Claudio Sterpin, vice-presidente della IUTA, ha preso parte alla serata di Gala proposta dagli organizzatori del Magraid. Correndo nella steppa, per fare il bilancio dell'edione 2011, per proprorre una rassegna di filmati e di foto. Di seguito le sue impressioni che si concludono con l'auspicio di un completo appoggio da parte della IUTA.
(Claudio Sterpin) Le immagini che sono state presentate nella serata (alla quale peraltro,stranamente, e secondo me quale unica lacuna, non sono intervenuti i vincitori delle classifiche finali maschile e femminile) - immagini che poi dovrebbero essere facilmente reperibili sul sito dell'organizzazione - mi hanno più che favorevolmente impressionato, soprattutto per quanto riguarda i luoghi attraversati dale tre tappe della manifestazione.
E' un'area che si estende per decine di chilometri a nord-est della città di Pordenone, una zona che conoscevo da decenni ma che mai avrei immaginato potesse racchiudere tale selvaggia bellezza.
Si tratta di una pietraia fluviale vastissima, rimasta intatta da secoli, ed attualmente area demaniale sotto tutela militare perchè racchiude anche il Poligono di tiro del vicino aereoporto militare di Aviano, nonchè zona privilegiata di "allenamento " delle Frecce Tricolori, a loro volta di stanza a qualche decina di chilometri.
Il suo attraversamento perciò è sottoposto a limitazioni che vengono tolte in occasione di questa manifestazione, la quale anzi gode del completo appoggio e supporto militare soprattutto per quanto riguarda sistemazioni logistiche, controlli del percorso, rifornimenti ecc.
Il concorrente perciò si muove per tre giorni percorrendo cento chilometri in un ambiente completamente desertico, incontaminato, quasi surreale, con unica "Stella Polare", quale riferimento geografico verso il Nord, fornito dalla catena delle Alpi Carniche che svettano ad oltre duemila metri, a meno di dieci chilometri da lui!
E' perciò facilmente intuibile come questa organizzazione, peraltro impeccabile sotto tutti gli aspetti (e che, confesso, anche un pò negligentemente finora non conoscevo tale) meriti completa considerazione ed appoggio da parte della IUTA ( l'organizzatore Antonio Iossa mi ha riferito che ha già inoltrato tutte le richieste opportune e necessarie).
Si tratta di un'ultratrail effettivo con i 55 Km di lunghezza della seconda tappa.
E' logico lasciare ad Enrico Vedilei (responsabile del trail all'interno della IUTA) completa valutazione su modalità e tempi per concretizzare tutto; secondo me, comunque è un vero peccato che tutta questa bellezza sia rimasta finora appannaggio per meno di un centinaio di concorrenti!