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18 marzo 2015 3 18 /03 /marzo /2015 05:57
6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Buona la prima per il siciliano Cosimo Azzolini: Sono un'aspirante ultramaratoneta6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Buona la prima per il siciliano Cosimo Azzolini: Sono un'aspirante ultramaratoneta

Alla 6 ore di San Giuseppe, disputata a Putignano (Bari, Puglia), nel manipolo di Siciliani che vi hanno partecipato c'era anche il ragusano Cosimo Azzolini, esoridente nella specialità di ultra "6 ore su strada".
Ed è stato davvero un bell'inizio, per lui, visto che si è classificato in 5^ posizione, con il bell'importo chilometrico di 72,235 km.
Ecco di seguito le sue impressioni.

La mia partecipazione alla 6 ore di San Giuseppe 2015 è stata fantastica in tutte le sue sfaccettature, sia positive che, soprattutto, negative che si sono presentate.
La 6 ore di San Giuseppe è stata la mia 16^ gara tra maratone ed ultra: e la pulce nell'orecchio me l'hanno piantata Salvatore Crudo, Elena Cifali e Vincenzo Ferro che già ne parlavano alla vigilia della Maratona di Ragusa, lo scorso gennaio.
Parlando della gara, avevo intenzione di seguire come sempre il mio cardio-frequenzimetro e tutto veramente filava liscio fino alle 4h50' quando una crisi di fame paurosa mi ha fatto sbandare.
Ma proprio questa crisi, ripensandoci a mente fredda, è stata la parte di cui più vado orgoglioso.
Avvertire, gestire e superare un buco di 40' è stato meraviglioso, con tutti gli atleti siciliani che, al loro passaggio, mi incitavano o che si fermavano per domandare delle mie condizioni.
Li ringrazio tutti
Gli ultimi 25' minuti sono stati di netta ripresa e di un buon ritmo con mio figlio, mia moglie, mia sorella e mio cugino che mi incitavano alla grande.
Alle sei ore mi sono fatto aiutare da un fotografo lì presente a mettere il numero a terra e inizio a mangiare (mi fa ancora male lo stomaco)
Esperienza indimenticabile! Ne sono uscito più forte e più determinato che mai a continuare a correre, seguendo la dolce illogicità dell'ultra-maratoneta.

Cosimo Azzolini

Cosimo Azzolini è tesserato con l'ASD No al Doping e alla Droga di Ragusa.

La 6 ore di San Giuseppe è stata la sua 16^ gara tra Maratone ed Ultra in carriera (dal 2012) e, in assoluto, la sua prima esperienza in una 6 ore su strada.

Un buon inizio, perché ha percorso 72,235 km conquistando la 5^ posizione in classifica assoluta.

Tra i suoi personal best: Mezza Maratona 1h18'41"(Agrigento 2015) e Maratona 2h44'25" (Maratona alla Filippide 2013, Ragusa)

Azzolini: "Sono un aspirante ultramaratoneta"

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17 marzo 2015 2 17 /03 /marzo /2015 06:43
Brescia Art Marathon (BAM) 2015. Quando anche i pacer sbagliano strada, a causa di una scarsa visibilità delle indicazioni

A volte anche i pacer possono sbagliare percorso a causa di una scarsa visibilità delle indicazioni. Si crea allora un piccolo problema, perchè possono avere al loro seguito un nutrito stuolo di seguaci. Sabrina Tricarico, runner amatoriale, super-maratoneta italiana e, negli ultimi anni, alla luce della sua esperienza, pacer nelle più note maratone italiane, racconta della sua esperienza alla recente Brescia Art Marathon (dello scorso 15 marzo 2015).
Il pacer è responsabile dell'andatura, ma spesso finisce con l'essere considerato dai suoi follower - quelli a cui dà il ritmo - anche guida del percorso e della direzione da prendere: è un effetto alone che attiva la tendenza di molti ad essere gregari e a deresponsabilizzarsi. E a proposito della scarsa attenzione nel segnalare il percorso, tutto il mondo è paese: ma a volte semplicemente succede, senza che ci sia una vera negligenza da parte degli organizzatori. A volte si tratta di un segnale che strategicamente non è ben situato e che, specie quando i transiti sono numerosi, viene coperto alla vista da alcuni runner in transito.


(Sabrina Tricarico) Dunque.... Alla Brescia Art Marathon: Io, Manu e Michele iniziamo la nostra maratona da pacer delle 5 ore (che novità!). Procediamo bene, nonostante il vento contro. Abbiamo al nostro seguito Chicco, Sara, Lino (che dopo fugge...e fa bene), e ogni tanto si aggrega qualcuno/a.

Arriviamo al km 28 in anticipo di un paio di minuti, che teniamo per far ristorare comodamente il nostro seguito, quando arriveremo al km 30.

Intanto Sara l'abbiamo persa... Ma al 28°, appunto, procediamo per un altro km seguendo la "folla", ed essa ad un certo punto si ferma.

Una trentina di persone, incluse noi, ferme... perché pare che il percorso sia sparito!

Cerchiamo di capire, ne parliamo, c'è chi si indispone...

Poi, un gruppo prende una strada a caso, mentre un altro gruppetto torna indietro al 28° con noi, quindi ben due km in più fatti.

Lì, magicamente, appare una freccina attaccata ad una staccionata.

Possibile che nessuno l'abbia vista? Comunque bastava che qualcuno, passandoci davanti la coprisse con il suo corpo e quelli dietro non l'avrebbero vista...

Vabbè...Io e Manu decidiamo di provare a recuperare ben 17 minuti in 13 km...

Michele si demoralizza e ci abbandona.

Noi iniziamo a correre contro il vento ed il sole (ho la faccia che bolle) ad un passo sostenuto, ma invano. Anche perchè io inizio a sentire i km, l'aumento di passo e quel "simpatico" vento ci mettono la loro.

Quindi, dopo aver recuperato quasi 5 minuti, rallentiamo e decidiamo di arrivare insieme al Giangui, che vuole darci la manina all'arrivo.

E così sia! Siamo arrivate non puntuali, ma abbiamo i testimoni che ce l'abbiamo messa tutta per esserlo, rispettando la nostra mission. 

