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5 aprile 2015 7 05 /04 /aprile /2015 23:04
A-E-I-O-U. Cammino io ... Cammini Tu. L'alfabeto degli stimoli, quando si cammina da bambini

(Massimo Montanari - La Compagnia dei Cammini) Camminare per i bambini è un'opportunità che mette in risalto molteplici osservazioni e aumenta la capacità di interagire con il mondo, con se stessi e con l’armonia di un mondo intorno.

Il bambino camminante sviluppa esperienze e acquisisce capacità concrete che lo proiettano in una modalità esperenziale di notevole portata educativa e di crescita cognitiva.
Camminare allarga gli orizzonti, fa crescere l’autostima e penetra nell’essere bambino come un dardo positivo e oltremodo educativo.
Il camminare introduce a un viaggio concreto nella vita, perché la vita stessa la si guarda da una prospettiva avventurosa e in un certo senso fiabesca.
È proprio la sacralità della costrizione fiabesca o favolistica che porta ll bambino a esplorare il mondo attraverso dei codici innati che alimentano una sua prerogativa dì curiosità.

C’è in essere un alfabeto della responsabilità; i bambini camminando leggono un linguaggio non parlato ma interiore che alimenta fantasia e crescita pedagogica.
Quando cammina il bambino impara che le vocali sono alberi, fiori, animali, cielo e terra.

Le cinque vocali del’alfabeto diventano così modi di intuire e di approfondire spazi che si riempiono di esperienze.

A: alfabetizzazione. Perché il contatto con la natura ha un suo linguaggio di suoni, di segni di colori e di odori. Ingrandisce la percezione dei sensi e unisce una crescita sensoriale completa.
Ogni bambino ha tanti linguaggi, che sono infiniti, che sono da interpretare; la natura ne ha uno tutto suo e questo pone il bambino davanti a un obbiettivo nuovo: quello di imparare un linguaggo nuovo, un linguaggio altro.

E: elementi. I bambini sono alberi, hanno radici piantate e sono schivi a innovazioni; si sentono sicuri nelle braccia di Madre Terra e hanno paura a spiccare il volo. Sono piccoli del nido che vedono la mamma come un’ancora sicura di un volo guidato, possibile e prossimo venturo che dovrà venire ma ancora non riescono a farlo soli. La natura con i suoi elementi vitali ingrandisce le prospettive e pone i bambini davanti a certezze. Il volo è pronto per essere spiccato.
Piccole gabbianelle ce la faranno con l’aiuto delle Zorba di turno.

I: Imparare. Nulla al mondo è un libro aperto come la natura: segnali e codici che diventano lettere. Storie vere o presunte che diventano prose letterarie. Camminare è un leggere la pagina del libro della vita.
Camminare è imparare a conoscere, imparare a capire. Il cammino è un capitolo del libro degli insegnamenti.

O: Osservare. La diversità di guardare le cose è un concetto applicato all’osservazione. Lentezza e curiosità si unisconoo nella bellezza dell’acquisire nozioni e saperi.
I bambini curiosi per natura, sapranno dalla natura carpire i piccoli segreti, quelle sfumature che gli occhi dei grandi non sanno più leggere, quasi fosse una calligrafia dimenticata. I bambini sanno tradurre le emozionalità di una strada sospesa tra realtà e fantasia. E tradurre questo in percorsi unici.

U: unificare. In tutte le esperienze che si possono fare camminando si raggiunge un unico percorso di acquisizione e maturazione. I bambini davanti a esperienze molteplici guidate dalle tante emotività che l’esplorazione porta in se diventano fruitori coscienti, si arricchiscono e portano dentro di sé una grande prova di carattere e di formazione costante.
Camminando si cresce!

L’alfabeto della pedagogia camminante oggi si ferma alle vocali. Il cammino, questo meraviglioso alfabeto delle possibilità, viene stampato con i caratteri del battito dell’anima. Il cuore si gonfia di passi e il bambino che cammina saprà crescere con bellezza e voglia di essere parte del girotondo della natura, del mondo, e di chi sta intorno a lui. Ovvero tutti noi; che adulti quali siamo abbiamo bisogno di rileggere questo alfabeto dove non serve una lettura con gli occhi, ma una lettura con il cuore pulsante delle fantasia bambina che non dobbiamo mai perdere

