Antonio Caprarica, scrittore e giornalista, attualmente Dirigente delle sede RAI di Londra, racconta nel suo libro uscito recentemente (e con molta tempestività) per i tipi di Sperling&Kupfer (Oro, argento e birra) le tre Olimpiadi di Londra (1908, 1948, 2012).
Una peculiarità che Caprarica sottolinea con il solito brio: gli Inglesi sono stati gli inventori (o i codificatori) della maggior parte degli sport delle moderne olimpiadi. Il sottotitolo recita infatti: "Le Olimpiadi di Londra. I Giochi di ieri e di oggi nel Paese che ha inventato lo sport".
Le Olimpiadi del 2012 sono in qualche modo storiche perché, dopo poco più di un secolo - 104 anni - rappresentano la terza volta dei Giochi Olimpici disputati a Londra (che così raggiunge un autentico primato, poiché nessun'altra capitale ha mai ospitato per tre volte I Giochi).
1908 - Quelle del 1908 furono le prime "vere" olimpiadi moderne (che videro tra l'altro l'impresa di Dorando Pietri);
1948 - le Olimpiadi disputate nel clima austero e spartano dell'immediato dopo guerra ( e di nuovo tanti personaggi tra cui il mitico Zatopek, venuto dalle brume dell'Est);
2012 - I Giochi olimpici di una nuova sobrietà (dopo lo sfarzo inaugurale delle Olimpiadi di Pechino del 2008), con molti atleti trasformati in personaggi da copertina e da riviste patinate, divenuti testimonial di questo e quel prodotto (abbigliamento non necessariamente sportivo, cosmesi, stile di vita).
Il libro è diviso in quattro blocchi: nella prima parte si parla dell'attitudine del popolo inglese per lo sport, mentre ciascuna delle altre parti è dedicata alle Olimpiadi del 1908, del 1948 e del 2012 (quest'ultima parte, in forma ovviamente di anticipazione).
Ogni sezione del volume è ricca di aneddoti raccontati nello stile di Caprarica in modo brioso e divertente e ciò nondimeno l'Autore ci conduce in un percorso interessante che mostra cosa è rimasto identico, quali sono gli immutabili fili conduttori dei Giochi Olimpici e cosa, invece, sia cambiato.
Un libro che ogni sportivo potrebbe leggere, divertendosi ed apprendendo.
Dal risguardo di copertina. Per ben tre volte - da quando, nel 1896, si svolsero le prime Olimpiadi dell'età moderna - Londra è stata scelta come sede dei Giochi. E non a caso, sostiene l'anglofilo autore di questo libro. Infatti, se si scorre un elenco delle discipline più popolari e praticate al mondo, si scoprirà, per la maggior parte di esse, una inconfutabile genealogia inglese: calcio e baseball, tennis e ippica nascono nell'Isola, per esempio, e hockey, boxe e polo devono le loro regole ai sudditi di Sua Maestà. Per non parlare dello spirito che dovrebbe ispirare la più pura condotta agonistica e che, in tutto il mondo, si definisce con una tipica espressione anglosassone: fair play. Raccontare le edizioni londinesi dei Giochi Olimpici diventa così l'occasione per indagare la storia e le curiosità di questa passione nazionale e per rivivere le emozioni di sfide epocali: il dramma di Dorando Pietri, il garzone emiliano che nel 1908 entrò nella leggenda perdendo di un soffio la maratona ma commuovendo fino alle lacrime la regina Alessandra; la gara di tiro alla fune che, nello stesso anno, provocò quasi una guerra fra inglesi e statunitensi; l'incredibile rimonta dell'olandese Fanny Blankers-Koen che, dopo aver vinto tre medaglie d'oro, rischiò di perdere la finale della staffetta 4x100 del 1948 attardandosi a fare shopping! Le storie dei trionfi, delle cadute e delle epiche prodezze dei campioni di un tempo si susseguono con il ritmo scattante di una corsa per il podio e arrivano fino alla cronaca dei preparativi per i Giochi del 2012. Un racconto ricco di sorprese e di umorismo, che delizierà gli amanti dello sport, della Storia e della vecchia Inghilterra, con l'immancabile contorno di un inserto fotografico che completa la narrazione con gustose immagini d'epoca.