Un grazie sentito a Carmelo Santoro, pilastro dell'organizzazione dell'Etnatrail (che, promosso dal "Gruppo sportivo Ecotrail di Linguaglossa", si svolgerà il 4 agosto 2013). In modo particolare, Carmelo Santoro mi ha accompagnato con il quad dal punto di partenza a Marina di Cottone sino a Linguaglosssa, in tempo utile per saltare sulla mia auto e da lì salire sino a Piano Provenzana.
Ma, a parte questo, Carmelo Santoro per tutta la durata della gara ha svolto un lavoro encomiabile, prodigandosi poi per accompagnare gli atleti che man mano ridiscendevano con i mezzi messi a disposizione dalla vetta sino a Piano Provenzana, al Rifugio di Piano Conca, dove era allestito uno splendido pasta-party in uno scenario altrettanto incantevole.
La logistica della Supermaratona dell'Etna è complessa e, sia per l'assistenza agli atleti in corso di gara, sia per loro movimentazione, richiede molti mezzi motorizzati e tanto personale volontario che si renda disponibile.
Carmelo Santoro, come rappresentante del suo gruppo podistico e organizzatore dell'EtnaTraill si è messo generosamente a disposizione, rinunciando a partecipare alla gara con gli altri rappresentanti della sua compagine (che è risultato il secondo gruppo podistico più numeroso dopo il Panormus Bike Team and Trail).
Sarebbe stato bello se, al termine della gara, in occasione della cerimonia delle premiazioni, alla presenza di dignitari ed autorità, gli organizzatori nell'esprimere i loro ringraziamenti ai volontari che avevano contribuito al successo dell'organizzazione, avessero speso per Carmelo Santoro qualche parola in più: Carmelo si sarebbe meritato anche solo poche parole come rappresentante di punta di un gruppo podistico locale che è riuscito a creare, praticamente dal nulla, una gara trail sempre più apprezzata ed in netta crescita che, quasi sicuramente, nell'edizione 2014 verrà proposta nella distanza lunga di 60 km.
Carmelo Santoro: "Ho cercato di essere utile all'organizzazione... Io amo la mia terra e sono sicuro che una mano locale possa essere utile, sia per i modi ospitali che abbiamo, sia per la conoscenza dei luoghi, ma anche per cercare di far capire a chi viene da fuori che qui c'è della bella gente che lavora per il bene della comunità, anche se questo purtroppo non viene capito da chi ha altre usanze e altre tradizioni...".
Gli organizzatori della Supermaratona dell'Etna, appartenenti come è noto alla compagine "Unione Sportiva Mario Tosi" di Tarvisio sono super-efficienti e, nel corso degli anni, sono riusciti a far crescere la loro gara in modo davvero encomiabile. L'unica cosa che, bonariamente, si può rimproverar loro è il fatto di mantenere il piano organizzativo della gara un po' avuso dalla realtà locale.
E' come se impiantassero il loro tendone, con tanto di circo e burattini, in un contesto che non è il loro, se facessero il loro spettacolo e poi se ne andassero senza lasciare traccia, come i circhi itneranti di un tempo.
Sarebbe molto più bello - e significativo - se invece cercassero di mettere radici nella realtà di Linguaglossa, creando legami, stabili cooperazioni, joint venture.
Per esempio, considerando che il Sindaco di Tarvisio è stato negli ultimi anni presente alla manifestazione, in occasione della quale ha sportivamente percorso alcuni chilometri, partendo da Piano Provenzana per arrivare al traguardo dei 3000 metri di quota, perchè non immaginare qualche forma di gemellaggio tra il Comune di Linguaglossa e quello di Tarvisio?
Perchè non coinvolgere più direttamente ed in forma diretta degli organizzatori locali con la creazione di un "Comitato organizzatore" che sia anche rappresentativo delle realtà locali?
Se non si dovesse procedere in questa direzione - e i modi possibili sarebbero tanti - si corre il rischio di far rimanere questa manifestazione - senza nulla voler togliere al suo fascino e al perfetto funzionamento della sua macchina organizzativa - come perfetto esempio di una forma non pienamente condivisibile di "colonialismo" sportivo.
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