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9 maggio 2018 3 09 /05 /maggio /2018 08:25
Francesco Cesare, vincitore del Trail della Pizzuta 2018

Una festa nella festa è stato il terzo appuntamento stagionale del Circuito Ecotrail Sicilia 2018 che ha avuto luogo domenica 22 aprile. Sotto uno splendido sole primaverile, sono stati oltre 200 gli atleti a essersi dato appuntamento domenica a Piana degli Albanesi per il Trail della Pizzuta, ormai una classica della disciplina, una vera festa di sport in natura prima tra le vie del centro  cittadino e poi lungo i sentieri della Riserva Naturale di Serre della Pizzuta, che ha colorato il paese “Arbereshe” nel weekend in onore del patrono San Giorgio Megalomartire.
A dare il via alla giornata da Piazza Vittorio Emanuele, un ospite d’eccezione, l’olimpionico e primatista italiano della mezza maratona, Rachid Berradi, grande amico del Circuito Trail e oggi uomo molto impegnato nell’azione sociale ed inclusiva dello sport.
Combattutissima la prova agonistica di 20 chilometri con i primi 3 trail runner nello spazio di una trentina di secondi. Gradino più alto del podio per Francesco Cesare della ASD Workout Studio, davanti a Salvatore Pillitteri della ASD Marathon Altofonte e Giacomo Martorana ASD Workout Studio. Tra le donne vittoria di Maria Fernanda Mirone della Barocco Running Ragusa, davanti alla svedese Susanne Olvback della Workout Studio ed a Laura Tummino della ASPD No al Doping e alla Droga.
Tanti anche i partecipanti ai walk trail, le camminate non competitive alla scoperta della Riserva. 
Al termine delle prove appuntamento conviviale per tutti a Piazza Vittorio Emanuele, con le tante prelibatezze culinarie della cittadina “Arbereshe” ormai entrata in piena simbiosi con lo spirito trail della manifestazione.
Ad organizzare l’evento l’ASD Ecotrailsicilia, società promotrice del Circuito, con il patrocinio del Comune di Piana Degli Albanesi e la collaborazione dell’Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
Per ulteriori informazioni www.ecotrailsicilia.it

Il podista senza pettorale al Trail della Pizzuta 2018

Trail della Pizzuta 2018. Infrazione sportiva o teoria complottista?

