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8 maggio 2013 3 08 /05 /maggio /2013 23:45

Quando i sogni diventano realtà: Max Di Franco dai Palazzetti dello Sport alle librerieIl cortometraggio "Il bambino che sogna" che racconta la vita del giocatore di Pallavolo Max Di Franco si trasforma in libro con lo stesso titolo che verrà distribuito nelle librerie a partire dal 10 maggio. E il cortometraggio intanto sta diventando anche docufiction.
"Quando i sogni diventano realta': Max Di Franco dai Palazzetti dello Sport alle librerie".
E' fissata per il 10 maggio 2013 l'uscita del romanzo  "Il bambino che sogna", scritto dallo stesso pallavolista siciliano con Lillo Cafieri, edito da Galassia Arte.

Questa biografia ha  già  vinto il premio della critica  "Gregorio Napoli" all'International Sportfilmfestival nel 2011, quando Di Franco, insieme a Maria P. Gugliotta, ha presentato un cortometraggio che proprio in queste settimane sta trasformandosi in una docufiction.
Il romanzo parla della vita irta di ostacoli d'un adolescente fatta di difficoltà sociali ed economiche che si risolve con il coraggio e la forza di volontà che permettono a Max di lasciare  Sommatino, stretta in ogni senso, per trasferirsi a Treviso e realizzare il suo sogno di giocare a pallavolo.
E' una storia dalla dinamica anacronistica ma in cui albergano tutti i valori che tanto mancano nei giovani di oggi.
Max Di Franco dal 2011 si divide tra impegni sportivi e sociali: dal 2011 é legato ad Aurora Onlus (un'associazione che si occupa della valorizzazione dei soggetti autistici) e da quest'anno é testimonial nazionale anche dell'Associazione Fratres per sensibilizzare alla donazione di sangue ed emoderivati.

Il trailer del cortometraggio 

 


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19 aprile 2013 5 19 /04 /aprile /2013 11:14
In Il volume di Giancarlo Cotta Ramusino, Camminatori. Guida pratica per esploratori giramondo viaggiatori pellegrini turisti avventurieri, recentemente pubblicato da Terre di Mezzo Editore, 2013 (www.libri.terre.it), è un volumetto agile e asciutto (che può essere consultato anche come e-book) che si presenta come un manuale d'uso per il conforto del camminatore e trekker principiante che un po' vuole fare da sè.
Il volume offre in una presentazione organica tutti i consigli utili a chi vuole affrontare un cammino di lungo corso, trekking, o pellegrinaggio che sia, tenend conto dei risvolti impliciti di avventura ed esplorazione che qualsiasi forma di cammino si voglia intraprendere possiede.
Si parte da alcune notazioni fondamentali sulla filosofia della corsa, si passa ad alcuni suggerimenti di preparazione fisica e acquisizione di dimestichezza con alcune tipologie standard di diffcioltà (come ad esempio il guado di un torrente), per arrivare a tutte le indicazioni su attrezzatura base, abbigliamento, strumentazioni tecniche ed ausili pe rl'orientamento (dalle mappe alla bussola, per arrivare ai più moderni navigatori satellitari), ma non mancano nemmeno le indicazioni su alimentazione ed integrazioni, nozioni base per cucinare all'aperto, e suggerimenti relativi ad igiene e salute.
Letto questo volumetto, il neofita del trekking non deve fare altro che iniziare a sperimentare e a sperimentarsi, iniziando così a costruire una sua personale esperienza.
 
In (Dalla quarta di copertina) Vuoi partire per un lungo cammino o per un trekking di pochi giorni e ti stai chiedendo come prepararti?
Devi cambiare lo zaino o gli scarponi e non sai scegliere?Quali sono i materiali più adatti? Cosa fare se devi dormire all’addiaccio?
Un manuale tecnico e appassionato per chi cammina, da solo o in compagnia, in estate o in inverno, in montagna o in pianura: la preparazione tecnica, fisica e mentale, il codice della strada, come guadare un torrente e come camminare al buio. E poi tutto quello che c’è da sapere sull’abbigliamento e le calzature più adatti, e su come selezionare al meglio l’equipaggiamento: la tenda, i bastoncini, il sacco a pelo, dove e come conservare il cibo.
Tantissimi consigli pratici e tutti i trucchi utili per godersi il cammino e arrivare (felici) alla meta.

