione e i racconti di un esperto che nelle sue avventure ha cercato la via in territori selvaggi e solitari.
Franco Michieli è geografo, esploratore di montagne, guida e giornalista-scrittore. Ha imparato a muoversi sulla terra orientandosi senza tecnologie, come gli animali migratori.
Perdersi, o deviare rispetto a un percorso sperimentato,è la tecnica utilizzata dalla natura per evolversi. Anche in campo culturale molte novità e scoperte avvengono perché deviando da una tradizione ci si imbatte per caso in qualcosa di nuovo che si rivela interessante. Cristoforo
Colombo ha trovato l’America mentre cercava l’Asia. Fin dalle sue prime traversate in montagna, Franco Michieli ha scoperto che accettare un mondo in cui ci si può perdere e dove si può finire su una strada imprevista e sconosciuta è un buon modo per rinnovarsi. Andare in natura è il modo più universale, a portata di mano, per distogliersi saltuariamente da troppe false sicurezze e vie prestabilite e mettere alla prova di persona il comportamento del mondo. In realtà, finché seguiamo itinerari preconfezionati o ben segnalati, non abbiamo modo di sapere cosa accadrebbe se la via la cercassimo leggendo la sola natura. Tutto cambia se teniamo la rotta interpretando le forme del territorio così come ci si presentano, osservando i movimenti apparenti del sole e della luna, decifrando il reticolo fluviale, navigando nella nebbia secondo la direzione del vento, e molto altro. Questo piccolo saggio non indaga solo come recuperare le capacità naturali di orientamento dei nostri antenati, ma anche la dimensione spirituale che nasce da questa straordinaria e dimenticata esperienza.

 

Perdersi per ritrovare se stessi, riappropriandosi di un corpo di conoscenze perdute ma che in un certo senso sono ataviche, quasi scritte nel nostro DNA di uomini un tempo nomadi: è il messaggio che Franco Michieli ci ha portato con la presentazione del suo ultimo libro, "La vocazione di perdersi" (Ediciclo, 2015), al 63° Trento Film Festival. Intervista di Andrea BianchiRiprese e montaggio: Andrea Monticelli.

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31 luglio 2015 5 31 /07 /luglio /2015 05:28
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La 6^ tappa da Villamayor de Monjardin a Torres del Rio: Santiago è un sogno
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La 6^ tappa da Villamayor de Monjardin a Torres del Rio: Santiago è un sognoEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La 6^ tappa da Villamayor de Monjardin a Torres del Rio: Santiago è un sogno
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. La 6^ tappa da Villamayor de Monjardin a Torres del Rio: Santiago è un sogno

(Emanuela Pagan, 30 luglio 2015) Pioggerellina sottile scende a cadenzare i passi. Non dà fastidio. I pellegrini sembrano tante lumache colorate con il loro zaino avvolto nella mantella.

L'umore delle persone è sempre ottimo, una ragazza mi sorpassa cantando.

Non dura molto la pioggia. Il cielo diviene blu scuro. Delle nuvole si riversano sul monte vicino. Sembra una soffice cascata bianca impalpabile. Travolge tutto nella sua lentezza, anche il monumento costruito sulla cima.

Santiago è un sogno. Qualcuno me lo ha raccontato, perché non percorre il cammino per la prima volta. Ogni volta che me ne parlano sento un brivido.

Ci penso. In mezzo a qualche chilometro. Visualizzo come potrebbe essere. Come l'arrivo di una maratona. Poi sarà ineguagliabile, come il traguardo dei 42.195m, troppo agognato per poterselo dimenticare, troppo breve per poterlo esprimere.

Passo per Los Arcos. Per me è diventato impossibile resistere alle tortilla. La ricetta è semplice. Penso che ne farò a tonnellate se torno in Italia.

Le chiese all'interno sono barocche e sfarzose. Molto oro e innumerevoli dettagli. Dopo il primo incanto, si perde la vista del singolo. Bisogna separare l'insieme per apprezzare la statua della Madonna. È rappresentata come un'orientale.

All'esterno la pioggia è ancora incerta.

La tappa è breve oggi. Si rifiata perché Santiago è ancora distante. Non è una gara. Voglio portare le mie gambe e i miei piedi sani all'arrivo in quella piazza.

