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17 febbraio 2015 2 17 /02 /febbraio /2015 06:54
Elena Cifali alla Maratona di Pergusa 2015

Elena Cifali alla Maratona di Pergusa 2015

Ecco il racconto della partecipazione di Elena Cifali alla Mezza maratona Città di Enna ("Maratonina di Pergusa") che si è svolta lo scorso 15 febbraio 2015.

(Elena Cifali) Chi aspetta per vivere ha già perso!

Devo correre senza esagerare, senza strafare, senza sentire il peso dei chilometri, senza avvertire la fatica e la stanchezza. Devo solo correre come faccio sempre, solo per puro divertimento.

Già!

Bastasse solo questo per correre una mezza maratona!

Ma, se ti chiami Elena Cifali e se di correre non ti sazi mai, hai un problema di difficile soluzione.

Oggi a Pergusa devo tenere a bada il mio istinto, la mia voglia di correre, non devo esagerare perché la prossima settimana mi aspetta una sfida lunga 42 km a Malta.

La decisione più saggia è quella di affrontare la gara attorno a questo splendido Lago ad un ritmo costante e lento.

Parto ridendo e scherzando insieme agli amici, ci alterniamo, avanti l’uno, poi l’altro, si ride, si parla con tranquillità, questa “passeggiata” ha il sapore di tutto fuorché di una gara.

Dal quinto chilometro in poi la gara inizia a fare capolino: le gambe girano e il desiderio di aumentare il passo è prepotente.

Il motore è ormai caldo e decido di scendere di ritmo, mi dico che “15 secondi in meno possono bastare a saziare la mia fame di velocità per adesso”, in realtà questa variazione di ritmo è solo un antipastino. In breve mi trovo ben sotto i quattro minuti al chilometro e sorprendendo me stessa noto che riesco a mantenere il ritmo per più tempo rispetto a quanto non riesco a fare di solito.

Il dolore alla coscia destra si fa sentire di tanto in tanto, e non mi lascia sola: almeno lui, visto che mi trovo improvvisamente senza compagni al fianco.

Decido di dare tutto ciò che ho nelle gambe, nonostante il lunghissimo da 54 km di due settimane fa, nonostante i duri allenamenti in montagna. Forse ad aiutarmi è stato proprio il potenziamento muscolare di venerdì scorso a 2000 metri, sulla neve e senza ciaspole.

O forse ho preso coscienza di quanto valgo in maratonina, fatto è che le gambe spingono e spingono bene, come non facevano da tempo, o forse come non avevano mai fatto.

Mi ritrovo al 19° km fresca, pimpante, accelerata. Riconosco da lontano la fisionomia della mia amica Mela, non mi par vero di esserle a così poca distanza. “Vado a prenderla!”, mi ripeto, e così aumento il ritmo, allungando il passo, la gamba mi duole, il fiato si fa più corto, ma io non mollo.

Volo da lei, la raggiungo, l’affianco, “Mela, adesso andiamo insieme” le dico e mentre le rivolgo la parola mi accorgo che davanti a noi c’è anche suo marito Salvo. Che felicità!

Con Mela e Salvo condivido allenamenti e passioni e potermi affiancare a loro, durante l’ultimo chilometro, in volata, è una felicità che non credevo di poter provare.

L’asfalto scorre veloce e mi sembra di volare, poi vedo il gonfiabile, i polmoni si gonfiano, il cuore pompa forte e le gambe si muovono svelte mentre alzo le braccia al cielo, mentre sorrido alla vita. Acchiappo al volo la medaglia che qualcuno mi porge e finisco la mia corsa tra le braccia degli amici che mi aspettano.

Fermo il cronometro a 1:45:35, un tempo che non m sarei mai aspettata di fare oggi.

Sono felice!

Chi aspetta per vivere ha già perso!

Se avessi frenato la mia corsa di oggi solo perché domenica prossima devo affrontare una maratona avrei perso in partenza.

Ho vinto, ho vinto contro me stessa, contro l’impietoso crono, contro la paura di vivere coraggiosamente, fino all’ultimo minuto.

Avrei potuto non vivere appieno oggi nella speranza di vivere domenica.

Ma perché privarmi di tanto piacere?

Domenica prossima, vada come vada, ho già vinto!

Un passo alla volta, un chilometro alla volta, un giro alla volta e si arriva in capo al mondo, basta crederci.

Grazie Vita, non è facile chiamarsi Elena Cifali; non è facile saper badare a se stessi, ma dopotutto, che vita sarebbe se vivessimo a metà, cercando il trionfo in ciò che avverrà, sempre se avverrà?

Domenica 15 febbraio 2015 è iniziato il Grand Prix Sicilia di Maratonina 2015, con la prima prova la "Mezza Maratona Città di Enna" o anche denominata dai runner semplicemente "Maratonina di Pergusa", che si è svolta all autodromo di Pergusa (EN).

Maratonina di Pergusa 2015. Se non aspetti per vivere, hai già vinto
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9 febbraio 2015 1 09 /02 /febbraio /2015 16:01
Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015 (foto di Adriana Ponari)

Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015 (foto di Adriana Ponari)

Gerlando Lo Cicero ha partecipato, l'8 febbraio 2015, alla prima edizione del Cofano Trail, valevole come 1^ tappa del circuito Ecotrail Sicilia 2015). Ecco il racconto della sua esperienza.

(Gerlando Lo Cicero) Trovarsi a correre in uno scenario di straordinaria bellezza, su sentieri che portano da una paesino in provincia di Trapani su per ripide salite sul fianco di un monte e giù veloci quasi a toccare il mare in burrasca, quel mare tanto famoso che poco più in là bagna la rinomata località di San Vito Lo Capo!

E poi, improvvisamente, mentre arranchi in una di quelle tante salite, sbuffando e sentendo il tuo cuore che batte quasi impazzito, ti accorgi che il sentiero finalmente cambia inclinazione e via via diventa più dolce e meno cattivo, per poi sparire come per magia dentro una roccia tanto che, ancora a qualche metro di distanza ti viene da domandarti dove andrà mai quella traccia del sentiero!

E, infine, con assoluta meraviglia ti accorgi che il sentiero non sparisce ma entra dentro una galleria nella roccia e ti ritrovi proiettato in una vera e propria finestra scavata dal vento e dalla pioggia nei millenni, ed entrando in quel buco carsico naturale ti senti investire dal soffio violento del vento!

Ed è come sentire che la tua anima vive d'una vita che non ti saresti mai aspettata, li, in quel luogo, in quel momento, su quella montagna!

Il bellissimo trail di Monte Cofano, a Custonaci, ci ha regalato anche questa piccola ma intensa sensazione unica nel suo genere, come una sorpresa messa li apposta dalle mani invisibili della natura per ricompensarci della nostra sofferta fatica di trailer!

Sono entrato dentro quella galleria che già il sentiero cominciava a scendere verso il mare, e sono stato investito in piena faccia da un vento gelato e fortissimo (che s'incanalava naturalmente dentro quella finestra rendendo più intensa la sua forza) ma che mi ha letteralmente scrollato di dosso tutta la fatica che ce voluta per salire fin lassu seguendo il tortuoso sentiero, correndo!

Una sensazione straordinaria e sorprendente!

Il cielo sopra la provinacia trapanese è ostaggio dei capricci del meteo, questa mattina dell’8 febbraio! È in preda del vento, delle nubi, della pioggia che investe Custonaci per tutta la notte, come ci raccontano alcuni amici che sono sopraggiunti la sera prima!

La mattina, invece, si risveglia con timidi squarci di sole, con il cielo che sembra un infinito puzzle fatto di ombre, luci, sole e nuvole!