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5 aprile 2015 7 05 /04 /aprile /2015 06:08
Dave Kunst in transito sul Khyber Pass, passo di montagna che collega il Pakistan con l’Afghanistan lungo la Via della seta

Dave Kunst in transito sul Khyber Pass, passo di montagna che collega il Pakistan con l’Afghanistan lungo la Via della seta

Nei primi anni ’70: Dave Kunst fu il primo uomo a fare il giro del mondo a piedi. Presto, usciranno in libreria i suoi diari di viaggio, d prossima pubblicazione per Edizioni dei Cammini:  dal 22 aprile in libreria (titolo originale: The man who walked around the world), scritto dallo stesso dave Kunst assieme a Clinton Throwbridge.
Basato sulla vicenda reale e ispirato al libro, è in corso di realizzazione - con la regia di Robert Connolly, il film con il medesimo titolo.

L'avventura di Dave Kunst fu pensata per essere portata avanti in due, con il fratello John. Ma in un punto del percorso asiatico (mentre attraversavano l'Afghanistan, in particolare) i due furono assaliti dai banditi, il fratello John ucciso e lo stesso Dave ferito.

Quando si riprese, ricominciò il suo cammino, questa volta accompagnato dal fratello Peter.

Dave Kunst fu il primo camminatore indipendente a compiere il periplo del mondo a piedi: la certificazione definitiva della distanza da lui percorso è di 14.452 miglia.

Sembra che la sua ispirazione a compiere il cammino attorno al mondo sia stata l'impresa della sbarco lunare degli astronauti USA.

Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo
Dave Kunst, camminatore del mondo. Ad aprile, nelle librerie il libro che racconta il suo viaggio a piedi attorno al globo

(da Wikipedia) Dave Kunst (born July 16, 1939 in Caledonia, Minnesota) is the first person independently verified to have walked around the earth.

The walk was intended to be achieved along with his brother John, but in the event John was shot and killed by bandits, and Dave wounded; Dave resumed and completed the walk with another brother, Peter. His walk was officially stated to be 14,452 miles.

Kunst's walk may not have been the first circumnavigation by foot, in particular Guinness World Records mentions George Matthew Schilling (walked: 1897-1904), and Dumitru Dancircumnavigated the globe between 1910-1923, in a Touring Club de France contest.

Kunst's trek began June 20, 1970, and ended October 5, 1974. Dave started his journey in Waseca, Minnesota with his brother John, a letter of recommendation from Sen. Hubert Humphrey, a scroll to be signed by officials along the way, $1000 and a mule named Willie Makeit carrying camping supplies.

The brothers walked to New York City with Willie Makeit, then flew to Portugal, where they acquired a second mule (Willie stayed home). Dave and John walked across Europe and visited Monaco, where they met Princess Grace, and Italy, where they encountered Thor Heyerdahl.

During their travels, the brothers asked people to send donations to UNICEF, which a reporter in Afghanistan mistakenly wrote that they collected and carried along with them.

John was killed when bandits shot him in the mountains of Afghanistan in October 1972. Dave was shot in the chest during the same attack, but survived by playing dead. After spending 4 months recovering from his injuries, Dave resumed his journey along with his brother Pete, from the spot where John was killed. As they continued their travels, Dave and Pete were denied access to the USSR, so they flew from India to Australia.

Pete returned home during the Australia-leg of the trek, where Dave continued on alone, by this time on his 3rd mule. Unfortunately, the mule died and Dave was left hauling his wagon of supplies himself. He was on the verge of abandoning his supplies, when he fortuitously met Jenni Samuel, a schoolteacher from Perth. She helped pull his wagon with her car, while he walked alongside. Dave returned to Australia for a year after completing his journey. Jenni and Dave later married and are still together as of 2013.

"I walked 20 million steps" Dave says, figuring 31 steps per 100 feet "I wore out 21 pairs of shoes but I proved something to myself: If a human being makes up his mind, is determined, sets goals, he can walk around the world".

The brothers were commemorated in June 2004 with a sign in their hometown of Caledonia, Minnesota. The inscription reads: "Caledonia: Birthplace of the Earthwalkers David, Peter and John Kunst."

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25 marzo 2015 3 25 /03 /marzo /2015 18:10
Appennino Centrale: parole, storie, ricordi. Avventure e disavventure di escursionisti e appassionati nell'Appenino centrale in 25 racconti, basati su esperienze di vita vissuta

La casa editrice Il Lupo è da anni impegnata nella diffusione dell’escursionismo nell’Appennino centrale, soprattutto nel Lazio e nell'Abruzzo, con pubblicazione di guide e mappe.