Torres del Rio è un paese piccolo, la tienda apre solo poche ore al pomeriggio.
Mi concedo il lusso di un albergo. Mi stupisco ad apprezzare un asciugamano e un letto con le lenzuola. Avere una doccia e un bagno a mia disposizione mi sembra incredibile. Dalla terrazzina si vede la luna. La cena è stata in compagnia, i sogni saranno solitari. Sorrido pensando che stanotte non dovrò nascondermi nel sacco lenzuolo mentre scrivo per non disturbare con la luce del tablet.

Torres del Rio, meta finale della sesta tappa di Emanuela è un piccolo borgo di 172 abitanti
Torres del Rio, meta finale della sesta tappa di Emanuela è un piccolo borgo di 172 abitanti
Torres del Rio, meta finale della sesta tappa di Emanuela è un piccolo borgo di 172 abitanti

Torres del Rio, meta finale della sesta tappa di Emanuela è un piccolo borgo di 172 abitanti

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30 luglio 2015 4 30 /07 /luglio /2015 11:50
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisce
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisceEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisce
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisceEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisce
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisceEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisceEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisce

(Emanuela Pagan, 29 luglio 2015) Farfalle colorate attraversano la strada mentre covoni sono depositati come totem nei campi dalla terra rossa.

Si entra nella zona dei vigneti. Sono bassi. Il vino è inserito pure in una fonte appositamente allestita per il pellegrino. Dissetarsi è d'obbligo in una giornata calda spazzata dal vento che porta via la temperatura.

Ho lasciato la reflex a casa. Pesava troppo. Ho una compatta discreta, ma devo ammettere che faccio fatica a fotografare. Immagazzino nella mia mente mille immagini. Le gusto con gli occhi, le fisso a un ricordo. Restano appese come tanti quadri esposti in una bella stanza.

Santiago è lontana.

Ho lasciato il mio mondo fuori da questo viaggio per entrare nel mondo e mi rendo conto che sarà difficilissimo tornare alla mia quotidianità. Qui vivo senza tempo, l'unico riferimento è lo spazio. È questo che guarisce. Da ogni amarezza della vita. Possono passare molteplici secondi, ma se si resta fermi nel punto in cui si piange, le lacrime scaveranno un pozzo.

Camminando ogni paese, prima lontano puntino, diviene reale.

Il primo che incontro, Cirauqui, è molto caratteristico con le sue case in pietra tutte disposte in salita.

Estellea ha una chiesa dalla pianta irregolare perché posta su una collina. Il suo chiostro antico è incantevole e pieno di rose dalle sfumature ricercate. Il resto della città è caotico e a tratti fatiscente. Meglio la via che risale sulle dolci colline.

Il vento stasera chiama le nuvole. Finisce un'altra giornata. I pellegrini si coricano molto presto. Fuori c'è ancora luce, ma la stanchezza la ignora.

Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago (5^ tappa). Da Mañeru a Villamayor de Monjardin: lo spazio che guarisce

La tappa di Emanuela del 29.07.2015 si è snodata da Mañeru a Villamayor de Monjardin, sempre attraverso la comunità autonoma della Navarra, alle soglie della Meseta, con l'attraversamento di piccoli borghi antichi. Per esempio Cirauqui, da lei citato, ha una popolazione di poco più di 500 abitanti, mentre Villamayor de Monjardin, dominata da un antico castello posto sulla cima di un colle poco distante dal borgo, ha appena 134 abitanti. Il borgo di partenza Mañeru ne ha invece poco meno di 400.
E' facile dunque essere dominati dalla sensazione della solitudine, mentre si attraversano questi territori, in compagnia spesso solo del vento, in cui è lo "spazio" quasi senza tempo l'elemento dominante.

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30 luglio 2015 4 30 /07 /luglio /2015 05:11
Le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina 2015 (edizione Zero). Tutto pronto per un cammino a tappe che ha tutti i numeri per diventare un classico

Tutto pronto per il cammino in più giorni "Le vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina", organizzato da "Lalinearetta Sort ed Eventi": un viaggio a piedi da Cefalù a Taormina, suddiviso in cinque tappe che prenderà l'avvio il 26 agosto, per concludersi nella serata del 30 agosto 2015.