L’appuntamento è quello con la prima tappa del circuito trail siciliano, che si corre su e attorno al Monte Cofano, quella maestosa montagna che monta la guardia allo splendido mare di Custonaci, insieme all’altra sentinella poco più avanti, il Monte Monaco, che fa da guardia all’incantevole quanto famosa spiaggia di San Vito lo Capo!

Sono un ambiente e un panorama di intensa bellezza, quelli che ci accompagnano lungo i 22 chilometri di corsa sui sentieri di questa riserva naturale orientata!

Inizio la mia gara insieme ad altri 220 atleti, dalla piazza centrale di Custonaci!
Immediatamente è uno scorrere nervoso lungo le viuzze di pietra e asfalto del centro cittadino, le prime centinaia di metri di corsa sono rese nervose dal continuo salire e scendere di quelle vie!

Poi un’ultima strada in salita mi proietta tra i primi paesaggi immersi nella natura, e ben presto mi lascio alle spalle le case basse di quel paesino!

Sono già stanco! Guardo il mio GPS allacciato sul polso, ho percorso ancora solamente 2 chilometri! E sono già incredibilmente stanco!

Mi consolo! So che è cosi! Ormai ho capito che io soffro terribilmente queste partenze di gara subito e direttamente in salita, e in forte salita! Non ci sono abituato, non sono allenato a questo genere di gare, da poco mi son dato ai trail ma ormai ho ben capito che le salite sono la caratteristica fondamentale di queste avventure di corsa! Tutto diverso dalla corsa su strada, dove la dimensione orizzontale del nero nastro di asfalto è la costante principale!

Nei trail si corre in montagna, e si sa che le montagne son alte e per correrci su e arrivare in alto occorre salire e soffrire!

Mentre in strada devi saper correre bene e forte, impostando un ritmo e devi aver resistenza nel tener quel ritmo più a lungo possibile, in un trail entrano in gioco tantissime variabili in più! Devi aver gambe capaci di sopportare la salita e devi avere capacita di tenere come resistenza quelle temute salite! Devi aver piedi veloci in discesa con i riflessi e l’istinto sempre all’erta per saper riconoscere, in frazioni velocissime di secondi, dove poggiare il piede con sicurezza e saper riconoscere invece il sasso instabile e saperlo evitare! Devi aver brillantezza nelle gambe nei tratti di falsopiano dove si riesce a correre quasi normalmente!

Ma - sopra ogni cosa - oltre al fiato e alle gambe, devi avere la tua anima cosi libera e cosi in festa che deve esser capace di godere in ogni istante della tua corsa di queste immense fatiche, di queste straordinarie faccende che il cuore sa sentire e la mente sa dominare e poi accettare!

Già, il trail è tutto questo e ancora di più! Mi rendo conto che, ogni volta che corro in montagna, torno ad essere un po’ bambino e mi scopro di esser veramente felice, in quei momenti!

A volte maledico la stanchezza, lo ammetto, ma quando poi sono in alto e vedo il cielo cosi vicino, ringrazio Dio per avermi permesso di arrivare sin lassù! E di esserci arrivato correndo!

Le forti e lunghe salite si intervallano nel frattempo a veloci discese su single track, resi insidiosi e scivolosi per l’acqua e il fango che la pioggia della notte ha portato! I miei piedi tendono a pattinare sul sentiero in discesa, ma - come se fossi del tutto inconsciente - non ci penso e vado giu piu veloce che posso!

Ho il pensiero fisso nel tentativo di recuperare quanti piu minuti sul cronometro e quante più posizioni possibili in classifica proprio nelle discese, visto che oggi sto soffrendo tantissimo e molto più del solito le salite!

Ho corso la maratona di Ragusa appena un mese fa, l’11 gennaio, e forse le mie gambe non hanno ancora del tutto smaltito la stanchezza dei 42,195 km sulle strade ragusane.

Infatti, ad ogni nuova salita, mi vedo superare da tantissimi runner, che riescono ad avere una buona resistenza di gamba!

Poi, però, ad ogni discesa i ruoli si invertono e riesco a superare nuovamente le stesse persone che mi avevano affiancato in salita e le vedevo ogni volta andare via!

In discesa so correre abbastanza bene, la mia dose di temerarietà mi aiuta e insieme mi dice che rischio di farmi male, ma a me piace cosi, almeno per ora, almeno finché non prenderò una nuova storta a una delle caviglie!

Pure una donna escursionista, che ho superato scendendo e che, per un soffio, è riuscita a scostarsi di lato sul sentiero per evitare che la travolgessi, mi urla dietro le mie spalle “Piano, vai piano che se ruzzoli non ti fermi piu e ti fai un gran male”! Non la sento, o forse non voglio ascoltarla, non voglio che le sue parole possano mettermi paura e frenare la mia discesa! Devo recuperare quanto più tempo possibile!

Arrivo alla finestra piena di vento, la mia faccia quasi si gela per quell’improvviso impeto di vento freddissimo, mi stupisco e resto meravigliato di quella sorpresa, continuo a scendere!

Il sentiero poi costeggia per un lunghissimo tratto la scogliera frastagliata! Questo è un sentiero quasi tutto pianeggiante e le mie gambe finalmente si risvegliano e riescono a portarmi avanti con un bel ritmo! Sento il mare urlare e sbattere contro le rocce li, a pochissimi metri da me, mi giro di tanto in tanto e lo osservo!

Mi piace il mare in burrasca! Mi parla d'una forza immensa e mi fa capire quanto piccoli davvero siamo, in realtà, noi uomini!

Il sentiero ricomincia a salire, torna ad esser cattivo, il mio respiro torna pesante e a tratti anche affannoso! Rallento, in molti tratti sono costretto a camminare, recupero un po di forze ed energie e ogni volta che quella traccia scivolosa torna a esser meno ripida riprendo a correre, anche se molto lentamente!

Ed è sempre cosi, fino alla fine, un alternarsi quasi continuo di salite e discese, finche le mie scarpe cariche di fango e acqua calpestano nuovamente l’asfalto in discesa che mi porta verso il paese!

Un ultimo sforzo, una breve scalinata anch’essa in salita, la supero quasi morendo di fatica, poi sbuco sulla piazza, vedo la gente scattare fotografie, bambini urlare pieni di gioia e giocare, sento la voce di Aldo Sirtagusa parlare al microfono, e capisco allora che la montagna per oggi è finita e insieme ad essa è quasi finita la mia corsa!

Supero l'arco gonfiabile color arancio, chiedo se è quello il traguardo, son stanchissimo e quasi non capisco di esser arrivato, qualcuno mi dice che posso fermarmi!

Mi fermo, ansimando fortemente, ma so di esser arrivato e mi sento maledettamente e fortissimamente vivo!

Chiudo la mia gara - lunga 22 km -  in 2h24’, arrivando 29° assoluto su 219 partecipanti e 6° di categoria MM45!

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8 febbraio 2015 7 08 /02 /febbraio /2015 23:40
Chissà come sarebbe bello se ci fosse un misuratore di emozioni! Elena Cifali con Mela Motta alla prima edizione del Trofeo carnevale di Acireale, connubio di port e carnevale

Chissà come sarebbe bello se ci fosse un misuratore di emozioni! Elena Cifali con Mela Motta alla prima edizione del Trofeo carnevale di Acireale, connubio di port e carnevale

(Elena Cifali) Come sarebbe bello se ci fosse un misuratore di emozioni!

E, magari, poter aggiungere di volta in volta una tacchetta, perché la felicità è spesso contagiosa e se ci credi veramente diventa sempre crescente.

Aveva ragione il mio maestro Maurizio Crispi quando mi diceva che la corsa è solo un punto di partenza.

E sì, ho cominciato con la corsa solo quattro anni fa in febbraio. Poi ho aggiunto il trail e il cammino.

E più passa il tempo e più aggiungo interessi e conseguente felicità alla mia vita.

E poi gli amici!

