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3 marzo 2015 2 03 /03 /marzo /2015 23:37
Ecotrail della Val d'Ippari 2015. Gerlando e quell'irresistibile bisogno che poi ti fa correre più veloce per recuperare il tempo perduto

Gerlando Lo Cicero onnipresente nelle gare siciliane! Si può veramente dire che non se ne perda una o che, almeno, ci provi con passione e dedizione! Per compensare la frustrazione di non aver potuto correre la Maratona di Messina dello scorso 22 febbraio, cancellata a causa del maltempo, eccolo ritornare al trail che è la sua nuova, autentica, passione, con la partecipazione all'Ecotrail della Val d'Ippari (Ragusa) valevole come seconda prova del Circuito Ecotrail Sicilia 2015, dove ha avuto la soddisfazione di un buon piazzamento di categoria (7° arrivato degli M45), malgrado il ritardo nella partenza a causa d'un non prorogabile espletamento e premiato come terzo per abbandono della scena di gara da parte di quelli classificati prima di lui, in applicazione del regolamento del Circuito Ecotrail che prescrive che che alla cerimonia delle premiazioni bisogna essere presenti e che, in assenza, il posto (solo ai fini delle premiazioni e della ricezione di eventuali premi/trofei spetta a quello che segue nella graduatoria..
Ma ecco il suo resoconto
.

(Gerlando Lo Cicero) Stipati in quattro su una Fiat multipla arriviamo a Vittoria!
Corriamo l'Ecotrail della Val d'ippari e, quindi, siamo pronti per tornare a casa tutti e quattro premiati!

Già, tutti e quattro sul podio ognuno per la sua categoria!
Io però, onore alla verità e alla sportività, sono salito sul terzo gradino del podio di categoria MM 45 per "premiazione d'ufficio" e non per merito!

Tra pini d’Aleppo, sentieri veloci e bagni che non si trovano: il mio Ecotrail della Val d’Ippari!

Seconda tappa del calendario ecotrail Sicilia 2015, la banda dei trailer siciliani viene ospitata nella bellissima cittadina di Vittoria, in provincia di Ragusa, e nella sua stupenda Valle d’Ippari, questa domenica 1 marzo!
È stato un trail stupendo, con sentieri molto veloci da correre e un dislivello che ti mette si a dura prova (altrimenti che trail sarebbe?) ma che comunque ti lascia respirare le gambe, il fiato e l’anima!
17 chilometri di scorrevolezza e di continui alternarsi di salite, discese e tratti pianeggianti! Immersi in una natura dai mille volti: dalle verdissime colline ragusane, baciate oggi da un caldo e splendente quanto inatteso sole, alle campagne di agrumi da attraversare ai boschi di pini, con la presenza del caratteristico e protetto “Pino d’Aleppo”!
La mia personale gara è andata bene, anzi direi benissimo alla luce di quanto mi è accaduto per colpa del mio stomaco poco prima della partenza!
Sinceramente nei primi chilometri che correvo, ero parecchio demoralizzato! Avevo il pensiero fisso alla classifica di categoria, speravo di piazzarmi tra i primissimi della M45 (anche se non tra i primi tre di categoria, perché sapevo che pur essendo assenti oggi tanti atleti della M45 fortissimi come per esempio il campione Giuseppe Cuttaia e altri, comunque c’erano almeno tre o quattro di categoria troppo più forti di me per cui l’idea del podio non era nei miei pensieri, questo è scontato!

Però speravo di riuscire a piazzarmi tra i primissimi, (si!) e questa mancata speranza mi ha alquanto atterrato mentalmente in quei primi chilometri!
Poi però, vuoi la bellezza del paesaggio attorno e dei sentieri che superavo, vuoi che man mano comunque riuscivo a riconquistare posizioni su posizioni, superando tantissimi atleti davanti a me, vuoi che decisi improvvisamente di fregarmene della classifica e di godermi la gara in se al di la di qualunque risultato, man mano che scorrevano i km la mia mente si è liberata di quel peso un po opprimente e la mia gara mi ha restituito tutta la bellezza e la voglia di correre che desideravo già dai giorni precedenti alla manifestazione!
Ma cosa mi è successo? Letteralmente sono andato a….cag***! Perdonatemi la mancanza di eleganza in questa mia espressione, ma-  santa pazienza - è stato proprio cosi!
Pochissimo prima della partenza, improvvisamente avverto un forte stimolo intestinale! Mi conosco, conosco il mio stomaco e il mio organismo: sapevo che se non mi fossi liberato prima di partire, avrei avuto poi seri problemi di stomaco durante la gara! Cosi saluto l’amico Antonio Sgammeglia che fino a quel momento era insieme a me nel piazzale del parcheggio auto, e corro a cercar un bagno!

Disgraziato me se ho trovato un Bar! Niente!
Comincio a girare e rigirare per le viuzze del paese ma nulla! Ero disperato! Torno indietro, verso l’auto, poi mi ricordo che Antonio mi aveva indicato un posto recondito di campagna, li nei pressi! Lo cerco, lo trovo ed è la mia liberazione!
Ringrazio il cielo e mi precipito correndo piu veloce che riuscivo verso la Villa comunale: arrivo e il sospetto che mi spaventava si avvera! Non trovo più nessuno! Neppure un solo atleta col pettorale! Disperazione, capisco che la gara è gia partita! Una signora col marito e i figli mi dice che son partiti da poco, chiedo in che direzione, mi indica indietro di nuovo verso il cancello e poi subito a sinistra restando dentro la villa, mi giro su me stesso e scappo via come un matto a inseguire i podisti che non vedevo da nessuna parte!
Appena fuori dalla villa comunale, quando la stradella cominciava a scendere però vedo pochissimo avanti gli ultimi podisti: erano i più lenti, la coda della gara!
Dico a me stesso “Meno male, forse non sono partiti da troppo prima di me!” e comincio a scendere quella stradella più forte che riuscivo!
Avevo i n mente solo una cosa: recuperare quante piu posizioni possibili a costo di rompermi l’osso del collo cadendo o a rischio di scoppiare anzitempo per il ritmo troppo veloce alle mie caratteristiche!
Cosi comincio a sgranellare man mano tantissimi atleti sorpassandoli uno per uno!
Mi sono trovato anche più volte “chiuso e imbottigliato” tra i podisti nei singole track!
Alcuni capendo la mia fretta si scostavano lasciandomi passare, ma tanti altri nulla, nonostante chiedessi loro il passo restavano fermi a sbarrarmi il passo e non riuscivo a sorpassarli! Pazienza, mi dicevo ogni volta, alla prima occasione me lo levo di davanti anche questo!
E cosi fu!
Correvo e vedevo alternarsi continuamente le salite alle discese alle pianure: in salita arrancavo meglio che potevo, ma son riuscito stavolta a non fermarmi mai, erano salite comunque non cosi tremende e impossibili e pur se rallentavo tantissimo comunque riuscivo sempre a corricchiare! In discesa la musica cambiava: giù come un matto, senza freni, ne ai piedi e neppure in testa! Non avevo paura, correvo in discesa piu veloce che mi riusciva quando poi finalmente il grosso dei podisti era dietro di me e non ero piu alle prese con rallentamenti di podisti più lenti.
Sì, non avevo paura oggi in discesa e correvo realmente come un dannato con in mente solo il pensiero di farmi più avanti possibile nella classifica di categoria!
A volte mi trovavo a parlare con i miei stessi pensieri, mentre scendevo veloce: “Piano Gerri, non esagerare che se ti rompi un piede poi starai fermo mesi e mesi e buonanotte tutte le altre gare in calendario”!
Ma subito dopo un altro me mi parlava: “Gerri, corri più forte ancora, sei in gara adesso e le gare vanno corse meglio che si può, pazienza se ti romperai un piede, ma intanto giù veloce più che puoi”!
In pianura invece ho cercato di tenere un passo abbastanza veloce ma tanto da permettermi comunque di respirare e tirare un po i remi: avevo anche bisogno di recuperare il fiato ogni tanto e, per farlo, ho approfittato dei tratti pianeggianti o in falsopiano!
E sono andato avanti cosi fino alla fine!
Nell’ultima discesa, abbastanza lunga, riconosco avanti a me Giuseppe D’Adamo, mio caro amico e atleta della mia stessa categoria!
Capisco, per vedermelo li davanti non troppo lontano, che sono riuscito a recuperare dunque tantissime posizioni, nonostante la mia partenza in ritardo! Bene, mi dico, e lo punto!