Giancarlo Cotta Ramusino è informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in biciletta. Nel novembre del 2011 ha ripercorso la via che seguiva le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Ha pubblicato una serie di manuali tecnici. 
Della stessa casa editrice segnaliamo anche il volume:
Social trekking, scritto da Alessandro Vergari, uno dei fondatori di Walden Viaggi, che presenta alcune tra le proposte più belle per camminare incontrando associazioni e realtà che promuovono il turismo a piedi a contatto con la natura.
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20 marzo 2013 3 20 /03 /marzo /2013 09:34
Dai piedi al cuore. Una lettera d'amore lunga 42 km. In un libro la storia del romano Paolo PanunziHo avuto il piacere di conoscere Paolo Panunzi, in occasione della 24 ore del Sole che si è svolta a Palermo, lo scorso dicembre 2012. Qui egli partecipava alla competizione sulle 12 ore ed era accompagnato dalla moglie Pupetta Greco: e, per tutta la durata della sua gara (che si è svolta prevalentemente durante le ore notturne) è stato per tutti un esempio di vitalità, allegria, buon umore, soprattutto mostrando sempre (cosa oggi giorno sempre più rara), una profonda dedizione e un affetto smisurato nei confronti della moglie che, ora per ora, ha seguito da bordo campo la sua impresa.
Poi, l'ho rivisto in occasione della 2^ edizione della Maratona di Crevalcore. Dopo la fine dell'evento, eravamo alla stazione di Crevalcore in attesa dell'arrivo del nostro treno e lì, avvolti da una coltre di nebbia, abbiamo avuto una piacevole conversazione che è poi proseguita mentre in un affollatissimo tradotta (e stando in piedi stipati come sardine) viaggiavamo alla volta di Bologna.
Dai piedi al cuore. Una lettera d'amore lunga 42 km. In un libro la storia del romano Paolo PanunziPaolo Panunzi ha cominciato a correre molto tardi nella sua vita.Viene da una condizione di sovrappeso che, ad un certo punto, per questioni di "sopravvivenza" e guidato dai consigli del suo medico curante, ha deciso di superare.
Superava abbondantemente i 100 chili  di peso e ha cominciato a ridimensionare progressivamente la sua dieta, svolgendo contemporaneamente delle blande attività di fitness.
Quando è riuscito a scendere di qualche grammo sotto la fatica soglia dei 100 chili, ha preso a camminare a passo svelto e a correre, poi le prime gare in un crescendo di entusiasmo, essendo ormai inserito in un circuito virtuoso che ha preso a funzionare a pieno regime.
Nel corso della citata conversazione Paolo mi ha mostrato alcune foto che lo mostravano al massimo della sua condizione di sovrappeso: e da quelle foto appariva un'altra persona, del tutto irriconoscibile.
Ecco alcuni punti essenziali della sua storia che, per molti versi, è decisamente esemplare e dovrebbe essere di guida per tanti. 
Dai piedi al cuore. Una lettera d'amore lunga 42 km. In un libro la storia del romano Paolo PanunziCos'altro posso dire di lui e di questa conversazione? Che è veramente una persona che sprizza energia, vitalità e simpatia: e la conversazione intercorsa credo di poterla inserire senza ombra di dubbio, tra i miei incontri memorabili. 
Esce ora un libro scritto dalla moglie Pupetta Greco: un volume nel quale si racconta appunto la storia della sua transizione dalla condizione di obeso a quella di runner appassionato: da obeso sedentario, a corridore di piccolo corso a maratoneta che, alla fine, ha torvato il suo habitat più congeniale nel mondo delle Ultramaratone. 
Paolo Panunzi, (Greco è il cognome della moglie Pupetta), ha iniziato a perdere peso dal 2009 con una dieta e facendo piccole corse intorno al quartiere. 
Nel libro "Dai piedi al cuore. Una lettera d'amore lunga 42 km", viene descritta la prima volta che Paolo si è avventurato, con l'amico Gianfranco (che lo spronava a credere nelle sue capacità), a fare una corsa dalla casa in cui abita sull'Appia fino a San Pietro, al Vaticano. Erano solo 16 Km, ma Paolo tornò a casa con una gioia incontenibile come se avesse fatto una maratona! Da quella volta è nata in lui la consapevolezza che poteva farcela a tornare a correre come faceva da ragazzo.
Il 3 ottobre del 2010, sempre col suo amico, ha debuttato in una mezza maratona a Bolzano  (Sud Tirol Bolzano half Marathon) per saggiare la resistenza del suo fisico ancora con qualche chilo da smaltire  
Effettuò la sua prima maratona il 20 febbraio 2011  a Verona; e quell'anno partecipò complessivamente tra maratone (in tutto 6) e mezze maratone a 25 gare. 
L'anno successivo, nel 2012, alle 10 maratone ha affiancato anche le ultramaratone, trovando queste ultime  a lui più congeniali (6 ore di Spoleto - 6 ore di Curinga50 Km sul Gargano - 12 ore a Palermo) e altre più corte  nel circuito laziale. 
Ad oggi sono 63 le gare competitive portate a termine, di cui 22 tra maratone e ultra.

In questi giorni ha dovuto interrompere e cancellare tutte le gare in programma, tra cui la maratona di Roma, per un piccolo intervento chirurgico.
Inutile dire che in questo caso il dolore da sopportare non è stato tanto quello fisico, ma l'aver dovuto rinunciare a un'attività che lo ha fatto rinascere a una vita più sana. 

 Dai piedi al cuore. Una lettera d'amore lunga 42 km. In un libro la storia del romano Paolo Panunzi

 

(La presentazione del volume da parte di Pupetta Greco) Sono lieta di presentare ad amici e parenti la pubblicazione del mio libro-diario: "Dai piedi al cuore - Una lettera d'amore lunga 42 km", scritto seguendo la parabola evolutiva di Paolo, mio marito, da quando ha deciso di cambiare rotta alla propria vita, "armandosi" di dieta e di scarpette da runner.
I risultati raggiunti e descritti nelle pagine del libro vogliono essere un messaggio di speranza per tutti coloro che pensano di non avere le necessarie capacità per affrontare un cambiamento: tutto può succedere, basta volerlo.
Per chi invece già conosce e pratica il podismo, quest'opera vuol essere un omaggio ad un'isola felice dello sport.