È formata da un piccolo gruppo di appassionati camminatori, a cominciare da Carlo Coronati.

Il libro Appennino Centrale: parole, storie, ricordi. 25 racconti d'avventure ed altro tra le montagne della catena appenninica (Edizioni Il Lupo, 2014) è una antologia di racconti scritti da alpinisti ed escursionisti, racconti che sono quasi sempre di avventure in veste invernale, sui monti Marsicani, Simbruini, Sirente Velino, Maiella, Gran Sasso e Sibillini.

Si tratta anche di avventure che molto spesso diventano disavventure, ma a lieto fine.

Questo terzo volume della collana I Faggi prova a narrare l'Appennino Centrale attraverso esperienze ed avventure di gente normale, sempre vissute in prima persona dagli autori, avventure per loro grandi o piccole, comunque intense; e quindi salite, viaggi, escursioni, paesi, animali, persone, tutti raccontati con sullo sfondo le cime ed i boschi, le valli ed i silenzi che tanto amano i frequentatori dell'Appennino.

Alcune storie sono scritte meglio di altre, ovviamente. Tra queste il racconto di Piero Lancia sulla sua gestione del Rifugio di Valle Fischia; quello di Giorgio Giuia che ha come soggetto una caduta invernale da una cornice, la paura di trovarsi salvo nel baratro; o quello di Alessandro Saggioro, gestore del Rifugio Sebastiani al Velino, su un'esperienza invernale al rifugio con metri di neve e il termometro a -18° dentro il rifugio; o ancora il resoconto di Ines Millesimi sulla sua passione nell'organizzare a Rieti grandi eventi dedicati alla montagna; e infine il racconto di Alberto Osti Guarrazzi di una escursione al Lago di Pilato, nei Sibillini, con negromanti e presenze misteriose.

E' un libro disegnato per chi ama queste montagne e vuole sentirle raccontare.
 

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7 marzo 2015 6 07 /03 /marzo /2015 13:56

Sentieri d'autore, la rubrica sul Corriere della Sera (dorso di Bergamo), gestita da Davide Sapienza (scrittore, traduttore londoniano e camminatore/esploratore del meraviglioso vicino), ha compiuto un anno.
Siamo partiti dalla Corna Lunga, affacciata in val Borlezza sul Sebino e la Valcavallina, e per la camminata numero 52 siamo andati a Ornica, dove si trova il "passaggio a nordovest" bergamasco, al Pizzo Tre Signori che svetta sulla potente Val d'Inferno ...
Buona lettura.
Le puntate da 1 a 40 sono su www.davidesapienza.it in "Articoli".
La numero 52, si scarica a questo link
http://davidesapienza.it/doc/SENTIERIDAUTOREDAV2015-52.jpg

Davide Sapienza: "Dopo 25 anni nelle Orobie questo incarico mi ha fatto capire che più scopri, più trovi. E l'esplorazione continua.
Per leggere le prime 40 camminate bergamasche e tante altre cose
http://davidesapienza.it/nuovi_scritti.html

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6 marzo 2015 5 06 /03 /marzo /2015 18:45
Gli Anelli di Saturno, ovvero un pellegrinaggio in Inghilterra. Sebald e l'Arte del Camminare

Gli Anelli di Saturno di Winfried G. Sebald (Adelphi, 2010) è un libro che vale la pena leggere: uscito molti anni addietro per i tipi di Bompiani é stampa ristampato in anni recenti da Adelphi.
Come tutte le opere di Sebald è un libro sul camminare, ma é anche diario di viaggio, e quaderno di riflessioni, oltre che diario interiore.
George Sebald che, per vicissitudini di studio, si ritrovò a vivere per lunghi anni in Inghilterra, era anche un grandissimo camminatore solitario.

Tutti i suoi libri (che non sono catalogobili come romanzi, nemmeno "Austerlitz" che più si avvicina alla struttura narrativa del romanzo, sono in fondo un un ico lunghissimo monologo: in cui varian soltanto le descrizione di luoghi, cose, personaggi incontrati, elementi che non sono mai rappresentati in quanto tali, ma sostanzialmente presi e trattati come "oggetti psichici" e attinenti eventualmente ad uno scenario metafisico.