Comunque felice, perché nemmeno oggi ho concimato!

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16 marzo 2015 1 16 /03 /marzo /2015 06:27
6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Le emozioni della siciliana Eleonora Suizzo: la corsa è come me, un'eterna contraddizione e per questo è la mia vita

La siciliana Eleonora Suizzo ha preso parte alla 4^ edizione della 6 ore di San Giuseppe (a Putignano in Puglia), lo scorso 15 marzo 2015. Ecco il suo racconto, come sempre denso diemozioni e capace di andare dritto al cuore del lettore.

(Eleonora Suizzo) Quando la mente ed il cuore viaggiano su binari separati, non c'è incanto e non c'è magia: si tratta soltanto di una battaglia dall'epilogo ovvio. Il cuore stermina il cervello. Oggi ho avuto l'ennesima prova che le gambe, senza la volontà e l'anima non girano.

La fuga da te stesso, anche per una come me, abituata a correre, non porta nulla e da nessuna parte: rinvii il capitombolo , ma è un posticipare ciò che devi, prima o dopo, affrontare. Ho paura di soffrire per l'ennesima volta, ma anche di stare a guardare e di aspettare che qualcun altro scelga al posto mio.
Putignano, provincia di Bari, Puglia, ore 14.00. Siamo tutti pronti sotto il gonfiabile alla partenza, 240 motori accesi e scalpitanti. Tre spari al via, primo e secondo per ricordare, il terzo è il nostro. Parto veloce, il sole è caldo ma l'aria è fresca, ciò nondimeno l'abbigliamento è troppo pesante e non respiro bene già dai primi giri.

Il percorso si snoda ad anello nel centro del paese per un chilometro e mezzo circa, tra vicoli stretti, pietra in terra, bianco intorno e quei borghi caratteristici che ti avvolgono, mentre al microfono la voce dello speaker ti tiene compagnia. Vorrei fermarmi già alla prima ora perché la mia testa é altrove ed i miei pensieri oltre mare, ma guardo quella donna che oggi corre per il marito scomparso prematuramente un mese fa: un grande atleta, un giovane uomo come tanti e un padre e marito unico." Ti ha lasciata sola in questa terra cruda e tu oggi combatti e piangi per lui".

Con che coraggio potrei arrendermi...

Corro. E mentre lo faccio sperando di spezzare il fiato, sento salire un nodo alla gola, che voglio trattenere ma che mi toglie il respiro: panico, attacco, di nuovo il mostro delle mie paure che prende possesso del mio corpo.

Cerco di distrarmi, chiamo Michele, catturo gli occhi colore del mare, bevo, provo a mangiare, e di nuovo a correre e, una gamba avanti all'altra, entro nel vortice dei miei pensieri e non sento più alcuna emozione, alcun dolore, non vedo i colori, sento i rumori, musica assordante nel vicolo animato, un tavolino e bicchieri di birra a disposizione nel tavolo all'angolo della strada e quei ragazzi che provano ad aiutarti ad ogni passaggio, chi con un urlo, chi con un sorriso, chi con una scrollata di spalle.

Il sole all'imbrunire, ora sento freddo. Sono trascorse ugualmente quattro ore, non so neanche come. Siamo al muro della Sei ore, dalla quarta alla quinta ora, il periodo più duro. se lo superi, hai vinto e l'ultima ora scorre via senza neanche accorgertene.

Alterno camminata nei tratti in salita e corsa in quelli in discesa e in piano. Ho bisogno di mio figlio, mi fermo in tenda, prendo il telefono e lo chiamo e la sua voce mi apre il cuore e il mondo si colora di nuovo.

Ora è buio, i campioni sono in rimonta per un avanzamento in classifica e sfrecciano, passando accanto a te. Io ho ripreso coscienza di me e inaspettatamente mi ritrovo Elena accanto, stanca anche lei, sfinita.

Che si fa? Mancano 40 minuti alla fine! Si ricomincia e non ci si ferma più neanche per camminare o bere o mangiare. Elena accelera e mi spinge a seguirla. Sono stanca, dolorante dappertutto, ma non ci fermiamo più.

In volata gli ultimi 10 minuti per conquistare altri metri di strada. Attacchiamo il nostro numero di pettorale, la nostra impronta su una pietra bianca di una strada che abbiamo calpestato per sei ore. Un numero accanto all'altro.

Ci abbracciamo. Io scoppio a piangere. Sono libera e mi sono ritrovata. Grazie a te, grazie ad un paese in festa, ad un'organizzazione impeccabile, agli amici, alle storie del mondo.

Sembrerebbe quasi che caccio via il mio male con la Corsa e che Lei sia per me un calvario, tutt'altro: Lei è parte di me, la risposta alle mie domande, la mia libertà, la mia gioia, la mia sofferenza, il mio rimedio, il mio cruccio, la mia amata e odiata,

Lei è come me, un'eterna contraddizione. Per questo è la mia vita.

 

6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Le emozioni della siciliana Eleonora Suizzo: la corsa è come me, un'eterna contraddizione e per questo è la mia vita
6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Le emozioni della siciliana Eleonora Suizzo: la corsa è come me, un'eterna contraddizione e per questo è la mia vita6 ore di San Giuseppe 2015 (4^ ed.). Le emozioni della siciliana Eleonora Suizzo: la corsa è come me, un'eterna contraddizione e per questo è la mia vita
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10 marzo 2015 2 10 /03 /marzo /2015 08:44
Il mio Tris di Assi (Elena Cifali)

Il mio Tris di Assi (Elena Cifali)

Tris d'assi !
Ed anche questa volta è andata!
La Mezza Maratona della Concordia (Agrigento) riconferma il suo enorme fascino.
Un lungo viaggio tra la storia, tra i rossi templi, tra il giallo sole e l'azzurro mare dipinto d'argento.
Una gara organizzata alla perfezione che ha garantito sicurezza e divertimento a tutti i suoi partecipanti.
Un salto dentro se stessi e, poi, via tra quei ciottoli che raccontano di antiche tradizioni, e divine storie.
Divertimento è stata la parola chiave di questa stupenda giornata.
L'ultimo allenamento prima d'una missione importante insaporito dall'abbraccio di tanti amici e di persone speciali.
Ognuno a suo modo mi rende felice.
L'ultimo chilometro dedicato a Mela e Salvo e poi l'abbraccio di Luisa a fine gara...
Momenti che non dimenticherò mai.
Grazie a tutti per l'amore che mi date e per la gioia di vivere che mi trasmettete!