Una riflessione di Maurizio Crispi
 

E’ noto che nelle gare podistiche, sia su strada sia in natura, ci sono frequentemente i “portoghesi”, cioè coloro che si imbucano nell’evento da “clandestino” e partecipano senza aver pagato la quota di iscrizione, pur usufruendo di quanto la gara-evento offre anche in termini di stimolo a correre in modo più brillante che in un semplice allenamento.
Al Trail della Pizzuta che si è corso tra i monti sovrastanti Piana degli Albanesi (Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo) lo scorso 22 aprile 2018, ha avuto luogo appunto uno di questi episodi che ha avuto un risvolto increscioso, in quanto - secondo gli organizzatori dell'evento che hanno dato risalto alla cosa - avrebbe inficiato lo svolgimento della gara e avrebbe probabilmente distorto la composizione del podio assoluto maschile.
Non varrebbe la pena nemmeno di parlare dell'episodio in questione, se non fosse stato per la decisione presa dagli organizzatori di dibattere pubblicamente quanto avvenuto prima della cerimonia delle premiazioni.
Un forte trailer, proprio di Piana (tra l’altro) di cui non faremo il nome proprio per  non attizzare inutili polemiche indirizzate alle persone coinvolte, ha corso la distanza (o poco meno), unendosi ai runner poco dopo la partenza e volatilizzandosi prima dell’arrivo.
Ha partecipato senza pettorale, come documenta la foto di copertina di questo post, ed essendo tra i migliori, si è ritrovato presto alla testa corsa, insidiando il primo assoluto e trascinando con sé in questa rimonta colui che procedeva in seconda posizione, conducendolo presto alla testa della gara.
L’esito finale, a detta degli organizzatori, è stato dunque inficiato: gli organizzatori non hanno potuto dire serenamente “Ha vinto il migliore”, poichè la presenza di questo imbucato speciale ha gettato un’ombra di dubbio sul vincitore de facto (dubbio così formulabile: “senza l’intervento di questo outsider avrebbe effettivamente conquistato la prima posizione?”).
Gli organizzatori, dopo una lunga discussione che ha ritardato sensibilmente l’avvio della cerimonia delle premiazioni, hanno deciso di non penalizzare il primo, lasciando il podio maschile così com’era, ma denunciando al pubblico presente e a tutti gli atleti presenti l’accaduto.
Resta il dubbio, dunque e si affollano interrogativi (a cui è stato dato ampio spazio in una sorta di conferenza pubblica, prima dell’inizio delle premiazioni).
Perchè il “clandestino”, pur essendo pianoto egli stesso ed essendo un forte runner, ha fatto ciò che ha fatto?
Al passaggio, quando dalla mia postazione l’ho visto arrivare e l’ho fotografato, gli ho chiesto perchè fosse senza pettorale (lui che di solito non ha mai mancato una sola edizione del Trail della Pizzuta), mi ha detto, tornando verso di me: “Sono in polemica con questi organizzatori”. E se ne è andato. Io gli ho gridato alle spalle: “Allora poi mi spiegherai!”.
Ma il chiarimento non è più avvenuto, anche perchè nella piazza dove era allestita la zona arrivi, non l’ho più visto.
Questi gli interrogativi posti dagli organizzatori.
Ha un significato che moltri altri trailer di Piana degli Albanesi non abbiano del pari partecipato all’evento? 
E ha un significato il fatto che il trasgressore allo spirito sportivo appartenga ad una ASD antagonista di quella che organizza il Circuito Ecotrail Sicilia?
Si è trattato di un tentativo di sabotaggio e di screditamento della credibilità dell’evento sportivo in corso?
Questi interrogativi , in qualche modo sollecitati dalla società organizzatrice, sono ovviamente retorici poichè lasciano in sospeso risposte di altro genere e hanno solo l’effetto di attizzare ulteriori polemiche in una spirale senza fine.
Difficile poter rispondere senza scatenare dall’una parte e dall’altra simili polemiche, laddove la via più onorevole da percorrere dovrebbe essere quella della composizione amichevole dei contrasti ed eventualmente - come si faceva nelle polis dell’antica Grecia - il ricorso all’oblio di stato o semplicemente delle parti in conflitto. 

 