Quelle persone splendide e speciali che mi arricchiscono, che mi nutrono, che vivono con me questa o quella passione.

Ogni giorno porta con se un volto e un nome.

Spesso i volti e i nomi si moltiplicano e diventano direttamente proporzionali al grado di felicità di cui parlavo.
8 febbraio 2015, ho deciso, la mia felicità si chiamerà Mela e Salvo!

L'8 febbrail 2015 si è svolyo il 1° Trofeo Carnevale di Acireale, corsa su strada, valevole come prova del Grand Prix Regionale di corse su strada 2015

L'8 febbrail 2015 si è svolyo il 1° Trofeo Carnevale di Acireale, corsa su strada, valevole come prova del Grand Prix Regionale di corse su strada 2015

Con la prima edizione del Trofeo Carnevale di Acireale, un connubio convincente tra Sport e Carnevale. Ad Acireale, hanno corso su di una distanza di 10 km, tra i monumenti barocchi e i carri allegorici, 700 atleti, provenienti da tutta la Sicilia, attratti anche dal fatto che la gara pur alla sua prima edizione era valida come seconda prova del Gran Prix regionale di corsa

La manifestazione é stata organizzata dall’ASD Atletica Virtus Acireale, con il patrocinio del Comune e della Fondazione Carnevale di Acireale, e con la collaborazione della FIDAL Sicilia.

A gareggiare uomini e donne di tutte le età, qualcuno ha sposato in pieno lo spirito carnevalesco indossando una maschera o una parrucca.

Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha dato il via all’inedita manifestazione con il classico sparo in aria. Sul podio virtuale dei vincitori assoluti sono saliti, suddivisi tra categoria maschile e femminile.

La classifica degli uomini ha visto prevalere Enzo Copia, (primo classificato), premiato dal sindaco di Acireale, Luigi Spinali, (secondo classificato), premiato dal vicesindaco, Nando Ardita, e Gianfranco Ucciardo, (terzo classificato), premiato dal presidente della Fondazione del Carnevale, Antonio Coniglio.

Per quanto riguarda le donne a vincere è stata Katia Scionti, (prima classificata), premiata dal presidente del Consiglio comunale di Acireale, Saro Raneri, Barbara Bennici, (seconda classificata), premiata da Anna Romeo del Cda della Fondazione del Carnevale e Sebastiana Bono, (terza classificata), premiata dall’assessore allo sport del Comune di Acireale, Francesco Carrara.

‹E’ stata una mattinata straordinaria, vedere tanti corridori gareggiare lungo il circuito barocco del Carnevale e i carri in cartapesta è emozionante per noi acesi e per chi viene da fuori››, ha commentato il presidente della Fondazione del Carnevale, Antonio Coniglio.

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8 febbraio 2015 7 08 /02 /febbraio /2015 22:15

(Elena Cifali) "Vai, vai, vaiiiii..."

Lei, Daniela incita chiunque le passi davanti.

La conobbi circa due anni fa, quando durante una gara non faceva che incitarmi.

"Chi è questa donna che m'incita così calorosamente?" mi chiesi mentre ero presa dallo sforzo della corsa.

La rividi in altre gare sempre poco distante dall'arrivo, pronta, attiva, attenta, calorosa. Finchè andai a presentarmi e da quel momento rimase il mio punto fermo durante la corsa. So che, soprattutto nelle gare a più giri, lei sarà sempre lì ad aspettarmi.

Non sempre riesco a rispondere al suo incitamento, troppo spesso lo sforzo mi leva il fiato, così le faccio un cenno con la mano, col dito o anche un semplice sguardo. Lei sà che è il mio grazie alle sue parole di spinta e invito a non mollare.

Ho sempre sostenuto, e continuo sempre più fermamente a sostenerlo, che gli esseri umani siano capaci di infinite forme d'amore, delle quali ciò che fa Daniela è sicuramente una manifestazione semplice e complessa al contempo.

Daniela accompagna suo marito Carmelo alle gare di corsa: lei non potrà mai correre fisicamente con noi, ma lo farà sempre a suo modo, dietro una transenna.

La Sclerosi Multipla l'ha colpita quando aveva solo 34 anni: oggi, a distanza di tanti anni le ho chiesto una breve intervista. Le ho chiesto di raccontarmi come vive la sua malattia, quali sono le sue motivazioni, qual'è il suo coraggio.

Questa donna minuta e bellissima, piena di vita, di forza, di energia ha regalato a me, a Mela Motta e Salvatore Marotta (che si sono occupati delle registrazioni video e audio) e agli amici che mi accompagnavano un quarto d'ora increbibilmente denso. Una storia forte ricca come la donna che mi siede dinnanzi. 

Una storia, quella di Daniela Rovetto alla quale stiamo lavorando affinchè diventi un cortometraggio, perchè la sua vita, la sua malattia e il suo modo incredibile di affronatre le circostanze diventino un messaggio positivo per tutte quelle donne e quegli uomini che soffrono e che pensano di non potercela fare.

Vivere si può, vivere bene si deve!

 

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31 gennaio 2015 6 31 /01 /gennaio /2015 20:48
Il riscontro sul Garmin dell'allenamento compiuto da Elena Cifali e della cui esperienza racconta qui di seguito

Il riscontro sul Garmin dell'allenamento compiuto da Elena Cifali e della cui esperienza racconta qui di seguito

(Elena Cifali) Solo 54 km!!!
L'allenamento di questa mattina è stato pesante. Difficile direi.
Seguito ad una notte tormentata da infiniti risvegli per il pensiero della corsa che avrei dovuto affrontare.
Sentivo battere la pioggia alla finestra. Enzo ed io avevamo deciso di iniziare alle 6.00, ma siamo stati costretti a posticipare di oltre due ore per godere di condizioni meteo un pò più favorevoli.
Alle 8.30 non pioveva e così ... viaaaa, in pista per 6 ore!
Ma il cielo plumbeo non lasciava tanto spazio all'immaginazione. Nel giro di poco, non appena i nostri amici ci hanno lasciati soli, a farci compagnia sono arrivati pioggia, vento, nebbia e tanto freddo.
L'inverno qui a Nicolosi è rigido e preparare gli allenamenti per una 100 km, ormai alle porte, non è cosa semplice.
Guanti, bandana, cappello, K-way: eppure, la sensazione di non essere sufficientemente coperti l'avevamo sempre.
Il vento incessante ci batteva da ogni lato a mano a mano che giravamo sull'ormai noto ovale della pista di atletica. Davanti, dietro, di fianco, ovunque noi andassimo c'era anche lui.
La pioggia di tanto in tanto frenava la sua caduta, ma l'umidità no!
Quell'umidita che, fitta fitta, entra dentro le ossa e le fa bruciare.

La stanchezza arriva poco prima del termine della terza ora. È in anticipo e si presenta senza risparmiare nulla. Mi fanno male le gambe, le sento stranamente stanche e il muscolo piriforme fa i consueti capricci.
Ho il desiderio di mollare, di tornare a casa, sono troppo stanca.
Ma la testa dice no.
Faccio appello a tutte le mie capacità. Parlo con le gambe "Rassegnatevi, io non mollo". Mangio, bevo di continuo.
E intanto manca solo l'ultima ora.
"Coraggio Elena, ce la fai anche stavolta! "
Un passo dopo l'altro come mi ha insegnato l'amica Inge.
Ma i passi diventano sempre più pesanti e corti.
I minuti un lasso di tempo interminabile.
Un giro di campo una distanza incalcolabile.
Un chilometro un'eternità!
Stringo i denti.
Mi dissocio dal corpo, la mente prende il timone: "andare avanti" è la parola d'ordine.
Stoppo il cronometro, non conteggio 3 giri di campo corsi perché so perfettamente che il GPS non è preciso in pista.
Il risultato finale è di 54 km effettivi, avrei voluto correrne almeno 56, ma considerate le condizioni meteo mi accontento.
Adesso sono quasi pronta ....
La conquista del Gargano mi aspetta!

