Vitaliano Grassi è il fedele cronista di Battista Marchesi. Mediamente, una volta alla settimana, lo raggiunge a Lovere, poco prima della partenza della tappa giornaliera (che solitamente ha luogo attorno alle 4.00 del mattina, ma con l'aumentare delle ore di luce, l'orario di partenza viene sempre più anticipato), e lo segue durante la giornata in bici, pppure corricchiando accanto a lui. Vitaliano Grassi detto dagli amici Runners Bergamo "Diavolo Rosso" possiede questa tempra: quella di essere presente, sacrificando altri impegni, non per dovere, bensì per amicizia e solidarietà. Nel suo giorno di corvée, Vitaliano raccoglie impressioni, racconti e confidenze di Tista (perchè lunghe sono le loro conversazioni) e scatti fotografici (dalla partenza di Tista già le foto di documentazione sono quasi 200): alcuni un po' mossi perchè mostrano la concitazione della corsa in presa diretta, un po' più curate e alcune rivelano colpi d'occhio molto belli di un circuito che si va dipanando come un viaggio con il passaggio da gallerie e ponti di pietra, distese prative e tanti incontri con chi risiede lungo il circuito.
La corsa di Tista è tutto questo, perchè è concepita come un viaggio che è fatto di distanze giornaliere e di misurazioni prosaiche, ma anche di incontri con Umani e con animali, conversazioni, impressioni ed emozioni.
E Tista, come risulta inequivocabilmente dalle foto, corre con le sue gambe un po' arcuate e il busto leggermente chino in avanti, corre, ma ogni tanto si ferma - come fanno tutti i podisti - per una sana pisciata un po' meditativa e per scambiare quattro parole con chi lo attende lungo la strada o con chi gli viene incontro o per ammirare meravigliato gli animali che incontra lungo la via e che si accostano alle recinzioni delle tenute, quasi volessero salutarlo o rendergli omaggio.
La corsa vera è quella in cui si va alla ricerca della propria umanità e di quella degli altri, più che la declinazione di un'impresa guerresca in cui tutti gli altri sono nemici da battere e potenziali ostacoli alla nostra progressione e in cui l'unico tiranno che ci comanda è il cronometro.
Proprio per questo non condivido assolutamente le critiche di quegli sciocchi che affermano che la corsa di Tista non risponde ai canoni dello sport. Affermazioni miopi e stolte.
Altroché. L'impresa di battista risponde invece pienamente a quei canoni, perchè Tista tiene d'occhio la meta da raggiungere (tant'è che ci sta provando una seconda volta), ma nello stesso tempo ama il viaggio, in cui ciò che conta è tutto quello che si incontra lungo il percorso e che, alla fine, rimarrà. Mentre la metà conquistata, sarà presto dimenticata: ciò che conta nella nostra cifra di uomini è essere in viaggio.
Vitaliano Grassi, con i suoi racconti e con le sue foto, coglie appunto tutto questo e ci fa viaggiare assieme a Tista.
Ed ecco il suo nuovo racconto (del 17 maggio)
Non è una trovata pubblicitaria. E' successo davvero. Non è possibile, non ha mai fatto niente di male,non ha mai preso una multa, eppure i Carabinieri si sono occupati di lui.
E’ successo stamattina alle 4,30. Che Tista superi sempre i limiti di velocità è ormai noto a tutti e i Carabinieri che stamani ci hanno fermato in prossimità di Ponte Barcotto con la loro paletta, hanno voluto verificare. “Dovete rallentare, cosa fate in giro a quest’ora"? Chiede il capo pattuglia serioso. "E tu, chiede a Tista, dove credi di correre, sembri uno che sta scappando"! Sta per rispondere, ma subito io intervengo invitandolo a proseguire, chiarendo intanto la situazione alle Forze dell’ordine..
Entrambi impallidiscono, ma non dal freddo, bensì da quello che hanno ascoltato; non sanno se credere oppure chiamare una ambulanza per farci ricoverare.
Alla fine li saluto e per tutta risposta non esce una parola dalla loro bocca, solo uno sguardo esterrefatto che mi consente di allontanarmi alla svelta… prima che ci ripensino e mi pure i documenti che … ho, anzi: abbiamo dimenticato.
Le giornate come sempre sembrano uguali, ma non è così per Tista che afferma: “Tutti i giorni provo emozioni diverse, essere immersi nella natura ascoltando i suoi rumori e respirare i suoi odori, sono sensazioni straordinarie, sono per me una linfa di cui mi nutro per poter continuare senza sentire il peso della fatica sempre in agguato dietro l’angolo".
Tista…solo con i suoi pensieri.
Durante le 11 ore che tutti i giorni lo “inseguono”, succedono tante di quelle cose che nemmeno un libro le potrebbe contenere. "Ecco perché non mi stanco mai, tiene a precisare, la monotonia per me è inesistente,se devo stare solo per tante ore ho sempre qualcosa nella mente cui pensare".
Seguendo i suoi pensieri, ce lo siamo perso il nostro “Tista”, che sgattaiolato da quei simpaticoni di Carabinieri, alle cinque in punto si è avvinghiato ad una delle nove fontane che si trovano nel suo percorso e mentre dalla tangenziale vede sfrecciare camion e automobili, per un attimo - dopo essersi dissetato - annusa il dolce profumo di brioches che proviene dal vicino autogrill.
