Quello che segue è il racconto di Luisa Balsamo sul Tor des Gèants® 2014: coinvolgente ed emozionante, da leggere con il fiato sospeso!
Per la cronaca, Luisa Balsamo, è stata finisher, in 99^ posizione assoluta, tagliando il traguardo di Courmayeur, venerdì 12 settembre alle 7.30.
Grazie per iltuo appassionato racconto, Luisa!
(Luisa Balsamo) Era un giorno di settembre del 2010 e stavo guardando il TG quando hanno mandato un servizio su una gara molto particolare: il Tor Des Geants. Ho pensato subito a qualcosa di folle, 330 km ... 24.000m D+ ... No! Erano tutti pazzi! Io non avrei mai potuto farla e non avrei mai nemmeno potuto concepire una distanza del genere ...
Settembre 2014... Posso dirlo! Sono diventata pazza anch'io! Ancor di più se penso che da febbraio a settembre di gare da 300 km ne ho fatte ben due! Che abbia contratto un virus?
In realtà la prima delle 300 km - quella corsa in Oman - era per capire se avrei retto mai mentalmente ad una distanza del genere.
Chi mi conosce lo sa, la mia resistenza fisica è ben messa, quindi non mi preoccupa , ma quella mentale in una gara del genere è fondamentale e non è detto che chiunque ce la possa avere.
Sicuramente una cosa è certa , in questi ultimi cinque anni nella mia vita tanto è cambiato: io sono cambiata e, di conseguenza, è cambiato il mio approccio con le difficoltà.
Forse anche questo mi ha aiutata non poco.
Una gara così ti lascia dei solchi dentro che non si potranno cancellare mai. Ci si sente particolarmente fragili e nello stesso momento dei super eroi. Ma siamo gente normale, un po' Geant, ma sempre normale. Ci commuoviamo alla visione di un laghetto azzurro cielo nel quale le montagne si specchiano talmente bene da farle sembrare dentro quel lago. Ci esaltiamo al cospetto di stambecchi o marmotte come se fossimo dei bambini. Guardiamo un piatto di polenta come se fosse un oggetto preziosissimo.
Insomma la nostra vita in quei giorni assume quegli aspetti di cui abbiamo dimenticato l'esistenza e che una volta tornati alla nostra "civiltà" sarà difficile abbandonare .
Una gara come il TOR si prepara con il cuore, almeno per me è stato così.
Non avendo grandi dislivelli e ampia scelta ho messo anima e cuore in tutto quello che ho fatto.
Ho avuto ragione perché, anche se non sono una top runner, la mia condotta di gara è stata pressoché perfetta. Con il senno di poi - si sa - possiamo vincere tutti, tutti possiamo tornare indietro e migliorare gli errori, ma bisogna accettare il risultato finale, perché c'è sempre un motivo se si è arrivati a quello.
Gara stupenda, paesaggi meravigliosi, persone eccezionali, umanità immensa, passione da vendere, agonismo alle stelle.
Il TOR è tutto questo e lo vivi ora dopo ora, non stancandoti mai di meravigliarti di tutto quello che succede.
Amo la montagna, anche se chi mi presenta sostiene che sia la "Regina dei Deserti".
Si, è vero, mi sento molto a mio agio tra le dune, ma la montagna mi ha vista crescere e ho sempre avuto una passione particolare per lei.
Non mi soffermo a raccontare gli aspetti della gara, la fatica, la stanchezza, la pioggia, il fango, il sole e la luna, voglio soltanto cercare di trasmettere quel pizzico di fascino che il TOR mi ha lasciato.
Correre, camminare, salire e scendere su e giù per vallate e le montagne, il tutto accompagnato dal rumore del silenzio, dal suono della natura e ogni tanto da qualche parola scambiata con il mio compagno di viaggio: un amico del deserto! Fabio super Furio. Lui, il calcolatore per eccellenza, l'uomo delle proiezioni e delle previsioni!
Abbiamo scherzato molto su questo e sa che se dovessimo ritentare le sue tabelle le dovrà lasciare a casa!
Il compagno del TOR, a dispetto di chi pensa che questa sia una gara da fare da soli, sì, forse è così. Ma se c'è affiatamento e rispetto il traguardo si raggiunge insieme. Si entra in simbiosi, si respira la stessa aria e addirittura si hanno le stesse allucinazioni!
Fabio, cosa vedi li in fondo?
Aspetta che guardo. Sì, vedo una ragazza appoggiata al muro con un bastone in mano.
Allora è proprio quella che vedo io! Sì, Luisa!