Elena Cifali si riferisce alla "Gargano 100" in programma tra l'11 e il 12 aprile 2015 (alla sua prima edizione, di cui di seguito si include il link che porta ad un articolo su questo magazine in cui se ne è data un'anticipazione.
E le condizioni meteo avverse, il freddo, le difficoltà demotivanti fanno sicuramente parte dell'allenamento mentale per affrontare le ultramaratone e per incrementare il proprio margine di resilienza nei confronti delle difficoltà che si dovranno fronteggiare sul percorso di gara.
Quindi, allenamenti di questo tipo sono sicuramente tempranti e propedeutici, senza ombra di ironia.

Provare per credere.
Quanto più si soffre prima, tanto più semplice sembrerà affrontare un cimento di ultramaratona.

 

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19 gennaio 2015 1 19 /01 /gennaio /2015 06:50
Si è svolto il 18 gennaio 2015 a Ravanusa (AG), il Campionato regionale siciliano di Corsa campestre. (Elena Cifali) Si conclude con questa bella ed esplicativa immagine la mia gara campestre a Ravanusa. Il terreno infangato, il rischio di scivolare, la sfida nel mantenere l'equilibrio sulle curve, mi è davvero sembrato di correre la mitica Fisherman's run. Dalla terra veniamo e alla terra torneremo, nel frattempo, tra un passaggio e l'altro mi permetto il lusso di divertirmi correndo nel fango!

Si è svolto il 18 gennaio 2015 a Ravanusa (AG), il Campionato regionale siciliano di Corsa campestre. (Elena Cifali) Si conclude con questa bella ed esplicativa immagine la mia gara campestre a Ravanusa. Il terreno infangato, il rischio di scivolare, la sfida nel mantenere l'equilibrio sulle curve, mi è davvero sembrato di correre la mitica Fisherman's run. Dalla terra veniamo e alla terra torneremo, nel frattempo, tra un passaggio e l'altro mi permetto il lusso di divertirmi correndo nel fango!

Campionato regionale siciliano di Corsa Campestre 2015. A Ravanusa (AG), ho corso nel fango (Elena Cifali)

Il commento di Adriana Ponari, inviata di UMD e fotografa.

(Adriana Ponari) Il 18 gennaio 2015 si è svolta la prima prova del campionato regionale siciliano di Corsa campestre, a Ravanusa (AG).
La gara è stata articolata in tre batterie: quella riservata alle donne e agli over60 che dovevano percorrere 5 volte il percorso di circa un km; quella per gli uomini compresi fra gli M45-55 che avrebbero corso per sei volte lo stesso circuito; quella per gli uomini con età non superiore ai quarant'anni, anch'essi con sei giri.
Molto partecipata la manifestazione che, quest'anno, sembra avere battuto il record con quasi 600 di iscritti.
Le condizioni atmosferiche avverse hanno reso il tracciato degno appunto di una corsa campestre; pioggia battente con visibilità a volte disturbata, fulmini e grandine che alla fine della gara hanno ancor di più resa avverso lo svolgimento della manifestazione.
Il percorso col dei saliscendi continui e scivolosissimo per l'abbondante fango si è dimostrato impegnativo ma coinvolgente.

Per vedere il servizio fotografico realizzato da Adriana Ponari, va alla pagina facebook Ultramaratone, Maratone e Dintorni: Campionati Regionali Siciliani di Corsa Campestre 2015 - Ravanusa (527 photos)

Campionato regionale siciliano di Corsa Campestre 2015. A Ravanusa (AG), ho corso nel fango (Elena Cifali)

Pioggia e fango protagonisti 
del campionato regionale siciliano di corsa campestre S/M

(Comunicato stampa finale) Pioggia e fango, tanto fango nella prima gara ufficiale della stagione 2015 del Grand Prix regionale Fidal. Di scena, ieri a Ravanusa i campionati regionali di corsa campestre S/M (organizzati dall’ASD Pro Sport Ravanusa) che hanno fatto registrare il record di partecipanti. A rendere tutto più difficile è stato il meteo, dapprima il vento che poi ha lasciato spazio ad un’incessante pioggia che minuto dopo minuto ha reso il terreno di gara appesantito dal fango che ha lasciato il segno su indumenti e corpi dei coraggiosi podisti. Pioggia che, al termine delle batterie, si è trasformata in nubifragio, accompagnato da una fitta grandinata che ha causato il fuggi fuggi generale e l’inevitabile rinvio delle premiazioni.  La gara: percorso nervoso, tutto sali-scendi, nessun rettilineo se si eccettua quello che portava al traguardo. Percorso, come già detto, reso quasi impraticabile dalla poltiglia fangosa che in molti tratti quasi inghiottiva le scarpe dei podisti. Nella prima batteria (5 giri sotto una pioggia battente e dedicata alle donne e agli uomini dalla SM60) bel duello tra Tatiana Betta e Katia Scionti, con la portacolori della Podistica Messina che ha avuto la meglio andando a vincere con un buon margine di vantaggio sull’avversaria. Terza Simona Vassallo del Marathon Altofonte. Tra gli uomini dominio annunciato di Raffaele Santoddì (Atletica Caltagirone). La seconda batteria (uomini dalla SM45 alla SM55 impegnati in 6 giri) è stata, a nostro parere la più spettacolare, e questo grazie soprattutto  alla momentanea assenza di pioggia. Stavolta il duello è stato tra Franco Carpinteri e Abdelkrim Boumalik, con il portacolori della Trinacria Sport che ha fatto prevalere il suo ottimo momento di forma andando a vincere con una manciata di secondi sul marocchino dell’Universitas Palermo. Terzo Leone Lazzara dell’ASD Archimede. La terza batteria (uomini dalla SM alla SM40) ha riportato sul terreno di gara pioggia e maltempo, pronti a dare il meglio di loro. Gli atleti, impegnati su un terreno ridotto ormai ad un “lastricato di fango” sono stati eroici con Vito Massimo Catania (Amatori Regalbuto) che quasi planando è andato a vincere dopo avere sfiancato la resistenza di atleti come Ucciardo (Marathon Avola), Puccio e Scalisi della Podistica Messina, fianco a fianco al campione di Regalbuto per buona parte della gara. Il finale è già stato raccontato con tuoni, fulmini e grandine a chiudere malinconicamente il campionato regionale di cross, che attendeva le ricche premiazioni per un epilogo in festa. Maltempo che ha portato anche alcune critiche riguardo il posizionamento di docce e servizi igienici dislocati a circa 300 metri dal terreno di gara, presso lo stadio comunale. Difficili da raggiungere e poco fruibili per i podisti. La risposta dell’organizzazione parla di migliore soluzione possibile e di problemi causati dall’incessante pioggia. Prossimo appuntamento del GP di corsa l’otto febbraio ad Acireale con il 1° Trofeo di Carnevale Città di carnevale, nel corso del quale dovrebbe essere “recuperata” anche la mancata premiazione di ieri.  

La gara di Ravanusa, come detto, è stata valida come campionato regionale di corsa campestre. Per quanto riguarda le società (alleghiamo le classifiche a fine articolo) la vittoria è andata trai maschi, all’Universitas Palermo, seguita dall’Atletica Sicilia e dalla Trinacria Palermo. Tra le donne primo allor regionale per l’ASD Sport Nuovi Eventi Sicilia. Piazza d’onore per la Podistica Messina, terza l’Atletica Sicilia. Prima della partenza della prima batteria è stato effettuato un minuto di raccoglimento per ricordare Roberto Cerasola, atleta della Trinacria Palermo, venuto a mancare proprio nella mattina di ieri.