Elena Cifali

Mezza Maratona della Concordia 2015 (12^ed.). Vincitori della partecipatissima Mezza agrigentina sono stati Vito Massimo Catania e Tatiana Betta. Per Elena Cifali il suo "tris d'assi", alla terza partecipazione

Domenica 8 marzo 2015, si è svolta la 12^ Maratonina della Concordia di Agrigento, gara valevole come seconda prova del Grand Prix Sicilia di Maratonine 2015.
I due vincitori sono stati Vito Massimo Catania (1h12'59) e Tatiana Betta (1h22'58).
L'evento è stato molto partecipato: 881 sono stati i classificati, di cui circa 120 le donne.

 

Vai alle classifiche.

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2 marzo 2015 1 02 /03 /marzo /2015 20:25
6 ore di Torino 2015 (2^ ed.). Lo sfogo di Giancarla Agostini

Giancarla Agostini ha partecipato il 1° marzo 2015 alla 6 ore di Torino (alla sua seconda edzione), abbinata a Recordando, la gara torinese sulla distanza di 10 km sul "circuito dei record" all'interno del Parco Ruffini di Torino, inaugurato da Enzo Caporaso con la sua prestazione da Guinness.
Giancarla Agostini è un'ultrarunner di valore che ha al suo attivo numerose buone prestazioni nella fascia medio-alta, con qualche primo posto conquistato in eventi passati di ultramaratona, ma è anche una persona che vuole trarre piacere dalla corsa.
Qui di seguito il suo sfogo (captato attraverso il social network) in cui espone il suo disappunto e il suo rammarico per un atteggiamento troppo rigoroso, a suo avviso, e inutilmente burbero da parte e i Giudici di Gara preposti alla manifestazione.

 

 

(Giancarla Agostini) Ieri la 6 ore di Torino, mah...
Sulla prestazione non mi aspettavo granché, vista la vita e lo stato di forma attuale: poco meno di 52 km e mi berlicco i baffi.
Tra l'altro, sono partita troppo forte; sono scoppiata com'era prevedibile; ho camminato per più di un'ora e sono risuscitata nell'ultima ora riprendendo a correre grazie ad una Beck's doppio malto.
Però, direi che questa per me è l'ultima gara FIDAL in assoluto; non voglio più neanche sentir parlare di nulla che abbia a che fare con la FIDAL, siano circuiti, maratone, 100 km, compagnia cantante.
Mi spiace avere appena rinnovato il tesseramento (e mi spiace per la squadra podistica di cui faccio parte, che non ne può nulla), ma d'ora in poi non avranno più né i miei soldi né la mia presenza (cosa di cui credo possa non consolarsi senza problemi). Se io la domenica, unico giorno libero, con la voglia di partecipare ad una bella giornata di sport e divertirmi, devo trovarmi davanti ad un borioso pallone gonfiato con la divisa del giudice, che pretende di dirmi cosa posso e non posso fare, nel caso specifico mi sbatte in faccia un c**** di cartellino giallo perché sto ascoltando la chitarra di Mark Knopfler in cuffia, e per tutto questo ho anche PAGATO... Beh, allora fanc*** la FIDAL, i suoi regolamenti idioti, i suoi giudici con delle pance e dei doppi menti tali che credo una scarpa da corsa non l'abbiano mai vista neanche in vetrina.
D'ora in poi correrò per le colline ascoltando tutta la musica che mi pare e piace, o tutt'al più correrò le non competitive della FIASP dove non rischio di trovare esaltati che si credono arbitri alle Olimpiadi.

Giancarla Agostini

(Il commento di Ultramaratone maratone Dintorni) Per alcuni versi, Giancarla Agostini ha ragione: molti dei praticanti della corsa amatoriale, benché dotati e appassionati, vogliono anche divertirsi, non sono soltanto alla ricerca del risultato a tutti i costi. E, quindi, preferirebbero una maggiore rilassatezza (badiamo bene: non lassismo) tale da ricreare quell'atmosfera delle ultramaratone degli anni Novanta, quando il movimento della corsa sulle ultradistanze si stava sviluppando e conquistando una base di popolarità mai vista prima e in cui, nel corso di una gara, accanto ai top runner, si poteva vedere di tutto, anche le piccole esibizioni (divertenti) di chi praticava il verbo dell'anti-corsa. E' anche vero che tutto ciò ha alimentato per alcuni anni l'idea che le ultramaratone fossero una specie di circo frequentato da eccentrici e pazzerelloni e, pertanto, da non prendere sul serio, rispetto alla "purezza" e all'idealità dei praticanti della Maratona (disciplina ritenuta "nobile" ed eccelsa).

Da allora, molte cose sono cambiate: le ultramaratone non sono più cosa da "quei temerari sulle macchine volanti" e ci si muove in direttive sovrapponibili perfettamente ad altre specialità dell'Atletica leggera. E tutto ciò richiede rigore applicativo, disciplina, regolamenti: non bisogna mai dimenticare che una disciplina sportiva è definita dai suoi regolamenti e che chi la pratica deve poterli (e volerli accettare) ed uniformarcisi.

E' in corso un movimento che sta riportando le ultramaratone nell'ambito delle discipline sportive di alto livello, dopo che a lungo erano stato screditate per motivi che sarebbe troppo lungo dire qui in poche parole, ma che sono comunque legati all'entrata in gioco della distanza della Maratone (prima - sino all'idea di De Coubertin) del tutto ignorata in quanto tale e allo svilupparsi di norme e di regolamenti specifici per la maratona e per le altre discipline olimpiche dell'Atletica, e - nello stesso tempo - all'improvvisa - abissale - separazione che venne a crearsi tra atleti "amatori" e atleti "professionisti" - laddove prima dell'avvento del CIO e delle regole olimpiche tale distinzione non sussisteva.

