C'è chi corre per il risultato cronometrico, c'è chi corre per la sfida in sé (e non importa in quale posizione arrivi), c'è infine chi corre all'insegna del "famolo strano".
Come è il caso recente del podista che, alla 6 ore dei Templari, ha corso per sei ore tenendo un pallone da Rugby sotto il braccio o la nostra Marinella Satta che ha ottenuto l'iscrizione nel Guiness dei primati, per aver corso una maratona (a Torino) palleggiando per tutta la via con un pallone da Basket.
Sono tanti quelli che corrono a piedi scalzi, emuli de "L'uomo chiamato cavallo" oppure de "Il maratoneta", come è il caso di Francesco Arone che ha corso la 100 km 2011 di Seregno a piedi nudi, sotto le 12.00 ore per potere iscrivere la sua prestazione nel Guinness dei Primati.
Ci sono infine quelli che, non contenti di aver corso a piedi scalzi e in "desabillé" concludono con la loro corsa con una piroetta, doppio salto mortale e, magari, con l'aggiunta di un giro di vite, per il piacere degli spettatori, com'è nel caso del podista raffigurato nella foto che, alla Maratona del Custoza, ha finito la sua gara in questo modo spettacolare, dopo aver corso in piena campagna a piedi nudi, superando tratti di sterrato e di campi concimati di fresco.
Espressioni di giubilo, piacere, vitalità, joie de vivre, gioiosità giocosa applicata alla pratica sportiva, ambizione di temprarsi a poter essere dei "rambo" se le circostanze dovessero richiederlo, ma anche il desiderio - molto umano - di lasciare una traccia e di essere ricordati.


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