Dopo i "fasti" della Torino-Roma No Stop che ha collegato la prima capitale d'Italia con l'attuale, nell'anno del Centocinquantenario, non poteva mancare l'impresa podistica da Firenze - seconda capitale d'Italia - a Roma. In questo caso non è stata disputata una gara (come nella specie della Torino-Roma), ma due podisti avventurosi contornati da un gruppo di amici che hanno dato il loro supporto volontario, hanno corso senza soste i 300 km che separano Firenze da Roma, per concludere la loro corsa sui gradini del Campifoglio.
Protagonisti della bella avventura sono stati i toscani Antonio Mammoli, azzurro della 24 ore e il suo compagno di società, il neo "uomo d'acciaio" Stefano Santarini (che, arrivando 20° assoluto, si è distinto alla Nove Colli Running 2011). I due, coadiuvati dai "soliti amici" della Croce d'oro di Prato, dalla mattina di sabato 30 luglio a lunedi 1 agosto hanno corso ininterrottamente per 300 km, per 48 ore e una volta entrati a Roma, sono passati davanti all'Altare della Patria, hanno salto le gradinate del Campidoglio per entrarvi infine stanchi, ma con il sorriso sulle labbra.
Di seguito l'articolo di Denise Quintieri.
Da Firenze a Roma no stop: l'avventura di Mammoli e Santarini. E' la nuova avventura che ha visto protagonisti un gruppo della Croce d'oro di Prato, sezione podistica, dal 30 luglio al 1 agosto: da Firenze a Roma, 300 km di corsa no-stop! Non potevano di certo esimersi dal non ricordare, nell'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, Firenze, l'altra città che è stata capitale d'Italia, prima che Roma ne divenisse la legittima sede, sia per quel che Roma ha sempre rappresentato nel mondo e perchè, ovviamente, tutto (gran parte della storia d'occidente) ha inizio da Roma!
E chi poteva portare a compimento siffatta idea? Antonio Mammoli, campione italiano della 100 km su pista (S. Giovanni in Lupatoto 2010), già azzurro della 24 ore e medaglia di bronzo europea conquistata sempre sulla medesima pista nel 2006, a studiare e mettere in pratica, ovvero correre per 300 km da Firenze a Roma. Con Antonio il suo fidato compagno di tanti allenamenti, Stefano Santarini, l'uomo che Mammoli ha portato e supportato pazientemente come un maestro fa con l'allievo prediletto, nella dura Nove Colli Running, nel maggio scorso. Antonio Mammoli e Stefano Santarini, i runner che hanno realizzato l'impresa e Renzo Chiaramonti, Gaspare Livornese, Romeo Romiti, i “soliti amici”, supporter a bordo di un mezzo messo a disposizione della Croce D'oro di Prato, al quale tutti appartengono.
L'impresa è stata presentata e patrocinata dal Comune di Firenze, giovedi 28 alla presenza dell'Assessore allo sport Nardella, che ha donato al gruppo la bandiera Italiana da portare in Campidoglio, mentre la partenza sabato mattina presto, dal famoso “biancone” di Piazza Signoria in Firenze. Il percorso in sintesi prevedeva il passaggio dal Valdarno e dall'aretino, con Foiano, sconfinando nel senese, con Chiusi e la zona di Montepulciano, poi il passaggio in Umbria, verso la Val Tiberina, fino a lambire Viterbo, il tutto durante le prime 24 ore di gara, con circa 180 km percorsi. Non è stato semplice, perchè correre in due insieme, quasi appaiati non è facile a meno che non si tratti di staffetta e questa Firenze-Roma no stop non lo era. Stefano è stato colto da crisi all'alba della domenica, ma poi - dopo un piccolo stop - qualcosa di positivo “...è scattato nella sua mente”, come egli stesso ha ammesso, e cosi s'è alzato ed ha proseguito la sua corsa, raggiungendo Antonio che, nel frattempo aveva macinato altri chilometri verso Roma. Nella giornata di domenica, dopo aver superato Castel Giorgio e tutta la provincia di Viterbo, l'avvicinamento verso Roma, raggiunta all'indomani, lunedi mattina, entrando dalla Giustiniana e arrivando poi in Piazza del Popolo e lungo il Corso, sino all'Altare della Patria e a Piazza del Campidoglio.
Persino un piccolo sasso può avere un significato infinito. Forse proprio da un sasso è cominciato un lungo cammino dell'uomo sulla terra (R.Battaglia).
E' stata davvero un'emozione condividere quest'avventura.
L'idea è venuta al gruppo dopo aver sentito dal vivo Roberto Benigni intonare l'Inno di Mameli.
La salita al Campidoglio, l'abbraccio e la foto di rito davanti alla grande statua equestre di marco Aurelio, l'entrata al Campidoglio, accolti dalla Signora Catia Paciotti, addetta all'Ufficio del cerimoniale di Roma Capitale, la quale ha offerto acqua e caffè per tutti in attesa dell'incontro con Federico Mollicone, Presidente alla cultura e sport di Roma Capitale, in una stanza attigua all'aula Giulio Cesare, dove si riunisce il Consiglio comunale di Roma. Federico Mollicone ha consegnato la medaglia di Roma Capitale ai due intrepidi Mammoli e Santarini e, dopo le foto di rito, il gruppo è tornato a casa con la consapevolezza di aver contribuito a costruire qualcosa di molto bello, splendido sotto tutti i punti di vista, un piccolo sassolino deposto in questo 150° dell'Unità nazionale.
L'entusiasmo è il più grande patrimonio che l'uomo possieda, è l'energia vitale che stimola le idee, è il sentiero che conduce al successo. Rappresenta la colonna portante attorno alla quale possiamo muoverci con libertà e creatività (R. Battaglia).
Le fatiche dei nostri eroi non sono terminate, il gruppo della Croce D'Oro con in testa Antonio Mammoli, hanno ancora altre idee e ancor più grandiose, ma per spiegarle bisogna riallacciarsi a quanto effettuato dal Mammoli e dal solito gruppo nel luglio 2009, quando con le scarpe da corsa ai piedi e la fede nel cuore, Antonio Mammoli (e soci), ha compiuto il tragitto no stop dal Santuario di Montenero (LI) a quello di Boccadirio (BO), circa 170 km di pura emozione.
In questi due anni l'idea di continuare quel binomio fede e corsa non ha mai abbandonato Antonio e soci, pertanto la nuovissima avventura, in via di definizione, si concretizzerà a settembre, da Prato a San Giovanni Rotondo, una staffetta no-stop che prevede il passaggio fra alcuni dei maggiori santuari e luoghi di culto, quali la Verna, Assisi, Pompei...
Se inseguiamo i nostri sogni con tutto il nostro cuore comprenderemo il vero significato della nostra esistenza, e quasi certamente raggiungeremo la meta che ci eravamo prefissati. (S.Bambarén, Vela Bianca)
Le foto della manifestazione si possono visualizzare a questo link
Foto RunnersperCaso
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