Mi ero messo in testa di provare a superare anche lui, ma dannazione come corre velocissimo questo qui, in discesa!
In quel momento mi sono ricordato allora che Giuseppe è un discesista puro e, infatti, in quella discesa invece di avvicinarmi a lui lo vedo allontanarsi un po' di più!
Poi, inizia l’ultima salita, quella proprio sotto al paese e che ci fa rientrare dentro la Villa comunale!
Questa salita mi uccide! So che è l’ultima, sento la voce di Aldo come sempre che parla al microfono e capisco che sono quasi giunto alla fine! Ma adesso sono stanco realmente!

Gli ultimi metri di quella salita che mi si apre davanti infinita mi tocca farli stavolta camminando!
Raggiungo dei gradini a semicerchio: c'è il pubblico affacciato alla ringhiera metallica che mi sprona, qualcuno mi dice che sono ormai arrivato!

Riesco a salire quella scala di marmo correndo di nuovo, vedo il traguardo!
E’ fatta!
In classifica poi leggerò: Gerlando Lo Cicero, 30 esimo assoluto e ottavo di categoria, con il tempo di 1h38’18”
Prima di me soltanto 7° della categoria MM45!
Mi sono lasciato dietro  tantissimi runner!
Ma sono stanco! Addirittura più stanco che al monte Cofano [Cofano Trail] pur essendo stato questo ben più lungo in km!
Ma oggi, alla Valle d’Ippari, ho corso tutti i 17 km praticamente sempre al limite delle mie capacità fisiche e mentali: a causa di quell'imprescindibile bisogno e del consegue espletamento dovevo recuperare tanta gente davanti a me!

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 21:12
Maratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangereccia
Maratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangerecciaMaratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangerecciaMaratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangereccia

La Maratona di Messina che si sarebbe dovuta svolgere il 22 febbraio 2015 è stata annullata integralmente: nel senso che tutte le gare in programma sono state cancellate "per motivi di sicurezza", a causa del maltempo e di un "nubifragio" che si era abbattuto su Messima, già sin da sabato, con rovesci d'acqua e violente raffiche di vento, sino a poco prima dell'esordio della gara.
E' stata una decisione presa irrevocabilmente dai Giudici di Gara che hanno fatto un sopraluogo del percorso e hanno accolto l'istanza della Protezione Civile che ha ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza minime per garantire l'incolumità dei partecipanti.
E, a quanto sembra, subita dagli organizzatori che si sono visti ritirare il "nulla osta" per lo svolgimento della manifestazione [e qui gli addetti all'informazione a mezzo stampa sono ancora in attesa di un comunicato stampa da parte di questi ultimi che invece tacciono, laddove essere tempestivi con una comunicazione ufficiale sarebbe stato doveroso]
Secondo alcuni è stata una decisione discutibile ed eccessiva, nel senso che - per lasciare tutti contenti - si sarebbe potuta fare egualmente la gara sulle distanze ridotte, accorpando i maratoneti alla Mezza Maratona.
Gli oltre 500 maratoneti ammassati sulla linea di partenza, pur essendo sotto la pioggia, sono rimasti colpiti da questa decisione: pioveva sì, ma non in maniera particolarmente intensa.
Hanno dovuto accettare, senza comprendere.
E se le condizioni di maltempo fossero state davvero gravi (per esempio, un'incombente tromba d'aria) tutti si sarebbero immediatamente dileguati al sicuro nelle proprie automobili e nelle case.
Ma così non è stato: molti - per non dovere considerare sprecata la propria giornata sportiva ed una transferta per la quale avevano spese energie e denaro - hanno fatto egualmente un allenamento sul circuito di gara.
Il principio della sicurezza a volte diventa un po' troppo invadente: nei paesi anglosassoni vige il principio della responsabilità individuale del singolo runner nel decidere ciò che è meglio fare per lui/lei. E quanto più avverse sono le condizioni atmosferiche, tanto più a loro piace gareggiare: anche in caso di nevicate e di formazione di ghiaccio. Anzi, in questi casi, la festa pè più grande perché pè più challenging.
In Italia sono tutti spaventati, invece, e vogliono fare "prevenzione".
Ma così, in un certo senso, si tradisce il messaggio sportivo.
Sono finiti i tempi in cui si leggeva nei regolamenti di gara "La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione di tempo atmosferico".
Una volta che si apre una maglia senza che sia ben definiti i limiti di ciò che è "pericoloso" o non "sicuro", si lascia spazio alla soggettività di colui che ha il potere di prendere le decisioni, spesso plasmate sulla base di personali pregiudizi e di irrazionali paure.
E on si sa più dove si potrebbe arrivare: per esempio, qualcuno - se gli viene dato il potere di farlo - potrebbe sospendere una manifestazione sportiva perche "c'è troppo caldo" e i podisti sono a rischio di beccarsi un colpo di sole, oppure perchè "c'è troppo umido" e i partecipanti potebbero incorrere in un colpo di calore.
Le possibilità di noxae patogene aumentano all'infinito e così all'infinito potrebbero diventare i motivi per sospendere una gara per prevenire qualcosa che "potrebbe" soltanto avvenire.
Ma queste sono le storture della prevenzione: ed è vero anche che viviamo in contesto che vogliono sempre più normare i comportamenti dei cittadini e "proteggerli" dai pericoli.
Come ho già detto, la sospensione di una gara per simili motivi (apparentemente "oggettivi", ma in realtà arbitrari) pone gli organizzatori dell'evento in una difficile posizione, toglie loro slancio e, sopratutto, crea le premesse perché nei partecipanti sotto scacco (costretti ad una rinuncia, malgrado le energie e il denaro che hanno profuso per arrivare sul luogo di gara) si ingeneri una rappresentazione della gara come evento fallimentare e non affidabile.

