Prosegue l'impresa di Battista Marchesi, l "Runners Bergamo che non si ferma mai". Ha già superato la boa dei 1500 km e continua metodico nella sua corsa, applicando a se stesso una ferrea disciplina, mettendosi in moto alle 4.00 del mattino dopo una frugale colazione. Ogni giorno, dopo il rodaggio iniziale, Battista si è attestato su di una media di 75 chilometri percorsi.
"Tista" si muove su di un circuito di alcuni chilometri, tuttavia grazie alle visualizzazioni sulla mappa stradale, lo si può già vedere giunto da Lovere sino a Cosenza.
Di seguito il nuovo racconto di Vitaliano Grassi che, per almeno un giorno alla settimana, lo segue con dedizione amicale nella sua corsa.
Questo è il resoconto del 10 maggio
Niente ferie per Tista, il Runner Bergamo che non si ferma mai. il rodaggio ormai è terminato,la messa a punto del motore è eccellente, il controllo della “pressione” è normale, questi i presupposti che convincono il pilota a proseguire deciso, verso quella meta ancora lontana che vede solo nella sua fantasia.
“Mille e cento km sono stati tolti dal mio zaino, ora me lo sento più leggero” - puntualizza il nostro Tista, aggiungendo - Sono arrivato finalmente a Cosenza da Lovere, è un piccolo risultato, ma ritengo necessario utilizzare questi riferimenti per non trovarmi come un naufrago in mezzo al mare.”
Una giornata come tante... Una giornata densa di avvenimenti , dagli incontri curiosi, agli amici desiderosi di fare gli accompagnatori anche per pochi chilometri. Dalla fredda mattina al caldo pomeridiano, anche oggi la nostra corona del rosario è stata utilizzata quasi due volte , perché sono stati sgranati… -76 km- . Non sono mancati momenti difficili, tuttavia questi ormai non vengono più considerati come tali, perché rientrano come fattori normali nel nostro calendario giornaliero.
La colazione. Una scodella di latte e cereali, sono il primo pensiero e il giusto carburante per iniziare la giornata, dichiara il nostro atleta leggermente assonnato, (e chi non lo sarebbe a quest’ora). Solo per la colazione si concede una “seduta” poiché durante la giornata, i frequenti spuntini saranno consumati sempre in piedi. Nel suo “ristorante” le sedie sono state eliminate. Lui ha le sue regole ormai consolidate e sperimentate, quindi non si cura di quello che “...gli altri dicono...” Se qualcuno dice che il latte non va prima della corsa, lui risponde che non potrebbe farne a meno, al suo “pastolotto” non vuole rinunciare.
Non è più una novità l’orario della partenza (anche se presto ci saranno delle variazioni). Un’altra novità invece è giunta per la prima volta a tre minuti dal via; arriva un messaggio: fermi tutti, chi sarà mai? Tranquilli, non è successo niente, è quel settantacinquenne di Chiari che svegliatosi apposta, vuole essere idealmente con i partenti per dimostrare che lui è uno dei tanti che ha puntato la sveglia per “essere vicino”.
Il tempo di crogiolarsi per il gradito incitamento e, senza perdere altro tempo, Io e Vincenzo scortiamo il prode Tista che non ha bisogno di essere stimolato; è già in fondo alla strada, dobbiamo rincorrerlo per non perderlo di vista. Se ti fermi per qualsiasi ragione, lui non aspetta, non può aspettare i comodi degli altri, ha altro a cui pensare. Anche se non si porta la torcia elettrica, per lui non è un problema, dice che il buio preferisce penetrarlo solo con gli occhi.
L’attesa. A Ponte Barcotto ci attende un giovane coraggioso, Cristiano Mariolini di Boario, nonostante debba recarsi al lavoro in mattinata, non rinuncia alla nostra compagnia, almeno sino al Archeopark di Boario.
Dopo aver abbandonato il fiume con le sue acque addormentate, verso le 6,30 in località Montecchio, ci saluta dal suo balcone il “sior Mario” che tutte le mattine è lì ad aspettare… Stamane però Tista lo vuole ringraziare per la sua costanza e lo chiama: ”...scendi, vieni, corri, voglio stringerti la mano, anche solo un attimo". Non se lo fa ripetere, lo sa che sono disponibili solo pochi secondi, il tempo di fare una fotografia e via. Vuole però approfittare per raccontare a Tista che è rimasto solo, che lei ,se ne è andata cinque anni fa. Si stringono forte la mano, non si ha il tempo di dirgli:coraggio! La stretta di mano è sufficiente per capirsi al volo.
Si è precipitato sul suo balcone, continua a salutare, domani sarà sempre lì ad aspettare,quella stretta di mano che per un attimo è servita a mitigare la sua tristezza … non la potrà dimenticare.
Marchesi, è convinto che senza il supporto di certe emozioni, non arriverebbe da nessuna parte, di questi momenti lui ne fa tesoro e se li conserva come cimeli. Si arrabbia quando saluta chi incontra e non riceve risposta. Questa è l’unica sua energia che non vuole risparmiare.
