Carmine Silvagni ha partecipato alla 100 km open nel contesto della 100 km di Seregno che ha ospitato il 22 aprile 2012 il campionato del Mondo Iau (+ Europeo) 100 km 2012.
Ha completato la distanza in 9h50'46.
Eccol il suo racconto.
(Carmine Silvagni) “Ritrovo ore 6.00 – Partenza ore 8.30 – tempo massimo 14 ore” detta così non sembra neanche una gran cosa. Ci si ritrova. Si parte. Si arriva entro 14 ore. Tutto qua. In piedi alle 5.50, mentre mi preparo alla partenza , mi rendo conto che tra la partenza e l’arrivo ci sono 100 km di corsa…. 100.000 passi, dieci ore trotterellando e con questa pioggerellina sulla testa.
“Ma che cosa ci faccio qui?” mentre passo tempo con i miei pensieri, lo vedo: Giorgio Calcaterra (Re Giorgio). Il Campione. Il solo fatto di essere qui giustifica e ripaga la futura fatica.
A leggere gli articoli di “quelli che corrono” la corsa è una gara solo con se stessi. Bah! Io corro per divertimento, ma se negassi il sottile gusto di vedere l’espressione di chi si è beccato un paio di minuti, da me… mentirei… Programmo il mio gps… Tempo previsto: 10 ore!
Sono già le 8.30, “mi griglio” ed è quasi ora di andare. Toh!! Mi sono posizionato alla buona, ma nel mirino c’è il “tempo”…"Mica vorrai fare la gara su di lui!" …"E se pure fosse?…”
Pronti, via! Andato
Le sensazioni sono buone, il passo c’è!
Nel correre devi trovarti motivazioni, motivazioni intrinseche (legate al piacere di sentirsi capaci), ma anche motivazioni estrinseche (legate a fattori esterni)... e mi viene in mente la faccia di Albino, arieccolo!!! Il sorrisetto… (lui è una motivazione estrinseca!).
L’ho detto a lui, l’ho scritto anche su Facebook, mancavano solo i cartelloni, mo' devo spinge!!
E poi in quell’angolo dello studio, il diplomino e la medaglietta farebbero proprio una gran bella figura.
10 km. Fin qua tutto ok. Guardo il tempo, controllo il gps, faccio i soliti due o tre calcoli e continuo.
Ad ogni ristoro bevo acqua e un bicchiere di coca cola.
La faccia di Albino oramai è come un'icona celeste, un po’ come l’Arcangelo Gabriele di Fantozzi.
Primo giro fatto. Altri quattro
Il secondo giro mi serve da ricognizione, sono stranamente concentrato e cerco di memorizzare le salite e le asperità del percorso. Faccio tutto il secondo giro senza crisi né fastidi.
Verso il 45° km mi rendo conto che sto tirando e passo dall’inconsapevolezza al timore di esagerare… Nel frattempo sento sfrecciare un missile terra-aria che arriva verso di me…. Calcaterra ...spaventoso… ad un ritmo impressionante… Fantastico!
Ai 50 km faccio un check del tempo: 4h37' …zzo! Troppo veloce… e penso ai preziosi consigli del mio Mentore Denis… Rallento di colpo… Ad un certo punto tutto cambia... Anche il tempo… ecco uscire il sole…
Mi rendo conto di aver assunto l’espressione tipica: le sopracciglia sollevate, gli occhi a “mezza chiusa” e chi mi conosce sa… E' competizione… inizia la sfida… la sfida con me stesso… La sfida con il tempo!
Al 70° km ho la sensazione che il mio corpo sia passato attraverso un muro di pietra e sia uscito dall’altra parte…. mi rendo conto di essere libero: ormai la stanchezza non è più un problema.
Anche il comitato rivoluzionario dei muscoli, che prima era insorto, ora rinuncia alla protesta. Accetta senza fiatare la spossatezza, uno sviluppo rivoluzionario (Murakami Haruki, L'arte di correre).
Ho bisogno di Coca cola….
Intorno all’80° km raggiungo Eduardo, un amico, grande ultramaratoneta, con il quale ho percorso molti chilometri, seguendo i suoi preziosi consigli. Mi incita, mi da le ultime indicazioni per abbattere il muro delle 10 ore.
Prendo il ritmo di una donna che porta un buon passo e la seguo. Di tanto in tanto le rivolgo qualche parola… Ma lei non risponde. Perdo la pazienza e, allungando il passo infastidito, vado via. Solo al traguardo mi renderò conto che non parlava italiano: era della Repubblica ceca.
All’ultimo giro mancano “solo” 20 km. Guardo il mio orologio. I soliti due calcoli e via. Lancio uno sguardo verso il pubblico e noto un ragazzo con una birra in mano…(carboidrati...). Mi avvicino e chiedo la cortesia di offrirmene un po' ... Lui di contro “Oh, testina, corri e non rompere i maroni”… Ma Milan, l'è on gran Milan….
Coda tra le gambe, gambe in spalla e si riparte!
Al 90° km sento una forte scossa di adrenalina, il mio cuore si espande e si contrae a velocità regolare i polmoni portano nel mio corpo nuovo ossigeno. Sì, mancano 10 km è finita! 95, 96, 97. Ed è qui che incontro il mitico Enrico Vedilei che mi dice Forza Opoa, Forza Abbruzzo! La distanza ce l’hai dentro!
Mi da una carica tale che mi trasformo in un toro imbizzarrito. Gli ultimi tre chilometri si rivelano una passerrella: 98, 99 e, ultimi, 300 metri prima di passare sotto l’arco gonfiabile del traguardo in mezzo alla gente che mi incita a squarciagola e sono 100 tondi, sì! Proprio 100 chilometri, percorsi in 9h50'46".
Sento lo speaker che urla il mio nome e dice Italia!
Quando senti pronunciare Italia seguita dal boato di migliaia di persone, vengono i brividi! Inizio a salutare con la mano, come fosse un tergicristallo sulla posizione lenta.
Giunto al traguardo mi dirigo verso il ristoro ed incontro il campione Alberico Di Cecco, il quale mi guarda e mi dice: "Complimenti, bella prestazione"!
Non sto più nella pelle!!
Il mio amico Gabriele che mi ha visto arrivare, mi dice che ero fresco come una rosa ….
Ma l’inesorabile trasformazione in uomo di pietra (come quello dei Fantastici 4) si è ormai innescata e tra la consegna della medaglia e il raggiungimento dell’auto inizia il calvario. Trascino le gambe marmoree assumendo la camminata di un trampoliere, mentre la voce di un bimbo chiede “Mamma mamma c’è il circo?”
Tutto felice mi riguardo la medagliona appesa al collo e penso 9 ore 50 minuti 46 secondi, le ho corse io!!!!


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