Ma leggiamo cosa ci racconta Gerlando Lo Cicero che da Palermo (precisamente, da Bagheria) si era recato a Messina per correre la Maratona.

(Gerlando Lo Cicero) Maratona di Messina: a tutti a schifiu ni finiu! (a tutti da schifo è andata)!

Anzi non è andata proprio!
Più che altro, se devo dir il dettaglio, non è partita affatto!

Non so, ne io ne tutti gli altri iscritti alla manifestazione, chi alla maratona, chi alla mezza e chi alla 10 km, realmente la decisione di annullare le tre gare da dove è stata originata e da chi! Abbiamo solo sentito li sul momento che veniva annullata, perché la Protezione civile e la Polizia municipale hanno ritirato all'ultimo momento il nulla osta che autorizzava la manifestazione per le avversità meteo troppo rischiose!
E dunque il comitato organizzatore senza più quel nulla osta non poteva dare il via a nessuna delle tre gare!
Ripeto: non so se tale motivo risponda al vero o se trattasse solo voci di popolo nate li sul momento tra i podisti stessi tutti amareggiati e ammutoliti per l'improvviso flop!

Fatto sta che comunque effettivamente oggi a Messina il meteo ha rotto le scatole e ha imperversato sulla città e sullo Stretto in maniera davvero forte e lo ha fatto fin dal sabato pomeriggio.
La notte addirittura io ho avuto reali problemi a dormire per le fortissime raffiche di vento che scuotevano la finestra della mia stanza d'albergo!

E la conferma delle pessime condizioni meteo le ho avute io stesso sulla mia pelle per esser rimasto a Messina insieme agli amici Salvo, Francesco e Domenico e ci siamo concessi un allenamento di lunghissimo a ritmo lento: io al 25° km ho mollato perché le raffiche di vento subite in quei 25 km mi hanno letteralmente messo KO, esaurendo anzitempo le mie energie.
I miei tre amici sono riusciti a tornare in albergo correndo e hanno fatto alla fine 33,5 km in poco più di tre ore, ma io al 25° sono letteralmente saltato al volo su un autobus che mi ha lasciato vicino l'albergo!

Pazienza! Maratona saltata e week end del tutto bruciato come gara ma comunque mi consolo del fatto che almeno son stati due giorni comunque piacevoli in compagnia degli amici!
Mi dispiace tantissimo soprattutto per alcuni amici miei che hanno fatto ben oltre tre mesi di preparazione atletica per questa maratona come Luigi e Giuseppina Lo Destro, Gioacchino Lo Giudice, Giovanni Scopelliti perché per loro questo appuntamento con la distanza regina era un obiettivo per il proprio personale cronometrico e per alcuni di essi addirittura il battesimo alla maratona, ma fa parte del gioco anche queste inattese sorprese meteo e improvvisi annullamenti!
Amici cari se vi può un minimo consolare vi giuro che comunque oggi a Messina anche se facevano partire la maratona non era giornata da personale per nessuno.
I miei 25 km dentro le raffiche impetuose mi hanno realmente annientato fisicamente!

Come già detto son rimasto a Messina e mi sono allenato con gli amici di Palermo. Dovevamo e volevamo fare 30 o più km tanto per digerire l'amarezza della maratona mancata, loro sono riusciti a farne 33 di lunghissimo ma io al 25° km ero kaput!

Ho visto un autobus arrivare e l'ho fermato e ho avuto la pazzesca fortuna che giusto passasse vicinissimo al mio hotel mio,. E se non fosse stato così, non sarei riuscito a tornare con i miei piedi fino alla stanza per la doccia.

Autista gentile pure per aver chiuso un occhio visto che ero senza biglietto e soldi dietro.
E sinceramente (perché non ammetterlo?) alla fine per me personalmente è stata una fortuna che abbiano annullato la maratona.
Oggi non ero assolutamente in grado di fare manco 30 km io, figurarsi 42!
No, se oggi la maratona fosse partita, io - senza neppure il beneficio del dubbio - al traguardo non sarei stato in grado di arrivarci, a prescindere dal ritmo di corsa!

Amen!
Sabbenirica (Sia benedetta... in senso ironico) maratona di Messina!

 

Nelle foto, il gruppo di podisti con cui Gerlando Lo Cicero si é recato a Messina e alcune immagini del ricco pranzo post-allenamento.

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 08:35

Torno a casa molto amareggiato da Messina per la maratona annullata, anche se alla fine ho anche compreso e accettato la decisione di annullamento (come ho già scritto abbondantemente ieri sera)!
Arrivo a casa e cosa trovo?
Una magnifica torta fatta in casa da Filly!
Torta deliziosa con ricotta, yogurt, marmellata e ananas!
Ipermegabuonissima! Complimenti alla mia Filly!
Questa torta come una magia mi ha scrollato di dosso ogni amarezza e stanchezza per la trasferta messinese!
E stamattina come non fare colazione con altra porzione di tale prelibatezza?
Si, si lo so e va bene: da 76 kg son passato a 77 kg negli ultimi giorni, si d'accordo che al 25 km di un lunghissimo che doveva essere di 32 km non c'è l'ho più fatta e son saltato su un bus per tornare in albergo ma...santa pazienza come faccio a dir di no a cose così? A una torta come questa?

Gerlando Lo Cicero

La Maratona di Messina è stata sospesa per irrevocabile decisione dei Giudici di Gara, dopo sopraluogo del percorso e deitro suggerimento della Protezione Civile.
Grande smacco per gli oltre 500 runner ammassati sotto la pioggia dietro la linea di partenza che sono stati letteralmente mandati a casa.
Sono di quelle cose che lasciano il segno sia nella voglia degli organizzatori di andare avanti sia nella rappresentazione interiore che i podisti che subiscono lo smacco si costruiscono, rappresentazioni che potranno influenzare future decisioni.
E' andata meglio a quei podisti siciliani che avevano optato per la Maratona di Malta, incidente in calendario nella stessa data.
Ai podisti delusi sono rimasti soltanto delle scelte consolatorie: c'èchi ha deciso di fare comunque un allenamento sul percorso di gara, sotto la propria personale responsabilità e c'è chi si è dedicato ai piaceri della buona tavola o che, tornando a casa, per compensare la frustrazione, ha mangiato da una ricca guantiera di dolci, comprati a messina, prima di lasciare la città (cosa dire, per esempio, dell'ottima "pignolata" messinese?).
Oppure c'è qualcuno che, tornando a casa, ha trovato una buona torta fatta in casa: come è stato il caso dell'amico Gerlando Lo Cicero (che in verità ha cumulato ben tre cose: allenamento al posto della maratona, mega-pranzo post-allenamento in un ristorante di Messina e, per concludere in dolcezza, il buon dolce casalingo della sua Fiilly.

