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22 maggio 2015 5 22 /05 /maggio /2015 17:39
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore

Maureen Simpson (mia moglie) ha partecipato per la prima volta ad una 6 ore podistica, cogliendo l'occasione con la 6 ore di San Gregorio... per vivere (Catania) alla sua prima edizione.

Esordio di questa nuova sei ore siciliana e debutto di Maureen in una sei ore siciliana.

Ottima combinata! E, malgrado le numerose riserve che aveva espresso nell'attesa dell gara, il risultato finale è stato buono.

E' riuscita a percorrere quasi 62 km e si è classificata prima delle donne (ma anche terza assoluta).

Di seguito il suo resoconto.

Chi non conoscesse l'Inglese, può servirsi di Google Translate.

(Maureen Simpson Crispi) On Saturday the 9th of May, was the '6 ore di San Gregorio per Vivere', a brand new event for Sicily, organised by a lovely lady runner from Catania: Eleonora Suizzo. They don't have a website, but you can read about it on Maurizio's webpage. San Gregorio is a little village very near to Catania. The race was a 6 hour race, where you had to run around a piazza and the distance was 500meters. So the idea is that you run as far as you can within the 6 hours and the winner is the one who has run the furtherst in that time.
It was with some trepidation that I embarked on this race. My inclination and preference in running races is to run point to point or one lap, to run on trails if possible, to run long distances and to run in less crowded conditions. The thought of running round the same 500 meter lap in continual full few of spectators for 6 hours was rather daunting to me. Also I seldom ever run more than 10kms at a time these days, and that's with the baby jogger, so not exactly speedy!
I'm an artist, I'm visual and I love that about running, seeing new things, watching a path unfold, going on the journey, and so on. I love nature and fresh air and big open spaces. But I decided to give it a try. Cities and towns are great playgrounds for running too, it has to be said! Also being new in Sicily, it was a good way to meet some more runners and visit a new place, and of course, to run in full view of the glorious Mount Etna is an experience in itself.
Naturally Maurizio was armed with camera's and Gabriel in his jogging buggy, and of course, Frida the dog dutifully and quietly for a dog, in tow.
The organisation of the race was fantastic, the marshalls and everyone involved were as friendly, welcoming and helpful as you could ever wish for. Naturally, even with only 26 runners in total [not bad for a first race, AND an ultra, in Sicily it must be said! I say that, because In general, unlike in the UK, the shorter distances are favoured by most runners. So it is a lot of work to set up a new ultra and entice the runners!]
I noticed that there were still the amazing group photo's popping up all over the place before the race. Let me explain, Sicilians have this amazing skill, - I think they must be born with it, I havent figured it out yet - to suddenly within seconds and out of nowhere to create this amazing group photo, just like a professional school photo. Talls at the back, mediums on the side, shorties in front, and then the clowns and the yoga experts doing funky poses in the front just to make it unique. Every face can be seen and it's all perfectly symetrical and graceful, and everyone is smiling joyously. You'd think they'd paid a film director to achieve these photo's! So, there was lots of that!
Anyway, the race began at exactly mid day, and it was quite a hot day! Luckily this was easily dealt with by the water station open every second of the race, about 100 meters after the 'start' and then the hose pipe, manned by a series of eager young sprayers, just near the finish. So in effect you could run pretty much permanently drenched and satiated at all times. Then to top that, there was no shortage of encouragement from fellow runners, marshalls, family and onlookers. So never could you really let yourself get too demoralised or tired, or, perhaps more importantly, bored!!
I was pleasently suprised:

  1. I didn't get bored of the scenery or the repetitious laps, partly because of one very important factor - nearly every single lap, I was greated with a most wonderful and delighful scene of Gabriel and his Papi, playing, singing, collecting things, eating icecream, shouting Mama Mama and generally just having a lovely time, it seemed. I was able to be part of that every 500 meters! I even did a few laps with the baby jogger just for a change!
  2. I didn't feel too self conscious being visible and 'on show' for 6 hours. It felt more like I was just inside a typical Italian Piazza full of joviallity and community and intrigue.
  3. luckily the roads were blocked so we werent invaded by fumes and car noises and it was only a little village and the race itself was quite familial and un-celebrity, so that was perfect.


All in all, I really enjoyed the race. I met some lovely new people and now have a barage of new FB friends! The race banter is still carrying on almost 2 weeks later, which just shows how fully the Sicilians enter into events, with all their heart and soul and enthusiasm. You just can't help being picked up by these waves when you run a Sicilian event! I still think I prefer a less visible ultra, with a more 'linear' plot, but I can happily say that I have tried and thoroughly enjoyed a 6 hour circuit ultra and what better place to do that than Sicily!!

 

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20 maggio 2015 3 20 /05 /maggio /2015 17:19

Molta acqua è passata sotto i ponti; migliaia sono stati i chilometri percorsi.

Come in un attimo, siamo già alle porte della 43^ edizione della 100 km del Passatore che sarà la terza partecipazione per Elena Cifali.

Alcuni dicono che "sono pronti" ad affrontare la sfida, a rinnovarla. Altri dicono che non potranno mai essere pronti in senso completo e definitivo, ma che ciò nondimeno, l'affronteranno egualmente, come validazione del proprio essere podisti di lunga percorrenza DOC.

Ma l'essere pronti per una sfida simile è sempre e soltanto relativo: tanta deve essere l'umiltà con cui ci si accosta ad essa, senza hubris e senza sicumera.

Elena Cifali è mentalmente pronta ad abbracciare la sfida 2015 e ad incontrarsi di nuovo con il "suo" Passatore.

E non vede l'ora che passino questi 10 giorni.

(Foto Michelacci, per gentile concessione)

(Foto Michelacci, per gentile concessione)

Caro Passatore,
con la presente ti comunico che ho terminato l'ultimo allenamento a te dedicato: 10 km di salita, seguiti da 10 km di discesa.
Io sono pronta, aspetto solo che passino in fretta questi ultimi 10 giorni.
Sarò felice di incontrarti a Firenze, ma ancora di più di abbracciarti a Faenza!
Tanto ti dovevo.
Con immutato affetto.
SuperElena Cifali

Elena Cifali

Nella foto: Elena Cifali taglia il traguardo della 41^ edizione della Cento chilometri del Passatore (2013), suo battesimo.

