La 6 ore Clarentina (disputatasi a San Pietro Clarenza - CT - lo scorso 20 luglio 2013) è stata una "prima" edizione di un'Ultra tutta siciliana ed è stato davvero apprezzabile il fatto che gli organizzatori si siano lanciati in questa avventura, promuovendo in Sicilia il movimento delle Ultramaratone, ma - cosa rimarchevole - gli organizzatori hanno deciso di inserire nel contesto della manifestazione anche una gara sa staffetta per disabili su handybike.
Ed è stato così che la 6 ore Clarentina oltre ad essere una "primissima" nell'ambito del podismo siciliano è stata anche l'occasione del debutto competitivo di Salvo Campanella (Marathon Misilmeri) nella specialità handybike.
Come sanno molti dei runner siciliani, Salvo Campanella all'inizio del 2012 ha purtroppo subito un incidente sul lavoro che ha comportato per lui la perdita della funzionalità motoria agli arti motori.
Eppure Salvo che era animato da una grande e generosa passione per la pratica del podismo e che si era forgiato nella sfida - in primis con se stesso e poi con gli avversari - su tanti campi sportivi, ha affrontato la battaglia con il suo nuovo "limite" con grande coraggio ed è stato così che, il 20 luglio 2013, si è ritrovato a gareggiare accanto ai suoi "fratelli" runner (come Salvo ama - a ragione, alla luce delle passate esperienze - definirli) sul suo ciclone.
E, come ha gareggiato a San Pietro Clarenza, così speriamo di rivedere Salvo Campanella di nuovo su tanti campi di gara, a dimostrare che là dove la vita ci dispensa - con la sua severità inappellabile - un limite, questo limite può essere trasformato in potenzialità per fare cose nuove oppure per tornare a fare le stesse cose di prima, ma in una maniera diversa.
(Salvo Campanella) Tutto perfettamente organizzato dal grandissimo Davide Bandieramonte che, con questa formula "mista" alla 6 ore Clarentina, ci ha dato lo scorso 20 luglio 2013, la possibilità di vivere questa fantastica esperienza: ritornare (per me) a correre con i miei fratelli runner cosa che auspico di poter fare anche nel prossimo Gran Prix di maratonine se il Presidente Polizzi me ne darà la possibilità.
La 6 ore Clarentina si è svolta all'interno di un anello realizzato - proprio per dare la possibbilità a chi lo voglia - di svolgere un allenamento in tutta sicurezza, lontano da auto che ti sfrecciano accanto ad altissima velocità.
Il traccciato, molto liscio e scorrevole, é stato suddiviso in due corsie molto ampie, in una dele quali "correvamo " noi handbiker, mentre nell'altra i normo.
Bellissima la condivisione dello sport, fatto ognuno con le proprie abilità.
Il luogo immerso nel verde ai piedi del maestoso Etna mi ha regalato fantastiche visioni paesaggistiche che solo in quella location si possono ammirare. I colori del tramonto sono stati i più belli accompagnati dal sorriso di alcuni bambini che si sono dedicati allo spugnaggio e ai rifornimenti a bordo pista.
E' grande l'ammirazione verso persone che tutti noi runner conosciamo che sono partiti alle 17:30 per la 6 ore individuale (tra questi: Elena Cifali, Salvo Piccione, Salvo Crudo, Michele D'Arrigo) incuranti della calura, con l'intento - non dichiarato a parole - di dimostrare, divertendosi, che i limiti sono solo mentali e non fisici.
Altra immagine impressionante è stata quella dello stile di corsa da gazzella di campionesse come Tatiana Betta e Graziella Bonanno che corrono accanto ad un runner tutto "scicatu "(come dichiarato da lui stesso) Carlo Platania.
E' incredibile come questo sport possa accomunare persone talmente diverse che condividono la stessa passione.
Altra emozione grande è stata il via di Ivan Messina (1° staffettista) che con una spinta di braccia e schiena ha fatto impennare quasi fino al ribaltamento il suo "bolide": l'unico che ha corso con la carrozzina olimpionica e che è riuscito a dare un ritmo alla gara davvero impressionante percorrendo in 1:12 25,293 km.
Il sole cala e la frescura serale ci raggiunge ed intanto si susseguono i cambi degli staffettisti. Un piccolo problema tecnico stoppa Giuseppe Garaffo che, in qualche modo, aiutato da me e dai nostri terapisti, si riesce a sistemare e a far partire in tempo.
Poi tocca a me: ecco sono pronto!
Salto sulla mia handbike e mia moglie, immancabile, mi aiuta a sistemare le gambe; il mio cuore già va a duemila. Mi raccomanda come una mamma premurosa di andare piano, dicendomi che mi devo solo divertire.
OK, le dico e via si parte!
La fresca aria sbatte e accarezza il mio volto come la mano di un bambino.
La luna mi guarda da lassù.
I miei compagni mi incitano giro su giro e, accanto a me, corrono i miei fratelli runner: ascoltare il suono dei loro passi mi fa tornare in mente la fatiche e i divertimenti passati insieme a loro.
Sembra solo un minuto ed é gia passata mezz'ora.
Le mie braccia girano alla grande.
L'asfalto e molto scorrevole e ho preso un buon ritmo.
Spero di tenere.
Penso che sono alla prima esperienza. Ho solo qualche allenamento di poco conto e spero che i muscoli piccoli delle mie braccia non si irrigidiscano, costringendomi a dover rallentare.
Ed eccoli sono loro, SuperElena e Salvo Crudo stremati dalla stanchezza, ma sono lì che corrono accanto a me.
Finalmente ci sono riuscito grazie anche alla promessa fatta a loro che, al più presto, saremmo tornati a correre assieme.
Tutto fila liscio come l'olio guardo il mio Garmin ed giaà passata la 1^ ora.
Le mie braccia hanno tenuto.
Allora, via!
Cambio rapporto e cerco di fare una bella progressione negli ultimi 12 minuti.
E poi è fatta!
Ecco lo sparo.
Gara finita. Tutti a mangiare e via al pasta party con grigliata finale, seguito dalle premiazioni.
Pochi minuti per caricare l'Handybike in macchina e si va a dormire.
Ormai il nuovo giorno è iniziato e tra poche ore si parte per la Ragusa-Modica-Scicli .
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