E, prima della gran corsa, una singolar tenzone con lo gran spadone templare... ovvero con la gran durlindana... Due titolari di MPI italiana di specialità diverse (24 ore e 12 ore su strada) si misurano a fil di spada, ma senza spargimento di sangue, solo con molte risate...
Alla vigilia della 6 ore dei Templari, Ivan Cudin, titolare della Migliore Prestazione Italiana 24 ore su strada (conseguita al Mondiale di specialità 2010, a Brive-Le-Gaillarde, Francia) e Boris Bakmaz, titolare ancora imbattutto dopo quasi 30 della MPI 12 ore su strada, durante il tradizionale pasta-party, all'interno delle mura dell'antica Badia, in cui chi vuole può indossare il costume templare o altri indumenti storici dal spadorn medievale, si sono sfidati (per gioco, s'intende) a singolar tenzone con lo spadone templare e con gran visibilio e divertimento di tutti i presenti...
Se questo spadone non aveva un gran filo sul suo taglio, tuttavia era pesantissimo e dotato d'una temibile punta: una vera e propria durlindana degla dell'Orlando Furioso!
Boris: Avanti, Ivan, dobbiamo anche fare i movimenti. Non possiamo stare sempre fermi in un'unica posizione. In guardia!
Ivan: No, è meglio di no! Questa spada è molto pericolosa.
Alla fine ha avuto il sopravvento il principio di precauzione predicato da Ivan.
Meglio lottare gareggiando on the road, a chi fa più chilometri.
Però, lode a loro che - per la coreografia, ci hanno provato, con graqn divertimento di tutti.
La spada l'ho personalmente soppesata, per verificarne le potenzialità come strumento di offesa: caspita, se non era pesante!
Durlindana, Durindana, Durindarda, Durendala o Durendal è, secondo la tradizione del ciclo carolingio, la spada di Orlando, paladino del re dei franchi Carlo Magno. La leggenda vuole che la spada fosse stata donata a Orlando proprio dal sovrano. Invece, nello Orlando Furioso di Ludovico Ariosto si dice che sarebbe stata data al cavaliere da Malagigi (Maugris) e che sarebbe un tempo appartenuta a Ettore di Troia (tuttavia non c'è menzione del nome della spada nell'Iliade).
Nella Chanson de Roland , si narra che il conte tentò di distruggere la spada per evitare che cadesse in mani saracene dopo l'agguato di Roncisvalle, generando con l'impatto la cosiddetta Breccia di Orlando, nei Pirenei.
Durlindana, però, non si ruppe e allora Orlando la lanciò in un fiume avvelenato. Secondo il folclore, la spada esisterebbe ancora e sarebbe conservata a Rocamadour, in Francia.
Il termine, d'etimologia sconosciuta, parrebbe derivare dal latino durus (duro) oppure, secondo il dizionario Hoepli di Aldo Gabrielli, essere una forma alternativa di "d'Orlandana, (spada) di Orlando".
E se volete un po' divertirvi leggete questa mia composizione, a cui vi rimando...


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