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20 febbraio 2015 5 20 /02 /febbraio /2015 19:41
Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015

Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015

La Rocca di Cefalù é un piccolo scrigno di tesori archeologici e naturalistici e, ogni tanto, è bello inerpicarcisi di Corsa. Complessivamente, tra salita, ondulazioni e discesa, si tratta di un bell'allenamento. Io stesso l'ho fatto diverse volte, partendo dal lungomare e facendo ritorno al punto di partenza, E questo in un periodo della mia vita in cui, d'estate, villeggiavo nella vicina Gibilmanna. In quel periodo mi preparavo per la 100 km, quindi.nulla di strano che scendessi da Gibilmanna di Corsa, che facessi il periplo della Rocca dal basso, passando dal Faro, per poi inerpircarmi sulla montagno sede dell'antica città medeivale fortificata e farne il giro completo con l'inevitabile puntata sino alla cima, per poi ridiscendere sino alla spiaggia e ricongiungermi con la mia famiglia, con la quale avevo preso appuntamento, ad un orario che fosse comodo per loro.
Quello che segue è il racconto di Gerlando Lo Cicero relativamente ad un suo allenamento - non programmato - sulla Rocca di Cefalù: e mi ha molto emozionato leggerlo, proprio perché mi ha ricordato di quei tempi gloriosi.

(Gerlando Lo Cicero) Qualche giorno fa un impegno mi ha portato a Cefalù! Sono passato velocemente da casa al mare per controllare che tutto fosse  a posto, per poi incontrarmi con la persona con cui ho un appuntamento!

Appuntamento noioso, non vedo l’ora di salutare e andar via!

Ho portato con me tutto il necessario per correre e allenarmi: dovendo recarmi a Cefalù avevo voglia di correre oggi nel suo lungo mare! L’idea era olo quella di fare una corsetta lenta e in pianura: questa è, infatti, la settimana di scarico pre maratona!

Tra due giorni infatti, Domenica, correrò a Messina i 42,195 km e, anche se la farò come allenamento di lungo, so bene che comunque 42 km son sempre tanti! Parola d’ordine, dunque, é arrivare a domenica riposati e freschi!

Si, mi dico, farò più volte avanti e indietro nel bel lungomare di Cefalù, che presenta una strada totalmente piatta!

Quando mi libero finalmente dall’impegno, mi porto sul lungomare e li parcheggio la macchina!

Mi cambio idea! C'è qualcosa che mi fa stare irrequieto! I miei occhi ripetutamente vanno in su verso la cima della Rocca di Cefalù, dominata dai ruderi di un antico castello!

Quel monte mi parla, oggi! Mi sta chiamando! Sento qualcosa di irresistibileal suo cospetto!

Cerco di desistere dall’idea che, pian piano, mi nasce dentro, mentre sono intento a cambiarmi i vestiti e indosso i capi da running!

No, sarebbe stupido salir lassù correndo oggi, dato che tra due giorni ho una maratona che mi attende! Mi stancherei troppo! E poi non ho con me neppure le scarpe da trial running!

Eppure quel monte, oggi, ha una voce davvero! La sento! Diamine, continua a chiamarmi!

Ma che vuoi? Dai, smettila di attrarmi cosi terribilmente a te! Dai, ho una maratona domenica, e tu sei alto e faticoso da scalare correndo! Lasciamo perdere, sarà per un’altra volta!

I cefaludesi chiamano questo monte al femminile, la "Rocca"!

Secondo me, ne sono convinto, invece è un maschio, ha un carattere troppo forte per essere femmina!

Però, accidenti, effettivamente mi accorgo che sa ammaliare un uomo come una bellissima donna! Forse hanno ragione i suoi cittadini che vi abitano sotto! Forse è una femmina tentatrice questo monte!

Continua a parlarmi, ancora mentre ho gia allacciato le scarpe da corsa e son pronto a iniziare la mia corsetta facile! Non lo voglio più ascoltare! Ma lui insiste! Lo lascio sbattere! Oggi devo far vincere il mio buon senso e non il mio istinto!

Ha vinto il mio istinto!

Pigio il tasto di avvio allenamento sul mio nuovissimo gps e via, sul lungo mare! Ho parcheggiato a metà del viale che costeggia il mare, e decido di correre subito in direzione Palermo, volgendo le spalle al monte, cosi spero smetta di chiamarmi e di insistere! Quanto meno nel primo km di corsa non lo guarderò e non penserò più a lui!

Finisce quel primo tratto di lungo mare e mi tocca necessariamente girarmi e tornare indietro!

Accidenti, rieccolo li, davanti a me! Mi guarda e io guardo lui! Mi chiama e io non lo ascolto!

Ma sei un maschio o una femmina, maledizione! Che montagna sei?

Corro veloce su tutto il tratto del lungo mare, arrivo all’inizio del centro storico bellissimo, torno ancora una volta indietro, ma non faccio neppure un chilometro in direzione opposta al monte ed ecco che mi giro ancora indietro e, stavolta, punto deciso verso lui!

Ho deciso! Salirò fin sulla sua cima, correndo! Ho troppa voglia di possedere quella rocca oggi, e lei vuol possedere me!

Mi lascerò possedere, non posso far altro, la sua voce insiste ed è troppo forte il suo richiamo!

Spero solo che salirci su non sia troppo una cosa da dannarsi di fatica e che anche lui (o lei) si lasci possedere facilmente da me!

Nasce cosi, senza alcun preavviso, una corsa in montagna, un allenamento di trail running che è stato un po’ come morire dalla fatica fisica ma contemporaneamente è stato mondo per far vivere e respirare intensamente la mia anima!

Comincio a salire per l’antico sentiero pavimentato a gradoni, ma subito poco dopo vengo fermato da tre tipi: sono i custodi dell’accesso all’area acheologica, che gia inizia dal basso! Mi dicono che si paga per entrare un ticket comunale [sino a pochi anni fa l'ingresso era totalmente gratuito e non c'era alcun personale di custodia - ndr]! Accidenti! Non ne sapevo nulla!

E da quando?, chiedo loro, visto che altre volte, ma tantissimi anni fa, son salito da li al castello con amici camminando e non si era mai pagato prima!

Mi rispondono che da due anni è stato istituito l’ingresso a pagamento!

Spiego loro che sono sprovvisto di denaro con me, perché ero qui per fare una corsa in salita e non sapevo del ticket! Alla fine, forse mossi da misericordia verso un folle che intende salire fin in cima correndo, mi lasciano passare!