I campioni regionali di corsa campestre:

SM35 Vito Massimo Catania (Amatori Regalbuto)

SM40 Vincenzo Puccio (Podistica Messina)

SM45 Franco Carpinteri (TRinnacria Sport)

SM50 Leone Lazzara (ASD Archimede)

SM55 Ettore Rivoli (Atletica Bellia)

SM60 Raffaele Santoddì (Atletica Caltagirone)

SM65 Giuseppe Ruggeri (Forte Gonzaga Messina)

SM70 Paolo Francesco Meli (Fiamma Rossa Palermo)

SM75 Giuseppe Pipia (Passione Corsa Ribera)

SM80 Sebastiano Caldarella (Marathon Athletic Avola)

SM35 Patrizia Strazzeri (Fortitudo Catania)

SM40 Katia Scionti (Stile Libero Messina)

SM45 Tatiana Betta (Podistica Messina)

SM50 Anna Romano (Ortigia Marcia)

SM55 Rosa Maurici (Athlon Ribera)

SM60 Maria Clara Minagra (Fiamma Rossa Palermo)

SM65Rosaria Lanza (Atletica Lentini)

 

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15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 21:44
Maratona Città di Ragusa 2015 (12^ ed.). Il sapore del vento. Gerlando Lo Cicero racconta la sua esperienza

Gerlando Lo Cicero ha partecipato alla 12^ edizione della Maratona Città di ragusa e qui di seguito racconta la sua esperienza di gara, precisando che si tratta di un "racconto lungo" la cui lettura é raccomandata solo a chi è allenato ai lunghissimi!.

Precisa anche che il suo racconto é dedicato a Mario Cavataio.

Nebbia, freddo!
Sono contento per questa ovattata atmosfera che ci accoglie e circonda la zona di partenza della 12^ Hybla Marathon [dall'anno scorso "Maratona Città di Ragusa"], come se in quella nebbia potessi nascondere i miei preoccupati pensieri per una nuova maratona che so di non aver preparato e di non essere fisicamente nel meglio della mia forma, ancora una volta!
Sorrido agli amici, leggo nei loro volti tutta la frizzante gioia per una nuova esperienza di 42,195 chilometri, insieme alla loro determinata concentrazione.
Sorrido anche per esorcizzare la mia inquietudine!
La voce dello speaker scandisce i pochi secondi alla partenza, poi lo sparo concretizza l’inizio di questo nuovo viaggio!
Immediatamente il manto stradale scende e tra noi ci gridiamo di fare attenzione perché la strada è resa scivolosa dalla brina di questo mattino e il rischio di cadere è notevole! Ma dopo poche decine di metri, la strada riacquista la sua dimensione orizzontale, una dimensione questa che ben presto capirò sarà solo un lontano ricordo lungo tutta la maratona;
Il mio ritmo è da subito quello che mi ero prefissato di tenere per tutta la gara, 4’30” al km! So di non essere allenato per una 42 km, ma sono pronto a scommettere che comunque tale ritmo potrò reggerlo per tutta la gara!

Che sciocca illusione la mia! Sapevo delle salite che il percorso di Ragusa ci avrebbe riservato! Sapevo delle discese che ci avrebbero restituito il respiro! Ma non immaginavo affatto cosi tante salite e discese, di cosi variegata misura e pendenza: alcune lievi e lunghe, altre ripide e corte, altre ancora mediamente lunghe e mediamente ripide, sia all’insù che all’ingiù!
Arrivo al decimo km, e sono già stanco, maledettamente stanco!
A una prima discesa che mi ha fatto ben sperare, che ho superato lasciandomi andare aiutato dalla forza di gravità, è subito seguita una lunga salita che  mi 
immediatamente ha schiaffeggiato mettendomi faccia a faccia con la mia realtà, quella della sofferenza fisica!

E c’è il vento, con tutto il suo sapore amaro perché mi soffiava contro rendendo la mia corsa ancora più difficile di quel che era gia da se!
Ma è anche un vento che porta un po di poesia dentro la mia anima! “Meno male”, mi sorprendo a dire a me stesso, “meno male che c’è almeno questo vento che soffia tra questa erba e mi porta il suo odore”.
E, improvvisamente, mi rendo conto che sto correndo in mezzo a sconfinati pascoli di un verde intenso tutti orlati dai fantastici e pittoreschi muretti a secco, tipici delle campagne su tutto l’altopiano ragusano!
Allora capisco che, se sto correndo dentro la mia immensa fatica e sofferenza, sto anche correndo dentro un sogno, fatto di un paesaggio agreste che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo!
Mi basta quel poco di musica di quel vento tra quelle pietre e tra quei pascoli a restituirmi un po di voglia di correre!

Ho patito le prime salite, le ho sofferte oltre ogni mia più ottimistica speranza! Si, lo confesso, A Ragusa ci sono arrivato che non ero pronto a sbuffare, a soffrire, a dare del tu alla fatica!
Ma riesco anche a distrarre la mia mente da quello sfacelo di pensieri, ammirando tutto quel magnifico paesaggio ragusano attorno a me, per ogni dove!
Ma le crisi comunque arrivano! E la prima è arrivata assai presto; quando ho raggiunto il cartello che annunciava il decimo chilometro, ho avuto il primo pensiero di fermarmi e rinunciare!
Invece, non so come, quasi con stupore ho visto man mano giungere gli altri cartelli sulla mia destra, chilometro dopo chilometro, e io continuavo a correre e a non fermarmi! Al ritmo della corsa ormai non prestavo più alcuna attenzione, avevo capito che su un percorso del genere dovevano liberamente decidere le mie gambe senza troppo ascoltare la mente!
Già, la mia mente che stava facendo di tutto per fermarmi! Stavo correndo con “la mente che frena” e non con “la mente che corre” come piace a me!
Un pensiero, invece, mi veniva spesso in mente: quello rivolto agli amici con cui ero giunto a Ragusa! Chissà Salvo dove è giunto, mi ero ripromesso di correre la maratona insieme a lui a 4’30” ma dopo i primi km e le prime salite ho capito che non potevo stargli vicino e ho dovuto rallentare! Francesco e Mario chissà se stanno riuscendo a tenere la tabella di marcia per stare sotto le tre ore, lo spero fortemente per loro, soprattutto per Mario visto che è l’obiettivo suo quella maratona sotto le tre ore mentre per Francesco è un semplice allenamento!
Continuano a susseguirsi le salite, intervallare dalle discese! Continuano le fucilate alle mie gambe! Ogni cambio di pendenza lo soffro pazzescamente!
Arriva la seconda crisi, intorno al 20° chilometro! Di nuovo voglio fermarmi e farla finita, voglio tornarmene a casa e dimenticare tutto! Ma perché sono li? Che sto facendo? Perché mi sto costringendo ancora a correre? Voglio fermarmi, basta! Sto soffrendo troppo, e non mi piace neanche un po'!
Poi, come per magia, ripenso ancora una volta a quel vento e a quei muretti a secco! La fatica e la sofferenza la sento sempre, ma pensando al paesaggio tornano a essere meno pesanti!
Allora intuisco che le mie crisi sono si fisiche, ma sono soprattutto mentali!
Devo avere la testa decisa a non fermarmi, se davvero voglio arrivarci al traguardo!
E’ una maratona durissima questa, la più dura che abbia fino ad oggi corso! Lo so, ormai è chiaro! Ma la testa deve adesso comandare e spingermi! Le gambe sono martoriate, ad ogni nuova salita che incontro e supero le mie gambe diventano come ferro rovente e mi fanno un male cane! Ma non mi fermo, ormai so che devo andare avanti senza mai arrestare la mia corsa!
D’un tratto, neppure me ne rendevo quasi conto, mi ritrovo in mezzo a tantissimi altri runner che corrono attorno a me! Mi sento pure chiamare per nome, mi giro, riconosco due amici di Caltanissetta, mi incitano! Sto sognando! Sono miraggi?
Se ero quasi completamente solo a correre tra le campagne e i muretti a secco, tutte queste persone che corrono ora attorno a me da dove arrivano! Poi mi sovviene la ragione: sono i partecipanti alla mezza distanza!
Sono al 25° km (se non ricordo male) e la mia corsa si incrocia con quella della mezza maratona!
Quasi come un impeto, tanta gente attorno a me mi restituisce tanta di quella energia che la mia corsa si anima talmente tanto che il mio ritmo aumenta, come se avessi appena iniziato la mia maratona, come se ancora dovessi giungere al primo dei 42 chilometri!
Supero tantissimi runner della mezza, in tanti di loro appena intuiscono che io sto correndo la maratona mi acclamano e con le loro parole di incitamento mi regalano talmente tanta forza che alcune salite le supero quasi senza accorgermene!
E’ incredibile quanto un evento che non ti aspetti, come questo di ritrovarmi all’improvviso circondato da tantissimi runner dopo 25 km che corro in quasi perfetta solitudine tra le campagne, possa mentalmente portarti fuori dalla tua fatica e farti ritrovare un’energia dentro te che credevi persa!
Scorrono cosi altri chilometri, stavolta più leggeri mentalmente per la compagnia dei runners a me vicino!
Ma non basta! No, non basta neppure questo!
Arriva la mia terza crisi, stavolta quella realmente pesante e tremenda! Ormai non conto più i chilometri, non guardo più il mio orologio/gps e non cerco piu i cartelli dei km sulla strada! Le mie gambe rallentano talmente tanto che pian piano, uno alla volta, un po tutti i runner della mezza che avevo superato mi affiancano e li vedo allontanarsi davanti a me!
Già, stavolta la mia crisi non è tanto mentale, ma è una vera crisi metabolica e fisica! Sto correndo pianissimo, anche nelle discese ormai non riesco più a darmi un po di velocità! Le mie gambe non ci sono più! Sto “morendo” lentamente, sempre piu!
Eppure non mi fermo neppure stavolta! Supero la prima delle due gallerie e complice quel buio dentro quel tunnel di cemento scopro la mia anima che piange!
Voglio finire quella maratona ormai, sono stanchissimo, però mi conosco talmente bene che so che l’unico modo per mettere fine a quella mia sofferenza è di arrivare al traguardo! Non posso fermarmi neppure stavolta! Dico a me stesso di rallentare ancora, ma non fermarmi!
Da lontano vedo un altro banchetto, quale sarà? Allora torno a scrutare il mio gps e vedo che sono quasi al 35° chilometro!