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17 maggio 2015 7 17 /05 /maggio /2015 21:46
Walk of Life Telethon Catania (4^ ed.). La vittoria a Spinali e a Barbara Bennici. Elena Cifali racconta la sua gara

Si è svolta a Catania, il 17 maggio 2015, la 4^ edizione della Walk of Life Telethon Catania, sulla distanza di 8 km e che ha visto ben 625 finisher (di cui 125 le donne)

La gara di Catania é stata valida anche come prova di Grand Prix Sicilia 2015 di corse su strada.

La vittoria a Luigi Spinali (SM, ASD Atletica Sant'Anastasia) con il crono di 25'55 e a Barbara Bennici (ASD Fiamma Rossa Palermo) con il crono di 31'23.


Ecco di seguito le impressioni di Elena Cifali.

Bellissima gara quella di questa mattina a Catania. 8 km lisci come l'olio, appaganti, pieni di carica ed emotivamente molto sentiti.
Dopo la 6 ore di San Gregorio di Catania di sabato 9 maggio, una settimana molto complicata ha forgiato ancora una volta il mio fisico.
La distanza di oggi mi serviva per sciogliere le gambe, per dimostrare - e non solo a me stessa - che dopo una gara così lunga le gambe possono girare a 4'50'' anche senza allenamenti specifici.
La temperatura perfetta ha fatto da volano e, se il vento non mi aiutava in una direzione, sicuramente lo faceva nell'altra.
Una volta tanto ho gareggiato come si deve, facendomi venire il fiatone, dando tutta me stessa, sfinendomi e cercando di superare tutti quei limiti che per lungo tempo mi sono imposta.
Sicuramente, un cambiamento di velocità cercato, voluto, che non resterà figlio unico, che sarà accompagnato da altre esperienze.
Non c'è speranza per una quarantaduenne come me, che si allena per le ultra-distanze, di diventare campionessa, ma convinta come sono che "non c'è schiavitù migliore che essere prigionieri della speranza", vado avanti, a testa alta e con la determinazione che da sempre mi contraddistingue.
Eccomi sul podio allora, insieme a tre persone che stimo infinitamente: Mela, Gabriela e Salvo.
Molti altri, i finti campioni, quelli che si riempiono la bocca di tempi e ripetute, ancora una volta sono rimasti infangati nel loro inutile chiacchiericcio dietro le finte transenne della loro mediocrità.
Noi Campioni lo siamo veramente, ognuno con i suoi tempi, ognuno con le sue gambe.
E allora, senza finta modestia dico a testa alta che oggi noi abbiamo vinto un podio che vale mille chiacchiere e mille scusanti.
Arrivederci a domenica prossima, quella in cui vinceremo ancora!

Elena Cifali

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17 maggio 2015 7 17 /05 /maggio /2015 05:41
Mare-Cielo e ritorno in 12 ore. Sull'Etna, come sempre, ma questa volta con un misto di MTB, running e trekking (Vincenzo Ferro)
Mare-Cielo e ritorno in 12 ore. Sull'Etna, come sempre, ma questa volta con un misto di MTB, running e trekking (Vincenzo Ferro)Mare-Cielo e ritorno in 12 ore. Sull'Etna, come sempre, ma questa volta con un misto di MTB, running e trekking (Vincenzo Ferro)

12 ore sull'Etna vissute intensamente dal Mare al Cielo e ritorno. Sull'Etna.
Un percorso impegnativo come una gara. Questa volta in una sella ad una MTB, con una combine di trekking e ru
nning.

Forse niente di straordinario.

Ma immensamente appagante.

Ecco il racconto di Vincenzo Ferro, protagonista dell'avventura-allenamento, assieme Rosario Catania in preparazione del prossimo Etna Endurance UNESCO, alla sua prima edizione, il prossimo 20-21 giugno 2015.

(Vincenzo Ferro) Ancora adesso tremiamo!!!! Per quello che siamo riusciti a fare, niente di straordinario - in realtà - ma per noi immensamente appagante.

La nostra avventura è iniziata con il sorgere del sole e si è conclusa con il tramonto... in mezzo, dodici ore vissute intensamente, con grandissimo entusiasmo, adrenalina alle stelle e tanta forza e stima in noi stessi; frutto di tanta tenacia, esperienze maturate da ognuno di noi in modalità diverse ma condivise, e di una attenta e scrupolosa programmazione e pianificazione che va oltre la preparazione fisica e atletica, la consapevolezza della forza interiore; e comprende anche una serie di aspetti a contorno, che vanno dall’abbigliamento, alla logistica, all’alimentazione, sine qua non sarebbe molto difficile affrontare una prova del genere. Abbiamo gettato i presupposti per nuovi progetti e ci sentiamo pronti alla prossima sfida.

Non avevamo l’intento di stabilire un record ne tantomeno la presunzione di elevarci ad eroi ma esclusivamente la volontà di mettere alla prova noi stessi, e abbiamo vinto!

Dodici ore fantastiche, più di una gara endurance, al di sopra di una 100km... c’è stata la opportunità di parlare, di confrontarsi e gettare le basi per nuovi progetti e nuove esperienze da condividere.

Siamo tanto distratti e sbadati che neanche ci rendiamo conto delle opportunità che il territorio in cui abbiamo la fortuna di vivere - e che, purtroppo, tanti ancora non conoscono appieno o sottostimano – ci offre.

Partiti dal mare, abbiamo attraversato una città che ancora stentava a svegliarsi, abbiamo iniziato a prendere quota con le nostre MTB insieme al sole e raggiunto i paesi dolcemente adagiati che pian piano iniziavano a vivere e lei era lì davanti a noi ad aspettarci. Né la luce abbagliante, né il caldo torrido, né il vento sferzante di una confusa giornata estiva, hanno messo in dubbio la nostra ferrea determinazione; continuavamo a salire sempre di più fino alla fine della strada asfaltata e dopo in trekking fino a quota 2.700 m slm, che il buon senso e l’ordinanza prefettizia attuale avevano deciso essere sicuri. La sicurezza prima di tutto, la nostra Montagna non scherza! Restiamo sempre affascinati, con i suoi sbuffi e la sua sempre temporanea quiete, meta immaginaria e al contempo reale.

Grazie ad una preparazione metodica siamo riusciti e sostenere questa sfida mentale. Ottima gestione delle forze fisiche, versatilità nell’adattamento e perfetta gestione alimentare pre- e durante, sono stati i punti di forza che hanno permesso di passare da oltre 6 ore in sella in MTB al trekking in salita e running in per quasi 4 ore, senza aver lasciato segni di sofferenza muscolare e/o affaticamento.