Quindi, direi che lo sfogo di Giancarla Agostini, per quanto motivato sulla base di un assunto soggettivo, è antistorico e - direi - nostalgico - di un modo di prendere parte alle ultramaratone che non è più quello attuale, con l'elevarsi del livello e degli standard organizzativi e delle capacità tecniche degli atleti.
Il particolare rigore riscontrato nei Giudici da Giancarlo Agostini potrebbe essere stato semplicemente il "normale" rigore di un Giudice di Gara in un competizione agonistica che vuole essere di alto livello tecnico: e, come annunciato nei comunicati stampa, la 6 ore di Torino era stata annunciata come un "test-event" del prossimo Campionato del Mondo 24 ore su strada che andrà in scena a Torino sullo stesso circuito di gara.

Ma in fondo. guardando alle conclusioni che trae Giancarla Agostini da questa sua esperienza, è vero: rimane la libertà di scelta di optare per eventi che non siano sotto l'egida FIDAL e che afferiscano ad organizzazione che danno vita ad eventi non competitivi, in qualche misura per tutti e dove, nel rispetto di alcune regole di base, ci possa essere una libertà molto maggiore. Come anche si può decidere d icorrere liberi rispetto a qualsiasi cornice o organizzazione, anche se un podista che corre e che si allena quotidianamente desidera sempre il momento dello scontro/confronto con altri che aggiunge un po' di sale e pepe in più alla sua passione quotidiana.

Ma esiste pur sempre la terza via che è quella di imparare a divertirisi negli eventi di ultramaratone "rigorosi" sotto il profilo dell'applicazione di norme e di regolamenti e, nello stesso, continuare a divertirisi e a provare gioia e felicità.
 

6 ore di Torino 2015 (2^ ed.). Lo sfogo di Giancarla Agostini6 ore di Torino 2015 (2^ ed.). Lo sfogo di Giancarla Agostini
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25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 05:31
Vodaphone Malta Marathon 2015. Marathon Aftermath: le considerazioni del giorno dopo di una runner sicilianaVodaphone Malta Marathon 2015. Marathon Aftermath: le considerazioni del giorno dopo di una runner siciliana

(Elena Cifali) The day afther direbbero i più anglosassoni!
Ieri la maratona di Malta, oggi il mio letto!

Che ci sta nel mezzo? Nel mezzo, ci sta la voglia di correre una maratona. Ci sta la consapevolezza di arrivare davanti alla linea di partenza tra uno starnuto e l'altro, tra un colpo di tosse e l'altro, contando i postumi d'una notte in bianco. Ci sta la voglia di correre, sempre, comunque, arrivando alla mezza con un crono non ancora spaventoso. Ma ci sta anche la forza, la tenacia la voglia non mollare mai.

Ero al 26° km quando capii che con molta probabilità non sarei riuscita a tagliare il traguardo. Sarebbe stato il mio primo fallimento podistico e non volevo che succedesse. Forti colpi di tosse mi facevano perdere il controllo del corpo, dovevo fermarmi e reggermi per tossire senza cadere in terra. Poi la pioggia, il vento e le sue raffiche violente, la mancanza di cibo solido.

Sbaglio strada, un adetto mi ferma, torno indietro, una raffica violenta mi fa volare via il cappellino. Torno ancora indietro, cerco di affermarlo, ma il vento si diverte con me. Vola dinuovo lontano. Un runner ci mette un piede sopra e finalmente lo prendo. Non proprio pulito, ma che importa ormai. Lo infilo di nuovo in testa e via ancora una volta.

Che stanchezza, che spossatezza! Mi fanno male il collo, le spalle, le braccia. Devo avere la febbre, ne sono quasi certa. La strada mi sembra interminabile. Malta è bella nella sua veste di dama dorata. Completamente circondata dal mare sembra una gemma preziosa che emerge dalle acque.

Mentre sono assorta tra questi pensieri arriva il cartello del trentesimo chilometro. Solitamente si presenta con un muro, a Malta si è presentato con un fortezza! Sapeste che voglia avevo di mollare tutto, salire su un bus e tornare in albergo. "Ma ormai mancano "solo" 12 km e gli ultimi 12 sai perfettamente come sono fatti, li conosci bene, tu!"

SuperElena parla a Elena nel tentativo di incoraggiarla, nel tentativo di distrarla.

Questa dualità, questa lotta, questo sdoppiamento mi permette di continuare a mettere un piede davanti all'altro. A tratti piango. Piango perché non mi sento bene, perché riconosco il mio primo fallimento, perché non era così che doveva andare, perché mi vedo superare da tanti, perché camminando non riesco a tenere neppure il passo dei più lenti.

Maledetta tosse, mi leva il fiato, se cerco di aumentare il passo il respiro accellera e lei torna. Devo prestare attenzione a non fare entrare troppa aria nei polmoni perché questa viene respinta fuori con violenza. Mi rassegno: o così o mi ritiro.

Ed allora il compromesso è fatto: così, vado avanti così!

Mi affianco ad un podista francese che ha problemi di equilibrio. Barcolla ogni 300 metri. Lo afferro per la mano e procediamo così, insieme, ridendo e cercando di capirci con lo stentato inglese di entrambi. Procedo con lui fino alla fine, prima avanti io, poi lui, siamo stati l'uno la lepre dell'altro, senza neppure sapere quali sono i nostri nomi, comunicando attraverso quel linguaggio universale che è quello della buona educazione, del rispetto, dell'altruismo, della fratellanza.

Quel messaggio d'amore che nutre i cuori dei podisti che diventano fratelli nella fatica. Finalmente i numeri dei cartelli cambiano, il 3 lascia spazio al 4!

40 - 41 - 42 km!

Ho finito, in uno slancio di orgoglio, tra gli applausi dei presenti e le urla dei Giovanni e Giuseppe che mi aspettano al di là della transenna, taglio il traguardo!

Sì, taglio il traguardo in 4h50', un crono che non è da maratona ma da passeggiata, ma non avrei saputo fare di meglio!

Ho alzato le braccia e applaudito me stessa, lasciando scorrere quelle lacrime che avevo represso.