Le pagine sono piene di aneddoti, appunti di viaggio, versi e a volte la voce narrante è affidata a parti anatomiche del corpo (!).

SINOSSI del volumeLa corsa è come un "credo laico" nel quale chiunque può trovare la strada per migliorarsi e cambiare abitudini. The Golden Lion è il nome che si è dato Paolo Panunzi quando ha iniziato a correre le maratone all'età di 50 anni. Prima di allora era un uomo convinto e rassegnato a vivere portandosi dietro il suo peso extralarge. Fino al giorno in cui ha scoperto che in quel corpo si nascondeva l'anima e l'urlo di un "leone," da allora non si è più fermato.
Ha continuato a correre e a spogliarsi man mano di quella pesante corazza che lo teneva prigioniero. Ad ogni tappa trova sempre ad aspettarlo la sua compagna di vita che segue e annota i suoi traguardi affinché un giorno leggendo quelle pagine, come in una lunga lettera d'amore, lui possa ritrovare l'entusiasmo che la corsa sa dare "Dai piedi al cuore".

 

Chi è interessato o incuriosito può trovare il libro su tutti i più importanti store online:

Youcanprint:www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/piedi-cuore-greco.html
Feltrinelli: lafeltrinelli
IBS: Internet bookshop
Amazon: amazon.it
DeaStore: deastore.com
InMondadori: inmondadori.it
Unilibro: unilibro.it
LibreriaUniversitaria: www.libreriauniversitaria.it

 

Spero di non deludere le aspettative: non sono una scrittrice professionista, credo che per descrivere certi sentimenti occorra soprattutto pensare con il cuore e trascrivere le emozioni sulle pagine bianche. Questo è quello che ho cercato di fare.

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27 febbraio 2013 3 27 /02 /febbraio /2013 09:18
Million Dollar Baby: il film e l'omonimo racconto parlano di una bella storia di sport e di vitaMi è capitato recentemente di rivedere il bel film di Clint Eastwood "Million Dollar Baby" (USA, 2005). da lui stesso magistralmente interpretato, con una bravissima ed intensa Hillary Swank nel ruolo di Maggie, la pugile che - con ogni fibra del suo corpo e della sua mente - vuole primeggiare nella Boxe, con un pensoso Morgan Freeman nel ruolo di "narratore" e, infine - in una parte cameo, indimenticabile per cattiveria e slealtà - Lucia Rijker (pugile e cantante olandese) nel ruolo della pericolosa e sleale "Billie the Bear", la pugile con cui Maggie, in un ultimo fatale incontro, lotta per il titolo mondiale.
E' un film intenso, come molti dei film di Clint Eastwood della maturità ed uno di quei film di storie di sport e di vita in cui Eastwood è maestra. Basti pensare ad "Invictus", oppure al recente "Ancora in gioco": ed è una storia che parla alle emozioni senza essere ruffiana.  
A tramettere emozioni e a suscitare riflessioni nella mente dello spettatore bastano le azioni dei protagonisti, pochi semplici gesti, gli sguardi e alcune frasi telegrafiche. 
Con l'occasione sono andato a ripescare dalla biblioteca di casa il libro che contiene l'omonimo racconto "La ragazzina da un milione di dollari" scritto da F. X. Toole (Lo sfidante - titolo originale inglese "Hope Burns" - edito da Garzanti, 2001): libro che acquistai ai tempi dell'uscita del film nelle sale cinematografiche, ma che non ebbi il tempo di leggere.
La lettura del racconto mi ha pienamente soddisfatto: ho ravvisato tra di esso e il film un perfetta sintonia di intenti e di stile.
Il volume raccoglie sei racconti lunghi e un breve saggio diaristico - memoir, dal titolo "Come entrare nel giro: un'introduzione", in cui l'autore narra le sue personali esperienze. 
Sì, perchè F. X. Toole, dopo essersi guadagnato la vita in molti modi diversi, con lavori per lo più umili, ma da sempre appassionato di Boxe, tardivamente - dopo i quarant'anni - decise di darsi in prima persona alla Boxe, nel cui ambito - con grandissima forza di volontà - intraprese una carriera di boxeur, facendo poi di tutto nel ring e attorno ad esso: l'allenatore, il massaggiatore, il fermasangue, colui che rincuorava i pugili nei momenti di maggiore difficoltà, il coach nel senso più ampio della parola. 
Poi, a oltre settant'anni, ha deciso di raccontare della Boxe e delle sue multiformi esperienze, producendo un'insieme di storie credibili ed appassionanti che hanno un antecendete soltanto nelle famose ed ultracitate "storie di Boxe" di Jack London.
E le sue storie sono assolutamente credibili (perchè scaturenti da esperienze accumulate nel corso di una vita) e coinvolgenti, molto hemingwayane (e collegabili dunque a quelle di London, scrittore culto di Hemingway, in quanto "scrittore d'azione").
A tutti nel consiglio la lettura, come complemento indispensabile all'intramontabile e sempreverde film di Clint Eastwood.
Il film e il racconto, inoltre, sono la celebrazione del modo in cui si può andare avanti in un sport ingrato, duro, faticoso, spinti semplicemente dalla forza della passione, motivati anche da una intensa forza di riscatto sociale e dalla volontà di superare sdituazioni familiari difficili, ed inoltre una bella - splendida - rappresentazione del rapporto di fiducia - unico ed inimitabile - che si crea tra un atleta ed il suo coach.
Vi è anche la  splendida lezione morale che, se si riesce ad ottenere ciò che si desidera, raggiungendo gli obiettivi che ci si sono dati, "ne è valsa la pena", anche nel caso in cui il prezzo da pagare sia salato e senza sconti e si è arrivati soltanto ad un passo dal raggiungere la meta desiderata. 
Solo per questo aspetto, ogni atleta - non importi quale sia la disciplina sportiva che pratica - dovrebbe vederlo e fare tesoro del suo insegnamento.