Ho ancora un’eternità da correre, in queste mie condizioni fare ancora 7 km significa una vita infinita! Decido di fermarmi qualche secondo a quel banchetto, perche stavolta la fatica è immensa dentro me e ho l’urgente necessità di bere con piu calma e non acchiappando al volo il bicchiere e bere senza fermarmi come faccio sempre nelle maratone e come ho fatto anche oggi ai precedenti banchetti di ristoro!
Mi fermo! I ragazzi mi porgono il bicchiere! Bevo avidamente! Ne chiedo un altro! Me lo porgono! Dico a un volontario che sto morendo, mi dice se voglio fermarmi e mi indica un posto dove sedermi! No, gli rispondo che mangio solo qualche pezzetto di frutta e riprendo la mia corsa! Mi suggerisce di bere anche un po di coca cola che contiene zuccheri e mi risolleva un po! Ne afferro tre bicchieri di coca cola e, caspita, mi sento rianimare davvero!
Ringrazio e riparto, mi accorgo di stare un po' meglio ma ho anche perso tantissimi secondi fermo a quel ristoro!
La strada scende adesso, poi sale di nuovo! Manca pochissimo ormai! Lo so, manca poco!
Entro in città! Vedo le macchine ferme agli incroci con i vigili attenti a noi podisti! Vedo la gente affacciata dai balconi! Vedo gli anziani seduti nelle piazze che man mano attraverso correndo! Vedo i bambini giocare! Sto correndo, ma penso alla città che vive!

Bene! Vuol dire che non penso alla mia fatica e, dunque,ormai è certo che raggiungerò il traguardo!
Poi, cominciano i vicoli stretti della città storica e barocca! Vicoli che scendono, che salgono, che ruotano per ogni direzione, che girano! Sono io ubriaco o è la città ubriaca? Corro, sto correndo ancora e ogni nuova salita che trovo è una morte micidiale per le mie gambe mentre ogni discesa che supero è un rinascere!
Ma quando finisce? Possibile ancora? Basta, Gerri, ti prego, fermati!
Poi una scritta con vernice bianca per terra sul lastricato in un angolo mi fa nascere uno sgomento! Quella scritta riporta esattamente cosi: “Climb 600 mt” !!!
Climb in inglese vuol dire “arrampicarsi”!

Guardo davanti a me! La stradina è stretta e si inerpica in su in modo micidiale, con una pendenza terrificante! Allora capisco: mancano adesso solo gli ultimi miserabili 600 metri al traguardo, ma sono talmente ripidi che hanno pensato bene di avvertire i maratoneti scrivendo “climb”!
Stringo i denti, so che ormai è fatta! Dico a me stesso “Gerri, qua si muore per davvero adesso, ma non fermarti, muori ma senza fermarti perchè ormai ci sei”!
Svolto un ultimo angolo di pietra barocca, vedo davanti a me un gonfiabile rosso!
E’ qui, appena vedo quel traguardo davanti a me che esclamo ad alta voce “Oh Buon Dio, ti ringrazio!”
È ancora salita, l’ultima, ma saranno solo 100 metri scarsi!
Arrivo! Elio Sortino mi infila la medaglia ricordo direttamente in testa e io schiaccio il tasto d’arresto del mio cronometro: 3h18’49”!
Ho un solo pensiero, però, immediato, fulmineo: Mario che ha fatto? Se è riuscito a star sotto le tre ore su un percorso cosi terribile e micidiale per il fisico, gli faccio una statua in oro!
Mi sento chiamare, è una voce smaniosa di felicità, è quella di Mario: “Compà, indovina che tempo ho fatto?
Gli brillano gli occhi di felicità, quasi gli piangono!
Allora dai suoi occhi intuisco che c’è riuscito e azzardo dicendogli addirittura: 2h57!!!
Lui mi risponde: 2h56’!!! dietro di lui vedo il sorriso altrettanto felice di Francesco!
Li abbraccio tutti e due! Siamo i tre esseri piu felici della terra in quel momento!
Poi aspettiamo l’altro Salvo! Ha avuto un problema fisico e ha alternato la corsa al cammino dopo il 25° km! Però giunge anche lui e si unisce alla nostra festa!
Siamo tutti e quattro insieme! Siamo tutti e quattro assolutamente felici!
Ogni stanchezza è già dimenticata! In albergo, è tutto un festeggiare!



Le foto sono di Adriana Ponari

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17 dicembre 2014 3 17 /12 /dicembre /2014 19:24

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo)

E' proprio vero che correre una maratona non è soltanto una pratica sportiva (a volte anche agonistica), ma anche viaggio esteriore, qualche volta viaggio nel mondo e soprattutto viaggio all'interno di se stessi, sempre portesi alla ricerca di qualcosa o nel tentativo di percorrere un labirinto emozionale e di sciogliere dei nodi aggrovigliati. 
Il racconto che segue, scritto da  Eleonora Suizzo, a distanza di qualche settimana dal compimento della maratona di Istanbul, che ha avuto luogo lo scorso 16 novembre, è un magnifico esempio di questa commistione di piani.
Eleonora è andata ad Istanbul per compiere un suo viaggio, nel quale - assieme a molte altre cose - c'è stata anche una maratona. 
Proprio per questo motivo - a sottolineare l'importanza del viaggio - delle foto che mi ha inviato per corredare il suo racconto non ve n'è una sola che riguardi la maratona. 

