Vincenzo Altamura (appartenente alla compagine "Idea Events Marathon" e uno degli organizzatori della Siracusa City Marathon), già finisher di una precedente edizione, ha partecipato alla 41^ 100 km del Passatore che si è svolta tra il 25 e il 26 maggio 2013, con numerosi altri siracusani che hanno così dato vita sulle strade del Passatore ad un avvicente spirito di squadra. Nel gruppo di Siracusani che hanno preso parte alla Cento, anche l'esordiente Raffaella Casaburi.
Di seguito il suo racconto che parte da lontano, cioè dalla decisione presa di gareggiare sulla distanza dei 100 km per la seconda volta, dopo l'esperienza condotta felicemente a termine nel 2012, racconto che volentieri pubblichiamo.
- ci sono riuscito perché credo in quello che faccio;
- ci sono riuscito perché ho cercato di trasmettere fiducia nelle proprie potenzialità;
- ci sono riuscito perché ho limato il mio tempo precedente della Torino - Saint Vincent 2012;
- ci sono riuscito a chiudere la gara senza farmi male e con le braccia al vento;
- infine, ci sono riuscito a riportare a Casa il Passatore!
(Vincenzo Altamura) La 100 km del Passatore 2013 è finita e si pensa solo a recuperare le forze. Mentre sono a casa e seduto davanti alla mia radio e partecipo ad una gara radioamatoriale utilizzando il nominativo IT9NVA mi viene in mente che è giunto il momento di iniziare a scrivere due paroline riguardante la gara trascorsa ormai da sette giorni.
I preamboli e la preparazione. Penso che, per evitare di entrare subito nel vivo del percorso, forse è meglio fare un passo indietro e parlare dell’avvicinamento al grande evento.
E' risaputo che chi affronta questa 100 km la prima volta e la termina in condizioni umane accettabili, viene spontaneo rimettersi in gioco una seconda volta.
Forti dell’esperienza 2012, io e il caro ultrafinisher Emanuele Miceli abbiamo deciso di incontrarci piu' volte per pianificare la migliore strategia di gara possibile e soprattutto per acquistare con ampio anticipo i biglietti aerei, dando definitivamente un senso compiuto alla nuova pazzia in procinto di iniziare.
Litighiamo come due fratelli, pizzolato si pizzolato no? carico medio, leggero, medio alto? Ma il buon senso dice di iniziare carico leggero e inserire successivamente il carico medio.
Unica mia raccomandazione è che l'impegno vero partirà solo dopo aver terminato l'organizzazione della Siracusa City Marathon del 27 gennaio essendo parte attiva.
Si inizia speranzosi, con tanta buona volontà.
Whoops! Ecco che irrompe nella scena una terza figura, una donna, Raffaella Casaburi, mai conosciuta in precedenza, forse vista durante le uscite domenicali e comunque amica di infanzia di Emanuele.
E come in tutte le civiltà e i sodalizi giovani iniziano le prime incomprensioni.
Raffaella ritiene che il carico medio non basta e forse ci vuole il carico pesante di Pizzolato + palestra + piscina.
Cerchiamo di farle capire che il nostro obiettivo è di chiudere la gara in 13 ore circa, senza farsi male e ritornare con la pellaccia a casa ma soprattutto terminare la gara con il sorriso e le braccia al vento per immortalare l’evento.
Come sempre prevale il buon senso e si attua quanto già stabilito in precedenza.
In ogni caso, chi se la sentiva poteva aggiungere altri allenamenti rispettando quello principale.
I chilometri scorrono, giorno dopo giorno, in scioltezza e notiamo che Raffaella ha decisamente una marcia in più, dimostrando di possedere una riserva di energie be più cospicua della nostra.
Sarà la palestra o la piscina, ma è, nel complesso, molto dinamica ed energica.
Il primo test di verifica è la Mezza di Riposto (CT) e la mia unica raccomandazione nei confronti di Emanuele è stata quella di non sforzarsi ad inseguire il proprio primato perchè gli allenamenti sostenuti ad oggi non lo permettono.
Ho parlato con il muro.
Dopo due giorni, Emanuele accusa un acuto dolore al ginocchio destro e così il suo calvario sarà il nostro al punto che la mattina, dopo gli allenamenti, gli telefonavamo per rincuorarci sulle sue condizioni di miglioramento fisico perché desideravamo recuperarlo al 100%.