Francesco Cesare

E dunque ancora una volta siamo stati spettatori di un rigurgito di polemiche che - ancora mai sopite del tutto -  ritornano fastidiosamente alla ribalta? 
Per il primo classificato, quella del Trail della Pizzuta è stata una vittoria agrodolce, se non decisamente amara (non per sua colpa ovviamente, ma perchè ammorbata dal veleno del sospetto somministrato dagli stessi organizzatori).
Dubito, tuttavia, che vi sia stato un vero “inquinamento” dell’esito della gara. Innanzitutto, perchè, il podista senza pettorale - quando l’ho avvistato personalmente dalla mia postazione, poco prima del Centro visitatori della RNO della Pizzuta (a meno di 6 km dall’arrivo) - correva da solo, abbastanza distaccato da Francesco Cesare, ancora in seconda posizione (quando l’ho fotografato). In secondo luogo, perchè Francesco Cesare, che conosco personalmente e stimo, è un podista serio che ama la competitività senza sotterfuggi ed è soprattutto uno che ama correre il più delle volte da solo, seguendo il suo ritmo.
L’unico vero sconfitto in questo pastiche è stato, a mio avviso, l’atleta che ha corso senza pettorale e che è stato additato pubblicamente come lo strumento di un complotto ordito contro la società organizzatrice, ma  ne è uscita penalizzata anche quest’ultima perchè ha dato risalto ed enfasi alla cosa meno opportuna (laddove, in alcune circostanze, l’applicazione del detto ippocratico “il meno è il meglio” sia la cosa più saggia da fare).
Poichè in una corretta informazione bisogna dare spazio a tutte le voci, questa che segue  è una breve dichiarazione rilasciata dietro mia diretta sollecitazione dal diretto interessato, cioè dal “podista senza pettorale”:  “Poche parole, ma  importanti,  nulla è stato fatto in mala fede, credimi. Sono più che convinto di non aver fatto niente di male. Ha 10 anni che corro sulle " mie montagne ", la domenica mattina soprattutto per me è un rito sacrosanto. Avendo deciso di non partecipare alla gara del  22 aprile (un giorno ti racconterò, ma il motivo non è quello che ha raccontato il sig. Siragusa) andai ad allenarmi in montagna , correndo solo per un tratto del percorso con alcuni atleti della gara, senza mai pensare né a lepri né a conigli e senza cercare soprattutto di falsare la gara. È stato creato il tutto da pura fantasia con l'aggiunta di qualche pensiero maligno...  Del resto, che mi risulti, non c'è nessun divieto di accesso nelle riserve durante le gare: ti dico solo che lungo il percorso c'era tanta gente che non partecipava alla gara. E, infine, nessuno ai ristori e agli snodi del percorso presidiati dallo staff, come hanno raccontato, ha cercato di fermarmi...”. 
Io, personalmente, al posto degli organizzatori, avrei evitato di dare risalto pubblicamente alla teoria complottista del misfatto e con molta tranquillità avrei menzionato il fatto - sempre deprecabile - che un podista avesse partecipato senza pettorale (evenienza sempre criticabile sia che si tratti di un runner forte sia assolutamente non brillante) senza nemmeno entrare nel merito assolutamente insidioso e non dimostrabile di un possibile inquinamento della prova sportiva dei primi.
Del resto, la giustizia sportiva, va applicata soltanto nella misura in cui altri atleti si sentano danneggiati da un eventuale comportamento scorretto di un loro antagonista e presentino ai giudici di gara un regolre ricorso, nei modi dovuti..
Insomma, non si giustiziano le persone sulla base dei sentito dire.

 

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23 marzo 2018 5 23 /03 /marzo /2018 11:23
(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)
(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)
(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)
(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)
(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)

(foto diffuse dall'ufficio stampa e realizzate da Antonio Pulizzi, durante la sua gara, gentilmente concesse)

Trail dello Zingaro 2018. Prima della partenza

In quasi trecento si sono raccolti a Scopello (nel territorio di Castellamare del Golfo, TP), il 18 marzo 2018, per correre per la prima volta in assoluto il Trail dello Zingaro, con la competitiva sulla distanza di 33 km, una competitiva di 17 km (Trail della Ficarella) e un walktrail di 17 km. La gara è stata valida come seconda prova del Circuito Ecotrail Sicilia 2018.

Per la prima volta, grazie all'apprezzabile iniziativa dell'ASD Ecotrail Sicilia, con la piena collaborazione dell'Amministrazione della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, prima riserva in assoluto nella storia siciliana, frutto di una forte iniziativa ambientalista nei primi anni Ottanta, i trail runners siciliani, affiancati da una folta partecipazione di runner provenienti da altre regioni italiane e perfino dall'estero, hanno potuto gareggiare in lungo e in largo, in sopra e in sotto per i sentieri della riserva dello Zingaro.

E' giunto così finalmente a compimento così un progetto iniziato più di due anni fa e ritardato da eventi imprevisti quali un incendio che devastò parte del territorio della Riserva un paio di anni fa.

The Nature always Wins, recita il motto dell'Ecotrail Sicilia ed è proprio vero: è stata vinta anche questa volta la scommessa di riuscire a portare i runner a correre in un contesto naturale incantevole e poco conosciuto, dal momento che sono veramente pochi coloro che hanno avuto modo di esplorare la parte alta della Riserva dello Zingaro, poichè  di tutto il suo territorio è molto più conosciuta la fascia costiera per motivi "balneari"(e, tra l'altro, attualmente, è fruibile per il pubblico solo il sentiero costiero) .

Ed è quindi venuta fuori una manifestazione più che valida dal punto di vista agonistico, ben realizzata dal punto di vista del supporto logistico agli atleti, grazie ad un gran numero di volontari messi in campo, magistralmente esprimente lo spirito di tutte le iniziative che affersiscono al Circuito Ecotrail Sicilia.