Era partito bene stamattina - una novità non trascurabile -10 minuti in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ed anche stamattina alle 3.40, a sollecitare la nostra partenza arriva ormai l’atteso segnale dell’anonimo amico settantacinquenne di Chiari che, pure lui possiede una bella costanza per svegliarsi a quest’ora e “stare con il suo corridore del cuore”.
Ci saranno forse altri che lo imiteranno, accendendo il computer per vedere se Tista si è addormentato oppure … se è partito come sempre?
Vedremo se dalla settimana prossima, quando partiremo alle 3,30, questo signore sarà ancora puntuale.
Intanto Marchesi pensa solo a macinare, non farina, ma chilometri che oggi hanno superato il muro dei 1500 chilometri.
Alle 6,40 l’incontro ormai puntuale: un bizzarro signore dagli anni non più verdi, spavaldamente ci supera e … come tutte le mattine lo vediamo steso sul muretto che si sbraccia come un ragno inventando una ginnastica che non si insegna da nessuna parte.
Non passa un’ora che sulla ciclabile che costeggia il fiume nei pressi di Esine, troviamo una sorridente ragazza, Marinella, con la quale tessiamo la tela per alcuni minuti. E’ curiosa, vuole sapere, Tista vorrebbe fermarsi , non lo può fare, per queste cose ci sono io, la tela la tesso io.
Marinella e Tista insieme…solo per poco.
Dopo le prime ore fredde del mattino, un tiepido sole rinfrescato dal vento ci accompagna verso Breno dove incontriamo un arzillo nonnetto che, si presta immediatamente per un foto con Tista e subito insiste per proclamare il suo nome: “Mi chiamo Stefano Salvetti e sapete quanti anni ho? Ottantaquattro, e abito qui sopra in via Spinera", aggiunge con un leonesco sorriso compiaciuto. Appena Marchesi se ne va, il vecchietto si avvicina con voce silenziosa e mi sussurra: “El me scuse, ma chel là, él me par fo’- de co, che dighèl- lù?”
(che tradotto fa: “Mi scusi, quello là, mi sembra un po’ matto, cosa ne dice lei?”).
Ho risposto: "Lui non è matto, è fatto così".
Il vecchietto, torcendo il naso e la bocca, mi saluta e con una alzata di spalle risale la sua via, la sua via ”Spinera”.
Stefano Salvetti porta la sua borsa e Tista?
Anche lui ha la sua borsa da portare che pesa più di quella di questo ottantaquattrenne, la sua pesa 2,5 kg ma subito incalza: "Il campione francese Serge Girard che ha corso 365 giorni e non portava lo zaino, come lo porto io. Oggi un ciclista si è caricato il mio zaino, ma domani? Spero che una cicogna vedendo il mio fardello, pensi che ci sia un bambino da portare e, mi aiuti per i giorni a venire”.
Ho incontrato l’altro giorno pure lo scrittore Giannino Botticchio di Cogno, ha fatto qualche chilometro con me raccontandomi di aver percorso 800 km durante il percorso di Santiago de Compostela, e forse ha voluto avvicinarmi per sapere… come farne di più.
Si meraviglia degli incontri che succedono ogni momento, ma non si preoccupa di chi lo osserva al suo passaggio. Ha cambiato look, da quando gli hanno detto che assomigliava a Star Trek e si era inventato quei cerotti su “quelle recchie" ha pensato bene di diventare un runner del deserto,torcendosi attorno un brandello di tessuto come fosse una Kefiah araba; almeno le orecchie non arrostiranno più.
Dove sono le orecchie di Tista?
“Non sempre le giornate sono lisce come l’olio, domenica infatti durante le prime quattro ore un violento temporale si è scatenato contro di me e pensare che io … non gli ho fatto niente”.
In compenso, questa sera, all’Hotel Lovere mi sono scrollato di dosso tutte le fatiche e con amici e famigliari ho assaporato un momento di spensieratezza sedendomi con loro e gustando un pranzetto come non sono abituato a fare durante le mie ore di –lavoro-.
L’angolo della curiosità: avete visto i miei piedi; se riescono ad essere sempre efficienti ,nonostante vesciche e perdite di unghie, devono ringraziare le calze che indosso, poiché la loro fibra Nexus, esercita una spiccata azione termoregolatrice e, oltre alla naturale azione anti batterica, possiede una elevata capacità di assorbire il sudore favorendo una rapida evaporazione, eliminando la sgradevole sensazione di bagnato e freddo. Si ottiene anche una migliore circolazione.
Le scarpe che indosso riescono a soddisfare le mie esigenze,e lasciatemi ancora un po’ di tempo per ultimare il collaudo poi…vi dirò. Le scarpe n.44 , due numeri oltre la mia misura, a volte come già descritto mi creano problemi con i sassolini che non perdono occasione per venire a fare un pisolino fra le mie dita.
Succede però di fermarmi anche per un altro motivo:
Questa volta non è il sassolin.
"Quando il piede si ingrossa,dopo tanti chilometri, è meglio allentare i laccioli, consiglia Tista, almeno il piede non si sente prigioniero e il sangue scorre meglio". Sono accorgimenti che non sono banali, alla fine anche loro producono i loro risultati.
Diavolo Rosso il 17 Maggio


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