Oltre 87 km complessivi e non averli sulle gambe: 1.900 m di dislivello positivo superati in MTB su una distanza di 36 km; 800m di dislivello in trekking(d+) e running(d-) su una distanza di 7 km; quota di partenza 2m slm, massima quota raggiunta 2.700m slm.

Per quanto riguarda l’abbigliamento personalmente ho scelto una maglietta tecnica manica corta e ricambio, tight running, cosciali ciclismo, calze corte running trail, scarpe da trekking A5, guanti con palmo rinforzato, occhialini e casco.

Nello zainetto ho portato una felpa softshell, guanti, bracciali, bandana, k-way, e sempre cellulare con i numeri del soccorso alpino e fischietto. Invece per l’alimentazione consumati n. 2 panini (fesa+pomodoro), n. 1 barretta energetica, n. 3 biscotti, 3,5 litri di acqua e, entrambi, uno spettacolare arancino al Rifugio Sapienza come ricompensa!

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13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 05:53

Carmela Motta e Salvatore Marotta, amici di corsa di Elena Cifali, si sono ritrovati a partecipare alla gara a staffetta, abbinata alla prima edizione della 6 ore di San Gregorio (che ha avuto luogo il 9 maggio 2015).
Ma hanno partecipato in squadre avverse: ed è stato così che per un'ora sono stati "nemici", ma anche questa per loro é stata un'esperienza condivisa che Elena Cifali ci ha voluto raccontare.

Carmela Motta e Salvatore Marotta

Carmela Motta e Salvatore Marotta

(Elena Cifali) Per le persone come me le gare non finiscono con l’ultimo passo sotto il gonfiabile.

Per le persone come me le gare continuano nei giorni successivi, nutrendosi dei commenti, dei racconti e dei sentimenti dei partecipanti.

Ho riposato due giorni dopo la fatica di sabato. Oggi il primo allenamento in pista, per sciogliere le gambe. Ad aspettarmi ho trovato Angela, Mela e Salvatore.

Mela e Salvo, marito e moglie innamorati della loro vita sono l’immagine dell’unione e della complicità coniugale. Li ho ad esempio e li osservo spesso per trarre da loro nuovi spunti, punti di partenza per una esistenza sempre migliore.

Anche loro, cogliendo il mio invito, hanno partecipato alla 6 ore di San Gregorio. Si sono ritrovati ad essere rivali per un’ora, correndo per squadre diverse.

Loro due, uniti in tutto e per tutto dalle passioni al lavoro, divisi da una staffetta.

Ho trovato la circostanza curiosa e divertente.

Bene, dicevo: stamattina in pista si parlava, si discuteva di quanto fosse stato bello quel giorno di festa, di corsa, in quell'anello di poche centinaia di metri.

Ho dato il cinque a tutti i bambini che erano schierati alla partenza” - mi dice Salvo con l’entusiasmo che lo contraddistingue e che ormai ho imparato a conoscere.

E’ bastata questa frase a farmi tornare in mente l’episodio che avevo quasi completamente rimosso.

Sì, i bambini li ho visti anche io. Piccoli, belli, festosi. I bambini immagine di purezza e candore che dovrebbe essere - in un mondo giusto ed equo - destinata a durare in eterno!

Quel cinque è bastato a dare una forte carica a Salvo che ha scoperto, provandola su sè stesso, l’importanza emozionale e la carica motivazionale della corsa.
Le sue gambe prendono ad andare più veloci, sollevandosi l’una davanti all’altra con quel ritmo che gli permette di superare gli avversari.

Impegnata nella mia 6 ore podistica li ho osservati, contagiati da quella strana abitudine di correre.
Mela e Salvo, grazie al loro lavoro di fotografia e video sono abituati a guardare e cogliere anche le più piccole sfumature della vita, quegli attimi, ingredienti sostanziali che, agli occhi meno abituati, sfuggono.

Quei bimbi da me quasi del tutto dimenticati restano impressi nella loro mente come una fotografia a colori.
Mi piace pensare che la fotografia sia luce e poesia e per associazione di idee questa coppia così bene affiatata diventa incanto e dolcezza mentre corre, sfidando e sfidandosi, a colpi di chilometri e ripetute, per poi culminare in abbracci che vanno oltre l'amore che li lega da oltre 25 anni.

Ancora una volta, la corsa protagonista consapevole di una qualità di vita migliore che rende, senza ombra di dubbio, frizzante una unione coniugale, già di per se stessa indissolubile.

Auguri, ragazzi, che sia questa la prima di una lunga serie di staffette corse fianco a fianco dove non ci sono né vinti né vincitori, ma solo coraggiosi che tagliano il traguardo da vittoriosi.

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11 maggio 2015 1 11 /05 /maggio /2015 12:35
50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà
50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà

E' stata un'esperienza esaltante sia per la bellezza del panorama, per la simpatia degli ultra-maratoneti che - ho capito - rappresentano un mondo a parte, un po' come chi corre trail.
Di questa gara mi sono goduta ogni singolo chilometro e, anche se mi ero imposta di non pormi obiettivi cronometrici, alla fine come leggerete ci sono cascata... è più forte di me, l'asfalto cancella sempre i miei buoni propositi da Forrest Gump!

Lara La Pera

(Lara La Pera) Sognavo di correre la 50 km di Romagna da tre anni, ma ogni anno sia per insicurezza sia per troppa fatica accumulata per la maratona primaverile o per infortunio…ci ho rinunciato.
50 km di trail non mi spaventano…
50 km di asfalto possono diventare inquietanti se non ci si prepara bene mentalmente e fisicamente.

Ho preparato una maratona a marzo in maniera tranquilla, l’ho metabolizzata benissimo e il giorno dopo, fortemente incoraggiata dall’inseparabile amico Pippo Ruggeri, mi sono iscritta alla 50 km di Romagna.

La 50 km di Romagna, come la maggior parte delle ultramaratone, è una gara con un percorso molto muscolare. I primi 25 km sono in leggera salita, poi dal 25° km al 30° km la salita diventa molto ripida (270 m di dislivello), quindi seguono 5 km di discesa liberatoria: ma la salita non è ancora finita, poiché dal 35° km all’arrivo ci si deve confrontare con un continuo saliscendi che mette seriamente alla prova anche le gambe più allenate.