Il trio di corsa si è rotto ed è toccato a me prendere in mano la situazione.
In una prima fase, gli allenamenti consistevano nel reggersi sulle gambe e abituare la mente alla lunga distanza.
Nei confronti della neofita Raffaella ho cercato di far capire di non essere precipitosa e insaziabile di km di allenamento perchè nella seconda fase ci sarebbe stato il salto di qualità che avrebbe condizionato la tenuta atletica per l'accumulo di stanchezza o meglio acido lattico da smaltire.
Detto fatto, tutte le simulazioni di gara con variazioni di altitudine, salite ripide, progressioni in salita, variazioni di passo, variazioni di piano o falsopiani, uscite all'alba e soprattutto uscite pomeridiane con 30° di temperatura .
Di tutto e di piu' e in queste occasioni si sono avvicendate anche due altre amiche di corsa Carla Aliano e Daniela Giuffrida sempre di Siracusa entusiaste di far parte, con il piccolo proprio contributo, all’avvicinamento alla gara della loro amica Raffaella.
Non voglio dimenticare anche altre due amiche runner di Raffaella, non ricordo il loro nome, che hanno sempre incoraggiato la loro amica.
Siamo agli sgoccioli degli allenamenti e con l'ultima uscita di martedì, le gambe ci sono, lo spirito da guerriero c'é e, soprattutto, lo dovevamo anche per Emanuele che ci ha accompagnato lungo questo percorso di preparazione.
La vigilia. E’ venerdi’ 24. Ci incontriamo tutti belli e sorridenti e ci avviamo verso l’aeroporto di Catania.
Non mi sembra vero, ma Emanuele è equipaggiato all’inverosimile.
Due-tre cambi con luce notturna e tanta allegria.
Di tutto e di più. Dovrò crederci che vorrà essere uno di noi alla partenza ?
Comunque vada la forza di lottare fino in fondo e la determinazione è un toccasano.
Forza, Emanuele!
Con l’aereo fila tutto liscio in direzione Bologna ma la perturbazione che ci accompagna negli gli ultimi venti minuti non è buon segno.
Monitorando per un certo periodo il meteo da internet ci siamo resi conto che la corsa non sarebbe stata una semplice passeggiata ma il gioco forza di acqua e freddo erano da mettere in conto.
Ascoltando al telefono altri runner da catania aeroporto sembrerebbe che alcuni voli sono stati ritardati nella partenza o dirottati in altri scali.
Insomma, tutto in salita.
A Bologna. Bologna, città fantastica, ricca di studenti universitari ovunque e soprattutto dopo due ore da turista una mega pizza presso una pizzeria gestita da Napoletani.
Un piacere immenso ricompensato due giorni dopo con un ottimo bis. Mettiamo in conto anche una buonissima birra alla spina.
Nel primo pomeriggio, direzione Faenza.
Ritiro numero e pacco gara, saluti a tutta la segreteria e soprattutto la tenace Tatiana sempre incollata al telefono.
Ci dirigiamo verso la palestra, saluto gli amici presenti soprattutto quelli dell’ASD Stracagnano capeggiati dal mitico Pasquale Giuliani e dopo un break di relax ritorniamo sui nostri passi per il chiosco dell’abbuffata .
Ecco qua la proiezione dei filmati surplus delle gare del passatore, saluto il caro Maurizio Crispi che come sempre è intento a scattare foto e, vai, si mangia!
Tra le due portate , vino e dolce abbiamo la possibilità di scambiare le nostre vedute con il campione italiano Antonio Armuzzi e la campionessa croata Marija Vrajic che sarà la futura vincitrice della 41^ edizione.
Ultimi saluti e riposo assoluto dei guerrieri.
Il giorno della gara. Sabato , 'Azz... di prima mattina un sole splendente.
Mamma mia e allora altro che acqua qui ci si abbronza.
Commento molto positivo ma le cose belle sono passeggere.
Infatti nell’avvicinamento a Firenze si nota la differenza del meteo,aria tenebrosa , pioggia e freddo.
Sarà così fino alla partenza delle 15.00.
Firenze, ognuno cerca di arrangiarsi dove capita.
Mi ritengo fortunato, perché ho trovato ricovero all’interno dell’androne di una banca.
Siamo stati costretti a lasciare dei passaggi per il bancomat, ma - dopotutto - i residenti e stranieri capiscono le esigenze del momento dei runner e anche la pazzia a cui si apprestano.