L’evento è da considerarsi una “edizione zero” ed è affidato agli ultramaratoneti Vincenzo Ferro ed Elena Cifali, che si avvarranno della partecipazione di tutti coloro che desidereranno accompagnarli per una, più tappe o per l’intero itinerario.Queste, nel dettaglio le tappe:

1° tappa: 26 agosto: Cefalù – Piano Battaglia km 39
2° tappa: 27 agosto: Piano Battaglia – Sperlinga km 49
3° tappa: 28 agosto: Sperlinga – Troina km 30
4° tappa: 29 agosto: Troina – Randazzo km 44
5° tappa: 30 agosto: Randazzo – Taormina km 45

Partecipazione. Chiunque intenda partecipare può farlo a singole tappe o per l’intero itinerario, compilando l’apposito modulo di iscrizione insieme alla liberatoria (scaricabile dal sito lalinearetta-overblog.it) ed inviando il tutto a lalinearettasporteventi@gmail.com entro il 17 agosto 2015.

Costi, assicurazioni e sicurezza. Durante il cammino i partecipanti saranno accompagnati da Gregorio Chiarenza, guida AIGAE - Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. Pertanto è stato concordato un piccolo contributo per ogni singola tappa pari a € 3,00 da versare direttamente alla partenza della stessa.
Non sono previsti altri costi di partecipazione, ma ognuno è invitato a fare una libera donazione in favore delle Onlus che aderiscono al progetto.
Organizzazione. La partecipazione all’evento è libera e aperta ai soli maggiorenni.
In considerazione del fatto che tutte le tappe coprono una distanza media di circa 45 km, da percorrere in un tempo massimo di circa 10 ore, si sconsiglia la partecipazione a chi non possiede una adeguata preparazione fisica.
Il Cammino è autogestito, non è prevista alcuna pianificazione e/o logistica per quanto concerne le soste per alimentarsi nè per gli spostamenti pre e post tappa.
L’itinerario prevede l’attraversamento di numerosi paesi e località abitate, per cui sarà possibile a proprie cure e spese acquistare generi alimentari e provvedere a tutto ciò che concerne la gestione personale del cibo stabilendo autonomamente quanto e quando mangiare e bere.
Si consiglia di munirsi di scarpe e capi di abbigliamento adatti ai lunghi spostamenti, leggeri e comodi. Si consiglia l’uso di zaini tecnici con ricambio e tutto l'occorrente per le prime necessità, nonchè adeguata scorta d’acqua.
I partecipanti dovranno provvedere personalmente all’eventuale sistemazione per la notte e agli spostamenti che riterranno di non voler percorrere a piedi. Tuttavia, con appositi comunicati si indicheranno le strutture disponibili per i pernottamenti, che ogni partecipante dovrà contattare e prenotare autonomamente.
Non è previsto nessun tipo di assistenza da parte di terze persone estranee al Cammino.
Si informa sin d’ora che saranno effettuate esclusivamente brevi soste tecniche durante il percorso, quando più se ne sentirà l’esigenza, e che le partenze delle singole tappe sono previste alle ore 6:00 am con arrivo a destinazione il pomeriggio della stessa giornata entro le ore 18:00.

Le cinque tappe
Le cinque tappe
Le cinque tappe
Le cinque tappe
Le cinque tappe

Le cinque tappe

Un viaggio a piedi in lungo e largo calpestando secoli di storia attraverso Regie Trazzere.
È la nuova avventura proposta da Lalinearetta per Vincenzo Ferro ed Elena Cifali che inizierà il 26 agosto 2015 da Cefalù e si concluderà il 30 agosto a Taormina, seguendo un itinerario da loro stessi studiato.
Due città, due mari, due culture uniti da Lalinearetta con il cammino per le cosiddette “Regie Trazzere”…. in mezzo svariati paesaggi e tanta storia da riscoprire e valorizzare.
Enzo e Elena, sostenuti dal Comune di Nicolosi e dal Parco dell'Etna, saranno anche Testimonial della Lega IBISCUS Onlus di Catania, Lega per la ricerca ed il trattamento dei tumori infantili e di ASLTI Liberi di Crescere Onlus di Palermo, Associazione siciliana leucemie e tumori dell'infanzia – al fine di promuovere una raccolta fondi e creare una rete di solidarietà che faccia cerchio attorno a tutti quei bambini meno fortunati dare sostegno alle loro famiglie, cosicchè nessuno si senta mai solo e abbandonato.
Per questo evento Lalinearetta collaborerà con l’Associazione di Volontariato “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”.