Mi resta l'amarezza di non avere avuto la condizione di benessere fisico più adatta per un evento come la maratona.

Mi resta la soddisfazione di essere comunque arrivata sulle mie gambe.

Mi resta il ricordo di un viaggio bellissimo.

Mi resta l'amicizia sincera che mi lega a Giovanni, a Giuseppe, a Salvo, ad Emanuele, a Biagio e a Mika.

Mi resta l'insegnamento che forse il crono impietoso è solo una lezione di vita che ancora non avevo avuto.

Arrivederci alla prossima puntata!

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 21:12
Maratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangereccia
Maratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangerecciaMaratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangerecciaMaratona di Messina 2015. Non tutto il male vien per nuocere. Da maratona di corsa a maratona mangereccia

La Maratona di Messina che si sarebbe dovuta svolgere il 22 febbraio 2015 è stata annullata integralmente: nel senso che tutte le gare in programma sono state cancellate "per motivi di sicurezza", a causa del maltempo e di un "nubifragio" che si era abbattuto su Messima, già sin da sabato, con rovesci d'acqua e violente raffiche di vento, sino a poco prima dell'esordio della gara.
E' stata una decisione presa irrevocabilmente dai Giudici di Gara che hanno fatto un sopraluogo del percorso e hanno accolto l'istanza della Protezione Civile che ha ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza minime per garantire l'incolumità dei partecipanti.
E, a quanto sembra, subita dagli organizzatori che si sono visti ritirare il "nulla osta" per lo svolgimento della manifestazione [e qui gli addetti all'informazione a mezzo stampa sono ancora in attesa di un comunicato stampa da parte di questi ultimi che invece tacciono, laddove essere tempestivi con una comunicazione ufficiale sarebbe stato doveroso]
Secondo alcuni è stata una decisione discutibile ed eccessiva, nel senso che - per lasciare tutti contenti - si sarebbe potuta fare egualmente la gara sulle distanze ridotte, accorpando i maratoneti alla Mezza Maratona.
Gli oltre 500 maratoneti ammassati sulla linea di partenza, pur essendo sotto la pioggia, sono rimasti colpiti da questa decisione: pioveva sì, ma non in maniera particolarmente intensa.
Hanno dovuto accettare, senza comprendere.
E se le condizioni di maltempo fossero state davvero gravi (per esempio, un'incombente tromba d'aria) tutti si sarebbero immediatamente dileguati al sicuro nelle proprie automobili e nelle case.
Ma così non è stato: molti - per non dovere considerare sprecata la propria giornata sportiva ed una transferta per la quale avevano spese energie e denaro - hanno fatto egualmente un allenamento sul circuito di gara.
Il principio della sicurezza a volte diventa un po' troppo invadente: nei paesi anglosassoni vige il principio della responsabilità individuale del singolo runner nel decidere ciò che è meglio fare per lui/lei. E quanto più avverse sono le condizioni atmosferiche, tanto più a loro piace gareggiare: anche in caso di nevicate e di formazione di ghiaccio. Anzi, in questi casi, la festa pè più grande perché pè più challenging.
In Italia sono tutti spaventati, invece, e vogliono fare "prevenzione".
Ma così, in un certo senso, si tradisce il messaggio sportivo.
Sono finiti i tempi in cui si leggeva nei regolamenti di gara "La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione di tempo atmosferico".
Una volta che si apre una maglia senza che sia ben definiti i limiti di ciò che è "pericoloso" o non "sicuro", si lascia spazio alla soggettività di colui che ha il potere di prendere le decisioni, spesso plasmate sulla base di personali pregiudizi e di irrazionali paure.
E on si sa più dove si potrebbe arrivare: per esempio, qualcuno - se gli viene dato il potere di farlo - potrebbe sospendere una manifestazione sportiva perche "c'è troppo caldo" e i podisti sono a rischio di beccarsi un colpo di sole, oppure perchè "c'è troppo umido" e i partecipanti potebbero incorrere in un colpo di calore.
Le possibilità di noxae patogene aumentano all'infinito e così all'infinito potrebbero diventare i motivi per sospendere una gara per prevenire qualcosa che "potrebbe" soltanto avvenire.
Ma queste sono le storture della prevenzione: ed è vero anche che viviamo in contesto che vogliono sempre più normare i comportamenti dei cittadini e "proteggerli" dai pericoli.
Come ho già detto, la sospensione di una gara per simili motivi (apparentemente "oggettivi", ma in realtà arbitrari) pone gli organizzatori dell'evento in una difficile posizione, toglie loro slancio e, sopratutto, crea le premesse perché nei partecipanti sotto scacco (costretti ad una rinuncia, malgrado le energie e il denaro che hanno profuso per arrivare sul luogo di gara) si ingeneri una rappresentazione della gara come evento fallimentare e non affidabile.

Ma leggiamo cosa ci racconta Gerlando Lo Cicero che da Palermo (precisamente, da Bagheria) si era recato a Messina per correre la Maratona.

(Gerlando Lo Cicero) Maratona di Messina: a tutti a schifiu ni finiu! (a tutti da schifo è andata)!

Anzi non è andata proprio!
Più che altro, se devo dir il dettaglio, non è partita affatto!

Non so, ne io ne tutti gli altri iscritti alla manifestazione, chi alla maratona, chi alla mezza e chi alla 10 km, realmente la decisione di annullare le tre gare da dove è stata originata e da chi! Abbiamo solo sentito li sul momento che veniva annullata, perché la Protezione civile e la Polizia municipale hanno ritirato all'ultimo momento il nulla osta che autorizzava la manifestazione per le avversità meteo troppo rischiose!
E dunque il comitato organizzatore senza più quel nulla osta non poteva dare il via a nessuna delle tre gare!
Ripeto: non so se tale motivo risponda al vero o se trattasse solo voci di popolo nate li sul momento tra i podisti stessi tutti amareggiati e ammutoliti per l'improvviso flop!

Fatto sta che comunque effettivamente oggi a Messina il meteo ha rotto le scatole e ha imperversato sulla città e sullo Stretto in maniera davvero forte e lo ha fatto fin dal sabato pomeriggio.
La notte addirittura io ho avuto reali problemi a dormire per le fortissime raffiche di vento che scuotevano la finestra della mia stanza d'albergo!

