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27 febbraio 2014 4 27 /02 /febbraio /2014 10:55
Corro perchè mia mamma mi picchia. I molti pregi e i piccoli difetti (pochi) di un nuovo libro sulla corsa
(Maurizio Crispi) Al giorno d'oggi - basta fare una piccola rassegna dei libri usciti in quest'ultimo arco di tempo per rendersi conto di ciò - tutti coloro che corrono o che hanno fatto esperienze di corsa decidono di scrivere e di pubblicare ciò che hanno scritto. Scrivere implica anche il piacere di raccontare di se stessi e di essere letti da un pubblico più o meno folto. Un tempo - i più anziani e più esperti raccontavano le loro storie nelle veglie davanti al fuoco al camino - e in questo modo si tramandava un sapere e una cultura: oggi si scrive nel web e si pubblicano libri. E, quanto pare, tutti vogliono far sentire la propria voce, scrivere e pubblicare, vittime d'una febbre comune, sempre più diffusa, a prescindere dal fatto che si sia buoni scrittori. 
Oggi non è affatto difficile ottenere una risonanza mediatica per i propri scritti, attraverso blog e siti web vari: e, tra l'altro, nella nostra quotidianità solipsistica, gli schermi ammiccanti dei PC rappresentano sempre più quello che un tempo erano i focolari domestici e i camini di casa.
Ma molti non si accontentano di questa via di diffusione dei loro scritti e vogliono anche "farsi un libro" (rendersi, per così dire immortali, attraverso la carta stampata) o essere pubblicati.
Se relativamente facile è pubblicare su carta le proprie fatiche letterarie presso case editrici in cui l'utente paga per ricevere un servizio, a partire da un lavoro artigianale tutto fai-da-te, anche nella scelta dei possibili format del volume, un po' più difficile - anche se non del tutto impossibile - è avere stampato un libro presso case editrici "major", supportate da una grande distribuzione e disposte a dispiegare mezzi per la sua diffusione.
Il libro di Franz Rossi e Giovanni Storti rientra in questa tipologia (Corro perchè mia mamma mi picchia, Mondadori, Collana Strade Blu, 2013).
Il contenuto: i due autori, l'uno attore comico l'altro Direttore di una rinomata rivista di cose di corsa (XRun), raccontano attraverso una serie di sapidi capitoli le motivazioni che li spingono a correre e le loro esperienze di corsa che si muovono dagli scenari nostrani a quelli esotici di gare a cui hanno partecipato in luoghi lontani e poco accessibili per i più. I primi scenari servono a far sì che i lettori-runner possano facilmente identificarsi con loro, mentre i secondi servono a farli sognare.