Non si può non amare le note di diario e di viaggio di Sebald, anche con quella loro atmosfera di solitudine e melancolica che del resto attiene alla dimensione del camminare in cui costantemente si si incontrano delle "cose" che poi si lasciano alle nostre spalle, costretti dunque a vivere costantamente il dolore della separazione e l'elaborazione del lutto in un conntinuum fluido.
In "Gli anelli di Saturni" sono raccolti i pensieri e le riflessioni di Sebald scriti nel corso di un suo vagabondaggio a piedi nel Suffolk..

A partire dai tenui elementi psichici che scaturiscono dal suo vagabondare, Sebald fa delle divagazioni e scrive di storie apparentemente distanti nello spazio e nel tempo: il visconte di Chateaubriand, i mercanti della seta, il panorama di Waterloo, l’uragano del 1987 in East Anglia, il tempio di Gerusalemme, l’imperatrice vedova Cixi, etanto altro. Eppure tutto ciò è estremamente connesso alla sua esperienza, a lui (e a chissà chi prima e dopo di lui) e ai luoghi percorsi, come i cristalli di ghiaccio che ruotano nelle orbite anulari attorno all’equatore del sesto pianeta del nostro sistema solare.

Gli Anelli di Saturno non può essere catalogato alla voce letteratura di viaggio, se pur di un viaggio si tratta, ma è di più: un libro perfetto per chi ama, come la definisce Luca Gianotti de La Compania dei Cammini l’Arte del Camminare.
Anche questo volume, come tutte le altre opere di Sebald è corredato di immagini: si tratta di foto per lo più riprodotte in bianco e nero, frutto delle riprese fotografiche compiute dallo stesso Sebald: immagini sgranatee poco definite, quasi scaturissero da un sogno e con le caratteristiche evanescenti del materiale onirico appunto, ma nello stesso tracce e testimonianze che confermano che Sebald nei luoghi di cui parla - per quanto in uno stato mentale trasognato - c'è stato e ci ha camminato attraverso. E, oltre alle foto di luoghi, ci sono delle immagini di reperti di altro genere, tutti agganci tenui con la realtà che, rapidamente nel vissuto di Sebald, si trasforma in scenario psichico intriso di solitudine e di solitudini.

(dal risguardo di copertina"Pellegrinaggio in Inghilterra" recita il sottotitolo. E di un viaggio solitario si tratta, d'estate e per lo più a piedi, nel Suffolk, dove Sebald visse sino all'ultimo: in uno spazio delimitato da mare, colline e qualche città costiera, attraverso grandi proprietà terriere in decadenza, ai margini dei campi di volo dai quali si alzavano i caccia britannici per bombardare la Germania. Viandante saturnino ("Nato sotto il segno del freddo pianeta Saturno" dice di sé nel poemetto Secondo natura), Sebald ci racconta - lungo dieci stazioni di un itinerario che è anche una via di fuga - gli incontri con interlocutori bizzarri, amici, oggetti che evocano le fasi di quella "storia naturale della distruzione" che scandisce il cammino umano e il susseguirsi degli eventi naturali. E ci racconta storie di altri vagabondaggi ed emigrazioni, di cui la sua vicenda personale è estrema eco: quelli di Michael Hamburger, poeta e traduttore di Hòlderlin, profugo anche lui dalla Germania; di Joseph Conrad, che nel Congo conosce la malinconia dell'emigrato e l'orrore per le tragedie del paese di tenebra; di Chateaubriand, esule in Inghilterra; di Edward Fitz-Gerald, eccentrico interprete della lirica persiana, che a bordo della sua piccola imbarcazione trascorre ore in coperta, con in dosso marsina e cilindro e un lungo, svolazzante boa di piume bianche intorno al collo. Pellegrinaggio e insieme labirinto, nella miglior tradizione sebaldiana.

Gli Anelli di Saturno, ovvero un pellegrinaggio in Inghilterra. Sebald e l'Arte del Camminare
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3 marzo 2015 2 03 /03 /marzo /2015 20:48

Scopri con questa guida i percorsi e tante curiosità sul Cammino di Santiago, tutto quello che c'è da sapere sul più famoso pellegrinaggio nel cuore della Spagna, fino a Santiago di Compostela

Homeway Italia

Homeway Italia, nel suo sito, ha raggruppato le informazioni più salienti sul Cammino di Santiago, con dati e curiosità sulle diverse vie, con statistiche sui pellegrini e sulle loro tipologie (provenienze, motivazioni, etc) e consigli su come preparare per preparare lo zaino prima di intraprendere il Cammino e su come gestirlo, una volta in viaggio.
Le informazioni sono di facile ed intuitiva fruizione, essenzialmente grafiche.