E la conferma delle pessime condizioni meteo le ho avute io stesso sulla mia pelle per esser rimasto a Messina insieme agli amici Salvo, Francesco e Domenico e ci siamo concessi un allenamento di lunghissimo a ritmo lento: io al 25° km ho mollato perché le raffiche di vento subite in quei 25 km mi hanno letteralmente messo KO, esaurendo anzitempo le mie energie.
I miei tre amici sono riusciti a tornare in albergo correndo e hanno fatto alla fine 33,5 km in poco più di tre ore, ma io al 25° sono letteralmente saltato al volo su un autobus che mi ha lasciato vicino l'albergo!

Pazienza! Maratona saltata e week end del tutto bruciato come gara ma comunque mi consolo del fatto che almeno son stati due giorni comunque piacevoli in compagnia degli amici!
Mi dispiace tantissimo soprattutto per alcuni amici miei che hanno fatto ben oltre tre mesi di preparazione atletica per questa maratona come Luigi e Giuseppina Lo Destro, Gioacchino Lo Giudice, Giovanni Scopelliti perché per loro questo appuntamento con la distanza regina era un obiettivo per il proprio personale cronometrico e per alcuni di essi addirittura il battesimo alla maratona, ma fa parte del gioco anche queste inattese sorprese meteo e improvvisi annullamenti!
Amici cari se vi può un minimo consolare vi giuro che comunque oggi a Messina anche se facevano partire la maratona non era giornata da personale per nessuno.
I miei 25 km dentro le raffiche impetuose mi hanno realmente annientato fisicamente!

Come già detto son rimasto a Messina e mi sono allenato con gli amici di Palermo. Dovevamo e volevamo fare 30 o più km tanto per digerire l'amarezza della maratona mancata, loro sono riusciti a farne 33 di lunghissimo ma io al 25° km ero kaput!

Ho visto un autobus arrivare e l'ho fermato e ho avuto la pazzesca fortuna che giusto passasse vicinissimo al mio hotel mio,. E se non fosse stato così, non sarei riuscito a tornare con i miei piedi fino alla stanza per la doccia.

Autista gentile pure per aver chiuso un occhio visto che ero senza biglietto e soldi dietro.
E sinceramente (perché non ammetterlo?) alla fine per me personalmente è stata una fortuna che abbiano annullato la maratona.
Oggi non ero assolutamente in grado di fare manco 30 km io, figurarsi 42!
No, se oggi la maratona fosse partita, io - senza neppure il beneficio del dubbio - al traguardo non sarei stato in grado di arrivarci, a prescindere dal ritmo di corsa!

Amen!
Sabbenirica (Sia benedetta... in senso ironico) maratona di Messina!

 

Nelle foto, il gruppo di podisti con cui Gerlando Lo Cicero si é recato a Messina e alcune immagini del ricco pranzo post-allenamento.

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 19:35
Vodaphone Malta Marathon 2015. Malgrado tutto ce l'ho fatta: desiderata e sofferta questa maratona!
Vodaphone Malta Marathon 2015. Malgrado tutto ce l'ho fatta: desiderata e sofferta questa maratona!Vodaphone Malta Marathon 2015. Malgrado tutto ce l'ho fatta: desiderata e sofferta questa maratona!Vodaphone Malta Marathon 2015. Malgrado tutto ce l'ho fatta: desiderata e sofferta questa maratona!

Maratona di Malta!
Desiderata, ma sofferta - 42,195 km di pura sofferenza -, non un solo minuto di "non fatica".
Mia cara Malta, mi hai sfiancata, mi hai stancata, mi hai violentata, mi hai fatto pensare che non ce l'avrei fatta!
È stata una lotta impari tra "Elena" e "SuperElena" tra la voglia di mollare e quella di farcela.
Ma ancora una volta "SuperElena" ha vinto contro la febbre, contro il raffreddore, contro il freddo, contro il vento e contro la pioggia!
Ora sono stanca, anzi stanchissima, non proprio soddisfatta del crono ma almeno non ho mollato!

Pagina FB di Elena Cifali (SuperElena Cifali)

Elena Cifali ha partecipato il 22 febbbraio 2015 alla sua Vodaphone Malta Marathon Experience (in quanto non è stata solo partecipazione ad una gara - mordi e fuggi - ma è stata anche piena esperienza di viaggio).
Per una volta, la nostra Elena Cifali è stata una maratoneta "migrante": e le è andata anche bene, considerando che la Maratona di Messina, in calendario nello stesso giorno, dove sarebbe andata se avesse deciso di rimanere in Sicilia, è stata sospesa - con una decisione ritenuta da alcuni discutibile - a causa del maltempo.
E' stata una prova sofferta, ma alla fine ce l'ha fatta e anche questa prova va messa felicemente in archivio.
Le prove più sofferte sono del resto quelle più "formative" e, se tutto dovesse essere sempre facile, si scivolerebbe presto nella più banale routine e senza esperienze challenging non ci si potrebbe temprare a fare sempre meglio.

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 08:35

Torno a casa molto amareggiato da Messina per la maratona annullata, anche se alla fine ho anche compreso e accettato la decisione di annullamento (come ho già scritto abbondantemente ieri sera)!
Arrivo a casa e cosa trovo?
Una magnifica torta fatta in casa da Filly!
Torta deliziosa con ricotta, yogurt, marmellata e ananas!
Ipermegabuonissima! Complimenti alla mia Filly!
Questa torta come una magia mi ha scrollato di dosso ogni amarezza e stanchezza per la trasferta messinese!
E stamattina come non fare colazione con altra porzione di tale prelibatezza?
Si, si lo so e va bene: da 76 kg son passato a 77 kg negli ultimi giorni, si d'accordo che al 25 km di un lunghissimo che doveva essere di 32 km non c'è l'ho più fatta e son saltato su un bus per tornare in albergo ma...santa pazienza come faccio a dir di no a cose così? A una torta come questa?