Le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina 2015 (edizione Zero). Tutto pronto per un cammino a tappe che ha tutti i numeri per diventare un classico
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29 luglio 2015 3 29 /07 /luglio /2015 03:07

Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas

Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Cizur Menor a Maneru (4^ tappa). Ci sono storie che vanno raccontate

(Emanuela Pagan) Ci sono storie che vanno raccontate con un sospiro perché, se scritte troppo forti, il vento se le porta via.

Le raccontano i girasoli in un campo a pochi chilometri da Cizur Menor, mentre passano i pellegrini.

La salita porta all'Alto del Perdòn. Questo è il posto dove il vento incontra le stelle. Salendo qui i peccati sono perdonati fino alla fine del cammino.

Il vento qui si trasforma in energia costituendo un grande parco eolico.

Le stelle stavano dormendo, ma sicuramente questa notte, al loro risveglio, incontreranno il vento.

La discesa è la giusta penitenza per i peccati commessi: ripida e sassosa.

A Uterga cucinano un'ottima tortilla. Il paradiso guadagnato è giunto a tavola.

Il sole vuole darsi importanza, imbrunendo la pelle dei camminatori.

Puente la Reina è in festa.

Gli abitanti sono tutti vestiti di bianco con un fazzoletto rosso. Brindano e mangiano su tavolate buttate nell'ombra della via.

Da queste parti liberano i tori, decido cautamente di lasciare la città attraversando il famoso ponte romanico dove vivaci bambini si sono improvvisati doganieri e fanno scoppiare petardi.

Mi fermo in un piccolo paese carino e ospitale. L'unico albergue offre una cena spagnola che consumo con una coppia di francesi, un'austriaca e un'italiana.

L'ostello è dotato di una corte dove i vestiti si asciugano al vento. Guardo in alto, attendo l'accendersi della prima stella immaginando come sarà abbracciata dal vento.

L'Alto del Perdón è un'altura di circa 735 metri s.l.m. situata lungo la via francese del cammino di Santiago. Si trova al centro dell'omonima sierra nel comune di Zizur Mayor, appartenente alla provincia autonoma della Navarra, a circa 13 km da Pamplona e 10 km da Puente la Reina.
Sulla sommità dell'Alto sono poste circa 40 pale eoliche, che sfruttano il notevole vento della zona, e uno dei più particolari monumenti al pellegrino posti lungo il Cammino.
Questo monumento, eretto nel 1996 dagli Amici del Cammino di Navarra, reca incisa la frase Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas (Dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle), che richiama sia il costante vento che soffia sulla collina sia la leggenda del ritrovamento della tomba dell'apostolo Giacomo (indicata appunto da una stella all'eremita Pelayo nell'813).

Puente la Reina è il luogo in cui di congiungono il Camino Francés, che arriva dal Passo di Roncisvalle, ed il Camino Aragonés che è la strada attraverso il Passo del Somport. Al punto di congiunzione tra questi due percorsi che portano a Santiago de Compostela, sito all'ingresso del paese si trova un "Monumento al Peregrino", che reca l'iscrizione: «Y desde aquí todos los Caminos a Santiago se hacen uno solo» ("da questo punto tutti i cammini per Santiago diventano uno solo").

Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Cizur Menor a Maneru (4^ tappa). Ci sono storie che vanno raccontate
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Cizur Menor a Maneru (4^ tappa). Ci sono storie che vanno raccontateEmanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Cizur Menor a Maneru (4^ tappa). Ci sono storie che vanno raccontate
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28 luglio 2015 2 28 /07 /luglio /2015 05:55
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Larrasoaña a Cizur Menor (3^ tappa)
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Larrasoaña a Cizur Menor (3^ tappa)

(Emanuela Pagan) Questa mattina le nuvole grigie impensierivano i pellegrini durante il cammino verso Pamplona.

Non tutte le promesse vengono mantenute, neanche le nuvole ce la fanno. Niente pioggia oggi. Solo un vento che toglieva forza al sole.

Si arriva a Pamplona accompagnati dal Rio Argo, attraversandolo più volte grazie ai suoi antichi ponti di pietra.

Ero giunta in questa città in aereo in una notte illuminata dalle stelle e l'avevo lasciata la mattina presto ancora addormentata e silente.