Riprendo a correre, ma è già dura fin dai primi gradini! La prima parte del sentiero che porta in alto al castello e alle mura in cima è infatti tutta una lunghissima gradinata assai ripida! Non mi demoralizzo, so che ormai la Maratona di Messina è irrimediabilmente compromessa e allora via su, senza fermarmi!

Il cuore, come al solito, mi scoppia in petto e batte peggio di mille tamburi impazziti!

Salgo, salgo e ancora salgo verso l’alto! Sono affranto di fatica, ma corro ancora perché mi sento stupendamente vivo dentro me!

Arrivo a un primo scorcio di panorama! Devo fermarmi! Ho con me il telefono stavolta perché dovevo provare la funzione “live track” del mio nuovo gps 920xt!

E’ cosi bello ciò che mi si apre sotto di me nel panorama che più volte, da qui in avanti mi fermerò a far fotografie!

Non posso esser stato qui su questo monte e non tornare a casa con qualche foto!

Mentre scatto le varie foto, il mio cuore ne approfitta per tornare a battere a regimi a lui più congeniali! Respiro! C’è aria attorno a me, c’è vita! C’è natura, e ci son pietre cosi antiche e cariche di millenni di storia che la mia anima si perde e non sa più se tornare giù al mondo normale!

Già, mi piace correre quassù e scattar foto che quasi la mia anima mi chiede di restare per sempre lassù!

Ma so che devo tornare! Ho una vita che mi attende tra gli uomini!

È stupendo star qui, cosi in alto e a due passi dagli Dei, ma devo pur tornare giù!

Si susseguono i sentieri, a tratti molto tecnici e impegnativi, pietraie vere e proprie e ho qualche timore per le mie caviglie! Penso al mio gps nuovo di zecca, accidenti devo star attentissimo a non ruzzolare per terra, non vorrei graffiarlo o peggio romperlo!

I turisti, tanti e quasi tutti stranieri, mi guardano tra la sorpresa e il sorriso sui loro volti! Li saluto uno per uno man mano incrocio i gruppetti di turisti saliti al passo fin quassu! Mi vedono correre e mi salutano allegramente anche loro! Una bambina addirittura mi applaude e mi dice qualcosa in inglese che non capisco!

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Il Gerri applaudito su un monte da una bimba inglese! Fantastico!

Chissa cosa pensano di me tutti questi turisti, nel veder un uomo che corre su quei sentieri!

Raggiungo il Castello, o meglio i resti di quel che fu il caposaldo della città fortificata! E’ il punto più alto del monte! Poi percorro correndo il perimetro delle antichissime mura che un tempo servivano a proteggere i sovrani dai nemici!

La mia corsa oggi praticamente è un correre tra la natura e dentro la storia millenaria di Cefalù!

Sono felice, oggi sono realmente felice!

Poi scendo giù! Sto attento ai sentieri di pietre, poi i gradini ripidi mi fanno sentire a disagio con le gambe, ma li scendo comunque correndo!

Ripasso davanti i tre uomini del ticket e senza fermarmi li ringrazio ancora per la cortesia che mi hanno voluto riservare e vado oltre, rientrando nel centro storico di Cefalù!

Lo percorro tutto, correndo di buon ritmo, riconquisto il mare e il lungo mare e arresto la mia corsa accanto la mia macchina!

Un cane con la sua famiglia umana è li vicino, mi abbaia! Sono italiani i suoi amici umani!

Mi dicono che è buono, fa solo tanto rumore! Gli rispondo che possono lasciarlo libero se vogliono: io amo i cani! Mi prendono in parola, allo sganciarsi di quel guinzaglio quel cane si precipita addosso a me e comincia a giocare e a graffiarmi con le sue zampe!

Affondo le mie mani nel suo pelo, gioco con lui! Non poteva esserci un saluto migliore di questo dopo una meravigliosa corsa su quel monte!

 

Seguendo questo link si accede ad una galleria fotografica sul profilo Facebook di gerlando Lo Cicero con le foto della sua esperienza di corsa sulla Rocca di Cefalù.

Trattandosi di un profilo e non di una pagina le foto possono essere viste soltanto da chi è iscritto su Facebook, anche se non direttamente tra i contatti di Gerlando Lo Cicero.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.1550520498554678.1073741853.100007902284467&type=3

A Cefalù, corsa supramonte. La montagna ha chiamato e Gerlando ha risposto (Gerlando Lo Cicero)
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9 febbraio 2015 1 09 /02 /febbraio /2015 16:01
Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015 (foto di Adriana Ponari)

Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015 (foto di Adriana Ponari)

Gerlando Lo Cicero ha partecipato, l'8 febbraio 2015, alla prima edizione del Cofano Trail, valevole come 1^ tappa del circuito Ecotrail Sicilia 2015). Ecco il racconto della sua esperienza.

(Gerlando Lo Cicero) Trovarsi a correre in uno scenario di straordinaria bellezza, su sentieri che portano da una paesino in provincia di Trapani su per ripide salite sul fianco di un monte e giù veloci quasi a toccare il mare in burrasca, quel mare tanto famoso che poco più in là bagna la rinomata località di San Vito Lo Capo!

E poi, improvvisamente, mentre arranchi in una di quelle tante salite, sbuffando e sentendo il tuo cuore che batte quasi impazzito, ti accorgi che il sentiero finalmente cambia inclinazione e via via diventa più dolce e meno cattivo, per poi sparire come per magia dentro una roccia tanto che, ancora a qualche metro di distanza ti viene da domandarti dove andrà mai quella traccia del sentiero!

E, infine, con assoluta meraviglia ti accorgi che il sentiero non sparisce ma entra dentro una galleria nella roccia e ti ritrovi proiettato in una vera e propria finestra scavata dal vento e dalla pioggia nei millenni, ed entrando in quel buco carsico naturale ti senti investire dal soffio violento del vento!

Ed è come sentire che la tua anima vive d'una vita che non ti saresti mai aspettata, li, in quel luogo, in quel momento, su quella montagna!

Il bellissimo trail di Monte Cofano, a Custonaci, ci ha regalato anche questa piccola ma intensa sensazione unica nel suo genere, come una sorpresa messa li apposta dalle mani invisibili della natura per ricompensarci della nostra sofferta fatica di trailer!

Sono entrato dentro quella galleria che già il sentiero cominciava a scendere verso il mare, e sono stato investito in piena faccia da un vento gelato e fortissimo (che s'incanalava naturalmente dentro quella finestra rendendo più intensa la sua forza) ma che mi ha letteralmente scrollato di dosso tutta la fatica che ce voluta per salire fin lassu seguendo il tortuoso sentiero, correndo!

Una sensazione straordinaria e sorprendente!

Il cielo sopra la provinacia trapanese è ostaggio dei capricci del meteo, questa mattina dell’8 febbraio! È in preda del vento, delle nubi, della pioggia che investe Custonaci per tutta la notte, come ci raccontano alcuni amici che sono sopraggiunti la sera prima!

