Il 4 Settembre 2011, a cura del Coordinamento Palermo Ciclabile avrà luogo una Ciclo-escursione treno+bici. ai “Laghetti di Marinello” Tindari (ME). Una "classica" gita che Coordinamento Palermo Ciclabile organizza ogni anno.
La riserva è nata nel 1998 ed affidata alla Provincia Regionale di Messina. Si estende su una superficie di circa 378 ettari ed è una delle poche aree costiere della Sicilia nord-orientale ancora in buono stato di conservazione e la cui peculiarità è quella di contenere in una così ristretta porzione di territorio una notevole quantità di ambienti. Si passa infatti dalle sabbie marine costiere agli ambienti lacustri salmastri, ai ripidi pendii ed alle rupi a strapiombo sul mare. Il ritorno è previsto alle ore 19:04 dalla stazione di Oliveri-Tindari e l’arrivo a Palermo alle ore 22:00 con cambio a S.Agata. | Quote di partecipazione | |
| Soci adulti | €17.50 |
| Soci ragazzi | €10.40 |
| Non soci adulti | €25.00 |
| Non soci ragazzi | |
La buona riuscita della ciclo escursione dipende dalla partecipazione responsabile degli iscritti e dallo spirito di collaborazione con gli accompagnatori, che sono volontari dell’associazione. Si ricorda a tutti i partecipanti che è sempre obbligatorio il rispetto delle norme del Codice della strada, e che prudenza e buon senso aiutano a prevenire incidenti. Apparati di sicurezza attiva e passiva (freni, luci e catadiottri) devono essere presenti e in condizioni di efficienza. L’uso del casco, anche quando non obbligatorio, è sempre raccomandato. Il presente programma non costituisce iniziativa turistica organizzata né attività sportiva, bensì attività sociale ricreativa – ambientale svolta per il raggiungimento degli scopi statutari dell’associazione.
I laghetti di Marinello di Tindari. Ai piedi del promontorio di Tindari si trova la caratteristica laguna dei "laghetti di Marinello" che insieme al laghi di Ganzirri costituiscono gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero presenti nella Sicilia nord orientale. La formazione dell'area lagunare risale a circa 100 anni or sono, tra il 1865 e il 1895, a causa di particolari processi tettonici ed anche alle singolari condizioni meteo-marine presenti lungo questa fascia di costa. L'area lagunare si trova all'interno della "Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello" istituita nel 1998 e gestita dalla Provincia Regionale di Messina. All'interno della Riserva , che si estende per circa 380 ettari, è presente una notevole varietà di ambienti: si passa infatti dagli ambienti lacustri salmastri alle sabbie marine costiere, ai ripidi pendii e alle zone a strapiombo sul mare. È presente anche un'incantevole cavità naturale: la Grotta di Donna Villa, difficilmente raggiungibile perché a strapiombo sul mare, all'interno della quale si trovano formazioni di stalattiti, stalagmiti e colonne.
Gli anziani di Tindari raccontano che sul costone dell'omonimo promontorio vivesse, nei tempi indissolubilmente legati agli eventi mitologici di Omero, una donna meravigliosa, dalle sembianze celestiali e dal corpo così perfetto e armonioso che nessuno poteva resistere alla voglia di avvicinarlo e, se possibile, accarezzarlo. La donna viveva da sola e in assoluta riservatezza. La sua abitazione era costituita da una grotta scavata nel costone roccioso a circa 70 metri sul livello del mare e, su questo, quasi a picco. Avvicinarsi alla donna non era facile: da terra la grotta era ed è inaccessibile; da mare doveva scalarsi una parete quasi verticale. Non a caso, però, il sito era così protetto: era proprio la donna che sceglieva gli uomini dai quali farsi avvicinare ed amare. Secondo la leggenda, Circe non era la sola maga che riusciva ad incantare ed attirare i marinai con il suo canto ammaliatore. A Tindari ne viveva un'altra.
La chiamavano: "Donna Villa". Questa donna sceglieva gli uomini con lo stesso sistema di Circe; una volta attiratili nella grotta, li soggiogava a tal punto che essi perdevano il lume dell'intelletto. Molto spesso, poche ore d'amore costavano ai malcapitati tutte le loro fortune e la vita. Donna Villa, infatti, uccideva le sue vittime, dopo averne fatto l'uso che voleva. Quando il suo canto non riusciva ad ammaliare l'ignaro navigante, si sfogava infilando le proprie dita nelle pareti rocciose della grotta, lasciando l'impronta delle sue unghie.
Per approfondimenti
Vedi anche questo link (www.siciliaparchi.com)
Oppure questo (www.sicilianatura.org)
Per la descrizione della grotta
Coordinamento Palermo Ciclabile - FIAB
http://www.palermociclabile.
palermociclabile@yahoo.it
scrivi un commento …


Perchè ho dato alla mia pagina questo titolo?
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho
creato, con titolo simile ("