Ritrovarla all'ora di pranzo, dopo ore di cammino in cui i pensieri erano i rumori più forti, è stato frastornante.

Le sue vie piene di vita di gente mi hanno disorientato.

Mi son resa conto che non avrei avuto la concentrazione e l'energia necessaria per godermi eventuali musei. Senza considerare che ormai sono una cosa sola con lo zainetto da trail a cui ho dato anche la funzione di stendino per la biancheria. Ho quindi rifiatato in un bar mangiando una tortilla e bevendo una spremuta d'arancia. Bisogna alimentarsi e prendere vitamine, il cammino è appena iniziato.

In alcuni tratti di strada il pensiero di tutti i chilometri ancora da fare mi ha fatto sentire più stanca. Ho applicato gli insegnamenti dei miei amici del triathlon. Mi sono concentrata sul respiro.

Se si pensa alla vita nella sua lunghezza può sorgere un senso di vertigine, ma gli attimi vanno vissuti uno alla volta.

Non penserò più ai chilometri che mancano, ma solo al singolo passo.

Accanto a un'antica chiesa del 1200 trovo anche una piscina.

La giornata termina con un tuffo e risate al cielo.

Le cene degli italiani saranno chiassose, ma restano le più prelibate.

Questo cronaca riguarda la terza tappa del Cammino di Santiago, con un percorso da Larrasoaña a Cizur Menor, passando da Pamplona 4 km prima. 
Cizur Menor è sede di un famoso e frequentato Ostello gestito dall'Ordine per i Pellegrini del cammino di Santiago di Compostela

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27 luglio 2015 1 27 /07 /luglio /2015 05:59
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)

(Emanuela Pagan) Chilometri facili lungo le strade collinari alle pendici dei Pirenei. Piccoli paesi appaiono dopo salite e discese. Poche case ordinate, bianche con i bordi delle finestre colorati.

Si capisce perché Hemingway ha trovato a Burguete il tempo di scrivere in pace.

Il rio Arga è un toccasana per i piedi. Libellule e farfalle blu volano a pelo d'acqua sotto il ponte de la rabia.

Ancora qualche chilometro e appare Larrasoaña. Un fiume attraversato da un ponte medievale e la vita che scorre lenta e tranquilla.

Mi sembra di essere partita da un mese, tanto lontana mi appare la quotidianità del passato.

Oggi ho trovato dei compagni di cammino connazionali. Ognuno con la sua storia. Un obiettivo comune per sconfiggere le ombre del passato.

Mi rilasso con una spaghettata preparata da un italiano e, quindi, al dente.

Guardo la luna e penso al portafortuna che mi è arrivato il giorno della partenza. Sta portando un gran bene. L'energia dentro di me viene da tutte le persone che mi stanno pensando da casa e mi vogliono bene. Il loro pensiero mi accompagna in questo viaggio.

 

Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Da Roncisvalle a Larrasoaña (2^ tappa)
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27 luglio 2015 1 27 /07 /luglio /2015 01:15
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. Liberta assoluta tra i Pirenei (1^ tappa)

(Emanuela Pagan) Cadono piccole gocce d'acqua mentre l'autobus mi porta da Pamplona a st. Jean pied de port, la partenza del cammino.

Chiudo gli occhi perché non mi importa. L'acqua non può far male. Sorrido pensando a quelli che mi davano per arrostita a causa del caldo.

Nella città dalle intatte caratteristiche medievali mi aspetta il sole. Non forte, ma giusto per dare volume ai monti che circondano il pellegrino nel suo cammino verso il confine tra Francia e Spagna.

Quando scrivono sulla guida che le mucche saranno sulla strada è assolutamente vero. Adagiate e con nessuna intenzione di lasciare il passaggio.

Per fortuna, in quel frangente trovo un newyorkese e una spagnola.

L'americano, per non sfatare il mito che tutti i suoi connazionali sono un po' cowboy, passa dimostrando freddezza e indifferenza tra i musi delle mucche ruminanti.

Io mi accodo calcolando che avrò mangiato sicuramente meno hamburger di lui e quindi, se le mucche se la devono prendere con qualcuno, non sarò io la prima.

La spagnola segue dopo essere stata ferma venti minuti ad aspettare qualcuno di più impavido.