La mattina, invece, si risveglia con timidi squarci di sole, con il cielo che sembra un infinito puzzle fatto di ombre, luci, sole e nuvole!

L’appuntamento è quello con la prima tappa del circuito trail siciliano, che si corre su e attorno al Monte Cofano, quella maestosa montagna che monta la guardia allo splendido mare di Custonaci, insieme all’altra sentinella poco più avanti, il Monte Monaco, che fa da guardia all’incantevole quanto famosa spiaggia di San Vito lo Capo!

Sono un ambiente e un panorama di intensa bellezza, quelli che ci accompagnano lungo i 22 chilometri di corsa sui sentieri di questa riserva naturale orientata!

Inizio la mia gara insieme ad altri 220 atleti, dalla piazza centrale di Custonaci!
Immediatamente è uno scorrere nervoso lungo le viuzze di pietra e asfalto del centro cittadino, le prime centinaia di metri di corsa sono rese nervose dal continuo salire e scendere di quelle vie!

Poi un’ultima strada in salita mi proietta tra i primi paesaggi immersi nella natura, e ben presto mi lascio alle spalle le case basse di quel paesino!

Sono già stanco! Guardo il mio GPS allacciato sul polso, ho percorso ancora solamente 2 chilometri! E sono già incredibilmente stanco!

Mi consolo! So che è cosi! Ormai ho capito che io soffro terribilmente queste partenze di gara subito e direttamente in salita, e in forte salita! Non ci sono abituato, non sono allenato a questo genere di gare, da poco mi son dato ai trail ma ormai ho ben capito che le salite sono la caratteristica fondamentale di queste avventure di corsa! Tutto diverso dalla corsa su strada, dove la dimensione orizzontale del nero nastro di asfalto è la costante principale!

Nei trail si corre in montagna, e si sa che le montagne son alte e per correrci su e arrivare in alto occorre salire e soffrire!

Mentre in strada devi saper correre bene e forte, impostando un ritmo e devi aver resistenza nel tener quel ritmo più a lungo possibile, in un trail entrano in gioco tantissime variabili in più! Devi aver gambe capaci di sopportare la salita e devi avere capacita di tenere come resistenza quelle temute salite! Devi aver piedi veloci in discesa con i riflessi e l’istinto sempre all’erta per saper riconoscere, in frazioni velocissime di secondi, dove poggiare il piede con sicurezza e saper riconoscere invece il sasso instabile e saperlo evitare! Devi aver brillantezza nelle gambe nei tratti di falsopiano dove si riesce a correre quasi normalmente!

Ma - sopra ogni cosa - oltre al fiato e alle gambe, devi avere la tua anima cosi libera e cosi in festa che deve esser capace di godere in ogni istante della tua corsa di queste immense fatiche, di queste straordinarie faccende che il cuore sa sentire e la mente sa dominare e poi accettare!

Già, il trail è tutto questo e ancora di più! Mi rendo conto che, ogni volta che corro in montagna, torno ad essere un po’ bambino e mi scopro di esser veramente felice, in quei momenti!

A volte maledico la stanchezza, lo ammetto, ma quando poi sono in alto e vedo il cielo cosi vicino, ringrazio Dio per avermi permesso di arrivare sin lassù! E di esserci arrivato correndo!

Le forti e lunghe salite si intervallano nel frattempo a veloci discese su single track, resi insidiosi e scivolosi per l’acqua e il fango che la pioggia della notte ha portato! I miei piedi tendono a pattinare sul sentiero in discesa, ma - come se fossi del tutto inconsciente - non ci penso e vado giu piu veloce che posso!

Ho il pensiero fisso nel tentativo di recuperare quanti piu minuti sul cronometro e quante più posizioni possibili in classifica proprio nelle discese, visto che oggi sto soffrendo tantissimo e molto più del solito le salite!

Ho corso la maratona di Ragusa appena un mese fa, l’11 gennaio, e forse le mie gambe non hanno ancora del tutto smaltito la stanchezza dei 42,195 km sulle strade ragusane.

Infatti, ad ogni nuova salita, mi vedo superare da tantissimi runner, che riescono ad avere una buona resistenza di gamba!

Poi, però, ad ogni discesa i ruoli si invertono e riesco a superare nuovamente le stesse persone che mi avevano affiancato in salita e le vedevo ogni volta andare via!

In discesa so correre abbastanza bene, la mia dose di temerarietà mi aiuta e insieme mi dice che rischio di farmi male, ma a me piace cosi, almeno per ora, almeno finché non prenderò una nuova storta a una delle caviglie!

Pure una donna escursionista, che ho superato scendendo e che, per un soffio, è riuscita a scostarsi di lato sul sentiero per evitare che la travolgessi, mi urla dietro le mie spalle “Piano, vai piano che se ruzzoli non ti fermi piu e ti fai un gran male”! Non la sento, o forse non voglio ascoltarla, non voglio che le sue parole possano mettermi paura e frenare la mia discesa! Devo recuperare quanto più tempo possibile!

Arrivo alla finestra piena di vento, la mia faccia quasi si gela per quell’improvviso impeto di vento freddissimo, mi stupisco e resto meravigliato di quella sorpresa, continuo a scendere!

Il sentiero poi costeggia per un lunghissimo tratto la scogliera frastagliata! Questo è un sentiero quasi tutto pianeggiante e le mie gambe finalmente si risvegliano e riescono a portarmi avanti con un bel ritmo! Sento il mare urlare e sbattere contro le rocce li, a pochissimi metri da me, mi giro di tanto in tanto e lo osservo!

Mi piace il mare in burrasca! Mi parla d'una forza immensa e mi fa capire quanto piccoli davvero siamo, in realtà, noi uomini!

Il sentiero ricomincia a salire, torna ad esser cattivo, il mio respiro torna pesante e a tratti anche affannoso! Rallento, in molti tratti sono costretto a camminare, recupero un po di forze ed energie e ogni volta che quella traccia scivolosa torna a esser meno ripida riprendo a correre, anche se molto lentamente!

Ed è sempre cosi, fino alla fine, un alternarsi quasi continuo di salite e discese, finche le mie scarpe cariche di fango e acqua calpestano nuovamente l’asfalto in discesa che mi porta verso il paese!

Un ultimo sforzo, una breve scalinata anch’essa in salita, la supero quasi morendo di fatica, poi sbuco sulla piazza, vedo la gente scattare fotografie, bambini urlare pieni di gioia e giocare, sento la voce di Aldo Sirtagusa parlare al microfono, e capisco allora che la montagna per oggi è finita e insieme ad essa è quasi finita la mia corsa!

Supero l'arco gonfiabile color arancio, chiedo se è quello il traguardo, son stanchissimo e quasi non capisco di esser arrivato, qualcuno mi dice che posso fermarmi!

Mi fermo, ansimando fortemente, ma so di esser arrivato e mi sento maledettamente e fortissimamente vivo!