Gerlando Lo Cicero

La Maratona di Messina è stata sospesa per irrevocabile decisione dei Giudici di Gara, dopo sopraluogo del percorso e deitro suggerimento della Protezione Civile.
Grande smacco per gli oltre 500 runner ammassati sotto la pioggia dietro la linea di partenza che sono stati letteralmente mandati a casa.
Sono di quelle cose che lasciano il segno sia nella voglia degli organizzatori di andare avanti sia nella rappresentazione interiore che i podisti che subiscono lo smacco si costruiscono, rappresentazioni che potranno influenzare future decisioni.
E' andata meglio a quei podisti siciliani che avevano optato per la Maratona di Malta, incidente in calendario nella stessa data.
Ai podisti delusi sono rimasti soltanto delle scelte consolatorie: c'èchi ha deciso di fare comunque un allenamento sul percorso di gara, sotto la propria personale responsabilità e c'è chi si è dedicato ai piaceri della buona tavola o che, tornando a casa, per compensare la frustrazione, ha mangiato da una ricca guantiera di dolci, comprati a messina, prima di lasciare la città (cosa dire, per esempio, dell'ottima "pignolata" messinese?).
Oppure c'è qualcuno che, tornando a casa, ha trovato una buona torta fatta in casa: come è stato il caso dell'amico Gerlando Lo Cicero (che in verità ha cumulato ben tre cose: allenamento al posto della maratona, mega-pranzo post-allenamento in un ristorante di Messina e, per concludere in dolcezza, il buon dolce casalingo della sua Fiilly.

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20 febbraio 2015 5 20 /02 /febbraio /2015 19:41
Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015

Gerlando Lo Cicero al Cofano Trail 2015

La Rocca di Cefalù é un piccolo scrigno di tesori archeologici e naturalistici e, ogni tanto, è bello inerpicarcisi di Corsa. Complessivamente, tra salita, ondulazioni e discesa, si tratta di un bell'allenamento. Io stesso l'ho fatto diverse volte, partendo dal lungomare e facendo ritorno al punto di partenza, E questo in un periodo della mia vita in cui, d'estate, villeggiavo nella vicina Gibilmanna. In quel periodo mi preparavo per la 100 km, quindi.nulla di strano che scendessi da Gibilmanna di Corsa, che facessi il periplo della Rocca dal basso, passando dal Faro, per poi inerpircarmi sulla montagno sede dell'antica città medeivale fortificata e farne il giro completo con l'inevitabile puntata sino alla cima, per poi ridiscendere sino alla spiaggia e ricongiungermi con la mia famiglia, con la quale avevo preso appuntamento, ad un orario che fosse comodo per loro.
Quello che segue è il racconto di Gerlando Lo Cicero relativamente ad un suo allenamento - non programmato - sulla Rocca di Cefalù: e mi ha molto emozionato leggerlo, proprio perché mi ha ricordato di quei tempi gloriosi.

(Gerlando Lo Cicero) Qualche giorno fa un impegno mi ha portato a Cefalù! Sono passato velocemente da casa al mare per controllare che tutto fosse  a posto, per poi incontrarmi con la persona con cui ho un appuntamento!

Appuntamento noioso, non vedo l’ora di salutare e andar via!

Ho portato con me tutto il necessario per correre e allenarmi: dovendo recarmi a Cefalù avevo voglia di correre oggi nel suo lungo mare! L’idea era olo quella di fare una corsetta lenta e in pianura: questa è, infatti, la settimana di scarico pre maratona!

Tra due giorni infatti, Domenica, correrò a Messina i 42,195 km e, anche se la farò come allenamento di lungo, so bene che comunque 42 km son sempre tanti! Parola d’ordine, dunque, é arrivare a domenica riposati e freschi!

Si, mi dico, farò più volte avanti e indietro nel bel lungomare di Cefalù, che presenta una strada totalmente piatta!

Quando mi libero finalmente dall’impegno, mi porto sul lungomare e li parcheggio la macchina!

Mi cambio idea! C'è qualcosa che mi fa stare irrequieto! I miei occhi ripetutamente vanno in su verso la cima della Rocca di Cefalù, dominata dai ruderi di un antico castello!

Quel monte mi parla, oggi! Mi sta chiamando! Sento qualcosa di irresistibileal suo cospetto!

Cerco di desistere dall’idea che, pian piano, mi nasce dentro, mentre sono intento a cambiarmi i vestiti e indosso i capi da running!

No, sarebbe stupido salir lassù correndo oggi, dato che tra due giorni ho una maratona che mi attende! Mi stancherei troppo! E poi non ho con me neppure le scarpe da trial running!

Eppure quel monte, oggi, ha una voce davvero! La sento! Diamine, continua a chiamarmi!

Ma che vuoi? Dai, smettila di attrarmi cosi terribilmente a te! Dai, ho una maratona domenica, e tu sei alto e faticoso da scalare correndo! Lasciamo perdere, sarà per un’altra volta!

I cefaludesi chiamano questo monte al femminile, la "Rocca"!

Secondo me, ne sono convinto, invece è un maschio, ha un carattere troppo forte per essere femmina!

Però, accidenti, effettivamente mi accorgo che sa ammaliare un uomo come una bellissima donna! Forse hanno ragione i suoi cittadini che vi abitano sotto! Forse è una femmina tentatrice questo monte!

Continua a parlarmi, ancora mentre ho gia allacciato le scarpe da corsa e son pronto a iniziare la mia corsetta facile! Non lo voglio più ascoltare! Ma lui insiste! Lo lascio sbattere! Oggi devo far vincere il mio buon senso e non il mio istinto!

Ha vinto il mio istinto!

Pigio il tasto di avvio allenamento sul mio nuovissimo gps e via, sul lungo mare! Ho parcheggiato a metà del viale che costeggia il mare, e decido di correre subito in direzione Palermo, volgendo le spalle al monte, cosi spero smetta di chiamarmi e di insistere! Quanto meno nel primo km di corsa non lo guarderò e non penserò più a lui!

Finisce quel primo tratto di lungo mare e mi tocca necessariamente girarmi e tornare indietro!

Accidenti, rieccolo li, davanti a me! Mi guarda e io guardo lui! Mi chiama e io non lo ascolto!

Ma sei un maschio o una femmina, maledizione! Che montagna sei?

