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6 settembre 2013 5 06 /09 /settembre /2013 19:16

Usare la corsa come strumento della nostra mobilità (sostenibile)

 

(Maurizio Crispi) Ho letto con interesse il recente post di Filippo Castiglia (feliperun) su "Corsa y Mucho Mas", dal titolo Strumento corsa.

Eccone l'incipit
A forza di ripetute, di distanze misurate, di cronometri precisi, di percorsi conosciuti ci deve essere sfuggito che correre serve a muoversi.

Muoversi, spostarsi, viaggiare, scoprire, esplorare.

Oh sì, direte voi, chi si cimenta in estenuanti ripetute non fa altro che esplorare i propri limiti, ma cosa ne è stato del correre per andare da un posto ad un altro?

Può la corsa tornare ad essere uno strumento per visitare un luogo?

 

La risposta è sì, non c'è alcun dubbio.

Non bisogna dimenticare che, in un certo senso, siamo "nati per correre".

In epoche ancestrali, quando il cavallo non erano stato domesticato, i piedi erano i nostri cavalli (e questa semplce verità sopravvive nell'espressione "andare in un posto con i cavalli di San Francesco (o di San Pietro)".

Nel nuovo mondo che ignorava la ruota e dove i cavalli arrivarono soltanto in seguito come effetto del cosiddetto "scambio colombiano" ciò era molto più rimarchevole. Ci si spostava a piedi per tutte le necessità e, per fare più rapidamente, si procedeva al piccolo trotto.

Gli Apache erano maestri in questo modo tattico di spostarsi sia per le esigenze della caccia sia per quelle della guerra.

Anche in Occidente lo spostamento strategico di grandi masse d'uomini avveniva a piedi e, per determinate esigenze tattiche, manipoli di soldati scelti si spostavano di corsa

Alcuni venivano appositamente addestrati a correre per 24 ore consecutivamente senza mai fermarsi: costoro nel mondo greco venivano chiamati "emerodromi" e Fidippide, considerato oggi, il precursore storico della Maratona era appunto un emerodromo.

I pellegrinnagi avvenivano a piedi e ancora a piedi li si compiono oggi, come unico retaggio di un'Umanità in costante movimento con l'unico ausilio delle proprie gambe.

Ma non c'era fretta, allora. Solo i messaggeri andavano a velocitù più sostenute, ma - nel loro caso - si attuava un sistema a staffetta con frazioni di circa uno-due chilometri.
L'archeologo ed esploratore tedesco Viktor W. von Hagen, al tempo di uno dei suoi viaggi di ricerca in Perù, ha materialmente sperimentato con l'ausilio di alcuni Indios reclutati a tale scopo che - con questo sistema di messaggeri - l'imperatore degli Incas poteva ricevere il pesce fresco preso nell'Oceano da imbandire sulla sua tavola nel giro di meno di 24 ore. 

Camminare (o correre lentamente) ci espone ad un diverso contatto con la realtà in cui siamo immersi e con la natura/ambiente. Osserviamo tutto in maniera diversa e più profonda, ce ne lasciamo permeare, man mano che l'angolo di visione si va impercettibilmente modificando con il nostro incedere.

Camminando (o correndo lentamente) si è maggiormente inclini alla sosta e alla riflessione, a volte se abbiamo un compagno di viaggio accanto anche alla conversazione.

La corsa lenta (o il camminare) ci fanno immergere nella grana delle cose e ci consentono di avere una diversa percezione del tempo, sicché diventa meno assillante il vettore lineare del tempo.

Ci si chiede (e Filippo Castiglia si chiede nel suo post) se non sia possibile rendere possibile a tutti di andare al lavoro correndo (o camminando) 


La Gran Bretagna è leader in questo (ma anche molti altri paesi del Nord Europa).

E' una realtà ormai acquisita questa! Ci sono tantissimi che, a Londra,  vanno al posto di lavoro correndo. 

Escono di casa in abbigliamento da corsa con uno zainetto sulle spalle, nel quale ripongono il lunch e quanto occorre loro per un'intera giornata fuori casa.

Arrivano di corsa sul posto di lavoro. Lì si cambiano e indossano gli indumenti di lavoro.

Non dmentichiamoci, però, che a tutti - anche agli impiegati d'ufficio - è concesso l'uso di un proprio armadietto personale dove ciascuno può tenere un ricambio di vestiti adatti alle esigenze lavorative.

Quindi, al termine della loro giornata di lavoro, ri-indossano l'abbigliamento sportivo e tornano a casa di nuovo di corsa.

Se pensiamo alla situazione dei bambini kenyano che percorrono anche 20 km per andare a scuola e che poi rifanno la stessa strada alla fine delle ore di scuola, questomodo di correre "strumentale" lo potremmo battezzare il "modello kenyano" dell'utilizzo della corsa come mezzo di spostamento.   

La stessa cosa vale per chi va al lavoro in bici: vi è Londra da parte della pubblica amministrazione una politica che incoraggia attivamente l'uso della bici e di altri mezzi non contemplanti l'uso dei mezzi motorizzati per recarsi al posto di lavoro.

Andare al lavoro sia di corsa sia in bici é una soluzione possibile e praticabile che consente di fare giornalmente dell'attività fisica senza rubare altro tempo alla dimensione della vita familiare, nello stesso tempo ottenendo un risparmio consistente sul costo mensile del trasporto pubblico.

Noi Italiani, purtroppo, siamo afflitti da un eccesso di formalismo che, il più delle volte, non ci consente di percorrere queste vie, friendly non solo per l'ambiente ma anche per il nostro stesso corpo.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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