Trascorrono ancora venti minuti,, Vincenzo e Cristiano ci lasciano, il lavoro li chiama e loro devono obbedire.
Intanto il suo amore per gli animale è una costante che non nasconde, è un modo come un altro per distrarmi, ammette lui convinto , “...sono tante le ore che devo trascorrere nei boschi, e quindi è normale che cerchi qualsiasi appiglio". Che pensi un domani di ritirarsi in qualche fattoria quando avrà appeso le scarpe al chiodo? Questo lo pensiamo noi, lui non ne vuole nemmeno parlare.
Tista: dalle loro espressioni si comprende che sembrano incuriositi dalla vicinanza di questo signore.
Confidenze curiose. Rimaniamo soli, ci siamo abituati,ne approfitto per porgergli alcune domande.
"Giovanotto - gli dico in tono scherzoso - Ieri sera hai per caso visto Star Trek, il film di fantascienza trasmesso tempo fa”?
“No, - mi risponde con tono serioso - quei film non mi piacciono affatto".
“Ho visto le tue orecchie coperte dai cerotti, ecco perché l’ho pensato, mi sembri un “umano del futuro”.
“Guarda che i cerotti li mettono anche ai cani per ragioni estetiche quando gli tagliano le orecchie e, nessuno si meraviglia.”
“Certo, ma tu non sei un cane.”
“Allora se non sono un “umano del futuro” e nemmeno un cane, sono solo un uomo quasi normale che si appiccica i cerotti per non scottarsi le proprie orecchie.”
Tutto questo però non basta, si dimentica di dire come mai indossa quel berretto come fanno gli “sfigati”. E’ buffo vederlo, con la visiera spostata per ombreggiare sempre quelle “orecchie” che alla vista del sole … arrossiscono per la vergogna.
Intanto si arriva in piazza a Cividate Camuno e, si decide di entrare in un bar. Non si chiede la birra ma solo un caffè. La barista si volta e, senza sapere di suscitare la nostra ilarità chiede:”Un caffè normale”?
Ci guardiamo in faccia e, a stento, tratteniamo una risata, forse ha capito che… normali non siamo. Lasciamo l’obolo e ce ne andiamo alla svelta, non possiamo certo dare spiegazioni.
Ci avviciniamo all’ora di pranzo, ma per noi quando la campana suona mezzogiorno è come se fosse mezzanotte. Iniziano i primi arrivi, amici che ci faranno compagnia.
Raffaele Bianchi di Costa Volpino ci vuole scortare per alcuni km e ci racconta: l’altro giorno ho seguito il Tista correndo con lui per alcune ore, è stata durissima,oggi ho creduto bene di venire in bici … va meglio; sono stato comunque contento di stare al suo fianco per una esperienza davvero incredibile.
Arriva anche Angelo, ormai diventato un veterano con la Moglie Vittoria.
Ci aspettano pure incuranti del vento che mitiga la forte calura, un gruppetto di pensionati di Gratacasolo, che seduti a ridosso degli alberi non si accontentano di salutarci ,vogliono essere immortalati, e per Tista è un attimo di sollievo; non è un robot, un attimo di frescura con quei simpatici vecchietti non può che dargli la carica, inoltre … per lui questi momenti sono la vera linfa di cui non vuole farne a meno.
Non si è dimenticato neppure il Facchinetti di venirci incontro,quasi tutti i giorni non vuole mancare a questo appuntamento con l’amico di vecchia data.
Sono quasi le 15, accompagnati dal sole arriviamo a destinazione, ad aspettarci con la sua bici ci attende Ivan, che appena ci scorge, dalla sua espressione pare abbia visto due extraterrestri ed esclama sorridendo: “ho percorso solo alcuni chilometri,il sole era troppo forte e non volevo ridurmi come voi … abbrustoliti.
Fine. La giornata, una come tante, è terminata. Ha lasciato in mezzo ai boschi solo due unghie dei suoi alluci; “ricresceranno,” sorride velatamente Marchesi; un piccolo prezzo da pagare che non pregiudicherà la prossima uscita, conferma Stefano Punzo, uno dei suoi massaggiatori.
Curiosità. Tista aveva promesso la descrizione delle sue calze e delle scarpe; si riserva invece di collaudarle ancora, per comunicare dati più precisi, anche se da subito ha avuto degli ottimi riscontri.
INVITO. Naturalmente sono invitati tutti coloro che vogliono accompagnare Tista anche per pochi km, bambini e nonni compresi. L’invito è esteso naturalmente anche agli scettici come il Mauri, che nei commenti nella sezione Ultramaratone di www.podisti.net ha lamentato delle legittime perplessità sulle prestazioni di Battista Marchesi. E’ invitato naturalmente, pur rispettando il suo punto di vista, a venire con noi una mattina, dalle ore 4 e per tutto il percorso dei 75 km. Potrà alla fine redigere una valutazione obiettiva, dopo aver collaudato l’ esperienza in prima persona, che sarà sicuramente diversa da come ha potuto interpretare leggendo dagli organi di stampa.


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