Corro veloce su tutto il tratto del lungo mare, arrivo all’inizio del centro storico bellissimo, torno ancora una volta indietro, ma non faccio neppure un chilometro in direzione opposta al monte ed ecco che mi giro ancora indietro e, stavolta, punto deciso verso lui!

Ho deciso! Salirò fin sulla sua cima, correndo! Ho troppa voglia di possedere quella rocca oggi, e lei vuol possedere me!

Mi lascerò possedere, non posso far altro, la sua voce insiste ed è troppo forte il suo richiamo!

Spero solo che salirci su non sia troppo una cosa da dannarsi di fatica e che anche lui (o lei) si lasci possedere facilmente da me!

Nasce cosi, senza alcun preavviso, una corsa in montagna, un allenamento di trail running che è stato un po’ come morire dalla fatica fisica ma contemporaneamente è stato mondo per far vivere e respirare intensamente la mia anima!

Comincio a salire per l’antico sentiero pavimentato a gradoni, ma subito poco dopo vengo fermato da tre tipi: sono i custodi dell’accesso all’area acheologica, che gia inizia dal basso! Mi dicono che si paga per entrare un ticket comunale [sino a pochi anni fa l'ingresso era totalmente gratuito e non c'era alcun personale di custodia - ndr]! Accidenti! Non ne sapevo nulla!

E da quando?, chiedo loro, visto che altre volte, ma tantissimi anni fa, son salito da li al castello con amici camminando e non si era mai pagato prima!

Mi rispondono che da due anni è stato istituito l’ingresso a pagamento!

Spiego loro che sono sprovvisto di denaro con me, perché ero qui per fare una corsa in salita e non sapevo del ticket! Alla fine, forse mossi da misericordia verso un folle che intende salire fin in cima correndo, mi lasciano passare!

Riprendo a correre, ma è già dura fin dai primi gradini! La prima parte del sentiero che porta in alto al castello e alle mura in cima è infatti tutta una lunghissima gradinata assai ripida! Non mi demoralizzo, so che ormai la Maratona di Messina è irrimediabilmente compromessa e allora via su, senza fermarmi!

Il cuore, come al solito, mi scoppia in petto e batte peggio di mille tamburi impazziti!

Salgo, salgo e ancora salgo verso l’alto! Sono affranto di fatica, ma corro ancora perché mi sento stupendamente vivo dentro me!

Arrivo a un primo scorcio di panorama! Devo fermarmi! Ho con me il telefono stavolta perché dovevo provare la funzione “live track” del mio nuovo gps 920xt!

E’ cosi bello ciò che mi si apre sotto di me nel panorama che più volte, da qui in avanti mi fermerò a far fotografie!

Non posso esser stato qui su questo monte e non tornare a casa con qualche foto!

Mentre scatto le varie foto, il mio cuore ne approfitta per tornare a battere a regimi a lui più congeniali! Respiro! C’è aria attorno a me, c’è vita! C’è natura, e ci son pietre cosi antiche e cariche di millenni di storia che la mia anima si perde e non sa più se tornare giù al mondo normale!

Già, mi piace correre quassù e scattar foto che quasi la mia anima mi chiede di restare per sempre lassù!

Ma so che devo tornare! Ho una vita che mi attende tra gli uomini!

È stupendo star qui, cosi in alto e a due passi dagli Dei, ma devo pur tornare giù!

Si susseguono i sentieri, a tratti molto tecnici e impegnativi, pietraie vere e proprie e ho qualche timore per le mie caviglie! Penso al mio gps nuovo di zecca, accidenti devo star attentissimo a non ruzzolare per terra, non vorrei graffiarlo o peggio romperlo!

I turisti, tanti e quasi tutti stranieri, mi guardano tra la sorpresa e il sorriso sui loro volti! Li saluto uno per uno man mano incrocio i gruppetti di turisti saliti al passo fin quassu! Mi vedono correre e mi salutano allegramente anche loro! Una bambina addirittura mi applaude e mi dice qualcosa in inglese che non capisco!

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Il Gerri applaudito su un monte da una bimba inglese! Fantastico!

Chissa cosa pensano di me tutti questi turisti, nel veder un uomo che corre su quei sentieri!

Raggiungo il Castello, o meglio i resti di quel che fu il caposaldo della città fortificata! E’ il punto più alto del monte! Poi percorro correndo il perimetro delle antichissime mura che un tempo servivano a proteggere i sovrani dai nemici!

La mia corsa oggi praticamente è un correre tra la natura e dentro la storia millenaria di Cefalù!

Sono felice, oggi sono realmente felice!

Poi scendo giù! Sto attento ai sentieri di pietre, poi i gradini ripidi mi fanno sentire a disagio con le gambe, ma li scendo comunque correndo!

Ripasso davanti i tre uomini del ticket e senza fermarmi li ringrazio ancora per la cortesia che mi hanno voluto riservare e vado oltre, rientrando nel centro storico di Cefalù!

Lo percorro tutto, correndo di buon ritmo, riconquisto il mare e il lungo mare e arresto la mia corsa accanto la mia macchina!

Un cane con la sua famiglia umana è li vicino, mi abbaia! Sono italiani i suoi amici umani!

Mi dicono che è buono, fa solo tanto rumore! Gli rispondo che possono lasciarlo libero se vogliono: io amo i cani! Mi prendono in parola, allo sganciarsi di quel guinzaglio quel cane si precipita addosso a me e comincia a giocare e a graffiarmi con le sue zampe!

Affondo le mie mani nel suo pelo, gioco con lui! Non poteva esserci un saluto migliore di questo dopo una meravigliosa corsa su quel monte!

 

Seguendo questo link si accede ad una galleria fotografica sul profilo Facebook di gerlando Lo Cicero con le foto della sua esperienza di corsa sulla Rocca di Cefalù.

Trattandosi di un profilo e non di una pagina le foto possono essere viste soltanto da chi è iscritto su Facebook, anche se non direttamente tra i contatti di Gerlando Lo Cicero.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.1550520498554678.1073741853.100007902284467&type=3

A Cefalù, corsa supramonte. La montagna ha chiamato e Gerlando ha risposto (Gerlando Lo Cicero)
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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