Si è svolta il 25 aprile la 31^ edizione della “50 Km di Romagna”, a Castelbolognese (Ra), con start alle 8.30. Oltre 600 i partenti.
Marocco docet alla 31^ “50 Km di Romagna”, ma le donne italiane salvano il bilancio. La giornata di sole, andata scaldandosi verso l’ora di pranzo, ha incoraggiato ben 650 agonisti (altri 1.600 hanno scelto le camminate) a presentarsi in Piazza Bernardi al via delle 8,30, provenienti da tutte le Regioni italiane, testimoniando ancora una volta il grande feeling che la manifestazione targata Podistica Avis ha nei confronti del mondo delle Ultra.
Ecco di seguito il racconto di Michele Rizzitelli più di colore e di atmosfera e concentrato (nelle immagini, in particolar modo) sulle premiazioni del Grand Prix IUTA 2011 che hanno avuto luogo subito dopo il termine , rispetto al precedente che forniva più il resoconto cronachistico dell'evento: 50 km di Romagna (31^ ed.). Marocco docet, in questa edizione 2012, ma le donne salvano il bilancio
(Michele Rizzitelli) La 50 km di Romagna ha il sapore delle cose buone fatte in casa. Conserva ancora quel calore che è scomparso in altre ultramaratone, perfette ma asettiche. Sembra il prodotto di operose mani che privilegiano il rapporto interpersonale, non la produzione in serie. Peccato che quest’anno non sia stato donato il tradizionale bottiglione di vino, che contribuiva a creare una più intima atmosfera. I tempi impongono di stringere la cinghia.
Diciamo la verità, la corsa romagnola non è dura. Come lunghezza, rientra fra le ultra per il rotto della cuffia; come altimetria, è tutt’altro che proibitiva. Infine, il percorso propone le difficoltà con gradualità.
Si comincia con una passerella per le vie del paese, dove gli abitanti con i loro applausi fanno fare un pieno di energie mentali ai concorrenti.
I primi chilometri sono piatti e servono a scaldare i muscoli, mentre lo sguardo si posa sulle margherite e sui papaveri del ciglio della strada, sulla campagna investita dallo splendore della primavera.
Da Riolo Terme (11 km) a Casola Valsenio (22 km), qualche salitella serve a preparare cuore e polmoni. Il paesaggio ha assunto caratteri decisamente collinari. Peri e meli verdeggianti, coltivati con metodiche moderne e disposti in file geometriche, raggiungono la sommità dei rilievi. Solo la ritardataria vite sembra non essersi ancora destata dal letargo. A rendere più umana la razionalità della campagna, ci pensano i campanili che svettano longilinei sui tetti rossi delle case.
Quando al 25° km si fa sotto Moltalbano, l’apparato locomotore e cardiocircolatorio sono pronti ad affrontare i 5 km di salita. Si accorcia la falcata, si aumenta la frequenza del passo e si dà scacco matto alla montagna in due tempi. Nel primo, si compie un salto di 2,5 km; nei seguenti 500 m di discesa si riprende fiato; nel secondo, si spicca un salto di 2 km che porta direttamente in cima (30 km). La giornata è splendida, la natura è bella, ma bisogna pazientare e non distrarsi: è una gara, non una passeggiata turistica.
I 5 km di discesa si percorrono in un baleno. Si distendono le gambe e si vola. E’ giunto il momento in cui si può gustare il paesaggio. Nella valle risuona lo scampanio delle campane, che ricordano essere mezzogiorno ed in corsa da circa tre ore e mezza. Trionfa il verde intenso, interrotto dai calanchi sul cui ciglio gli alberi sembrano stare in un equilibrio precario.
Gli ultimi 15 km, sullo slancio della discesa, si fanno in un batter d’occhio, e si arriva a catapulta nei pressi degli archi di Piazza Bernardi, dov’è situato il traguardo.
Le premiazioni Grand Prix IUTA del 2011 si sono svolte alla chetichella in un angolo di un palco riservato alla gara. L’Organizzazione della 50 km di Romagna non è stata in grado di fornire neppure un microfono! La celebrazione di un anno di fatica merita ben altro trattamento: chi non è disposto a darne una degna cornice, lo dica chiaramente.


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