La manifestazione ha preso l'avvio sin dalla vigilia, quando - nel Teatro comunale del Comune di Castellamare del Golfo - ha avuto luogo la presentazione ufficiale dell'evento, davanti ad un nutrito pubblico di sportivi ed accompagnatori.

La gara ha preso il via alle ore 8.10 di domenica 18 marzo con condizioni meteo sufficientemente buone, a parte il forte vento che ha non poco tormentato i trail runner soprattutto nelle parti pipiù elevate del circuito e sui crinali, con qualche rovescio di pioggia che ha reso scivoloso ilterreno di taluni tratti (e sono state tante di conseguenze cadute e piccoli traumi).

6h 30' il tempo massimo per percorrere la distanza di 33 km.

Molto apprezzato il percorso dai finisher.

Era disponibile al termine della gara un ricco tavolo di ristoro, con un pasta party finale.

Trail dello Zingaro 2018. Partenza (foto di Maurizio Crispi)

Da notare che, per una prima edizione, il numero dei partecipanti alle due prove agonistiche di Scopello è stato sorprendentemente elevato, mentre si è incrementato il numero dei camminatori partecipanti, a riprova che il walktrail che sempre affianca il trail competitivo attrae un numero crescente di neofiti, desidorosi di cimentarsi con la camminata sportiva in natura e che, magari, in seguito, crescendo il loro allenamento vorranno cimentarsi nelle prove competitive.

(Comunicato stampa finale) Il fascino dello Zingaro non delude le attese dei circa 300 trail runners provenienti da tutte le regioni d’Italia e non solo, per il primo trail dello Zingaro disputatosi nel weekend nella Riserva che collega Scopello con San Vito Lo Capo, secondo appuntamento stagionale del Circuito Ecotrail Sicilia 2018, giunto all’undicesima edizione. Un percorso a dir poco suggestivo che ha portato atleti ed appassionati della camminata in natura, tra i sentieri della prima Riserva Naturale istituita in Sicilia, dal sentiero alto, al sentiero di mezza costa, al sentiero costiero, passando per i musei naturalistici dell’area protetta, per le splendide calette e per l’antico Borgo Cusenza.

A chiudere per primo la prova agonistica di 33 chilometri, il fortissimo olandese Calkoen Diederick, che come nelle previsioni non ha avuto rivali e che ha preceduto Francesco Cesare e Giacomo Martorana. Una gara dura non solo per i continui saliscendi e per un dislivello altimetrico di ben 2300 metri, ma anche per il vento che non ha dato tregua ai gladiatori della montagna.

Calkoen Diederick (NED), vincitore del Trail dello Zingaro 2018 (Foto di Maurizio Crispi)

Tra le donne vittoria della svedese Susanne Olvback, davanti ad Alisia Calderone e Liliana Imperiale.

Ma le fatiche della prova, come hanno raccontato i trail runner giunti all’arrivo al Borgo di Scopello, sono state ampiamente ripagate da paesaggi e scenari da favola che solo lo Zingaro sa regalare.

E, a godere di tali bellezze, anche tanti non atleti che si sono avventurati nella passeggiata non agonistica di 17 chilometri e in una visita guidata promossa dal Club Alpino Italiano.

Ad organizzare l’evento, ASD Ecotrail Sicilia, società organizzatrice del Circuito Ecotrail Sicilia 2018, con il patrocinio del Comune di Castellammare e dell’Ente Riserva Naturale Orientata dello Zingaro.

Prossimo appuntamento per la carovana del Trail il 22 Aprile a Piana degli Albanesi con il Trail della Pizzuta.

Per ulteriori informazioni www.ecotrailsicilia.it

A seguire, i link che portano alle due gallerie fotografiche di Ultramaratone Maratone e Dintorni, che illustrano l'evento e che sono state pubblicate sull'omonima pagina Facebook (realizzate da Maurizio Crispi)

Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)
Foto di Maurizio Crispi)

Foto di Maurizio Crispi)

Immagini diramate dal comitato organizzatore (Ufficio stampa)
Immagini diramate dal comitato organizzatore (Ufficio stampa)

Immagini diramate dal comitato organizzatore (Ufficio stampa)

La locandina

La locandina

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


Ricerca

Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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