Tutti bravi, un plauso.
Emanuele ha deciso di non essere tra i nostri e ha dihiarato che ci avrebbe scortato lungo il percorso.
Ci siamo, scatta l’ora X.
La gara. Non la smette di piovere e siamo riparati sotto una tenda di un locale accanto al lungo serpentone umano.
Ci riscaldiamo saltellando e raccomando sempre raffaella di non lasciarsi andare nella prima parte di gara e soprattutto di guardare per terra per evitare le pozzanghere prima della salita.
Ecco lo sparo, un lungo applauso e ci incamminiamo per il rilevatore elettronico.
Continua a piovere ma in tono piu’ basso , siamo intrappolati nella calca .
Finalmente lasciamo Firenze e iniziamo a Salire.
Non piove piu’ e incominciamo a metterci a nostro agio con un ritmo piu’ veloce.
Gli allenamenti fatti danno le prime risposte. Non siamo ultimi e incominciamo a macinare metri.
L’aria è freschissima con la temperatura sopportabile.
La pioggia di Firenze ci ha tolto quel piacere che hanno tutti i runners di ritrovarsi e fotografarsi prima della partenza .
Ci tenevo a immortalare l’evento con alcuni runner di Catania.
Inoltre, avevo sperato di trovare un’amica virtuale di Facebook per la nuova foto 2013 e come sempre avviene sono stato ricompensato.
Anche senza la foto ho avuto il piacere di salutare in salita Sabrina Tricarico che ha ricambiato con affetto.
Durante il percorso iniziale troviamo le solite stranezze presenti in una gara e in particolare c'è chi corre con i sandali, chi con la parrucca, chi spinge un carretto, fidanzati mano nella mano, ma forse la cosa piu’ strana una pillola blu per terra.
Chissa sarà Viagra? Non mi meraviglierebbe l’uso improprio visto che è doping .
Non lo sapremo mai.
Pensiamo alla gara.
Tra una chiacchiera e la curiosità di notare le varie iniziative di affetto nei nostri confronti mostrato dai residenti dei luoghi attraverso applausi e lenzuola con tanto di pubblicità, ci ritroviamo alla vetta le Croci .
In linea generale, mi sento molto bene, respirazione regolare e non affannosa .
Il tempo in questo momento è clemente, si sta freschi e da Dio.
Si scollina e si inizia a scendere.
Bello, pioggia nessuna ma la speranza svanisce al km 24/25. Solo cinque minuti di pioggia intensa per ricordarci che non siamo soli.
E va bene cosa sarà la pioggia in confronto al freddo che andremo a beccarci alla famosa Cima Coppi che, sul percorso di gara della 100 km del Passatore,coincide appunto con il Passo della Colla a circa 1000 metri di quota.
Avviso Raffaella che al km 31, Borgo San Lorenzo mi sarei fermato per almeno cinque minuti per mangiare e eventualmente cambiarmi prima di proseguire.
Avrà capito, visto che si è portata avanti di cinquanta metri?
Si capisce che è in forma e, quindi, è giusto che prosegua sulla propria strada.
Ci siamo, il Bip al passaggio da Borgo San Lorenzo suona a 3h27'24 in linea con quanto stabilito, per una corretta gestione della seconda parte della gara.
Ristorazione: poca, ma perfetta.
Sensazioni buone, mi sento riposato e ho voglia di continuare e quindi si riparte.
Fuori paese trovo un cartello con l’indicazione 16 chilometri di salita.
Bene, ci sono: inizio a salire rapidamente, anche perché il cambio indumenti, grazie alla collaborazione del grande Emanuele, mi permette di velocizzare e sorpassare molti runner fermi a quasi passo svelto.
L’aria è piu’ fredda, pungente: lo scaldacollo mi da una sensazione di caldo mentre la respirazione è piu’ affannosa.
Il rumore del movimento delle acque lungo la strada viene spesso occultato dal rumoraccio di tantissime macchine in transito in direzione del colle.
Porca miseria, il bip del Colle di Casaglia, al km 48, in ore 05:59:28 mi dice che sono in anticipo.
Ritrovo il caro Emanuele che, infreddolito come un eschimese, mi passa la luce notturna.
Lo saluto e lo invito a seguire Raffaella che è più avanti di me.