Dopo l’iscrizione, Roberto, mio marito, mi ha comunicato che mi avrebbe fatto da “lepre” e che avrebbe deciso lui gli allenamenti da fare nelle nove settimane che ci separavano dalla gara. Abbiamo puntato molto sui lunghi muscolari (anche fino a 40 km), con qualche lavoro di ripetute sui 1000 o 2000, e medi sali-scendi di 20 km.

Mi sto soffermando sui dettagli più o meno tecnici perché magari c’è qualche maratoneta che legge questo racconto e si chiederà come si passa dai 42 km ai 50 km.

La prima cosa che ho capito che non è affatto vero che “come se ne fanno 42 se ne fanno 50”. Ho visto esperti maratoneti camminare dopo il 40° km poiché l’altimetria, se non si gestisce bene l’andatura, può mettere seriamente in difficoltà.
Ho parlato con tante persone che avevano corso questa gara e chiunque mi aveva consigliato di aggiungere non meno di 30’’ a km (visto che era la mia prima ultra) rispetto al ritmo delle ultime maratone corse.
Così avevo pensato a un passo tra 5.25-5.30 min/km per chiudere un po’ sotto le 4h40’.

Siamo partiti in quattro, io, Roberto, Pippo Ruggeri e il grande Alfonso Sciarratta che, con la sua esperienza di ultramaratoneta, è riuscito a infondermi una certa tranquillità. Per sconfiggere la classica ansia che mi viene prima delle maratone su strada, ho immaginato di dover correre un lungo trail senza difficoltà tecniche (e che trail è?)….ma nei momenti di disperazione atletica la nostra mente è capace di partorire qualunque fantasia…

Alla partenza eravamo quasi 800 e mi ha fatto piacere vedere tante donne.
Ho capito subito che il mondo degli ultramaratoneti è un mondo di simpaticissimi folli… “Perché, non vieni te domani a correre la maratona di Rimini in vista del Passatore???” - mi ha detto un simpatico ragazzo romagnolo mentre affrontavamo una delle tante rampe della prima parte di gara. Ho risposto che l’indomani probabilmente avrei fatto un lunghissimo sul divano.
Mi ha guardata come noi sportivi “normali” guardiamo una persona sedentaria.
Molto male... quasi con compassione!
Così per la prossima persona che mi ha posto la stessa identica domanda, mi sono attrezzata “Cavolo…verrei volentieri ma purtroppo devo rientrare in Sicilia…così farò un lunghetto dalle mie parti".
Un altro simpaticone mi ha chiesto “Do you want some water?” porgendomi una bottiglietta….io rispondo semplicemente con due parole “No, grazie”….E lui ridendo “Miiiii….sei di Palemmoooo”. Ma ho un accento così pronunciato? 
I primi 20km di gara tra una battuta e l’altra sono volati: ogni tanto guardavo il GPS e vedevo che la nostra media era poco sopra 5.0 min/km ma sapevo che il salitone ci avrebbe frenati tanto.
Alfonso era dietro di noi, mentre il mitico Ruggeri era avanti perché era partito con i keniani!
Inoltre il meraviglioso panorama intorno a noi fatto di frutteti e campi fioriti mi faceva godere pienamente questa corsa primaverile... persino il sole caldo in fronte e la temperatura che superava i 20°C non mi davano fastidio.
Ovviamente si beveva ad ogni ristoro. Il mio severissimo leprotto mi allungava due bicchieri, uno di acqua e l’altro... ancora non l’ho capito. Forse Pepsi tiepida o the super-zuccherato: comunque sia, era buonissima. Più i chilometri scorrevano un passo dopo l’altro, più ripensavo alla gara più bella e faticosa che abbia mai corso su strada, la 0-3000.
Quando corri la 0-3000 sai che la salita finirà solo quando avrai tagliato il traguardo e che le tue gambe e la tua mente non avranno tregua fino ad allora.
Devo dire che questa esperienza mi ha dato tanta forza mentale e mi ha fatto percepire meno la fatica, o meglio il pensiero della fatica che ancora dovevo fare per completare i 50 km.

Al 25° km sembra di stare davanti alla porta dell’inferno dantescoLasciate ogni speranza voi che entrate!”. La minacciosa esortazione era sostituita da un cartello che diceva “Scalata di Monte Albano Km 5- Salita Coppi”. E qualcuno si é fatto il segno della croce!
Dico a Robi di rallentare e di affrontare la salita piano, ma i nostri buoni propositi vengono meno quando vediamo davanti a noi l’amico Pippo Ruggeri….
Lo puntiamo come un barracuda punta la sua preda e, dopo un po’, lo raggiungiamo e completiamo il salitone insieme.
Arrivati in cima, mi rendo conto che stavo veramente bene e la maratoneta ha preso il sopravvento: media mantenuta sino a quel punto 5.10 min/km.

Mi faccio qualche conto e mi prefiggo di tagliare il traguardo sotto 4h30’.

La discesa ovviamente ci ha fatto guadagnare un bel po’, ma come mi aveva detto un ragazzo che aveva già corso 11 volte questa gara…il brutto inizia al 35° km.
Ma io e Robi non ci scoraggiamo…I nostri muscoli e le nostre energie erano pienamente sotto controllo.
Ciò nonostante aspettavo la crisi dell’ultramaratoneta dopo il 42° km….ma nulla. Correre era ancora un piacere e non una tortura. Superata la distanza di maratona mi sono un po’ emozionata. Comunque andasse avevamo ormai superato la maratona!!!

Al 45° km una bellissima lunga salita pensava di intimorirci, ma più il percorso degli ultimi km diventava tosto…più la mia ambizione cresceva, la media era sempre 5.10 che su 50 km vuol dire 4h20’. Purtroppo quando corro sull’asfalto non riesco a non pensare al tempo, soprattutto se sto bene….ma forse è anche questo il meraviglioso fascino della maratona….rincorrere l’unica cosa che non si può fermare…il tempo. Forse è un modo per sentirci più forti di lui!

Gli ultimi quattro chilometri hanno richiesto tutta l’esperienza delle mie 19 maratone…gestire il mio corpo in equilibrio su un filo di nylon, se sbagli anche di pochi secondi gli ultimi chilometri possono diventare un’agonia….-3 km, -2 km, -1 km e si rientra a Castel Bolognese: senza alcun timore mi lancio nell’ultimo chilometro che mi separa da uno dei miei più grandi obiettivi….

Diventare un’ultra-maratoneta. 4h20’20’’ e una gestione perfetta della gara.

Questo mi ha reso felice più di qualsiasi altra cosa.