(Eleonora Suizzo) E, poi, da una voce lontana riaffiora il desiderio di ridipingere la tela opaca del mio cuore. Ascolto nuovamente il rumore di questo pianoforte che prima mi rasserenava ma che ora mi rende immensamente triste.

Tu che, a mala pena, mi conosci, tu che scruti le  anime nel profondo e che un tempo mi hai detto:"Scrivi Eleonora, scrivi, in questo momento è la tua terapia".

Tu che credi in me e che ti compiaci delle mie parole e dei miei sentimenti, per te, mi rimetto in gioco e anziché immergere la testa negli abissi, dagli abissi riaffioro e rimetto insieme i cocci.

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo) Una differenza c'è però ed è sostanziale: sono sola con un mondo e dinanzi a un mondo nuovo, in cui le contraddizioni sono innumerevoli e tangibili, in cui il vecchio e il nuovo, il sacro e il profano, il lusso e il sudicio, il ricco e lo spiantato, il bello e il brutto, il luminoso e il buio convivono armoniosamente.

Giornate scandite dalla preghiera universale, venditori, incantatori, turisti, Asia, Europa, cultura, Oriente ed Occidente, ponti maestosi, luci ed ombre. Trattiamo ogni scambio mio e tuo. La vita è un continuo trattare e scambiare, ma in questa terra, il tutto e il nulla non hanno limiti.

Sul lungomare corro ogni mattina e provo a respirare, a non perdere il ritmo del mio cuore che, come adesso, salta qualche giro.

Poi torno in camera, spalanco le tende e dai vetri mi soffermo a guardare la moschea, il cielo grigio e i gabbiani. Un nuovo giorno mi aspetta per scoprire il mondo, lontana dal mio mondo, quel mondo dove ho lasciato la parte più importante di me stessa, e in questo nuovo giorno verrò purificata dalla donna che non è mia madre ma che mi lava con cura come se stesse lavando la sua bambina.

Katarsi del genere umano.

La maratona è un contorno questa volta, necessaria ma pur sempre un contorno, non ne ho un ricordo meraviglioso, perché sono partita troppo veloce, perché ho dovuto combattere, come sempre, contro me stessa, il mio corpo e la mia mente.

Ma è la mente la mia forza più grande, e dopo la pioggia, la salita, la monotonia dell'asfalto, l'incombere del vento, mi ritrovo al 35° km, sanguinante, ma pronta a ripartire e così faccio.

Gli ultimi 2 chilometri sono meravigliosi. Incontro Giulio e con lui decido che taglierò il traguardo perché è molto stanco e si è arreso. Ultimo strappo in salita dentro il parco e oltrepassato l'arco, curvando a sinistra, il delirio della folla ci riempie e ci accompagna per gli ultimi metri fino al traguardo.

3'51, il crono odierno. Adesso non ho più fame, non sono più stanca, ho soltanto freddo. Passerà presto... Tanti amici nuovi, tanti volti nuovi, sguardi attoniti, sfide non affrontate, perché tu non mi puoi sfidare: io sono oltre ogni sfida, la dimensione della mia corsa è oltre ogni previsione e asseconda solo la mia volontà. Sto già pensando alla prossima gara: un nuovo sogno da realizzare che custodisco adesso in un cassetto ma che potrebbe riportarmi in un Continente a me caro.

C'è ancora tempo.

 

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo)

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16 dicembre 2014 2 16 /12 /dicembre /2014 18:55

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). La poesia dei Nebrodi e dell'acqua in tutte le sue forme fisiche... anche questo é Trail (Grazia Pitruzzella)

Ecco un racconto scaturente da un'esperienza intensaamente emozionale fatta da Grazia Pitruzzella (su Facebook con il nick "La Montagna") vissuta in occasione del Trail dei Nebrodi, lo scorso 8 dicembre 2014. Questo racconto ci far ivivere sensazioni e visioni di Natura intatta che non ha lesinato difficoltà e timori. Il Trail è anche questo: neve, fango, disagio fisico, freddo, fatica e sudoe. Ma anche: voglia di prove, di esperienze, di fiducia in se stessi, di desiderio immenso di sentire di far parte di un mondo (la Natura) pieno di incanti!

Ecco cosa ci scrive Grazia,
(Grazia Pitruzzella) La parola Nebrodi possiede un suono morbido e vellutato come le curve dei suoi rilievi, ed avere l'opportunità di correre in quel paesaggio ricco d'acque e di vegetazione, mi sembrava un regalo prezioso. Durante le settimane che hanno preceduto le gare, ho visitato spesso l'Etna per camminare e dare il benvenuto all'autunno, inebriandomi con i nuovi colori aranciati e dorati, ma talvolta spaventata da inaspettati fulmini e fiocchi di neve o trovandomi avvolta nella nebbia che ovatta ogni suono e confonde il cammino.
Sapevo che anche sui Nebrodi era possibile incontrare le stesse condizioni e mi sono divertita leggendo le lamentele degli atleti che trovavano esagerato l'equipaggiamento obbligatorio richiesto dall'organizzazione.
Non amo il freddo, raramente corro sotto la pioggia e quando organizzo le mie escursioni, vaglio con attenzione le condizioni meteo per evitare qualunque inconveniente. Per questa ragione,sotto il tendone e al riparo dalla pioggia battente, ho molto esitato e mi sono cambiata dieci minuti prima della partenza, con la speranza che quelle nuvole sparse si sarebbero dissolte, restituendo luce e calore per tutti gli atleti,quasi irriconoscibili sotto infiniti strati multicolore.

Certo non immaginavo che sarebbe stata proprio l'acqua l'elemento dominante di questa fantastica esperienza, mostrandosi sotto svariate spoglie: pioggia, grandine, ghiaccio, neve, laghi, torrenti da guadare, piccole particelle nell'aria a creare banchi di nebbia o ancora unite all'argilla per formare creme di fango...
Il gelo ha minacciato più volte la mobilità delle mie mani; mentre correvo sentivo che il mio corpo era bagnato dalla testa ai piedi; a più riprese, sconfortata dal freddo intenso, sono stata tentata di abbandonare, cercando con tutta me stessa di provare la gioia che arricchisce le mie corse.
Vinta dalla stanchezza, sono scivolata sul fango e ho preso qualche storta, ma ho continuato a correre, spinta dal desiderio di arrivare al traguardo e consapevole, ancora una volta, di essere parte di un mondo straordinario.
Porterò sempre con me le dense faggete spoglie, il verde brillante dei folti tassi, il variopinto tappeto di foglie ai piedi delle querce, l'intreccio perfetto delle radici sotto i miei piedi, gli specchi d'acqua avvolti nella nebbia ed il richiamo delle folaghe, il sole che inondava le vallate scaldando il cuore, i piccoli frammenti di ghiaccio che sferzavano il mio viso, il passo condiviso con qualche compagno di avventura, il sorgere improvviso di torrenti e cascate, la bellezza di poter correre con la natura...
Anche stavolta al mio arrivo mi sono emozionata, sorpresa di aver portato a termine un'esperienza che in fondo temevo e sicura di aver percorso nuovi passi verso la vera essenza di me stessa.