Si tratta di informazioni di uso libero per tutti: un prezioso contributo indirizzato agli appassionati del cammino e a quanti intendano intraprenderlo.

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25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 11:46

Quello di Edith dela Héronnière (La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014) è un libro che tutti coloro siano appassionati del camminare e del Cammino (inteso - per antonomasia - come il Cammino di Santiago) dovrebbero leggere.
Perchè?
Perchè come il libro di Jean-Christhophe Rufin, pure recensito su questo magazine, offre uno sguardo non convenzionale sul Cammino e sulla figura emblematico del Pellegrino, come figura prima ancora che della religione, dell'inquietudine.
Ma è interessante leggerlo, anche perché riporta la cronaca di un viaggio apiedi iniziato ben più da lontano di quanto non sia per il Cammino canonico che si intraprende poco prima dell'attraversamento dei Pirenei.

L'autrice e i suoi tre compagni di viaggio, infatti, in silenzio, chiacchierando, litigando, attraversano gran parte del territorio francese, offrendo così una cronaca di viaggio in un territorio francese selvaggio ed ostico, di rado descritto in altre similari cronache di viaggio.

E, infine, possiede le peculiari qualità di un testo diaristico fortemente poetico in cui il cammino, mentre viene spogliato di una sua sacralità pre-costituita e confessionale viene reinvestito di un significato sacrale profondamente laico.

Il brano che riporto di seguito può forse dare un'idea di qaunto sto afferamndo.

Le coorti di pellegrini sfuggivano alle Chiese quanto agli Stati, al punto che Luigi XIV dovette promulgare un decreto che proibiva i pellegrinaggi non legittimatida un'autorizzazione scritta. La storia dei pellegrini si è sviluppata fuori dal grembo ecclesiastico, anche se le Chiese continuano a dare ad intendere di controllare gli slanci.
Al primo passo che fa, il pellegrino esce dall'inquadramento; dopo diecimila passi, le preghiere consuete non gli salgono più alle labbra. Ha i pensieri vuoti, il cuore arido, l'anima digiuna. Sembra duro, da quanto é intento al proprio cammino come un pittore al proprio quadro. Quelli che, ai margini del cammino, gli costruiscono oratori, ospizi, ponti non sono le Chiese, ma quasi sempre dei laici, piccoli signori di campagna, gente semplice che capisce meglio di chiunque altro i suoi bisogni, senza cercare di proteggerlo da se stesso. Al suo passaggio gli si offre delpane, poiché è visibilmente affamato, e un letto per sdraiarsi. Ma senon riceve né pane né letto, non per questo desiste dal suo cammino; niente ferma questo fanatico. Le Chiese canonizzavano gli ospedalieri e i costruttori di ponti solo per allungare una mano sopra una questione superiore alla loro portata (da Hedith della Héronnière, La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014, pp. 159-160)

Edith de la Héronnière, La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014

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6 febbraio 2015 5 06 /02 /febbraio /2015 16:21

La foresta che Cammina del carnevale di Satriano 2015: il video ufficiale

La Foresta che Cammina: gli Uomini-Albero, a Satriano di Lucania tra il 14 e il 15 febbraio

Durante il Carnevale a Satriano di Lucania nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, gli uomini si vestono da alberi.

Impossibile e inutile scoprire chi per primo è diventato Rumit, uomo vegetale, albero vagante.
Maschera silente che l’ultima domenica prima del martedì grasso gira tra le strade del paese strusciando il fruscio (un bastone con all’apice un ramo di pungitopo) sulle porte delle case. È il suo modo di bussare.
Chi riceve la visita del Rumit rispetta il suo silenzio e in cambio di un buon auspicio dona qualcosa (fino a qualche decennio fa generi alimentari, ora pochi spicci).