Chiudo la mia gara - lunga 22 km -  in 2h24’, arrivando 29° assoluto su 219 partecipanti e 6° di categoria MM45!

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15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 21:44
Maratona Città di Ragusa 2015 (12^ ed.). Il sapore del vento. Gerlando Lo Cicero racconta la sua esperienza

Gerlando Lo Cicero ha partecipato alla 12^ edizione della Maratona Città di ragusa e qui di seguito racconta la sua esperienza di gara, precisando che si tratta di un "racconto lungo" la cui lettura é raccomandata solo a chi è allenato ai lunghissimi!.

Precisa anche che il suo racconto é dedicato a Mario Cavataio.

Nebbia, freddo!
Sono contento per questa ovattata atmosfera che ci accoglie e circonda la zona di partenza della 12^ Hybla Marathon [dall'anno scorso "Maratona Città di Ragusa"], come se in quella nebbia potessi nascondere i miei preoccupati pensieri per una nuova maratona che so di non aver preparato e di non essere fisicamente nel meglio della mia forma, ancora una volta!
Sorrido agli amici, leggo nei loro volti tutta la frizzante gioia per una nuova esperienza di 42,195 chilometri, insieme alla loro determinata concentrazione.
Sorrido anche per esorcizzare la mia inquietudine!
La voce dello speaker scandisce i pochi secondi alla partenza, poi lo sparo concretizza l’inizio di questo nuovo viaggio!
Immediatamente il manto stradale scende e tra noi ci gridiamo di fare attenzione perché la strada è resa scivolosa dalla brina di questo mattino e il rischio di cadere è notevole! Ma dopo poche decine di metri, la strada riacquista la sua dimensione orizzontale, una dimensione questa che ben presto capirò sarà solo un lontano ricordo lungo tutta la maratona;
Il mio ritmo è da subito quello che mi ero prefissato di tenere per tutta la gara, 4’30” al km! So di non essere allenato per una 42 km, ma sono pronto a scommettere che comunque tale ritmo potrò reggerlo per tutta la gara!

Che sciocca illusione la mia! Sapevo delle salite che il percorso di Ragusa ci avrebbe riservato! Sapevo delle discese che ci avrebbero restituito il respiro! Ma non immaginavo affatto cosi tante salite e discese, di cosi variegata misura e pendenza: alcune lievi e lunghe, altre ripide e corte, altre ancora mediamente lunghe e mediamente ripide, sia all’insù che all’ingiù!
Arrivo al decimo km, e sono già stanco, maledettamente stanco!
A una prima discesa che mi ha fatto ben sperare, che ho superato lasciandomi andare aiutato dalla forza di gravità, è subito seguita una lunga salita che  mi 
immediatamente ha schiaffeggiato mettendomi faccia a faccia con la mia realtà, quella della sofferenza fisica!

E c’è il vento, con tutto il suo sapore amaro perché mi soffiava contro rendendo la mia corsa ancora più difficile di quel che era gia da se!
Ma è anche un vento che porta un po di poesia dentro la mia anima! “Meno male”, mi sorprendo a dire a me stesso, “meno male che c’è almeno questo vento che soffia tra questa erba e mi porta il suo odore”.
E, improvvisamente, mi rendo conto che sto correndo in mezzo a sconfinati pascoli di un verde intenso tutti orlati dai fantastici e pittoreschi muretti a secco, tipici delle campagne su tutto l’altopiano ragusano!
Allora capisco che, se sto correndo dentro la mia immensa fatica e sofferenza, sto anche correndo dentro un sogno, fatto di un paesaggio agreste che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo!
Mi basta quel poco di musica di quel vento tra quelle pietre e tra quei pascoli a restituirmi un po di voglia di correre!

Ho patito le prime salite, le ho sofferte oltre ogni mia più ottimistica speranza! Si, lo confesso, A Ragusa ci sono arrivato che non ero pronto a sbuffare, a soffrire, a dare del tu alla fatica!
Ma riesco anche a distrarre la mia mente da quello sfacelo di pensieri, ammirando tutto quel magnifico paesaggio ragusano attorno a me, per ogni dove!
Ma le crisi comunque arrivano! E la prima è arrivata assai presto; quando ho raggiunto il cartello che annunciava il decimo chilometro, ho avuto il primo pensiero di fermarmi e rinunciare!
Invece, non so come, quasi con stupore ho visto man mano giungere gli altri cartelli sulla mia destra, chilometro dopo chilometro, e io continuavo a correre e a non fermarmi! Al ritmo della corsa ormai non prestavo più alcuna attenzione, avevo capito che su un percorso del genere dovevano liberamente decidere le mie gambe senza troppo ascoltare la mente!
Già, la mia mente che stava facendo di tutto per fermarmi! Stavo correndo con “la mente che frena” e non con “la mente che corre” come piace a me!
Un pensiero, invece, mi veniva spesso in mente: quello rivolto agli amici con cui ero giunto a Ragusa! Chissà Salvo dove è giunto, mi ero ripromesso di correre la maratona insieme a lui a 4’30” ma dopo i primi km e le prime salite ho capito che non potevo stargli vicino e ho dovuto rallentare! Francesco e Mario chissà se stanno riuscendo a tenere la tabella di marcia per stare sotto le tre ore, lo spero fortemente per loro, soprattutto per Mario visto che è l’obiettivo suo quella maratona sotto le tre ore mentre per Francesco è un semplice allenamento!
Continuano a susseguirsi le salite, intervallare dalle discese! Continuano le fucilate alle mie gambe! Ogni cambio di pendenza lo soffro pazzescamente!
Arriva la seconda crisi, intorno al 20° chilometro! Di nuovo voglio fermarmi e farla finita, voglio tornarmene a casa e dimenticare tutto! Ma perché sono li? Che sto facendo? Perché mi sto costringendo ancora a correre? Voglio fermarmi, basta! Sto soffrendo troppo, e non mi piace neanche un po'!
Poi, come per magia, ripenso ancora una volta a quel vento e a quei muretti a secco! La fatica e la sofferenza la sento sempre, ma pensando al paesaggio tornano a essere meno pesanti!
Allora intuisco che le mie crisi sono si fisiche, ma sono soprattutto mentali!
Devo avere la testa decisa a non fermarmi, se davvero voglio arrivarci al traguardo!
E’ una maratona durissima questa, la più dura che abbia fino ad oggi corso! Lo so, ormai è chiaro! Ma la testa deve adesso comandare e spingermi! Le gambe sono martoriate, ad ogni nuova salita che incontro e supero le mie gambe diventano come ferro rovente e mi fanno un male cane! Ma non mi fermo, ormai so che devo andare avanti senza mai arrestare la mia corsa!
D’un tratto, neppure me ne rendevo quasi conto, mi ritrovo in mezzo a tantissimi altri runner che corrono attorno a me! Mi sento pure chiamare per nome, mi giro, riconosco due amici di Caltanissetta, mi incitano! Sto sognando! Sono miraggi?
Se ero quasi completamente solo a correre tra le campagne e i muretti a secco, tutte queste persone che corrono ora attorno a me da dove arrivano! Poi mi sovviene la ragione: sono i partecipanti alla mezza distanza!
Sono al 25° km (se non ricordo male) e la mia corsa si incrocia con quella della mezza maratona!
Quasi come un impeto, tanta gente attorno a me mi restituisce tanta di quella energia che la mia corsa si anima talmente tanto che il mio ritmo aumenta, come se avessi appena iniziato la mia maratona, come se ancora dovessi giungere al primo dei 42 chilometri!
Supero tantissimi runner della mezza, in tanti di loro appena intuiscono che io sto correndo la maratona mi acclamano e con le loro parole di incitamento mi regalano talmente tanta forza che alcune salite le supero quasi senza accorgermene!
E’ incredibile quanto un evento che non ti aspetti, come questo di ritrovarmi all’improvviso circondato da tantissimi runner dopo 25 km che corro in quasi perfetta solitudine tra le campagne, possa mentalmente portarti fuori dalla tua fatica e farti ritrovare un’energia dentro te che credevi persa!
Scorrono cosi altri chilometri, stavolta più leggeri mentalmente per la compagnia dei runners a me vicino!
Ma non basta! No, non basta neppure questo!
Arriva la mia terza crisi, stavolta quella realmente pesante e tremenda! Ormai non conto più i chilometri, non guardo più il mio orologio/gps e non cerco piu i cartelli dei km sulla strada! Le mie gambe rallentano talmente tanto che pian piano, uno alla volta, un po tutti i runner della mezza che avevo superato mi affiancano e li vedo allontanarsi davanti a me!
Già, stavolta la mia crisi non è tanto mentale, ma è una vera crisi metabolica e fisica! Sto correndo pianissimo, anche nelle discese ormai non riesco più a darmi un po di velocità! Le mie gambe non ci sono più! Sto “morendo” lentamente, sempre piu!
Eppure non mi fermo neppure stavolta! Supero la prima delle due gallerie e complice quel buio dentro quel tunnel di cemento scopro la mia anima che piange!
Voglio finire quella maratona ormai, sono stanchissimo, però mi conosco talmente bene che so che l’unico modo per mettere fine a quella mia sofferenza è di arrivare al traguardo! Non posso fermarmi neppure stavolta! Dico a me stesso di rallentare ancora, ma non fermarmi!
Da lontano vedo un altro banchetto, quale sarà? Allora torno a scrutare il mio gps e vedo che sono quasi al 35° chilometro!

