(Maurizio Crispi) Le brevi considerazioni che Filippo Castiglia scrive nel suo blog il 18 febbraio 2013, in riferimento ai "numeri dell'atletica" desunti da un report del 2008 licenziato dalla FIDAL, mi hanno stimolato a elaborare delle considerazioni sulla corsa e sul correre (che già mi frullavano per la testa nei giorni precedenti) e sul fatto che tanti approdano alla corsa di lunga durata (maratona ed oggi anche le ultramaratone e gli ultratrail), dopo aver praticato altri sport oppure senza averne praticato nessuno, ma anche sul motivo per cui la maggioranza delle persone che cominciano a praticare la corsa appartengano ad una fascia d'età che va dai Quaranta in su.
Ma vediamo, innanzitutto cosa scrive Filippo Castiglia (nel suo blog "Corsa y Mucho Mas", con il titolo "I numeri dell'atletica"):
Questo report del 2008 racconta dell’atletica degli ultimi anni. Sono numeri freddi che indiscutibilmente descrivono il declino dei praticanti dell’atletica leggera in età giovanile (ed attualmente si attestano intorno alle 10.000) unità) ed un contemporaneo incremento degli amatori attirati per lo più dalle discipline lunghe (maratona).
Nel nostro paese di poco meno di di 57 milioni di abitanti ci sono 30.000 persone che completano una maratona. Arrivano all’atletica dopo avere praticato tutti gli sport possibili, oppure non averne praticato nessuno. Cominciano per l’invito di un amico, per perdere peso e così prendono il “vizio”. Ottimo “vizio” se è in grado di tenera a bada i molti problemi legati alla sedentarietà. Chi è ancora scettico rispetto alla “moda” della maratona dovrebbe riflettere sul quanto sarebbe preferibile convertire tutti quelli appassionati al video poker a dedicare il loro tempo alla corsa!
E' come se, entrando nel mondo della pratica della corsa, si facesse - nella propria esistenza - un vero e proprio cambio di paradigma, come avviene nei grandi cambiamenti epocali oppure nelle scoperte scientifiche.
La più semplice è che per correre non occorrono molte cose.
Minimo investimento per il conseguimento di un massimo beneficio: in ciò la Corsa si contraddistingue come sport autenticamente "popolare" e democratico, per tutti. Il gesto della corsa scaturisce naturalmente: non 'è bisogno che nessuno te lo insegni. Semmai si tratta di ricordarselo: basta guardare il naturilissimo ed efficace gesto della corsa dei ragazzini che corrono liberi nel gioco: è la cosa che cominciano a fare naturalmente appena sono ben saldi sulle gambe. E il loro gesto è sciolto e leggero.
Poi anni di inattività e di vita sedentaria rendono questo movimento meno fluido, e bisogna recuperarlo.
Ma "fatti fummo per correre""... Non c'è alcun dubbio al riguardo.
La corsa inoltre nella cultura e nelle tradizioni di molti popoli (non occidentali) è stata uno strumento di meditazione e di estasi (vedi ad esempio la corsa rituale degli indios Tarahumara oppure quella praticati da alcuni monaci buddisti giapponesi (i Marathon Monks of Mount Hiei).Infine, la corsa - più di qualsiasi altra disciplina - offre dei miti di fondazione potenti, fortemente sedimentati nell'immaginario collettivo, dalla figura-simbolo di Filippide (emerodromo e primo maratoneta ed ultramaratoneta della storia) a quelli successivi di Dorando Pietri e di Abebe Bikila (per citare due caposaldi della mitologia della corsa).
Correndo ciascuno di noi, ogni giorno, entra nella preistoria dell'Umanità e condivide il mito della corsa, con tutte le sue successive stratificazioni.
Ma ancora...
Correre significa uscire fuori dall'ordinario e dal quotidiano (l'estasi, come ex-stasis: vedi più avanti)
Correre - anche in allenamento - significa conquistare qualcosa di nuovo che prima poteva essere per noi irragiungibile.
Correre dà risposta e soddifazione all'indomito spirito ludico che alberga dentro di noi (un allenamento anche impegnativo è come un "bel giro di giostra").
Correre è un po' come volare: la corsa ci dona leggerezza ed è estasi (nel più puro senso etimologico della parola) perchè introduce nella nostra vita - altrimenti ristagnante - un elemento di movimentazione e continui dinamismi, vitalità ed energia.
Correre è conquista quotidiana d'un appropriato assetto interiore ed è uno strumento per crescere e per superare alcune delle nostre paure più radicate.
Correre ci insegna ogni giorno qualcosa di nuovo su noi stessi.
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