F.X. Toole è anche autore di un romanzo sulla Boxe, A bordo ring, pure edito da Garzanti. 

 

 

 

Il finale del film di Clint Eastwood



 
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24 febbraio 2013 7 24 /02 /febbraio /2013 23:38
Jean Béliveau, Jean Béliveau ha percorso 75.000 km a piedi per il mondo, legando questa sua marcia a molte cause benefiche e meritandosi l'appellativo di "L’homme qui marche" oppure di "the man who walked".

Questo momento era atteso da molto tempo: la storia della lunga marcia attraverso il mondo di Jean Béliveau sta per arrivare nelle librerie

Verrà prima lanciato nel Canada francofono il prossimo 21 marzo, pubblicato da Flammarion Quebec e, successivamente, il 10 aprile in Francia per i tipi di Editions Arthaud, una casa editrice sussidiaria del gruppo Flammarion.

Quasi certamente il suo lavoro verrà presto tradotto in Inglese e in altre lingue.

In progress, Jean Beliveau, parteciperà a dei pubbliic readings per la presentazione del suo volume e della sua impresa. 

 

Visitate il sito di Jean Beliveau per tenervi informati su questi eventi e su tante altre iniziative correlate: Jean Béliveau. World Wide Walk for peace and Children

 

 

Vedi anche: World Wide Walk for Peace and Children (2000-2011). Jean Béliveau, dopo 76.000 km a piedi, è tornato a casa: ha compiuto l'impresa per i bambini del mondo

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8 febbraio 2013 5 08 /02 /febbraio /2013 16:24
In (Maurizio Crispi) E' uscito nelle librerie, pochi mesi or sono, il volume di Hugh Jones e di James Alexander per i tipi di Mondadori Electa (2012), dal titolo "Maratone. Le 50 corse imperdibili nel mondo".
Nel volume di grande formato con schede agili e veloci, corredate di un ricco apparato iconografico, son presentate le 50 maratone ritenute "migliori del mondo" e dunque "imperdibili": che si sia maratoneti esperti in cerca di una nuova sfida o principianti dotati di spirito di avventura, questo volume vi aiuterà a scegliere l'evento più adatto a voi. 
Le maratone descritte hanno delle location in tutti gli angoli del globo terracqueo, persino in quelli più sperduti e remoti e si estendono in tutti i continenti: sno rappresentate le corse cittadine veloci e pianeggianti, le gare di resistenza in climi caldi e umidi oppure freddissimi, m anche quelle caratterizzate da spettacolari percorsi alpini e itinerari che attraversano località storiche di grande interesse, tutte acomunate dalla distanza che è quella classica della maratona, cioè i canonici 42,195 km.
Il volume è inteso come una sorta di vademecum e breviario di viaggio del maratoneta-viaggiatore e, quindi, ogni capitolo fornisce una classificazione della difficoltà di ciascuna maratona e un'analisi approfondita del percorso, nonché i dettagli pratici, come i contatti utili, il termine di iscrizione e la data di svolgimento della corsa, in modo che i maratoneti abbiano innanzitutto a disposizione dei criteri per effettuare la propria scelta e per pianificare ogni cosa in anticipo.
I testi sono corredati di fotografie, di cui la maggior parte a colori.
Il volume è, inoltre, presentato dalla bergamasca Paola Sanna, valente maratoneta e Azzurra di ultramaratona.
In L'idea del volume presente non è nuova: qualche anno fa, venne pubblicato un volume dal titolo analogo, nato dal lavoro congiunto di tre autori "eccellenti" (Fausto Narducci, Roberto L. Quercetani, Massimo Magnani, Le più belle Maratone del Mondo. Da Milano a New York: viaggio nel pianeta della corsa, con il sottotitolo "Segreti, curiosità e personaggi delle Maratone che hanno fatto la storia del podismo". Il volume pubblicato da SEP, nel 2005, si pregia d'una ispirata introduzione scritta da Stefano Baldini.
Le scelte operate (sia parlando di maratone internazionali, sia di maratone nostrane) sono praticamente identiche a quelle del volume più recente, ma gli intenti degli Autori sono diversi.
Come?
Il volume del 2012, di formato più piccolo e - come il secondo - brossurato, si propone degli intenti maggiormente didascalici ed, in un certo senso,  si presenta come un manuale d'uso, cioè come una guida agile e snella, utile sia per orientare la propria scelta tra le principali e più affascinanti location mondiali (ed italiane) di maratone, sia per offrire ai "principianti", ancora neofiti della maratona e dei meccanismi che regolano ogni singolo step che porta ad una partecipazione (dall'iscrizione all'organizzazione del viaggio), una sorta di knowhow.
Anche le foto che ne costituiscono il bel corredo iconografico servono a supportare queste funzioni.
Il volume del 2005, invece, nasce con intendimenti del tutto diversi. 
I singoli capitoli, ciascuno dedicato ad una delle principali 50 maratone del Mondo (tra le quali - ovviamente - molte di quelle italiane), si propongono di offrire di ciascuna maratona una panoramica storica, una descrizione topografica del percorso con le sue principali attattive e, infine, di fornire uno sguardo dall'interno, attraverso testimonianze, aneddoti e profili di grandi top runner che vi hanno partecipato o che hanno scritto delle importanti pagine della loro storia.
Il corredo iconografico del volume del 2005 è costituito da grandi foto, a volte in filigrana sull'intera pagina, prevalentemente in bianco nero: foto storiche che servono ad illustrare i momenti topici (o "epici") di questa o quella maratona.
Le foto a colori, invece, numericamente inferiori sono inserite con una finalità didascalica come nel volume del 2012.
I due volumi, dunque, in realtà si integrano a vicenda e l'appassionato di maratona li potrebbe acquisire entrambi, per consultarli di quando in quando, sia per accrescere la sua cultura sulle maratone, sia (soprattutto quelli che, da neofiti, si affacciano al mondo delle 42,195 km ed entrano a far parte del "popolo delle lunghe") per pianificare i propri viaggi maratoneschi e per avere elementi utili per le proprie decisioni in merito alle prossime mete in cui esercitarsi nel salutare binomio Sport&Tursimo...