Parlo con tutti lungo la strada. Chiedo da dove vengono e dove vogliono arrivare. C'è il mondo su queste strade che va tutto nella stessa direzione. Un miraggio lungo più di 700 chilometri, 774 scrivono.
Tengo il mio passo, perché i miei pensieri viaggiano da soli.

La strada è ben indicata. Spazi immensi in cui pecore e cavalli sono liberi. Puntini bianchi lontani che si animano quando la distanza diminuisce. Gli avvoltoi sono sopra la testa, qui il cielo si tocca con un dito.

L'ultimo tratto è dentro il bosco. Alberi da tronchi sottili che buttano avanti la pancia. Tra gocce di sole spunta Roncesvalles con la sua chiesa gotica.

Sorrido pensando all'addetto a Saint-Jean-Pied-de-Port che mi aveva sconsigliato di partire perché secondo lui era troppo tardi. Volevo spiegargli che ero una maratoneta, ma non volevo preoccuparlo.

Prendo sonno tra stranieri e italiani su un letto a castello privato della sua scala.

Intanto fuori la luna gioca a nascondino con le nuvole.

Saint-Jean-Pied-de-Port (in lingua basca: Donibane-Garazi) è un comune francese di 1.718 abitanti situato nel dipartimento dei Pirenei Atlantici nella regione dell'Aquitania.  Questa località è considerato il punto di partenza del Camino Francés del Cammino di Santiago di Compostela.  È considerata la capitale dell'antica regione storica basca della Bassa Navarra.  Il sito originario della cittadina era diverso da quello attuale, e si trovava nei pressi del villaggio di Saint-Jean-le-Vieux, e fu raso al suolo nel 1177 dalle truppe di Riccardo Cuordileone.

Saint-Jean-Pied-de-Port (in lingua basca: Donibane-Garazi) è un comune francese di 1.718 abitanti situato nel dipartimento dei Pirenei Atlantici nella regione dell'Aquitania. Questa località è considerato il punto di partenza del Camino Francés del Cammino di Santiago di Compostela. È considerata la capitale dell'antica regione storica basca della Bassa Navarra. Il sito originario della cittadina era diverso da quello attuale, e si trovava nei pressi del villaggio di Saint-Jean-le-Vieux, e fu raso al suolo nel 1177 dalle truppe di Riccardo Cuordileone.

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21 luglio 2015 2 21 /07 /luglio /2015 06:51