Ho dovuto correre 19 maratone su strada, due ecomaratone, quattro ultra trail, due volte la 0-3000, ho dovuto distruggere i miei muscoli e impedirgli di correre per otto eterni mesi prima di imparare a conoscere così bene il mio corpo, tanto da capire che c’è un limite, anche quando si sta benissimo…ed è proprio la conoscenza di quel limite che ci porta a centrare l’obiettivo.

Ringrazio i miei meravigliosi compagni di viaggio Alfonso, Pippo e ovviamente mio marito coi quali sono certa condividerò altre avventure chilometriche!

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11 maggio 2015 1 11 /05 /maggio /2015 07:11

Quando vi vedrò di nuovo, ai nastri di partenza, tutti insieme, tutti amici miei, tutti grandi uomini e grandi donne ed ognuno con la propria motivazione e una storia personale di corsa da raccontare?
Nella mia mente è tutto chiaro. Ogni tassello è al posto giusto. Al centro del mondo, i nostri bambini: la nostra forza, loro non possono mai mancare!
Intorno, contorno ma non meno importante, manifestazioni diverse di sport, tradizione e cultura. Ogni momento ha un significato.
Vedere due piccole e grandi mamme così forti, così coraggiose, così lottatrici mi rende orgogliosa, non che i loro uomini non lo siano altrettanto, ma il legame mamma-figlio è imprescindibile, è un cordone, per natura, inossidabile.
L'unico modo che avevo per far conoscere e per dare una piccola mano, granello in un deserto sabbioso, era la mia corsa.
Vi ho chiamato tutti e voi avete risposto e mi avete emozionato e gratificato.
Il mio corpo non ha risposto con la stessa sollecitudine che mostra solitamente, si è ribellato, lui, al mio stress fisico ed emotivo di questa ultima settimana e mi ha dato del filo da torcere per portare a casa la mia medaglia. Sudata oggi, perché come previsto, e dato l'orario, tra mezzogiorno e le sei del pomeriggio, la calura e l'afa hanno reso la gara più sofferta.
Personalmente, non ho avuto tanto caldo, da una parte per una leggera brezza, fedelissima presenza nella mia San Gregorio (in un certo orario della giornata) dall'altra parte, perché gli spasmi allo stomaco forti e costanti, mi hanno dato altro a cui pensare. Mi arrabbio, mi intestardisco, mi fermo, bevo ma non riesco a mangiare, piango e il mio angelo, come sempre, mi sostiene, cammino, corro, ho freddo e ho caldo ed oggi la mia piazza, la mia Etna hanno un colore intenso.
Sullo sfondo di questa inedita cartolina, gli alti alberi vibrano sopra le nostre teste, ci cullano e ci osservano.
Surreale e irreale vedere casa mia in gara.
Un'emozione intensa, un'immensa soddisfazione, un desiderio realizzato.
Senza alcune persone, che da due anni a questa parte, sono parte integrante della mia vita, nulla avrei potuto, senza concertazione, senza i professionisti del Mondo FIDAL del Running in Sicilia, nulla sarebbe accaduto in una tranquilla cittadina, come San Gregorio che non conosceva, fino ad oggi, il nostro mondo.
Un mondo fatto di tutto e di niente, di amore e di sentimento, di unione e integrazione, di solidarietà e di forza, di passione e di gioia, di rabbia e tristezza, di pace e di tormento.
Un Mondo, il nostro mondo, fatto solo e soltanto di NOI.

Eleonora Suizzo

6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)
6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)
6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)

Eleonora Suizzo è stata l'ideatrice e l'anima organizzatrice di questa prima edizione della 6 ore di San Gregorio ... per Vivere, svoltasi il 9 maggio 2015, a San Gregorio di Catania: un sogno che è divenuto realtà grazie al patrocinio e al suppoorto dell'Amministrazione comunale di San Gregorio.
La manifestazione podistica nella sua San Gregorio è riuscita alla grande, sia sotto il profilo tecnico (soltanto con qualche piccolo elemento da correggere), sia sotto quello dell'intrattinmento per la cittadinanza convenuta e per gli stessi atleti impegnati in gara, sia infine sotto il profilo della solidarietà.
Nel corso della gara, infatti, si sono raccolti fondi a favore di una Sindrome rara che, come tutte le Sindromi rare, è allo stato attuale poco attenzionata dalla ricerca scientifica e farmaceutica: e, a questo scopo, Eleonora Suizzo ha voluto correre, indossando una maglia sul cui retro era scritto: "Corro per Matteo e Paride", cioè i due bimbi affetti dalla sindrome rara (e implicitamente anche ha corso per le loro mamme-guerriere).
Eleonora Suizzo, infatti, da brava runner ha voluto onorare lei stessa la sua gara, nel suo paese, con un circuito disegnato in modo che passasse proprio davanti alla sua casa.

Per lei, sotto tutti i profili, nella giornata di sabato si è avverato un sogno a lungo coltivato e fantasticato, anche se le sue condizioni fisiche - forse anche per lo stress dei giorni precedenti - non sono state al meglio.

Per completezza di cronaca, la gara maschile è stata vinta da Santo Monaco con (M45, ASD Placeolum), con 67,641 km percorsi, seguito da Michele D'Errico (M60, ASD Marsala DOC), con 63,856 km e da Salvatore Panebianco (M55, ASD Podistica Jonia Giarre), con 60,563 km, quest'ultimo in quarta posizione assoluta, poichè terza assoluta è stata la prima donna, Maureen Simpson (F40, ASD Sportaction) che ha percorso 61,578 km.
Seconda donna, pure F40 per l'ASD Atletica Siciia, è stata Gabriella Chebac con 59,781 km, mentre terza a salire sul podio femminile è stata Cinzia Sonsogno, F40 per la ASD Podistica Capo d'Orlando, con 56,693 km, rispettivamente 5^ e 8^ assolute.

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7 maggio 2015 4 07 /05 /maggio /2015 20:17
Oltre la Passione. Il racconto di una personale sfida etnea di Vincenzo Ferro. Come allenarsi in montagna in tutta sicurezzaOltre la Passione. Il racconto di una personale sfida etnea di Vincenzo Ferro. Come allenarsi in montagna in tutta sicurezza
Oltre la Passione. Il racconto di una personale sfida etnea di Vincenzo Ferro. Come allenarsi in montagna in tutta sicurezza

(Vincenzo Ferro) Sono passati meno di tre anni da quando ho messo piede nel mondo delle corse e da poco più di due ho conosciuto la maratona. Ma ho anche capito - molto presto - che i fatidici 42,197 km non mi bastavano: ed è stato così che la passione per le Ultra ha preso il sopravvento.