Ho ancora un’eternità da correre, in queste mie condizioni fare ancora 7 km significa una vita infinita! Decido di fermarmi qualche secondo a quel banchetto, perche stavolta la fatica è immensa dentro me e ho l’urgente necessità di bere con piu calma e non acchiappando al volo il bicchiere e bere senza fermarmi come faccio sempre nelle maratone e come ho fatto anche oggi ai precedenti banchetti di ristoro!
Mi fermo! I ragazzi mi porgono il bicchiere! Bevo avidamente! Ne chiedo un altro! Me lo porgono! Dico a un volontario che sto morendo, mi dice se voglio fermarmi e mi indica un posto dove sedermi! No, gli rispondo che mangio solo qualche pezzetto di frutta e riprendo la mia corsa! Mi suggerisce di bere anche un po di coca cola che contiene zuccheri e mi risolleva un po! Ne afferro tre bicchieri di coca cola e, caspita, mi sento rianimare davvero!
Ringrazio e riparto, mi accorgo di stare un po' meglio ma ho anche perso tantissimi secondi fermo a quel ristoro!
La strada scende adesso, poi sale di nuovo! Manca pochissimo ormai! Lo so, manca poco!
Entro in città! Vedo le macchine ferme agli incroci con i vigili attenti a noi podisti! Vedo la gente affacciata dai balconi! Vedo gli anziani seduti nelle piazze che man mano attraverso correndo! Vedo i bambini giocare! Sto correndo, ma penso alla città che vive!

Bene! Vuol dire che non penso alla mia fatica e, dunque,ormai è certo che raggiungerò il traguardo!
Poi, cominciano i vicoli stretti della città storica e barocca! Vicoli che scendono, che salgono, che ruotano per ogni direzione, che girano! Sono io ubriaco o è la città ubriaca? Corro, sto correndo ancora e ogni nuova salita che trovo è una morte micidiale per le mie gambe mentre ogni discesa che supero è un rinascere!
Ma quando finisce? Possibile ancora? Basta, Gerri, ti prego, fermati!
Poi una scritta con vernice bianca per terra sul lastricato in un angolo mi fa nascere uno sgomento! Quella scritta riporta esattamente cosi: “Climb 600 mt” !!!
Climb in inglese vuol dire “arrampicarsi”!

Guardo davanti a me! La stradina è stretta e si inerpica in su in modo micidiale, con una pendenza terrificante! Allora capisco: mancano adesso solo gli ultimi miserabili 600 metri al traguardo, ma sono talmente ripidi che hanno pensato bene di avvertire i maratoneti scrivendo “climb”!
Stringo i denti, so che ormai è fatta! Dico a me stesso “Gerri, qua si muore per davvero adesso, ma non fermarti, muori ma senza fermarti perchè ormai ci sei”!
Svolto un ultimo angolo di pietra barocca, vedo davanti a me un gonfiabile rosso!
E’ qui, appena vedo quel traguardo davanti a me che esclamo ad alta voce “Oh Buon Dio, ti ringrazio!”
È ancora salita, l’ultima, ma saranno solo 100 metri scarsi!
Arrivo! Elio Sortino mi infila la medaglia ricordo direttamente in testa e io schiaccio il tasto d’arresto del mio cronometro: 3h18’49”!
Ho un solo pensiero, però, immediato, fulmineo: Mario che ha fatto? Se è riuscito a star sotto le tre ore su un percorso cosi terribile e micidiale per il fisico, gli faccio una statua in oro!
Mi sento chiamare, è una voce smaniosa di felicità, è quella di Mario: “Compà, indovina che tempo ho fatto?
Gli brillano gli occhi di felicità, quasi gli piangono!
Allora dai suoi occhi intuisco che c’è riuscito e azzardo dicendogli addirittura: 2h57!!!
Lui mi risponde: 2h56’!!! dietro di lui vedo il sorriso altrettanto felice di Francesco!
Li abbraccio tutti e due! Siamo i tre esseri piu felici della terra in quel momento!
Poi aspettiamo l’altro Salvo! Ha avuto un problema fisico e ha alternato la corsa al cammino dopo il 25° km! Però giunge anche lui e si unisce alla nostra festa!
Siamo tutti e quattro insieme! Siamo tutti e quattro assolutamente felici!
Ogni stanchezza è già dimenticata! In albergo, è tutto un festeggiare!



Le foto sono di Adriana Ponari

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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