Nel corso dei decenni l’interpretazione che le varie generazioni hanno dato a questa figura misteriosa sono cambiate. I giovani satrianesi hanno intenzione di utilizzare il Rumit per lanciare un messaggio ecologista universale che è un rovesciamento dei valori: ristabilire il rapporto con la terra per rispettare gli uomini e le donne che la abiteranno in futuro.
La nuova storia inizia nel 2012 quando Michelangelo Frammartino si innamora del Rumit, l’uomo vegetale, maschera tipica e rito arboreo del carnevale di Satriano. Lo stesso anno realizza un’opera d’arte, la cine-installazione Alberi, che viene proiettata al MoMA di New York.
Per la prima volta si vestono 100 Rumit, tutti in una volta, che dal bosco entrano in paese e colorano di verde una piazza. Il suo nuovo punto di vista illumina i Satrianesi e finalmente fa loro riconoscere la potenza evocativa del Rumit.
Dallo scorso anno, a Satriano di Lucania, diverse associazioni, prendendo spunto da Alberi, organizzano la Foresta che cammina: 131 Rumit, simbolicamente uno per ogni paese della Basilicata, dal Bosco Spera si mettono in cammino attraversando le strade del paese fino a conquistare una piazza del centro storico.

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5 febbraio 2015 4 05 /02 /febbraio /2015 20:40
Davide Sapienza, Camminando, Lubrina Editore, 2014

Davide Sapienza, Camminando, Lubrina Editore, 2014

Camminando (Lubrina Editore, 2014, pagine 120. Euro 12,00. Illustrato b/n), il nuovo libro di Davide Sapienza arriva tre anni dopo La Musica della Neve.

È il suo sesto volume di narrativa e nasce da un'esigenza espressiva che segna un passaggio speciale nella sua carriera di narratore: il 2014 segna il decennale de I Diari di Rubha Hunish, che innovò la scrittura di viaggio (e ora disponibile in ebook per Feltrinelli Zoom).
Da un cammino interiore, fisico e intellettuale, nasce Camminando. La visione espressa dall'atto più naturale dell'uomo rappresenta i colori primari di questa avventura: "...ho voluto un libro diverso dal precedente. Io esploro questa fase di cambiamento nella quale fare libri significa anche scrivere, ma non solo; vedo realizzarsi idee portate avanti nei miei 30 anni di carriera, iniziati con l'editoria musicale e proseguita con la musica delle parole".

La storia di Camminando è semplice. La prima parte di questo libro dedicato al camminare è un diario senza tempo e senza luogo, alla ricerca del luogo di Davide, quel Rubba Hunish che da dieci anni ispira i suoi cammini. Questo luogo che forse è sull’isola di Skye, ma forse è ogni dove. Davide torna a Rubha Hunish, a piedi e con la scrittura.
È la duplice chiave di "Con Daimon a Rubha Hunish": la prima parte del libro: "...ho ripreso una forma narrativa creata con I Diari e che non aveva precedenti, come è stato riconosciuto. Ho camminato con due amici verso un luogo del cuore per scrivere la parte centrale del libro. Solo camminando possiamo veramente vedere il mondo in cui viviamo e conoscere la Terra che ci ospita".
La seconda parte del libro si intitola "Camminare è un Canto Alto", che riprende uno dei reportage editi dal Corriere della Sera di Bergamo, per il quale Davide scrive dal 2013, e raccoglie gli scritti più importanti sul tema del camminare.
Sono articoli e saggi che hanno fatto di Sapienza uno degli scrittori più in vista tra chi racconta con profondità il rapporto tra uomo e Terra. Ed e
cco che  in questa seconda parte la poesia si fa gesto morale e con i suoi scritti, alcuni dei quali ineditiva in quella direzione, perché contiene testi scritti da Sapienza in tempi diversi, dedicati al camminare e ai suoi risvolti etico politici. Come l’articolo sull’Allemansrett, il diritto di ogni uomo a camminare sulla terra, senza limiti dati dalle proprietà private, diritto che fa di paesi come la Svezia e la Norvegia esempi di civiltà e democrazia. O l’articolo L’intelligenza dei piedi, o ancora Camminare. La rivoluzione in due passi in cui raccconta di Thoreau e Barry Lopez (altri due maestri di Sapienza), ma anche del camminare per la città distrutta dell’Aquila, e si sostiene il diritto del wild di essere ciò che è.
Lo spiegava nel 2009 il documentario della TV Svizzera Italiana La Sapienza di Davide. Parole in cammino, ma è tutto il lavoro di Davide, anche quello giornalistico, che poggia su questo pilastro (come la rubrica Sentieri d'autore per il CorSera).
Quattro scritti appaiono per la prima volta in volume: "Non volevo un libro univoco sul tema. Ho visto crescere la consapevolezza legata al camminare, una forma di silenziosa rivoluzione rispettosa e implacabile. Mi interessava narrare, ma anche recuperare il filo conduttore della filosofia che anima ciò che faccio. La mia scrittura non è diversa dalla mia vita. Scrivo e cammino in una prima linea profonda. E quando cammino sento un'ampiezza percettiva illimitata". Sapienza e Lubrina han deciso di inserire simboli, foto, illustrazioni: "visioni grafiche" che narrano con le parole.