Ed ora da “ultramaratoneta” mi preparo alla prossima sfida con me stesso: una 48 ore. L’occasione si presenterà a fine giugno con la 6 giorni del Pantano, quando si disputeranno i Campionati nazionali IUTA 6 Giorni e 48 Ore su strada e il Campionato Italiano Fidal di 24 Ore di corsa su strada.

In preparazione, dopo l’esperienza Mondiale dello scorso mese alla 24 Ore di Torino, una serie di sfide a partire dalla Supermaratona dell’Etna, dove l’obiettivo mio sarà quello di migliorare le 7h 35'min della prestazione del 2013, e l’Etna Endurance del guinness Rosario Catania, quando cercherò di dare un contributo al progetto di valorizzazione del territorio etneo sperando di accompagnare l’amico Rosario in MTB, trekking e corsa.

E, vista la recentissima conquista dell’Etna da parte del bravissimo Salvatore Ragonese con la sua “Etna Up&Down” nella mattina del 4 maggio ho iniziato, nel mio piccolo, una simbolica “sfida” per la ri-conquista della nostra amata Montagna da libero cittadino e fruitore.

Un ri-appropriarsi di quella bellezza naturale che a colpi di ordinanze e norme varie ci vogliono derubare o per lo meno vincolare a sottili meccanismi di costrizione controllata.

Ebbene, l’Etna si può osservare e fruire, l’Etna si deve poter vivere!

Ma tutto questo in sicurezza!

A tal proposito vorrei dare un modesto contributo non esaustivo alle informazioni necessarie per un runner, e non solo, che volesse percorrere l’Etna in alta quota.

La programmazione è dunque iniziata con l’acquisizione delle condizioni meteo che prevedevano ottime temperature, mancanza di precipitazioni e soprattutto assenza di vento… Praticamente si annunciava la giornata perfetta per andare in montagna!

E come sempre, definisco buona norma l’informarsi sulle condizioni dello stato del vulcano attraverso il sito dell’INGV controllando in particolare la sezione “Tremore Vulcanico” e la sezione “Simulazione dispersione ceneri vulcaniche”.
Per quanto riguarda l’abbigliamento preferisco vestire a strati, leggeri in salita -maglietta manica corta e se le condizioni lo richiedono aggiungendo una felpa softshell.

In ogni caso, é bene portare nello zainetto guanti, bracciali, bandana, k-way, cappellino, occhialini, e sempre cellulare con i numeri del soccorso alpino e fischietto.
Tra altri accessori da portare sempre, consiglio vivamente l’utilizzo di tight running o al massimo corsari running, perché anche una banale caduta o scivolata può compromettere l’intera sessione visto il tipo di fondo tagliente, e aggiungerei anche dei guanti con palmo rinforzato tipo body building.

Obbligatoria una riserva di almeno 1 litro di acqua – ideale camelback – e alimentazione durante la prova, ad esempio io personalmente porto dei biscotti.

Per quanto riguarda le scarpe, é indispensabile l’utilizzo di una A5 trail, nella fattispecie consiglierei una scarpa ben ammortizzata e con tessuto resistente all’acqua vista ancora la presenza di neve e ghiaccio.

Per ultimo, ma sicuramente è l’aspetto più importante, occorre programmare l’uscita non da soli e su percorsi conosciuti o, al limite, come ho fatto io stesso in questa occasione, scegliendo un tracciato non solitario dove è possibile trovare sempre sia altre persone sia mezzi indispensabili in caso di necessità.

La mia sfida è iniziata dal Rifugio Sapienza a quota 1.900 m slm fino all’ex-Torre del Filosofo a quota 2.900 m slm e ritorno per un totale di circa 17 km lungo tutta la via sterrata percorsa costantemente dai mezzi della funivia dell’Etna per l’attività turistica.

Inoltre ho effettuato una sosta intermedia sia in salita che in discesa alla stazione della funivia in località Montagnola a quota 2.500m slm.

Per i fanatici del crono, questi i tempi:

  • Rifugio Sapienza – Funivia Montagnola 50’21” (d+ 600m)
  • Funivia Montagnola – ex-Torre del Filosofo 39’44” (d+ 400m)
  • Ex-Torre del Filosofo – Funivia Montagnola 16’27” (d- 400m)
  • Funivia Montagnola - Rifugio Sapienza 25’42” (d- 600m)

Direi che sarà abbastanza facile da parte vostra migliorare questi tempi, mentre risulta difficile raccontare ed esprimere le emozioni e le sensazioni che si provano nell'affrontare una sfida simile!

Pertanto invito ognuno di voi a conquistare con i propri tempi l’Etna e magari ci potremmo incontrare lungo il percorso.

Oltre la Passione. Il racconto di una personale sfida etnea di Vincenzo Ferro. Come allenarsi in montagna in tutta sicurezza

Un'esperienza unica di corsa a piedi, in Basilicataper 24 48  Ore e per 6 Giorni intorno ad un'Oasi del WWF su un anello asfaltato di 6 km. completamente chiuso al traffico ed illuminato la sera con discreti segnapasso.

Una vacanza per gli accompagnatori coccolati da tante possibili attività e dall'ospitalità lucana.

  • Campionato Italiano IUTA 2015 della 6 Giorni e della 48 Ore di corsa su strada, assoluto e di tutte le Categorie
  • Campionato Italiano FIDAL 2015 della 24 Ore di corsa su strada, Assoluto e Master

 

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27 aprile 2015 1 27 /04 /aprile /2015 21:27
(Capo Running 2014 - La partenza)

(Capo Running 2014 - La partenza)

Il 26 aprile 2015, si è svolta a Capo d'Orlando (Messina), la 2^ edizione della Capo Running, sulla distanza di 10 km, valevole come prova del Grand Prix Siciliano di Corse su strade.