Il volume del 2005 è tuttora disponibile nelle librerie specializzate, anche per un acquisto onlinne.
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14 gennaio 2013 1 14 /01 /gennaio /2013 16:49

Storia dell'Atletica Siciliana di Sergio Giuntini e Pino ClementeLa Storia dell'Atletica Siciliana. Dai Miti Eraclei al 2006 (Ready-Made, 2012) è un'importante opera che, colmando una lacuna nella storia dello sport italiano, è stata partorita dal felice connubio collaborativo degli ingegni e delle competenze dello storico dello sport Sergio Guintini e dell'eclettico e polivalente Pino Clemente, giornalista, scrittore, preparatore atletico, docente ISEF e Scienze Motorie.
Si tratta di un opera poderosa e ponderosa: il volume di grande formato è di oltre 320 pagine ed è dotato di una ricchissima iconografia, in alcuni casi inedita e preziosa.
Il volume è suddiviso in 12 capitoli che prendono in esami i diversi periodi della storia dell'atletica siciliana dai suoi primordi, quando ancora gli eventi si confondono nelle brume del mito (partendo dall'antica grecia e dalle imprese di Eracle) sino ai tempi odierni (lo studio si arresta al 2006), passando attraverso un suggestivo repertorio aneddotico sulle origini di alcune tradizioni sportive correlate a riti religiosi oppure legati a particolari professioni, come quella dei "lacché" o volanti" al servizio degli aristocratici.
Ogni capitolo contiene personaggi fatti, eventi, dati, statistiche, il tutto mixato in modo davvero eccellente e, laddove la precisione didascalica lo richieda, sono state incluse numerose finestre di testo che trattano degli argomenti che meritano un risalto particolare, senza levare nulla alla fluidità dell'esposizione.
In coda a ciascun capitolo, vi è un ricco apparato di note con quei rimandi che consentano al lettore più esigente tutti gli eventuali approfondimenti sulle fonti utilizzate dagli autori.
Le uniche due cose di cui si avverte la mancanza, in considerazione della grande mole di dati e di elementi contenuti nel volume, sono un indice analitico per argomento ed un indice dei nomi che consentano di raggiungere direttamente alla pagina in cui è collocato l'evento o il singolo personaggio.

Agli appassionati dello sport e dell'atletica e agli studiosi mancava ancora un'opera che desse un resoconto così ampio e dettagliato delle diverse fasi e dei momenti più significativi della storia dell'atletica siciliana.

 

Capitolo per capitolo, vengono mirabilmente raccontate in un avvicente turbinio quasi caleidoscopico - eppure ordinatissimo - le vicende sportive di personaggi e società. E non è stato dimenticato davvero nessuno: e se ci sono i grandi campioni che hanno scritto la storia dell'Atletica siciliana, come ad esempio il grande Totò Antibo di Altofonte o il podista Giovanni Blanchet, lo sprinter Giovanni Frangipane, primo siciliano partecipante ai Giochi Olimpici (Parigi, 1924), Salvatore Mastroieni che darà l’avvio alla leggenda del mezzofondo sicilianoci, ci sono anche i campionati studenteschi, la Coppa Sicilia, i riferimenti a tutti siciliani che hanno raggiunto la maglia azzurra, per non parlare del capitolo che racconta specificatamente della stagione del movimento podistico amatoriale siciliano. 