Davide Sapienza è giornalista e scrittore, e una o due volte l’anno accompagna gruppi della Compagnia dei Cammini per far vivere alle persone le magie e le emozioni dei luoghi che ama, per esempio la Val d’Ultimo. Sapienza ama la natura, soprattutto la natura del Nord, del grande Nord. 
Sarà che è cresciuto leggendo Jack London, di cui è uno dei massimi esperti in Italia, grazie a lui stiamo riscoprendo un Jack London adulto e amante della wilderness. Ma soprattutto Sapienza ama la natura nella sua dimensione di selvaggità (Wilderness), in cui l’uomo è poco presente, l’uomo in questa natura ci deve entrare in punta di piedi. Il Canada, l’Alaska, l’Islanda, la Norvegia, la Scozia, ecco il uoghi del suo viaggiare, il luoghi dove osservare i piccoli cambiamenti che fanno dell’incontro con la natura una magia, e osservare i piccoli cambiamenti che avvengono dentro di noi. 
A questo servono i libri di Davide Sapienza: a guardarsi dentro nel proprio rapporto con la natura selvaggia.

Leggiamo: Camminare (ri)dona il respiro naturale; camminare è l’azione che consente di comprendere meglio l’oscurità e i suoi demoni; camminare è la mente che decide di non soccombere all’immensa vastità di tutto ciò che è sbagliato, scegliendo di seguire la traccia di tutto ciò che è giusto. Non è pensando da fermi che ci salveremo la pelle: ma permettendo al corpo di oscillare come un recettore nello spazio, potremo conoscere la pienezza del presente che poi lentamente svanisce e diventa vita”.

Il viaggio di Daimon e Davide si allarga - come è stato per i suoi precedenti libri - in cerchi concentrici ed é stato raccontato in selezionati appuntamenti a novembre 2014 e in un evento "local" a sorpresa il 19 dicembre.

 

(Lubrina Editore). Come Rimbaud, Davide cammina su suole di vento (e di luce). I sentieri di cui narra si staccano dalla terra dopo pochi passi e si perdono nello spirito. (Franco Michieli, vincitore Premio Gambrinus 2014 con Huascaran 1993. Verso l'alto verso l'altro)

Camminando con Davide Sapienza i confini si disorientano, svaniscono. Le ombre indicano altri passaggi. E il cielo si mostra nella terra. (Chicca Gagliardo, autrice di Il Poeta dell'aria).

 

 

Camminando. Nel nuovo libro di Davide Sapienza un camminare che è insieme fisico, interiore e spirituale

Camminando verrà presentata in tournée. Queste alcune delle location e relative date.

  • 9 maggio 2015 - Capo di Ponte (Bs)
  • 23 maggio 2015 – Milano
  • 24 maggio 2015 - Alzano Lombardo (Bg)


Ed ecco il link che porta alle rasegna stampa delle principali recensioni su "Camminando" e su altre opere di Davide Sapienza.

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24 gennaio 2015 6 24 /01 /gennaio /2015 07:18
Il Cammino e i Sogni. Cosa lega cammino e sogni? (Guido Ulula alla Luna) Col cammino incontro la wilderness, la selvaticità, fuori di me, la natura esteriore, mentre col sogno incontro la wilderness dentro di me, la natura interiore.

Il Cammino e i Sogni. Cosa lega cammino e sogni? (Guido Ulula alla Luna) Col cammino incontro la wilderness, la selvaticità, fuori di me, la natura esteriore, mentre col sogno incontro la wilderness dentro di me, la natura interiore.

Entrambe queste nature sono reali. Invece quello che penso con l’Io razionale è spesso irreale, velleitario, incerto, discutibile, a volte falso, carico d’onnipotenza… insomma, rischia di portarmi fuori strada.