E così via per tutto il resto della gara . Forse la mia immaginazione si è lasciata andare un po' di più tra conigli giganti, orsetti polari, personaggi famosi...
Ma spesso, insieme, immaginavamo le stesse cose e ne sono testimoni Sabina Bacinelli, Ermanno Nuccio e Ottavio Massarenti che per tratti ci hanno scortato lungo il percorso deliziandosi delle nostre follie mentali!
Il TOR è anche questo. Magia, immaginazione e spettacolo.
Poi c'è l'aspetto estetico. I colori magnifici e perfetti delle albe e dei tramonti, dei riflessi delle montagne baciate dal sole e del verde brillante dei prati. C'è arte anche sotto la pioggia scrosciante che batte forte sulle nostre teste e che non lascia scampo. C'è arte anche in un meraviglioso piatto di polenta conica a 2700m offerto dagli splendidi volontari del TOR. Si, perché l'anima del TOR sono loro. Sono tutte queste magnifiche persone che ci fanno sentire a casa e che si fanno in quattro per non farci mancare nulla. Io, questi ragazzi li vorrei ringraziare dal primo all'ultimo e ci terrei molto che lo venissero a sapere. Sono stati unici, devo anche a loro un pezzetto del mio traguardo.
Il TOR regala emozioni mozzafiato e momenti unici. Amicizia , solidarietà , attenzioni , ma anche divertimento e commozione .
Avevo immaginato il mio traguardo ogni giorno dei 365 che mi dividevano dal momento in cui ho preso la decisione di partecipare. L'ho immaginato in tutti i modi possibili. Saltando, esultando, gridando, sbandierando, piangendo: ma, alla fine, mi sono trovata impreparata. Ero quasi paralizzata dall'emozione, dalla fatica o forse dalla mia "maledetta" timidezza, tanto da non riuscire nemmeno a dire una sola parola. E se non ci fosse stato Fabio, forse non avrei tagliato il traguardo nemmeno alzando le braccia al cielo. L'avrei tagliato come se stessi entrando a casa, come una gesto più che naturale.
Senza proclami o gesti da palcoscenico. Nature, come nella mia natura...
Anche questo fa parte del TOR. Mille sfaccettature diverse , mille reazioni a volte opposte , euforia alle stelle o calma apparente . Non cambia niente però , perché vi assicuro che dentro di me la gioia e la soddisfazione superano qualsiasi gesto eclatante . Imparerò ad esternare un po' di più magari la prossima volta!
Grazie TOR, grazie per avermi dato l'opportunità di crescere ancora , grazie per essermi stato accanto e non avermi tradito, grazie per esserci!
Ma i miei ringraziamenti vanno rivolti a tante persone che con la loro discreta presenza mi hanno dato una marcia in più . Persone che non conoscevo prima del TOR e persone che invece mi sono sempre state accanto . Le elenco tutte questa volta , cercando di non dimenticare nessuno . Ognuna di loro ha un significato particolare , ma nessuna è meno importante dell'altra . Non saranno elencate in ordine di importanza ma soltanto nell'ordine che la mia testa confusionaria decide . Grazie a tutti voi , ma se mi permettete, almeno per una volta, grazie anche a ME
Ermanno, Silvia, Giovanni, tutti gli Anapoco (e scusate se ho tolto Giovanni, ma l'ho preso in prestito solo per oggi ): Marcello, Nino, Mario e Mimmo, CesarOne, Ferdinando, Caterina, Sabina, Adriana, Valentina, Cristina e TUTTI, ma proprio TUTTi, quelli che sono stati con me anche solo per un km, mi hanno spinta e incitata.
Grazie al mio amico - e coach Andrea Gornati (running4you) , che con me ha vinto un bel paio di scommesse, buttandosi a capofitto in un mondo a lui sconosciuto. La nostra amicizia e la sua professionalità ci hanno portato in cima a quanto sperato.
I miei "cuccioli" Marta & Lorenzo che - per quanto litigati con la corsa e con tutto quello che fa movimento - soffrono e gioiscono tanto quanto me.
Fabio, ti lascio per ultimo perché sei stato il mio compagno di viaggio. Non era facile arrivare sino in fondo insieme, ma ci siamo riusciti, forse per sopravvivenza o perché non è poi così difficile.
Ci hanno paragonati a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello per quanto ci siamo pizzicati , ma sicuramente ci siamo divertiti e, magari, possiamo anche rivedere alcune cosette...
Chissà.
Vedi anche in questo magazine: Qualcuno con cui correre, in Sicilia (capitolo 4°). Su Luisa Balsamo e le sue generose avventure di corsa


Perchè ho dato alla mia pagina questo titolo?
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho
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