A caldo, una riflessione generale di Valerio Fatatis sui risultati conseguiti dalla delegazione azzurra al campionato del Mondo 100 km che si è svolto a Winschoten (NED), lo scorso 10 settembre.
Oggettivamente la gara di Winschoten è stata difficile per via delle condizioni atmosferiche: infatti, dopo le giornate piovose dei giorni precedenti, la temperatura s'è innalzata improvvisamente, giungendo presto attorno alle 12.00 ai 26°, con un conseguente alto tasso di umidità.
Ma, di per sè, il fatto metereologico non giustifica l'esiguità dei risultati dell'intera delegazione (ad eccezione della splendida prestazione del nostro fuoriclasse Calcaterra che, semmai, nel confronto, fa più acutamente avvertire la differenza rispetto a tutti gli altri).
Le difficili condizioni meteo ci sono state per tutti: ma le squadre vincenti (quelle che poi sono salite sul podio mondiale ed europeo) non ci sono salite per caso o per pura fortuna: hanno evidentemente mostrato di possedere quel "qualcosina" in più" in termini di grinta, di sopportazione del disagio, di abnegazione alla causa, di spirito di squadra, che poi alla fine fa la differenza.
Aggiungiamo qui che, osservando gli eventi dall'esterno, si può notare che soprattutto nei primi giri, le squadre che poi sono emerse alla fine, hanno fatto nei primi giri pù gioco di squadra, tenendosi compatti in gruppetti di tre-quattro atleti, in modo tale da creare in questo modo una forma di supporto e di controllo sulle reciproche andature.
Ed ecco di seguito l'interessante commento di Valerio Fatatis,.
(Valerio Fatatis) Come ogni 12 mesi, 52 settimane o 365 giorni che siano..., immancabile è l'appuntamento con la competizione "regina" fra tutte, il Campionato del Mondo di specialità, la 100 Km su strada!
L'Italia tra le tante nazioni partecipanti, inconfondibilmente si è sempre "contraddistinta" per i risultati ottenuti, questi sia a livello "individuale" che di "squadra", confermando inequivocabilmente il "talento" dei propri atleti e la "governance" dell'organizzazione, un connubio capace di "scagliare... letteralmente" la nazionale ai massimi vertici, facendo "brillare" d'intensa emozione, quelle "timide ed intime sensazioni..." che ogni ultramaratoneta "custodisce" nel suo cuore!
Quest'ultima edizione..., e non unica occasione, non è riuscita ad "armonizzare" la giusta melodia, qualcosa ha "stonato"!
Facile e scontato, col senno di poi, tranne conclusioni..., ma credo che riflettere, serva a comprendere!
Inutile soffermarsi sul "GIORGIO super star", il quale raggiungendo il più alto scalino del podio iridato, ha confermato il suo perfetto "e ben ritrovato" stato di forma, dopo una stagione volta al "recupero" dall'infortunio che lo ha bloccato per mesi..., raggiungendo quello "smalto" capace di farlo "sfrecciare" alla 39° edizione del Passatore come un treno... (passaggio al 50° km: 3h08'), inanellando la sua 6° vittoria consecutiva (un'altro dei suoi tanti primati!).
Credo che l'evento di cui trattiamo, meriti tutta la più "scrupolosa ed attenta" pianificazione in termini di:
- Calendario delle gare di ultramaratona previste nel corso della stagione
- Costanza nella partecipazione alle manifestazioni di Endurance
- Polivalenza dell'atleta nel cimentarsi su diversi terreni (pista, strada e sterrato)
- Verifica dell'esito in termni assoluti (partenza ed arrivo!) alle stesse
- Puntuali momenti di verifica dello stato "psico-fisico" lungo l'intera stagione
- Multi-disciplinarità (in ordine chilometrico: 50 km, 6 ore, 100 km, 12O ore, 24 ore), poichè ognuna di esse offrirà una sua "specifica metrica e relativi indici/valori", dove solo la "summa" può davvero con buona approssimazione..., tracciare lo "stato di forma" di un atleta!
- Migliori tempi raggiunti nelle diverse discipline.
In ultimo, inserirei la "discrezionalità" sulle ipotetiche scelte..., ma solo laddove ci sia stata dapprima una "stagione attiva ed operosa" dell'atleta, una costanza che garantisca un forte stato "motivazionale" e allo stesso tempo una buona capacità di recupero, ovviamente poi dei "crono" compatibili, con le soglie di competitività rispetto agli avversari in campo!
Mi permetto poi di estendere quanto sopra, al circuito Gran Prix di ultramaratona, che dovrebbe a mio parere rappresentare "lo strumento per eccellenza!", capace di realizzare tutto ciò, configurandosi nel modo migliore per racchiudere in sè "la massima espressione" della competitività dell'ENDURANCE ITALIANA, punto di riferimento per tutto il movimento, dove riunire ed esaltare tutti gli ultramaratoneti che ne prederanno parte..., una "scuola sul campo", densa di tutti quegli aspetti che spesso si "disperdono al vento!".
In questo 2011, posso affermare con piena e totale convinzione, che Ivan Cudin sia stato il "simbolo" di quanto sopra esposto, presente, versatile e talentuoso, dagli ottimi risultati (considerando le specifiche attitudini di ognuno di noi!) partecipando puntualmente alle 100 Km, alle 6 ore, alla 9 Colli running (oltre 200 km tutti d'un fiato!)..., dalla grande "motivazione", oltremodo "testata a fondo..." da eventi personali "non felici", che non lo hanno sicuramente agevolato in questa stagione!
Questo per dire che: "SI PUO'", ed Ivan ne è la testimonianza!
Se vogliamo che il nostro movimento cresca, dobbiamo approcciare in maniera "sistemica" a molti degli aspetti che regolano e confiugrano il sistema!
Cè molto da fare, ma a questo siamo pronti!
Buone corse a tutti
Valerio Fatatis
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