E fuoristrada incontrerò, prima o poi, infelicità, disagio e, alla fine, malattia.

Educarmi al cammino e al sogno costringe allora il mio pensiero a non volare troppo in alto, ad essere legato alla terra, a compensare la troppa astrattezza con la concretezza del vero sentire. In cammino parlano le sensazioni e le emozioni, nel sogno l’istinto e l’intuito.

Solo da un dialogo continuo fra la sfera della ragione teorica e quella della percezione materiale, potrà nascere quella visione equilibrata che mi permetterà una vita sana e soddisfacente.

La pratica quotidiana del cammino e dei sogni mi aggancia alla selvaticità, sia nella relazione col mondo e sia nello sguardo all’inconscio personale.

Questi due punti di riferimento, ancoraggi imprescindibili di fronte alle crisi e alla confusione della nostra epoca, mi fanno restare “umano”.

Sfuggendo alle chimere tecnologiche e virtuali. Sfuggendo alla schizofrenia dell’essere costretti a diventare macchine efficienti.

Non voglio più soffocare la poesia e lo stupore che emergono spontanei dalla semplice partecipazione alle meraviglie del creato.

Guido Ulula alla Luna, medico e psicoterapeuta nella vita lavorativo, è un Camminatore e Guida presso la Compagnia dei Cammini.
 

Sulla Compagnia dei Cammini. La Compagnia dei Cammini è un’associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare in Italia, camminare è salute, camminare è ritrovare il contatto con la natura, camminare aiuta a rallentare e a vivere più in contatto con se stessi e il mondo. I lunghi cammini sono lo strumento per fare questo. Ecco perché la Compagnia dei Cammini propone ai suoi soci di partecipare a cammini, trekking, viaggi a piedi ed eventi che valorizzano questa opportunità. La Compagnia prosegue il cammino e l’esperienza de La Boscaglia, in linea con la sua filosofia del camminare e i suoi valori. Siamo un’associazione e una compagnia, perché i nostri soci sono i nostri compagni di cammino.

Siamo un’associazione nazionale, la segreteria è in Veneto, la direzione in Abruzzo, e abbiamoguide e riferimenti locali in molte regioni, dal Piemonte alla Sicilia.

Proponiamo viaggi a piedi per i nostri soci, i nostri amici e compagni di cammino. Viaggi a piedi in aree mediterranee, il catalogo del 2014 contiene 119 proposte. Viaggi a piedi, ma anche viaggi a piedi in compagnia degli asinelli, viaggi in barca a vela con trekking, viaggi di Deep walking con esperienze di meditazione camminata: il nostro programma è vario e ognuno può trovare il viaggio più idoneo.

Siamo attenti alla salute, nostra e della nostra madre Terra. Evitando di inquinare noi stessi e la nostra casa comune. Valorizziamo il mangiare biologico, naturale, vegetariano e a base di prodotti locali.

Valorizziamo l’incontro, con chi vive nei luoghi in cui camminiamo. Perché è l’incontro il vero valore del cammino, l’incontro con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice, che ha tanto da insegnarci, l’incontro con i pastori, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente.

Facciamo turismo responsabile, che per noi significa il rispetto della natura, degli altri, lavoriamo per un’economia più solidale, i nostri viaggi sono esperienze e momenti di crescita per tutti, per chi viaggia con noi e per chi incontriamo sul cammino.

Stiamo costruendo un’associazione, una compagnia, che cammina insieme con gioia. Per questo abbiamo scelto come simbolo l’ometto di pietre, che significa volontà di trovare una strada sul cammino, significa che la via però non è facile da trovare, l’ometto spesso cade e va ricostruito. Ma a questo ometto abbiamo dato colori solari, luminosi, del cielo, perché vogliamo soprattutto fare tutto questo con gioia, per un mondo migliore.

Dal 2014 la Compagnia dei Cammini ha un settore tutto dedicato ai bambini e ai cammini per famiglie: la Compagnia dei Bambini.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

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Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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Articoli pubblicati 4259


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I collaboratori

Lara arrivo pisa marathon 2012  arrivo attilio siracusa 2012
            Lara La Pera    Attilio Licciardi
 Elena Cifali all'arrivo della Maratona di Ragusa 2013  Eleonora Suizzo alla Supermaratona dell'Etna 2013 (Foto di Maurizio Crispi)
            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

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