Seconda Capo Running, 10 km di Capo d'Orlando (Messina), valevole come prova del Grand Prix Corse su strada FIDAL Sicilia 2015.
Faccio i miei più forti e veri complimenti e congratulazioni a Cinzia Sonsogno e a tutta la sua squadra per la superlativa (e non esagero con questo aggettivo) organizzazione perfetta in ogni dettaglio! Tra l'altro anche un gran pacco gara ricco e un ristoro alimentare post gara eccezionale e buonissimo degno di una maratona che dieci km!
Percorso super-piatto e veloce, ideale per una gara super tirata! Acqua nei banchetti ben distribuita e volontari efficienti e diligenti! Bravissimi tutti davvero.
Io ho chiuso in 40'12".
Ero arrivato per tentare di starci in 39', stamattina, pensavo di poter fare tale crono, perché nascondere i miei reali intenti?
Invece non ce l'ho fatta neppure a starci entro i 40' netti, ma mi va benissimo così. Sto ricominciando da poco ad allenarmi con criterio e anzi aver tenuto i 4'00" al km costante per tutta la gara è un buon segnale per me.
Già dopo i primi passi avevo avvertito e capito che non potevo sperare di far un ritmo più veloce dei 4'00" così mi sono attestato su questo.
Anzi, ce pure mancato pochissimo a che mi fermassi poco dopo la partenza: tra il secondo e terzo km i miei occhi hanno iniziato a bruciarmi terribilmente e ci son stati momenti in cui ho avuto la vista quasi del tutto appannata, tanto che mi ero preoccupato e lo avevo gridato ai podisti che correvano accanto a me, dicendo loro che non ci vedevo più!
Da vero scemo nel prepararmi in macchina mi ero spalmato la crema di protezione solare sulle spalle e sul volto, anche sulla fronte. Dopo i primi
chilometri col sudore mi si è sciolta colando dentro i miei occhi con un effetto da vero carbone ardente! Ragazzi è stato terribile, poi per fortuna da li a poco il bruciore è iniziato a scemare fino a cessare!
Finita la gara io e Mario Piraino abbiamo pure fatto potenziamento in salita percorrendo a piedi i ben 363 gradini che ci hanno portato a godere della
bellissima vista su Capo d'Orlando dall'alto e a visitare l'antico monastero.

Gerlando Lo Cicero (Profilo Facebook)

(Sicilia Running) Sono Natale Grosso (Indomita Torregrotta) e Tatiana Betta (Podistica Messina) i vincitori della seconda edizione della Capo Running andata in scena il 26 aprile 2015 a Capo d’Orlando. La manifestazione, organizzata dalla Podistica Capo d’Orlando, è stata valida come 4° prova del GP regionale e ha assegnato le maglie di campione regionale e i titoli a squadre dei 10 km su strada.

Grosso e la Betta (al maschile e al femminile) hanno dominato la gara, imponendo ritmi forsennati sin dalle prime battute. Il portacolori dell’Indomita, ha chiuso con il tempo di 33’05.

Nella classifica maschile, Giovanni Cavallo della Podistica Messina in 33’38, terzo il sempre-verde Giovanni Soffietto (Universitas Palermo) con il tempo di 34’01.

Quando c’è Tatiana Betta in gara, non ce n’è per nessuno e così la catanese in forza alla società del presidente Giacobbo, ha vinto senza problemi e si è tolta lo sfizio di arrivare al 42° posto assoluto: uno “smacco” per tantissimi colleghi maschi. Per lei un crono di 37’04. Al secondo posto bella gara tra Katia Scionti dello Stile Libero Messina (39’31) e Patrizia Strazzeri dell’Atletica Fortitudo Catania (39’33) con la prima ad avere ragione sul filo dei secondi.

La gara di Capo d’Orlando ha assegnato anche i titoli regionali individuali e a squadre. Tra le società femminili a primeggiare è stata l’Atletica Sicilia, al maschile vittoria per l’Universitas Palermo.

609 gli atleti che hanno tagliato il traguardo della Capo Running. Ottima l’organizzazione da parte della Podistica Capo d’Orlando “capitanata” da Cinzia Sonzogno.

Dal pacco gara ai premi di categoria (prodotti alimentari) al ristoro finale tutto è stato gradito ed ha risposto ai canoni di come deve essere e di cosa deve offrire una manifestazione a carattere regionale. Valletto d’eccezione sul palco Max Buccafusca (campione regionale sulla maratona in carica), accompagnato dalla gradevole presenza di Miss Kia.

Ottimi (e il caldo ha dato inevitabile risalto), i due ristori di acqua lungo l’anello di 5 chilometri (due i giri effettuati dai podisti). La bellezza del luogo, il “sapore” di un’estate prossima, la cordialità dei padroni di casa ha poi fatto il resto, firmando una tra le più belle manifestazioni alle quali abbiamo fin qui presenziato.

Prossimo appuntamento con il GP regionale domenica 3 maggio a Terrasini, quando andrà in scena la maratonina Città di Terrasini evento che quest’anno tocca le 15 edizioni.

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27 aprile 2015 1 27 /04 /aprile /2015 17:00
(foto di Maurizio Crispi) Elena Cifali, domenica 26 aprile 2015 ha preso parte alla 16^ edizione della Siracusa City Marathon. Ed è stata la sua trentesima maratona "in carriera". Anche se la "ciambella" (complice una giornata piuttosto calda e soleggiata) non è venuta del tutto bene (per lei, un crono piuttosto fuori standard rispetto al suo PB), Elena Cfali è rimasta comunque soddisfatta e contenta. L'importante è finire, come sempre, mettersi alla prova, condividere un'esperienza con amici e compagni di corsa e poi volgere lo sguardo ad una nuova gara, ad una nuova meta, ad un nuovo obiettivo.

(foto di Maurizio Crispi) Elena Cifali, domenica 26 aprile 2015 ha preso parte alla 16^ edizione della Siracusa City Marathon. Ed è stata la sua trentesima maratona "in carriera". Anche se la "ciambella" (complice una giornata piuttosto calda e soleggiata) non è venuta del tutto bene (per lei, un crono piuttosto fuori standard rispetto al suo PB), Elena Cfali è rimasta comunque soddisfatta e contenta. L'importante è finire, come sempre, mettersi alla prova, condividere un'esperienza con amici e compagni di corsa e poi volgere lo sguardo ad una nuova gara, ad una nuova meta, ad un nuovo obiettivo.

(Elena Cifali) Vi prego, qualcuno vuol spiegare al mio vicino di casa, che ascolta musica ad altissimo volume, che sono stanca? Che ho bisogno di dormire?

Magari potrebbe raccontargli che oggi ho corso la mia trentesima maratona. A Siracusa, sotto un cielo infuocato da un sole impietoso.

42.195 metri di fuoco!

Io non sono abituata alla calura, in montagna fa ancora fresco e la mattina presto – durante gli allenamenti - la temperatura si aggira intorno agli 8°-10°.

Così in questa maratona ho sofferto.