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11 dicembre 2014 4 11 /12 /dicembre /2014 07:24

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). Sicilia, terra di contrasti: una gara «unforgettable», in cui alla fine ha vinto il Trail! (Lara la Pera)

Lara La Pera è stata vincitrice del Trail dei Nebrodi alla sua prima edizione, svoltosi lunedì 8 dicembre 2014 e ne è rimasta entusiasta, tanto da voler scrivere di getto le sue impressioni. Ma sentiamo le sue parole che ci introducono al racconto vero e proprio: "Ecco il racconto di una giornata... unica! E non è stata unica solo per me, ma per tutti i "guerrieri" che hanno deciso di affrontare una gara alla quale nessuno di noi era preparato. Tante gare si dimenticano, altre nella nostra mente si confondono, ma questa credo che per tutti noi resterà... unforgettable!"

 

(Lara La Pera) Quando si dice che la Sicilia è una terra ricca di contrasti… è proprio la sacrosanta verità!

Domenica scorsa 1° dicembre 2014 la colonnina di mercurio a Palermo alle ore 18 segnava 27 °C.

Lo scirocco ormai ci deliziava col suo tepore fuori stagione da una settimana... tutto faceva pensare che anche il Trail dei Nebrodi di giorno 8 dicembre sarebbe stato all’insegna del caldo, del sole… e 43 km con lo scirocco sono pesanti anche per gli amanti del caldo e della tintarella fuori stagione. Tutto potevamo immaginare, tranne che ci saremmo ritrovati a lottare non solo con il dislivello ma con una bufera di neve che nulla aveva da invidiare a quelle di alta montagna e che ci ha fatto compagnia per tutta la durata della gara.
Il meteo, che ormai tutti consultiamo in  modo ossessivo prima di una gara sui nostri telefoni cellulari, riportava sereno o poco nuvoloso con temperature medie di 5°C.
Tutti avevamo il materiale obbligatorio nel nostro zaino, guscio, pantaloni anti pioggia, guanti, fasciacollo, cappello…  e persino la coperta termica! Materiale che fino al giorno prima, in cui ovviamente splendeva il sole, da tutti noi è stato definito “peso inutile”…materiale che, alla maggior parte di noi, ha permesso di portare a termine la gara contro vento, neve, e una temperatura che per noi “gente di mare” è assolutamente insolita.

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). Sicilia, terra di contrasti: una gara «unforgettable», in cui alla fine ha vinto il Trail! (Lara la Pera)I duecento atleti iscritti all’evento (circa novanta per la 43 km e gli altri iscritti alla 22 km) si sono ritrovati circa alle 7.30 nella zona della partenza sotto un diluvio che non prometteva nulla di buono per la nostra gara. Sono certa che il nostro Aldo Siracusa ha valutato in religioso silenzio l’idea di annullare l’evento poiché si immaginava che la pioggia in quota era neve! I nostri volti erano un po’ sconfortati, i più ottimisti erano sicuri che una volta partiti le nuvole si sarebbero aperte lasciando il posto al nostro sole caldo…. ma il rumore della pioggia sul tendone era sempre più assordante.
Alle 8.00 Aldo ci riunisce, ci raccomanda di vestirci con gusci, pantaloni antipioggia, cappelli, di portare negli zaini dei cambi… perchè alle 8,40 la prima edizione del Trail dei Nebrodi sarebbe partita in ogni caso e non ci sarebbe stato alcun taglio sul percorso. A quel punto mi sono detta “Lara, hai due alternative… o ti lasci andare e ti godi uno spettacolo insolito… o non partecipi nemmeno!". 
Ovviamente ho optato per la prima soluzione…e via…

Dopo un paio di km in discesa è iniziata una salita di 10 km….già a quota 1500 m la pioggia battente era diventata neve… altrettanto battente. Ma, a dispetto della temperatura rigidissima, le mie paure si erano sciolte come neve al sole.
Devo dire che la mia carica di entusiasmo si chiama anche Pippo Ruggeri… ormai in gara siamo collaudati. Quei boschi fitti, la neve che sferzava i nostri visi, le risate di chi a 40, 50, 60 anni si diverte come un bambino. Ci rendevamo conto che avrebbero anche potuto fermare la gara con quella bufera…. ma tutti speravamo di poter portare a termine quell’insolito viaggio.
Abbiamo attraversato torrenti che a causa della pioggia della notte erano in piena, l’acqua  gelida  feriva i nostri piedi ma nessuno si lamentava. That’s trail!!
Quando la salita cedeva il posto alla discesa veniva la tentazione di sedersi e scivolare sulla neve morbidissima… Io mi sorprendevo della mia totale assenza di paura nelle discese dove quella poltiglia giallina di fango e neve era più scivolosa del sapone.  Ma è proprio vero che la mente comanda e se ci si scollega dalla razionalità alle volte vincere le paure è più semplice. E poi non potevo lasciare andare super Pippo… Inizia la seconda salita e, in quota, la temperatura crolla di nuovo bruscamente… i fiocchi di neve si sono trasformati in aghi che pungevano la nostra faccia ed era difficile tenere gli occhi aperti.
Gli alberi del bosco sembravano dei giganti immobili e rassegnati a tanta forza. Noi invece piccoli piccoli e curvi su noi stessi volevamo e dovevamo andare avanti.

Qualcuno in mezzo alla nebbia grida “Non fa maleee!”… sembrava un grido di battaglia e in effetti lo era. Perché era una lotta, durissima. Siamo allenati alle più ripide salite, alle discese tecniche….ma a combattere contro quella forza inarrestabile della natura non era preparato nessuno di noi. Dei Siciliani che corrono durante una tormenta di neve in mezzo a un bosco  sono come dei pinguini che prendono il sole sulla spiaggia!

Dopo circa 34 km (non avevo gps) superiamo il quarto ristoro e ci troviamo ai piedi d'un abbondante torrente che sfociava nel lago ……il ponticello era totalmente sommerso e ci rassegniamo all’ennesimo gelido pediluvio.
Per circa un chilometro costeggiamo il lago arrancando in una montagna di fango (e non solo….ma questo fa parte della corsa in natura!) che ci arrivava oltre le caviglie.  Gli ultimi 10 km anche se in gran parte erano in discesa sono stati i più faticosi perché non finivano mai… Ormai le enormi pozzanghere di fango non mi facevano più paura, mi ci tuffavo dentro senza cercare i massi su cui saltare x non bagnarmi troppo. In quella scivolosissima discesa sognavo una salita che, ovviamente, è arrivata praticamente alla fine. L’ultimo km era in salita, che meraviglia! Ho dato fondo alle ultime energie rimaste e ho cercato di corricchiare inseguendo fino al traguardo quel ragazzino di Pippo…..Perchè tra me e lui….il più giovane è lui!

E’ stata una gara entusiasmante, divertente, difficile ma incredibilmente vissuta. E’ durata poco più di sei ore [per l'esattezza la prova di Lara La Pera è durata 6h02'04] ma mi sono sembrati sei giorni perché mi sono goduta ogni secondo. Prima della partenza ero preoccupata, ma poi quel freddo, la neve, il vento, essere con amici che lottavano come me, mi hanno fatta sentire felice di esserci.

Chi ha deciso di arrendersi al freddo ritirandosi è stato saggio e atleticamente maturo. Non si sfida mai la natura se il nostro corpo non ce lo permette. Chi è arrivato al traguardo, dal primo all’ultimo, è stato incredibilmente bravo.

Credo che ieri, aldilà delle classifiche, abbia vinto il trail. Quello vero, fatto di bella natura, difficoltà del percorso e metereologiche, ma soprattutto fatto di entusiasmo e coscienza sportiva.

Alla prossima avventura e speriamo di nuovo con qualche fiocco di neve!

 

 

 

Ecco di seguito (vai al link) la classifica individuale del Trail dei Nebrodi

 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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Lara arrivo pisa marathon 2012  arrivo attilio siracusa 2012
            Lara La Pera    Attilio Licciardi
 Elena Cifali all'arrivo della Maratona di Ragusa 2013  Eleonora Suizzo alla Supermaratona dell'Etna 2013 (Foto di Maurizio Crispi)
            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

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