In alternanza a quelli di resoconti di esperienze di corsa, vi sono dei brevi capitoli sul correre in genere (note su allenamenti, abbigliamento, tecnica). Il volume è arricchito da una prefazione ironica e divertente di Giacomo Poretti, collega di lavoro Giovanni Storti, suo amico nella vita, ma anche runner in erba e, in quanto tale, scettico sui "veri" benefici della corsa: "E il libro che vi accingete a leggere sembra scritto da due persone che si sono sottoposte volontariamente a torture inimmaginabili e, nonostante questo, si dichiarnano felici, ma l'aspetto più preoccupante é che, ne sono sicuro, rifarebbero tutte quelle cose descritte che una persona normale si guarderebbe bene dal fare" (ib., p. VIII)    
Mi è piaciuto? Sì e no! 
E provo a spiegare perchè.
A favore del sì, innanzitutto. Alcuni racconti sono sapidi e leggeri, vagamente umoristici, non si capisce dove finisca la realtà e da cominci l'effetto caricaturale. E, ovviamente, queste parti dei racconti (spesso, dichiaratamente, elaborati a quattro mani dai due autori) sono farina del sacco di Giovanni Storti, runner ma - prima ancora - intrattenitore per il grande pubblico. In altri non è facilmente identificabile la mano dell'autore prevalente. I due amici lanciano al lettore la sfida di indovinare chi abbia scritto cosa, esattamente. E questa sfida è divertente, non c'è dubbio.
In altri capitoli, invece, è stata scelta di introdurre in combinazione successiva, due diversi punti di vista: ed è quando i due racontano di imprese podistiche a cui hanno partecipato assieme, come è nel caso del racconto esilarante ad un'edizione di alcuni anni fa della goliardica (ma anche impegnativa) "Arrancabirra". 
Corro perchè mia mamma mi picchia. I molti pregi e i piccoli difetti (pochi) di un nuovo libro sulla corsaAncora a favore del sì: possiedono del pathos senza ironia, alcuni racconti di imprese podistiche impegnative, come il lungo resoconto "in soggettiva"del Tor des Geant (opera di Franz Rossi, al di fuori di ogni dubbio ragionevole).
Ed ancora il fatto che passi attraverso le parole dei due narratori l'idea di un modo di correre che sia anche stile di vita e strumento che fa vivere meglio (se addirittura, in taluni casi, non "salva" la vita).
A favore del no, invece. Alcuni racconti si disperdono in un eccesso di superficialità e sono forse troppo sbrigativi.
Probabilmente, nel complesso dei diversi capitoli, si evidenzia anche una certa disomogeneità per cui le varie parti sono un po' troppo scollate tra loro, come se tradissero  la loro origine di un insieme di scritti, non ben unificati da un filo conduttore sufficientemente forte.
Sotto questo profilo ho apprezzato molto di più il libro partorito da Roberto Giordano - pure lui uomo di spettacolo, oltre che runner da lunga data - sulle sue esperienze di corsa (Correndo per il mondo. Storie, aneddoti e consigli di corsa, Kowalski, 2013) che, molto più tipizzato, si presenta non soltanto guida ironica e disincantata al mondo del running, ma anche valido come Baedeker del podista che voglia intraprendere viaggi di corsa, anche in luoghi inconsueti.
L'opera degli amici Franz Rossi e Giovanni Storti va sicuramente letta e apprezzata: del resto i podisti, purché si parli di corsa, sono lettori di bocca buona, ma da un'opera pubblicata da Mondadori, francamente, mi sarei atteso qualcosa di più.
La presenza di Giovanni Storti nel team degli autori e la sua popolarità come attore comico, indubbiamente, ha facilitato l'apertura di molte porte: e che Giovanni Storti, con il suo nome e la sua popolarità, sia quello deputato a trainare le vendite del volume è indicato dal fatto che - malgrado la consuetudine e
ditoriale - voglia che nel caso di libri scritti a più mani, l'ordine degli autori sia in ordine alfabetico, Storti figura primo dei due autori, designato ad essere capocordata nella fortuna commerciale del volume (ed è lui, a sottolineare la non casualità di questa secelta, a comparire nella pagina frontale della copertina).
Se mi sento di consigliarlo agli amici runner?
Sì, leggetelo e divertitevi, assorbendo nello stesso tempo qualche bella pillola di saggezza sul Running World, come è ad esempio, una delle frasi che fa da suggello al volume e che voglio citare qui per esteso: "Tra le tante attività fini a se stesse, abbiamo scelto la corsa come paravento dietro al quale nascondere la voglia di fare qualcosa per noi. Qualcosa di personale (anche quando è condiviso con altri), qualcosa di profondamente egoistico. Correre ti fa sentire bene. Rubare un'ora alla routine, al lavoro, alla famiglia, e regalare quell'ora a te stesso ti fa sentire ancora meglio.
Correre significa muoversi velocemente da un posto all'altro senza necessità di altro che delle tue gambe. Il movimento è vita, è scoperta. E' avventura. La magia della corsa è tutta qui. Correre ti fa sentire vivo" (ib., p.190).
E aggiungerei che "Corro perché mia mamma mi picchia" è anche un bel libro sull'amicizia tra due persone diverse che si sono incontrtsate attraverso la corsa e il cui reciproco rapporto è stato cementata dal correre assieme in alcune circostanze, come con le altre persone interagenti, spesso menzionate nei diversi racconti con cui vengono declinati momenti spassosi,, a volte profondi, di amicizia e condivisione. 
E aggiungerei che è anche un bel libro sull'amicizia tra due persone diverse che si sono incontrtsate attraverso la corsa e il cui reciproco rapporto è stato cementata dal correre assieme in alcune circostanze, come con le altre persone spesso menzionate nei diversi racconti con le quali  vengono declinati momenti spassosi,, a volte profondi, di amicizia e condivisione. 
E, quindi, ciò che traspare è una rappresentazione del correre non solo come impresa individuale (ed individualistica), ma anche "religio" nel senso laico del termine, cioè di attività che lega assieme gli individui in un'esperienza conivisa (e raccontabile). 

Corro perchè mia mamma mi picchia. I molti pregi e i piccoli difetti (pochi) di un nuovo libro sulla corsa(Dal risguardo di copertina) Siamo abituati a vederlo insieme agli inseparabili Aldo e Giacomo, ma in questo libro Giovanni Storti si presenta in una veste insolita, maglietta e pantaloncini, e ci parla della sua più grande passione fuori dal palco, quella per la corsa. Lo fa alla sua maniera, con la consueta ironia, con un intreccio di leggerezza e profondità. Alternandosi nel racconto con Franz Rossi, compagno di avventure e di allenamenti, Giovanni, instancabile "assaggiatore di corse", pronto a sfidare il caldo come il freddo, a correre di giorno e di notte, a qualsiasi latitudine o altitudine, ci spiega come ha scoperto, o meglio riscoperto, questa vena atletica. Dalle fughe infantili per sottrarsi alle ciabattate materne a una pratica ritrovata, non tanto per motivazioni salutistiche, quanto perché la corsa ha il fascino di una vera arte. Ci addentriamo così, in compagnia dei due protagonisti, negli itinerari delle gare più coinvolgenti, sentiamo con loro la fatica ma anche il piacere di misurarsi con se stessi e con gli altri, la gioia di superare i propri limiti. E soprattutto impariamo a guardare con curiosità ed emozione i luoghi e l'umanità che si incontrano lungo il tragitto. Si aprono davanti a noi scorci di una Milano, quella dei Navigli, dei parchi e della Montagnetta di San Siro, lontana dall'affannata metropoli dell'immaginario collettivo. Prefazione di Giacomo Poretti

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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