E’ la prima volta che scollino questo luogo ancora con la luce del giorno e mi rendo conto che è un posto fantastico e incantevole.
Fa freddo, i cinque gradi si fanno sentire, ma - per fortuna - non piove e inizio a scendere rilassato con un ritmo non veloce.
Con questo assetto in compagnia di alcuni runner mi ritrovo al rilavamento di Marradi km 65 in 08:10:23.
Ecco le prime avvisaglie di una crisetta incipiente.
Non riesco a mangiare. Si ripropone lo stesso sintomo di disturbi allo stomaco, già collaudato in altre edizioni.
Sarà il freddo oppure lo sforzo? Non lo saprò mai.
Devo forzarmi a mangiare, ma non ci riesco e allora bevo solamente.
La sosta è brevissima e si riparte.
La sofferenza me la porto appresso fino al km 70 e, a causa di un bicchiere traditore contenete acqua gasata e non naturale, ho dovuto liberare il mio contorto stomaco.
Mi riprendo subito e sono determinato a continuare .
Il tempo è mite, si toccano i 9°, ma sostanzialmente si sta molto bene.
Ai piedi del paesino di Brisighella incontro un nutrito gruppo di ragazzi che animano la notte a squarciagola con il motto: Dai che ce l'hai fai!.
Sono gli stessi dell’anno prima.
Bravissimi.
Brisighella il bipmi ricorda che sono al km 88,5 tempo 11:32:16 .
E’ un buon passaggio e se non ci saranno intoppi posso provare a chiudere la gara sotto le 13 ore.
Un bicchiere di the caldo e via si riparte.
Il the, buonissimo e gustoso, mi ha aiutato molto poco perché neanche il tempo di uscire fuori paese che ho dovuto nuovamente liberarmi dallo stomaco.
Una reazione fisica molto forte, ma gestibile.
Con rammarico, ho notato che molti runner mi hanno sorpassato e filato liscio disinteressandosi del mio mal di pancia.
Tra me e me, mi sono chiesto se, visto che la formula dello spirito trail è inesistente in questi momenti, io mi sarei preso le mie soddisfazioni.
Anche se ho perso tempo per la forzata sosta non mi sono dato per vinto.
Il mio corpo si è ricordato degli allenamenti.
Sotto la pioggia incessante che dal km 88 mi ha accompagnato alla fine, uno dopo l’altro li ho ripresi e staccati con gli interessi e, finendo la lunga galoppata a braccia aperte, sotto il tabellone dell’arrivo in 12:58:07.
Ad aspettarmi tante ragazze infreddolite pronte a incorniciare ogni runner in arrivo con la medaglia ricordo.
E anche per questa volta posso dire: "Io c'ero".
Ho incontrato Emanuele che mi ha immortalato con due foto veloci e mi ha trovato in buone condizioni.
Subito dopo, ho incontrato Raffaella sotto i portici dome mi aspettava con tutta la sua famiglia e ho colto l’occasione per porgerle i miei complimenti per la sua bellissima prestazione finale di 12:21:20: un ottimo esordio!
Ormai notte fonda e piano piano con gli ultimi passi forzati ci siamo recati presso la palestra.
Ed ecco qua: si entra nel mondo magico della palestra fatto da ristoro interno, docce con acqua calda abbondante , massaggi a volontà messi in pratica da un team di bravi istruttori e brande .
Trovo per la prima volta la superrunner modella Luisa Betty ( fans page di facebook), molto sconsolata per via di un problema fisico lungo il percorso di gara che non gli ha dato tregua ma soprattutto di non aver ritrovato la sua borsa a causa di problemi tecnici dell’organizzatore.
Nonostante tutto mi ha salutato con affetto e come da grande campionessa che è non mi ha negato una foto ricordo. Grazie luisa.
Con la via di ritorno, il bis pizza gigante a Bologna, l’incontro con Pino Grasso (sconsolato perché ha mancato il suo duro obiettivo a causa di un problema fisico e gli auguro una pronta e veloce guarigione ), R. Manguso e company all’aeroporto di Bologna, finalmente sono a casa.
Concludo dicendo che è stata una bellissima gara, con situazioni disagevoli davvero imprevedibili, ma superabili; bravi tutti quanti, dai runners agli organizzatori ai volontari, bravo anche il custode che ha gestito la palestra e bravi Emanuele-Raffaella.
Abbiamo riportato a Siracusa il Passatore 2013!
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