Per chiunque ami camminare, per chiunque ami il Cammino di Santiago, per chiunque si accinga a farne esperienza o l'abbia già fatta, ecco un nuovo volume che potrebbe rivelarsi una lettura appassionante. Si tratta de "La Ballata dei Pellegrini" (titolo originale: La ballade des pèlerins), edito da Sellerio (2014) in cui Edith del La Héronniere in forma di romanzo racconta una storia di pellegrini in cammino da ézelay in Borgogna verso Santiago di Compostela. Un romanzo che è anche un diario di viaggio e rapporto su di una mirabile identificazione con l'avventura dei viandanti medievali. Tra i due estremi - il rude congedo del frate («Uscite! Andate al diavolo!») nella Basilica di Vézelay in Borgogna, e il tripudio sull'altare del santo - si snoda il viaggio per Santiago di Compostella.
La traccia è quella che aprì per primo Godescalc vescovo di Le Puy, nel 950, e che, poi, innumerevoli piedi di pellegrini hanno scavato nel tempo e nella terra.
Questo libro racconta la lunga marcia di due uomini e una donna, cui si aggiunge in cammino un'altra donna.
Mette in campo le personalità dei pellegrini; e insieme le fatiche e le sofferenze, i malumori e i contrasti, che a poco a poco ma decisamente si stemperano e si annullano nella «pace», cioè nella resa al Camino de Santiago.
È la resa al camminare puro, è l'abbandono a ciò che da mille anni inesorabilmente si ripete identico. È la scoperta che i santuari, le rocce, i luoghi di sosta, gli orizzonti che si aprono improvvisi e suggestivi, le deviazioni solo apparentemente inattese, le statue dei santi, i ricoveri e gli ospizi («solo tre giorni si fermava il vagabondo, o si rischiava di non partire più. Era questo il ritmo dell'erranza»), il cibo antico, le risse tra pellegrini e con gli osti, il bastone e i piedi, e tutto quanto si manifesta al romeo nella dilatazione delle sue emozioni, sono l'umanamente eterna filastrocca, o poema o ballata, che accompagna, consola e ritma il cammino sempre uguale fino al santo che aspetta; là dove in realtà ad attendere è sempre una specie di morte. È dunque questo libro il resoconto narrativo di una mirabile identificazione, oltre il tempo e contro il tempo, con l'aventure dei viandanti medievali.


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