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi. A piedi da Milano a Bari, Laterza, Bari 2015Alcide Pierantozzi, un giovane scrittore emergente con la passione del trekking, ha scritto un resoconto di viaggio a piedi che racconta la sua personale esperienza, Tutte le strade portano a noi. A piedi da Milano a Bari (Laterza, 2015).
Dalle foto sul web appare un uomo che tiene molto al suo look, e dal testo si capisce che appartiene alla Milano intellettuale, ha studiato filosofia teoretica e contemporaneamente ama i vestiti firmati e frequentare attori, cantanti e figli di attori famosi, anche se le sue origini, natali e letterarie, stanno tutte nella vita contadina dei nonni abruzzesi.
Il suo libro è l’ennesimo cammino in cui un "non camminatore" si misura con una esperienza per lui strana, come è stato nel suo caso andare a piedi da Milano a Bari, seguendo la via Francigena, con tutte le avventure e disavventure del caso.
Pierantozzi scrive con ironia e sarcasmo, mischia realtà e finzione, racconta insieme al suo cammino la vita dei nonni e della sua infanzia in Abruzzo, crea poesia sulla vita rurale, gioca con gli strafalcioni di italiano della nonna.
Non si troverà scritto che, lungo il cammino, Pierantozzi abbia avuto un'illuminazione spirituale, è un viaggio profano e dissacrante il suo, ma indubbiamente il cammino lo ha colpito, Alcide (o Arcito, come lo chiamava la nonna) arriva alla fine del suo cammino, e ci arriva in qualche modo cambiato, toccato.
Anche se a metà del cammino con grande sincerità scrive: “Elena mi dice che un osso del mio ginocchio sporge un po’ all’infuori e io ne rimango sconcertato. E comunque, se l’affinità tra noi due è evidente nell’ossessione per il fisico, non c’è nessuna comunanza di percezione rispetto all’ambiente. Elena è voluttuosamente rapita dal paesaggio; io, invece, non provo nulla. Ogni tot di chilometri siedo su un masso, bevendo acqua di cocco all’ananas e grattandomi la testa. Un profumo di menta selvatica fluttua su di me, scricchiolii misteriosi fluttuano lungo le rocce e dovrebbero farmi sentire perfettamente a mio agio, come una nota musicale persa e appena rientrata nello spartito. Ma va’, non scatta nulla. Mi spremo l’anima e non sento nulla”.
Durante il cammino Arcito ci diverte giocando sulle contraddizioni della via Francigena, un cammino che è rinato tentando di dar vita a una accoglienza e a cerimonie che realmente non le appartengono più da secoli.
Ecco il divertente episodio della lavanda dei piedi, di cui Pierantozzi non ci dice realmente dove è avvenuto, inventandosi il nome di un rifugio e di una confraternita inesistenti:
Non appena arriviamo una signora timorata di Dio si profonde in saluti cerimoniosi, quindi ci dice di toglierci le scarpe mentre versa da una brocca una gran quantità d’acqua benedetta dentro una bacinella – di plastica azzurra come quella usata da mia nonna per fare il bagno al cane. Romina retrocede nell’istante stesso in cui la donna immerge una mano nell’acqua per saggiarne la temperatura. “Io nun me la sento di famme lavà i pedi”, farfuglia sottovoce.
“Men che mai io!”, esplode a gran voce Elena. Guarda tu che strano. A questo punto informa la signora che abbiamo anche una macchina di scorta, con i bagagli dentro. Al che quella tira la mano fuori dall’acqua e, fremendo d’indignazione, ci guarda con aria disgustata. “Noi non ospitiamo i camminatori senza carico sulle spalle”, risponde gelida, “è poco rispettoso per chi crede davvero nello spirito del pellegrinaggio
”.
E' una lettura consigliata a chi ama i giovani scrittori trentenni emergenti e che vuole proprio vedere cosa succede a uno di loro se si mette in cammino, quali emozioni il Camminare è capace di tirar fuori, mentre nello stesso tempo si diverte nel confronto con le contraddizioni della Francigena.

Ecco cosa dice il risguardo di copertina. È un fatto piuttosto frequente che un camminatore desideri accorciare il percorso. Non fatelo. Da questo viaggio ho imparato che ogni decisione presa per arrivare prima vi farà solo arrivare più tardi. "Mi sono messo in testa di percorrere la via Francigena a piedi con un gruppo di amici: quarantacinque giorni tra boschi secolari, valli disabitate e borghi suggestivi. Nella repentina decisione di attraversare l'Italia lungo le strade che vanno dal Gran San Bernardo a Roma e da Roma alla Puglia non ho fatto che richiamarmi al principio secondo il quale "camminando ci penserò". A cosa? A tutto più o meno: lavoro, costumi, pochissima politica e piaceri. Mentre mi chiedo se davvero camminare apra la mente e vivifichi lo spirito, non mancano appuntamenti pianificati e incontri "accidentali come in ogni on the road che si rispetti: contadini centenari e giovani che hanno scelto di vivere da eremiti, rockstar e artisti, ecclesiasti intransigenti e loschi malavitosi. Lungo la strada germogliano storie antichissime e struggenti che ci parlano da vicino, troppo conosciute da ognuno di noi per essere declinate al singolare".

Sull'autore. Alcide Pierantozzi ha esordito con il romanzo Uno in diviso (Hacca 2006), molto apprezzato da critica e pubblico, da cui è stata tratta la graphic novel omonima (Tunué 2013). Ha scritto per Rizzoli i romanzi L’uomo e il suo amore e Ivan il terribile. Nel 2012 ha partecipato all’antologia Le cose cambiano (Isbn-Corriere della Sera), progetto contro il bullismo e l’omofobia. Scrive sceneggiature per il cinema e suoi articoli sono apparsi su “Rolling Stone” e sul “Corriere della Sera”.

Alcide Pierantozzi (dal web)

Alcide Pierantozzi (dal web)

Il viaggio è stato seguito dal social network italiano Jobyourlife creato da Andrea De Sprit, uno dei protagonisti del cammino, che aiuta a trovare un lavoro.

L’esperienza è stata documentata Qui e confluirà anche in un dvd.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

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Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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