L'opera di Giuntini e Clemente é un’efficace testimonianza di quanto la generosa terra di Sicilia abbia dato allo sport più nobile e difficile, una testimonianza sottratta abilmente all’aridità - pur efficace - delle cifre e offerta agli appassionati in un linguaggio gradevole.

Il lavoro svolto risulta davvero pregevole e c'è davvero da augurarsi che il volume cammini a lungo sulle proprie gambe e che faccia davvero tanta, moltissima strada.

Aprendo il volume realizzato con una grafica ineccepibile  (il progetto grafico e l'impaginazione sono di Peppino Giunta) e sfogliando le prime pagine, ci si imbatte in illustri "soglie del testo", con le prefazioni di Francesco Arese (Presidente della FIDAL nazionale), "La Sicilia fulcro dell'attività sportiva"; di Paolo Gozzo (Presidente della FIDAL Sicilia) dal titolo "Un'opera di profondità rara"; e, infine, quella autorevole di Augusto Frasca (giornalista e storico dello sport), "Una epifania dello sport".
Il volume è chiuso dalla brillante postfazione di Elio Trifari, (ex Vicedirettore della Gazzetta dello Sport e Direttore della Fondazione Candido Cannavò per lo Sport), che in "Uno scrigno di sport che si apre alla vita" scrive: “Un libro che nasce dall’incontro di uno storico di radici lombarde con un uomo di campo e di studi forgiatosi nel Mezzogiorno e che rappresenta un mélange straordinario di ricerca, documentazione, passione e amore. Chi deve ancora sfogliarlo lo faccia con la consapevolezza di aprire un piccolo grande scrigno della vita”.

 

 

Sergio Giuntini, milanese, è membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Storia di Sport e autore in passato di numerose pubblicazioni a carattere storico, sempre sul tema delo sport.
Pino Clemente, palermitano, insegnante, docente in atletica, giornalista, ex direttore di “CorriSicilia. Il mensile dell’atletica regionale", è autore di numerosi volumi tecnici e di altri che raccolgono i suoi editoriali comparsi su CorriSicilia. 
Pino Clemente è stato insignito pochi giorni addietro di un premio speciale in occasione della Festa dell'Atletica promossa dalla UISP, sia per l'attività svolta nel campo dell'editoria sportiva, sia con particolare riferimento al volume realizzato con Sergio Giuntini.

 
Per acquistare il volume si possono utilizzare i seguenti riferimenti: Ferruccio Bono 091226719 / 3357672354 o Pino Giordano 091214390. 
E' anche in vendita presso il negozio di articoli sportivi Triathlet di palermo, Viale Strasburgo.
 Il volume è anche acquistabile online su diversi siti che si occupano della vendita di libri, tra i quali Internet Bookshop (ibs.it): vai alla scheda del libro.

 







 
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10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 19:37
la-lunga-marcia KingLa Lunga Marcia (The Long Run) è un romanzo di Stephen King, pubblicato abbastanza all'inizio della sua fortunata carriera di scrittore con lo pseudonimo di Richard Bachman (anche se, successivamente, venne svelato l'arcano del falso nome e venne fuori la verà identità autoriale).
La Lunga Marcia è contiene una storia davvero "estrema" che, anche riletta a distanza di anni, si potrebbe considerare un "evergreen": il Maestro dell'horror, qui, si cimenta nell'ambientare la vicenda un'ipotetico futuro.
Il romanzo ha molti numeri per piacere agli appassionati del podismo sulle lunghe e lunghissime distanze.
Siamo in un contesto stravolto da grandi cambiamenti sociologici: una delle "sfide" più appettibili cui partecipare è diventata una corsa estrema annuale, in un Nord America, presumibilmente stravolto da una dittatura, dai confini tra Canada e Stati Uniti sino a Boston su di una distanza di circa 400 km, in tappa unica.
La gara annuale è un evento mediatico di grande rilevanza e tutti i partecipanti sono considerati dei potenziali eroi (ed anche si tratta di un evento che suscita scommesse sui possibili della competizione). 
Per iscriversi alla corsa bisogna essere molto motivati o terribilmente disperati: infatti, se da un lato, vi è l'attrattiva di un ricco premio (tale che chi vince, ne avrà modificata la vita all'istante), dall'altro, ci si deve confrontare con una situazione estrema governata da regole rigide e crudeli.
Si tratta di una gara ad "eliminazione": si deve sempre camminare, andando avanti a qualsiasi condizione, procedendo ad un'andatura che sia contenuta dentro un certo range, non più di un tanto al chilometro, non meno; ci si alimenta mentre si cammina; sono consentite soltanto delle brevi soste per i bisogni corpporali e per i cambi essenziali di indumenti, ma con sorveglianza armata e con cronometro alla mano da parte delle guardie.
Ogni deroga, dopo un SEMPLICE ammonimento, viene punita con la morte.
Chi si ferma è perduto e viene giustiziato sul posto.
Il vincitore sarà, non il più veloce, ma il più resistente...
Il romanzo racconta, in questo contesto impossibile e folle, la lunga marcia del giovane Garraty e della  sua incredibile capacità di sopravvivenza alle severissime regole del gioco, sino al finale inquietante e clastrofobico.
Per alcuni versi, si potrebbe affermare che il protagonista sia un modello di "resilienza".
Mi ritrovai a leggere questo volume, parecchi anni fa, mentre partecipavo ad una gara a tappe non estrema, ma impegnativa in Messico: si trattava di correre 20 km al giorno per dieci giorni consecutivamente in condizioni climatiche abbastanza difficili per via del caldo umido e, intanto, tra una tappa e l'altra si viaggiava a bordo di pulmini messi a disposizione dell'organizzazione da un luogo all'altro del Messico procedendo da Nord (punto di partenza: Città del Messico) a Sud (punto di arrivo: Cancùn).
Mai lettura mi parve più appropriata: questo libro fu uno splendido travel companion, anche se leggendolo fui più volte assalito da dubbi sul senso di ciò che stavo facendo, poiché mi capitava di identificarmi con il protagonista della storia e mi chiedevo. "Perché lo faccio?".