Soffro sin da subito, mentre grossi goccioloni mi finiscono dentro gli occhi facendomeli bruciare. Soffrono i miei piedi che si riscaldano.

Però, questa sofferenza è la benvenuta, mi serve, mi tempra e mi ricorda che per ottenere grandi successi bisogna prima sudarseli con gli allenamenti, con le gare, con la complicità degli amici, studiandosi e cercando sempre di modificare, correggere, limare le imperfezioni.

Sono mesi duri questi, mesi in cui la mente e il corpo si concentrano sulla preparazione della 100 km del Passatore.

E così, domenica dopo domenica infilo scarpe, la magliettina, i calzoncini, attacco il pettorale e via, si sfreccia tra le strade di tutta la Sicilia cercando di portare a casa il maggior risultato, il massimo comune divisore.

Non è semplice, no, non lo è davvero!

Ma è una mia scelta, un mio piacere, una mia soddisfazione.

Dunque corro, sfinendomi, sfiancandomi, cercando dentro di me quella forza che a volte dimentico di avere.

Il resto della settimana resta di proprietà della famiglia, della casa, del lavoro, dei miei animali, dei miei altri hobby.

La lettura, la scrittura, le pubbliche relazioni, il CEPES. Insomma, oltre la corsa esiste molto più e guai se non fosse così.

Ma torniamo alla gara di oggi.

Torniamo a Siracusa col suo teatro greco, con il suo fiume Ciane, con la sua riserva naturale. Torniamo agli amici Eleonora e Guglielmo, Salvo e Davide che con come hanno condiviso queste ore di fatica e la gioia dell’arrivo.

Mi abbandono a me stesa, lo sguardo concentrato al suolo in quel movimento irregolare che i piedi disegnano sull’asfalto. Ai bordi delle campagne vedo contadini prima intenti nella raccolta dei frutti e poi sdraiati a godere della frescura ai piedi dei profumati limoni. Ammetto di invidiarli un po’!

Io e i miei compagni ci facciamo coraggio a vicenda: bisognerà pur arrivare prima o poi.

Ci sono volte in cui le parole non sono sufficienti a spiegare le sensazioni e le emozioni che si provano nella condivisione di eventi come le gare.

Nell’animo umano albergano troppi sentimenti e credo che alcuni non abbiano neppure un nome, tanto sono profondi e inesplorabili.

Sono felice, nonostante un crono non troppo allegro, di avere partecipato e condiviso con loro una fetta della mia vita.

Adesso guardo avanti, sempre dritto, oltre il limite dei 42,195 km che da sempre è stato solo l’inizio e mai l’arrivo.

Grazie Siracusa, grazie per avermi fatto festeggiare la mia trentesima maratona di questi ultimi 3 anni.

Siracusa City Marathon 2015 (16^ ed.). La trentesima volta di SuperElena

(SiciliaRunning) Domenica 26 aprile 2015, la Siracusa City Marathon ha visto la partecipazione di centinaia di atleti che, chilometro dopo chilometro, hanno corso la distanza interessata sullo sfondo del territorio aretuseo tra la Fonte Aretusa, il Carcere Borbonico, Porta Marina, Piazza Archimede, il Tempio d’Apollo, il Ponte Umbertino, il Teatro Greco, la Fonte Ciane ed alcune aree con aranceti. Partenza da P.zza Duomo ed arrivo al Pantheon.

La Maratona, giunta alla 16^ edizione, ha registrato la partecipazione di 92 atleti, 81 uomini e 11 donne. Vito Massimo Catania (SM35 – Atl. Amatori Regalbuto) con un tempo di 2h39’47”, seguito da Francesco Cesare (SM – ASD Fiamma Rossa – T. 2h59’31”) e David Galea (SM40 – ACSI – T. 3h03’16) sono i primi tre uomini a tagliare il traguardo della distanza “regina”.

Le prime tre donne sono state Giuseppina Chiolo (SF – Atl. Mazzarino – T. 03h03’58) seguita dalla giapponese Mika Iwaguchi (SF40 – Pol. Fiamma S. Gregorio – T. 3h32’14”) e dalla tedesca Sonja Heinrich (SF- ACSI – T. 04h01’03).

Alla 21^ edizione della mezza maratona hanno partecipato 309 atleti, 259 uomini e 50 donne. I più veloci, tra gli uomini sono stati Luca Stagno (SM – EtnAtletica S. Pietro Clarenza – T. 01h18’25”)Giuseppe Lo Iacono (SM – Valle dei Templi AG – T. 01h21’03”) e Dario Ricciardetto (SM50 – ASD Archimede – T. 01h22’20”); tra le donne podio per Elisabetta Guzzardi (SF40 – Archimede SR – T.01h36’10”) seguita dalla canadese Danielle Poulos (SF35 – GS Bancari Romani) e dalla britannica Maria Calleia (SF40 – ACSI – T.01h42’46”).

La 10 km (10^ edizione) ha visto protagonisti 223 atleti, 173 uomini e 50 donne. Podio per Alessandro Vizzini (SM – Atl. Sant’Anastasia – T. 32’48”), Giuseppe Corallo (SM – Atl. Tommaso Assitrani – T. 35’01”) e Luigi Spinali (SM – Atl. Sant’Anastasia – T. 35’05”) e per Catia Zimmitti (SF45 – Amatori SR – T. 41’39”), Giuseppina Sanna (SF40 – Amico Corridore – T. 45’12”) e Roberta Avallone (SF – Atl. Sant’Anastasia – 45’50”).

I protagonisti della 10 km in marcia sono stati in totale 14: 8 uomini e 6 donne. L’ASD Ortigia Marcia conquista i tre posti del podio maschile e femminile con Giovanni Stella (SM50 – T. 52’19”),Antonino Scala (SM65 – 55’36”) e Luciano Campo (SM55 – 59’09”) e con Adriana Manzella (SF55 – T. 01h04’34”), Adriana Napolitano (SF50 – 01h08’29”) e Elina Perricone (SF65 – 01h10’19”).

Spazio anche per gli atleti in handbike dell’ASD Vento in Faccia che, in quest’occasione, hanno potuto scegliere tra percorrere la distanza della mezza maratona (21,097 km) o raggiungere i 35 km.
Mentre il giovanissimo Samuel Marchese ha concluso la mezzamaratona in T. 53’20”, Salvatore Campanella (T. 01h06’57”) e Luigi Palì (T.01h54’13”) hanno optato per la distanza più lunga.

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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