La trama. Il sedicenne Garraty si iscrive alla Lunga Marcia, una gara impossibile ai limiti della crudeltà, istituita da un fantomatico generale in un paese – pare – governato da una dittatura. Dai confini con il Canada fino a Boston, 100 volontari corrono a piedi senza mai fermarsi, senza mai scendere sotto la velocità di sette chilometri orari e con tre ammonizioni disponibili per pause non maggiori di 30 secondi. La punizione è un’esclusione definitiva: dalla vita! Infatti chi viene punito è direttamente eliminato dalla faccia della terra, ucciso.
Coperto dallo pseudonimo Richard Bachman, Stephen King ha pubblicato questo strano romanzo nel 1970. Mette in scena una sfida mortale, quasi senza senso, in un’America che ha gran poco di democratico.
Il romanzo presenta un’America cinica ai limiti della cattiveria (come, del resto, l'affine The Lottery Man sempre di Stephen King sotto pseudonimo che venne successivamente trapssoto in film con Schwartzenegger come protagonista), in cui la Lunga Marcia è attesa come un evento clou dell’anno mediatico, polo attrattore di curiosità e fanatismi quotidiani. Tutto ciò che fanno e che producono i corridori nella loro marcia estenuante (escrementi compresi!) diventa ambito trofeo. Il feticismo e la privazione di valori di un paese in assoluta povertà morale emerge con vigore da questo ritratto spietato.
In effetti, al di là della costruzione fantastica che King ingegna per mettere in scena questo dramma, quel che spicca dalle righe del romanzo è il realismo di una condizione americana eccessiva. 
I valori (o i disvalori) emergono nel corso della gara, nella competizione tra i partecipanti che, messi in una situazione-limite, manifestano il meglio o il peggio di se stessi: ma odio, concorrenza portata all'estremo, pazzia non possono soffocare l’amore e alcuni sentimenti positivi di sollecitudine empatica che emergono a un certo punto nella narrazione, e che diventa dono gratuito di uno dei partecipanti a favore del protagonista, autentica rosa che sboccia in un deserto di cinismo.  Questo particolare, sebbene possa apparire debole nel devastante ritratto, potrebbe essere la chiave di lettura del romanzo. 
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10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 08:40

semplice-verita.png“Ogni uomo è invincibile ogni volta che dice la semplice verità” dice Emerson, e da qui viene il titolo di questo libro.
È uscito qualche mese fa il libro ”La semplice verità. I diari inediti” a cura di Stefano Paolucci che contiene una selezione dei diari inediti dei due grandi filosofi e pensatori statunitensi Ralph Waldo Emerson ed Henry David Thoreau, autori dei quali Paolucci è un esperto. Il libro raccoglie i lori pensieri dalla gioventù alla morte, e ci consente di seguirne l’evoluzione del pensiero.
Henry David Thoreau, filosofo e scrittore statunitense, vegetariano, che dal 1845 al 1847 visse in una capanna auto-costruita presso il lago di Walden, dedicando due anni di vita nel cercare un rapporto intimo con la natura e insieme ritrovare sé stesso, in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile economico. In controtendenza con i valori del tempo, Thoreau diceva “Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può permettersi di poter fare a meno”.
Henry_David_Thoreau.jpgEd anche: “Piuttosto che amore, denaro o fama datemi la verità” che è una delle sue frasi più famose, citata anche nel film “Into the Wild”.  
Frase contenuta ovviamente in “Walden”, un classico di recente riedito da Donzelli, con la prefazione del grande Wu Ming 2.

Thoreau è anche l’autore di un importante testo sulla disubbidienza civile e di “Camminare”, libro manifesto dei "camminatori".
Questo “La semplice verità” però contiene anche molti testi di Ralf Waldo Emerson, altro intellettuale sensibile alla Natura (“Natura” è anche il titolo di un suo libro famoso), e questi diari inediti sono piccole e grandi perle di saggezza da gustare con calma.

Dal risguardo di copertina.
 Con La semplice verità. I diari inediti, si porta per la prima volta all’attenzione dei lettori italiani una selezione dei diari inediti dei due maggiori filosofi e pensatori statunitensi: Ralph Waldo Emerson ed Henry David Thoreau. Amici e concittadini, maestro e discepolo, uomini e pensatori il cui  pensiero e le cui parole restano ancora oggi la migliore e più vivida testimonianza del più autentico spirito americano, anti intellettualistico e anticonformista.

 Grazie all’attenta curatela di Stefano Paolucci – massimo esperto italiano delle opere di Thoreau ed Emerson – il volume alterna sapientemente i due diari, riuscendo a creare un vero e proprio dialogo, un’autentica struttura narrativa e letteraria, coinvolgente e appassionante, caratterizzata dal ritmo incalzante dell’autobiografia e impreziosita dallo stile inconfondibile del diario, aforistico e profondo.

 Pagine semplici e potenti, in cui si svelano i nuclei fondamentali ed essenziali delle opere che hanno reso celebri in tutto il mondo i nomi di Thoreau ed Emerson; scritti inediti che riportano alla luce pagine mirabili di letteratura e filosofia, dove i due autori, dalla giovinezza dei vent’anni fino alla piena maturità, s’interrogano con profondità e chiarezza sull’esistenza e la filosofia, la politica e la natura, la religione e la società.

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11 dicembre 2012 2 11 /12 /dicembre /2012 07:29

La-lettera---copertina-DVD.jpeg

 

Si svolgeranno a Palermo, a breve distanza uno dall'altro due eventi.
il primo, presso ilcinema teatro Dante, avrà luogo il 13 dicembre e si trattera di un convegno dedicatoal tema: Sport, Musica e Medicia.
Il secondo avrà luogo, sempre a Palermo, a Palazzo delle Aquile (sede del Comune), a partire dalle 8.30 del 14 dicembre e sarà un evento promosso dal MIUR - USR Sicilia e dalla Cattedra di Medina dello Sport.
In entrambi gli eventi verrà presentato il film documentario "La Lettera - Il Bambino che sogna" (per la regia di Giulia Noera, sviluppato da un'idea di Max Di Franco e di Mariapia Gugliotta) in cui viene raccontata la vita del giocatore siciliano di pallavolo Max Di Franco.

(Fonte: Tucisei.it) - "La lettera – Il bambino che sogna" è molto più che un documentario: è la storia, vera, di Massimiliano di Franco, un ragazzino certamente fuori dal comune.

Nato nel 1978 in un piccolo paese dell’entroterra siculo, già nei suoi primi mesi di vita, Massimiliano si rivela un piccolo fenomeno: cresce, cresce a dismisura e questa sua altezza inconsueta, inizialmente, lungi dall’ essere vista come una potenzialità da sfruttare, diventa per gli altri un motivo di discriminazione a causa della sua diversità, problema da non sottovalutare sopratutto quando si é ragazzini.

Ma Massimiliano, forte dell’appoggio familiare e confidando nei suoi sogni, compie un gesto che gli cambierà la vita: scrive una lettera , ‘la’ lettera, ad un famosissimo club di volley, la Sisley di Treviso, che spesso aveva visto in tv durante quegli anni di vero e proprio ‘boom’ della pallavolo nazionale.

Incredibilmente, la sua vita cambia del tutto: un provino con il famoso club, gli consente di abbandonare, appena adolescente, il piccolo paese del nisseno, per rincorrere i suoi sogni. Seguono anni di lavoro e sacrifici, ma i suoi sforzi vengono premiati: la sua carriera infatti approda in prima squadra, in serie A, e addirittura anche in Nazionale

Ma cosa c’è dietro tutto questo? I segreti, i sogni, la fatica, il sudore, i momenti di sconforto e quelli di felicità di Max fanno da cornice al documentario a cui si riferisce il trailer, il cui scopo è quello difar conoscere una bella storia di riscatto personale e sociale,partendo dal principio che non esiste mai una strada tracciata a priori che determina la nostra vita, ma siamo noi con la nostra volontà, gli sforzi e i sacrifici a preparare il terreno per scrivere una storia nuova, che ci porti anche lontano senza dimenticare le radici e da dove proveniamo.

Una storia che insegna a non mollare mai, nemmeno quando tutto sembra avverso e che soltanto credendo nei nostri sogni, potremo realizzare un futuro migliore per noi e per chi ci sta accanto.

Così come ha fatto ‘il bambino che sogna’.

Scheda della regista: Giulia Noera, 45 anni è una giornalista e vive e lavora a Palermo. Grande sportiva e appassionata di cinema, si è occupata spesso di temi culturali e sociali. Negli ultimi anni si è dedicata agli short-doc, sopratutto a sfondo turistico. "La lettera-Il bambino che sogna" è il suo primo lungometraggio.

 

 

 

 

Il film è adesso disponibile anche in DVD

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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